GRUPPO DEL SELLA: 666 the scramble of the beast; anello Val Setus – Val Mesdì con salita a Cima Pisciadù e Piz Boè, o dell’allunaggio in pieno sole.

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      SCHEDA ESCURSIONE
  • N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.
  • CARTOGRAFIA: Ho utilizzato la Carta “Kompass ” 1:50.000 foglio 59 “Gruppo di Sella, Val Gardena, Alpe di Siusi”
  • SPAZI: (giorno 1):Parcheggio quota 1956 poco sotto Passo Gardena (versante Val Badia)-sentiero 666-Rif. Cavazza al Pisciadù-sentiero 666-digressione Cima Pisciadù-sentiero 666,647-Rif. Boè /(giorno 2): Rif Boè-sentiero 638-Piz Boè-ridiscesa al rifugio Boè-sentiero 651-Val Mesdì-sentiero non numerato con indicazione Passo Gardena-parcheggio quota 1956.
  • TEMPI: (giorno 1): parcheggio-Rif. Cavazza al  Pisciadù 1.30 h; Rif. Cavazza al Pisciadù-Cima Pisciadù 1.30 h; Cima Pisciadù-Rif. Boè 2.30/2.45 h. / (giorno 2): Rif. Boè-Piz Boè 0.45 h; Piz Boè-parcheggio quota 1956 3/3.30 h
  • DISLIVELLI: (giorno 1):salita 1200 mt. circa, discesa 200 mt. circa; (giorno 2): salita 280 mt. circa, discesa 1200  mt. circa
  • PUNTI D’APPOGGIO Rifugio Cavazza al Pisciadù, tel. 0471/836292 ; Rifugio Boè (Bamberger H.), tel. 0471/847303; Rifugio Capanna Piz Fassa, tel. 0462/601723  P1130636 (2) 
  • DIFFICOLTA’: EE (per escursionisti esperti); passi di I grado. N.B: per chi non avesse dimestichezza con canali ripidi e friabili, o li soffrisse, consigliati casco, imbrago e kit da ferrata nel tratto attrezzato iniziale di discesa lungo la Val Mesdì (sent.651)
  • Caratteristiche: escursione faticosa e appagante, estremamente panoramica. Da capo a fine si svolge in ambiente aspro, severo e maestoso, arido e  selvaggio benchè piuttosto frequentato. Il cielo e le rocce gnude sono i soli protagonisti sulla scena, eccezion fatta per gli/le escursionist*. Il percorso prevede alcuni brevi e facili tratti attrezzati, aventi funzione perlopiù di mancorrente, ‘sì che nelle guide escursionistiche cartacee la classificazione di difficoltà dell’itinerario, ovvero dei segmenti che lo compongono, è di EE e non EEA (escursionisti esperti, con attrezzature). Prima si risale l’orrida e incassata Val Setus per ghiaioni, se ne supera la strozzatura a guisa di canale con l’ausilio delle funi, si rimontano facili blocchi per salire in vetta a Cima Pisciadù, si lambisce il desertico petroso altipiano delle Meisules, si risalgono le gobbe e i gradoni che adducono in cima al Piz Boè, ci si cala nella  profonda gola della Val Mesdì, per gustarsene l’apertura e riagganciarsi al punto di partenza lungo comodo sentiero in rado bosco. Tra le plusvalenze dell’escursione, la facile ascensione a due cime del gruppo, l’imponente Pisciadù (2985 mt.) e il Piz Boè, massima elevazione del massiccio del Sella e prestigioso “tremila” (3152 mt.). Questo anello rappresenta un ottimo terreno di gioco per incrementare l’esperienza dell’escursionismo di croda, in modalità avventurosa ma non difficile: si risalgono e discendono canali facendo esperienza di appigli e appoggi,  s’incontrano funi e pioli, si cammina su cenge, si affronta qualche passo di facile arrampicata di I grado, il tutto in esposizione estremamente contenuta, che molt* direbbero assente, ma in ambiente comunque aereo e acclive, che non va sottovalutato. In ogni caso la roccia la si guarda in faccia, e si calcano due cime importanti, dal cui sommo si gode di straordinari panorami  a 360°. Due parole anche sulla bellezza dell’ambiente che si attraversa: si penetra in un sodo e isolato panettone di dolomia, una vera e propria fortezza difesa da immani bastioni, e se ne fuoriesce attraverso profondi e incassati solchi vallivi, esplorandone le ombre e i fantasmagorici turriti ricami rocciosi; se ne calca la desertica lunare sommità, fatta di cielo sconfinato e laste calcaree tormentate da pilastri e guglie splendidamente scolpiti. Il verde lo si ritrova solo a valle. N.B.: l’acqua è bandita dal paesaggio, si trova solo presso i rifugi e limacciosamente adagiata nell’invaso del laghetto Pisciadù. Anche di neve residua ne abbiam vista pochissima (scarso apporto stagionale). Il percorso è lungo e faticoso per via dei dislivelli importanti, considerare buone scorte idriche.

un giorno di tardo agosto, 2012 D.C.

….e siccome sono un musicaro e mi occupo di Rock & Roll figuriamoci se non trasecolo mentre consumo di cùpide occhiate la carta escursionistica del Gruppo di Sella e scorgo il sentiero n. 666.  “Fra, tocca che andiamo a calcare ‘sto sentiero del Capro. Siamo ancora in vakanza, a settembre si fa un po’ di mare a Creta, domani e posdomani il Meteo dà bello di molto, ho già in mente l’anello, facciamo anche due cime, è un caldo boja, quest’anno di montagna ne abbiam fatta poca”. Ella mi ama e le gusta compiacermi, altresì le piace scarpinare ‘sicchè annuisce a fior di labbra e io scodinzolo che domani si va suso. Fine agosto, da Bologna a Passo Gardena sono l’ordinarie tre orate e due triglie d’automobile, che arriviamo al punto di partenza della scarpinata (il parcheggio qualche tornante a Est del valico, versante Val Badìa) poco dopo le 10 mattutino. Non sto più ne la pelle, mi scuotono accessi d’euforia per l’imminente imbocco del sentiero numerato con la cifra demonica dell’Apocalisse biblicogiovannea. La giornata è calda e magnifica, c’è pieno di escursionari e turisti e sopra c’è un vuoto pieno di cielo turchino compatto, a campitura satura. Solo la ciminiera del trenino calcareo dei Cir sbuffa nembicelli con scarsa convinzione.

Scomposto dall’eccitazione deambulo veloce lungo il sentiero d’accesso, già trafficato a modo, e finalmente il cartello. “…Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perchè è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei” (Apocalisse, 13:16-18) sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 004 (2)

“Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io e Ozzy e gli Iron Maiden fossimo presi per incantamento e messi in un vasèl…” Citando così Dantone Alighieri e liberamente interpretandolo ponendo nel “Vasel” Mr. Osbourne e i Signori Metallari, declamo a sussurro quanto sarebbe figo se venissero con noi a fare questo scrambling trek lungo il sentiero 666, così fo finta per un momento che Ozzy e i Maiden siano costì a dirmi quanto è cool questo posto e a chiedermi quando s’arriva al rifugio e semmai se c’è un catering d’accoglienza. Mi rihò e tosto il pensiero scarta sulla peculiarità pluringuistica del cartello; ladino, tedesco e italiano, ‘chè la val Badia, come le consorelle Gardena, Fassa e Livinallongo (tutte convergenti/digradanti dal Massiccio del Sella) è un comprensorio connotato dalla buona resistenza dell’idioma ladino.  

Addentiamo il sentiero (il cui lungo segmento è in comune all’Alta Via n.2 delle Dolomiti, quindi segnalato anche come tale) che in tornanti prima larghi poi secchi si addentra nel profondo solco di Val Setus. La salita parte moderata e umbrata per l’ora, ma presto abbiamo contezza del prossimo decollo; il sole inquadra la parte acclive dell’incasso che si riduce a stretto ripido canale mentre i viandanti che ci precedono varcano la linea d’ombra.sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 006 (2)

Il fondo sdrucciola ma non è male, la segnaletica riporta di frequente il marchio della bestia e comincio ad ansare. Quando arrivo al cangiante spartiluce pondero l’acustica  bizzarrìa di Val Setus che suca e veicola il paesaggio sonoro della strada di Passo Gaardena – giuso ma non distante –  ‘sicchè le accelerazioni, i freni motore, le sfrizionate, d’auto e moto, i trilli di clacson dell’autocorriere finanche gli schiamazzi risuonano fra le crode, smorzati ma dinamici. A un tratto anda e riviene una romantica rock ballad, assecondando i tornanti sinuosi che l’enorme sontuoso motociclone tedesco dal cui stereo plen air viene irradiata sta discendendo. La canzone è Freebird dei Lynyrd Skynird e il libero uccello che la diffonde è un motardo Kavaliere  son certo teutonico che monta, seco l’Amazzone, un cottage cromato cabriolet a due ruote. Canticchio il motivo per dissimular la fatica  e arriviamo a fine pendio. Ora il tracciato prima di sbattere contro un pilastrone piglia la manca e s’imbudella verticace a risalire un canale strozzato. Guatarlo fa poca voglia, ma il percorso è agevolato da ottime funi pressochè continue dall’attacco allo sbocco, che consentono d’incedere agevolmente e con rapidità prima sul comodo bordo di uno sprone roccioso che s’incunea nella gola poi su di un gradone appigliato e appoggiato. Il tratto, per quanto da affrontare con  la dovuta concentrazione, è snello, semplice e in modestissima esposizione, vieppiù protetta dai cavi mancorrente, ‘sicchè lo si supera con divertente arrampicata. C’erano divers* impùber* e canut* escursionist* sul percorso, nessun* ha lamentato difficoltà di progressione. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 007 (2)

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All’uscita del canale mi volto a gustare la pulizia del cielo e la plasticità delle forme, con gli assoli finali di Freebird in dissolvenza sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 011 (2)

Mentre di fronte riposa un magnifico panoramico terrazzone su cui poggia il corpacciuto palazzo roccioso di Cima Pisciadù, la nostra prima meta, che si para innanzi quale imponente Matrona calcarea. Vista quinci mette un po’ di soggezione. “Quella roba lì è molto vicina al sole, da che parte si sale?” sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 016 (2)

Calchiamo in piano l’assolata veranda e salutiamo a distanza il rifugio, gestito dalla sezione C.A.I. di Bologna. Non ho avuto un raffinato colpo d’occhio fotografico (e non dispongo di grandangolo) ‘sicchè vi risparmio uno  scatto volumetricamente piatto che non rende giustizia alla profondità e all’ampiezza del panorama che si spalanca verso levante; se ne riparlerà  dalla cima. A ponente invece s’alza subito un anticomoderno quartiere di dolomia con l’edificio ammiraglio di Cima Pisciadù in primo piano, sulla cui manca orografica (la destra di chi guarda e cammina) si sviluppa la via normale di salita. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 021 (2) 

 

sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 022 (3)Quinci seguitiamo a pestare il 666, che vedete in foto lambire i calcagni di palazzo Pisciadù, non prima d’aver sostato un respiro a guardare il laghetto, afflitto nel tono e nei colori da una lunga stagione avara di pioggia e neve. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 027 (2)

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Si procede ancora su buon sentiero che taglia in moderata salita il ghiajone in ombra poi s’entra nel plesso petraceo del Sella, guidati dal marchio della bestia in vernice rossobianca. Il tracciato si sgarrupa e supera la paretina molto appigliata e appoggiata, visibile al centro della foto, con l’ausilio di buone attrezzature a cavi e staffe nei punti più disagevoli, in blandissima, pressochè nulla esposizione. Nel ricerchio due pellegrini procinti alla faccenda.sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 029 (2) Come illustrato nell’immagine seguente, il tratto in questione si supera in scioltezza e sbocca sull’orlo d’un bellissimo acclive valloncello, rinserrato tra la muraglia innalzata dal Piz de Le Mésules, dal Sass dei Ciamorces e dalla mole del Sass da Lec (nell’immagine stagliato in un cielo d’imbarazzante turchezza) a ponente….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 033 (2)

sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 031 (2) …e dall’incombente piramide di Cima Pisciadù a levante, lungo il cui crestone sudovest s’intravedono escursionist* impegnat* nell’appicco. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 034 (2) 

Arriviamo quindi a Sella Val de Tita (2816 mt.), magnifico assolato valico sdrajato sulla pietra. Ho sete, ho fame, pestiamo calcare da più di due ore in ripida e rapida salita, abbiamo già incassato quasi 1000 mt. di dislivello, comincio a risentire delle poche ore di sonno, del lungo viaggio in auto, ‘sicchè mi coglie stanchezza. Però è presto, che tocca ora pigliare la traccia di salita alla Cima. Ve la fo vedere nella foto seguente, ripresa a cima salita e discesa, dall’imbocco del successivo Altopiano delle Mésules, lungo il secondo tronco del sentiero 666. Il tracciato puntinato di rosso è indicativo, e corrisponde grossomodo alla via di salita.   sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 066 (5)

Se verso Val Badia Cima Pisciadù precipita un paretone di maestosa verticacia con la jeratica foggia d’un edificio realsocialita, da sudovest si pone a guisa di Ziqqurat mesopotamica, con gradoni disposti d’azteca regolarità. La via normale d’appicco si snoda serpeggiandone il detto versante attraverso i cosiddetti punti deboli. Si dribblano i salti di roccia su traccia friabile ma dignitosa, se ne  affrontano direttamente altri con faticosa e divertente arrampicata, ricca d’appigli e appoggi, mai strapiombante, ‘sicchè in ogni caso si tratta di blocchi e corti gradoni, semmai muretti scalinati, nemmeno paretine. A occhio non si va oltre il più facile I grado, quindi si tratta di passaggi  su roccia d’elementare difficoltà, con una progressione che regala comunque sensazioni d’alpinistica filigrana. Nelle immagini seguenti la vista frontale all’appicco e l’attacco dei primi gradoni; nel ricerchio dorato gli escursionisti procinti… sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 065 (3)  

La via presenta bolli rossi e trine bandiere biancorosse che con discrezione suggeriscono i passaggi migliori, benchè il percorso all’inizio sia intuitivo e consenta di scegliere in loco i passi più confacenti. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 037 (2)

Dopo un po’ di ascendente zigzag e piacevoli rampicate sui gradoni il percorso s’incunea nel fondo di un ripido canalino, comunque ricco d’appigli e appoggi, che si sale facilmente  mentre l’acclivio comincia a farsi aereo. Mi fermo a prendere fiato su un terrazzino posto all’uscita del budello e tosto mi sbatte in faccia un apocalittico mondo di pietra sconvolta, ‘sicchè la vista vola sulle voragini che vulnerano la compattezza del Massiccio, orlate di barocchi arabeschi. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 042 (2)

Ora il sentiero torna a farsi tale, ascendendo e tagliando la costa su cengia in un tratto sempre comodo ma un poco più esposto sul precipizio, attenzione.sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 064 (2)

Superato con cautela questo passaggio si arriva sotto al cappello dell’anticima donde appare la croce di vetta. Tocca pestare ancora ripide rampe di detriti e sgambar qualche innocuo gradone; benchè ormai prossimi alla vetta, com’ogne volta che s’arriva su n’anticima si sbuffa. La Fra incamosciata è avanti e suso, io imbisontito son dietro e accuso. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 062 (2) 

Affronto l’ultimo appicco da ruspa in modalità provvisoria e arrivo in vetta coi cingoli tra i denti, mentre la Fra già da un po’ si gode il tepore di quota pungolato da una fresca brezza, in compagnia d’una pellegrina. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 061 (2)

Ho l’occhio destro al posto del sinistro per via del consumo di ATP, m’appena si ricollocano a modo m’arriva uno spettacolare ceffone di vacume riempito d’immensità plastica. Il panorama toglie quel filo di fiato rimasto. A Nord la verzicante Val Badia, protetta dal Sassongher e dal brullo Altipiano del Puéz, più discosto il Sasso delle Dieci e vieppiù la caten’alpina confinante co’ l’Austria (non disponendo di grandangolo il giro d’orizzonte degli scatti è limitato, mentre si dispiega a 360° pieni)sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 058 (2)

Dai 2985 mt. della sommità diamo un’occhiata libera d’intralci anche alle Odle, sempre a Nord sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 053 (2)

Vi risparmio purtroppo la vista verso Est, che spazzola il mondo fino alle Tofane e al Pelmo; un palo metallico che non ho ben capito (par che sia roba di rilevamento meteo) ne deturpa il quadro. M’allora indugiamo a Sud, verso l’acclive Piz Boé (prossima meta) che in parte occulta il petto ghiacciato della Marmolada sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 041 (2)

Poi una zoomata sui numitici giochi di risacca e bagnasciuga d’un mare antichissimo sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 052 (2)

e uno sguardo in basso verso il Rifugio Cavazza, con lo sbocco/imbocco del canale attrezzato di Val Setus, da dove siamo sbucati prima per aggirare la parete del Pisciadù a salirne la piramide. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 057 (2)

Mangiare il panino di vetta in uno scenario così aereo e maestoso rimette decisamente a bolla, in un baleno: il traffico di pellegrini, peraltro esauritosi al Rifugio Cavazza, s’è spicciato in pochi pedoni, ‘sicchè ora siamo in quattro a gustare il belvedere sommitale. Una cima è andata. Ora si firma il libro di vetta e si discende, che abbiamo ancora parecchio da pestare per arrivare al Rifugio Boé, che ci aspetta ai pie’ dell’omonimo Pizzo. Discaliamo a ritroso la piramide, siamo stanchi ma l’attenzione lungo i passaggi più friabili e delicati dev’essere mantenuta pulsante. Qualche tratto lo facciamo rasochiappe, srampichiamo i gradoni con l’arti fiacchi ma siamo al piano abbastanza rapidamente. Ora, da che abbiamo riperso un centocinquanta metri dobbiamo guadagnarne cent’altri lungo il nostro sentiero 666. Dalla ricalcata Sella Val de Tita tocca ravanare nei detriti per giungere sul bordo levantino dell’Altipiano delle Mésules. La canicola e la luce sono zenitali. Secche le fauci. Affronto la salita in compagnia di cose che vedo solo io. La Fra è molto avanti, io tiro indietro assieme agli amici immaginari che un po’ m’incitano e un po’ mi scherniscono. Miraggi di quota e fatica, o dell’ATP agli sgoccioli. Il pendio tira e mi guarda in ceffo. Spiaggia e mojito, tutta la vito. Poi vedo la Fra che si staglia nel blu del mare di sopra, e un’esclamazione di meraviglia. La raggiungo e le fo eco; sul bordo dell’altipiano si spalanca la gigantesca piscina vuota delle Mésules schiacciata da un’empireo turchino, mentre oltre il bordo precipite a Nord  s’alza una combriccola di torrioni, e con il palo di legno piantato nel sassume tutto fa molto allunaggio in pieno sole.sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 068 (2)

Zoomiamo lo sguardo a Sudest, e il Pelmo fuma la pipa incorniciato da cielo e crode. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 073 (2) 

Seguita il giro d’orizzonte, a Est le Tofane e Conturines-Lavarella…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 071 (2)

..E la più accosta Ziqqurat di Cima Pisciadù, salita poco fa, con ben evidenti pellegrini in coppa e via di salita (illustrata in precedenza)…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 070 (2)

..Il Nord l’avete visto nel primo scatto di questa sequenza, ma ve lo fo gustare meglio con Le Odle, il Puez, e più lontane l’Alpi austriache….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 074 (2)…Mentre il Sud  eccolo animato dalla mole dell’ora più accosto (e zoomato) Piz Boé, che stavolta concede uno spot alla Marmolada…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 076 (2)..

…Si cammina ora lungamente bordovasca, e guardiamo a Ovest la piscina Mésules..sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 077 (2)

Deambuliamo sulla luna in pieno sole ma non ho perso la gravità, anzi, strascico di zavorra i passi benchè il tratto si mantenga deliziosamente in quota. Pied piede che s’incede lo scenario viene tosto sconvolto da voragini che si aprono a levante, dominate da grattacieli di primordiale generazione, la Torre Berger  Deluxe Buiding…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 079 (2)

Quinci, dopo una mezzorata di cammino a montare un pajo di lievi saliscendi su dune rocciose, ben guidati dalle segnalazioni biancorosse dell’Alta Via 2, si trascura la traccia numerata 647  che alla nostra destra discala verso Val Lasties e si piglia fiato, che dobbiamo rimontare la gobba dell’Antersass (2907 mt.). Son poche decine di metri d’acclivio, ma siamo stanchi. Volendo una traccia taglia in piano la gobba ma è un tratto su cengia esposta, attrezzato ma meno  panoramico, ‘sicchè non abbiamo voglia d’indossare l’imbraco e preferiamo calcare il pingue crinale dell’Antersass in favore d’orizzonte aperto. E facciamo bene. Dalla cima con ometto di pietre s’apre a manca il profondo solco della Val Mesdì protetto dallo svettante skyline del Bech e del Dent de Mesdì, scarmigliato di charoscuri dopo un orgasmo di luce calda e cielo di Myazaki. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 080 (2)

Vo in orgasmo di riflesso, e m’abbisogna di mirar più avvicino la locomotiva del Mesdì, ciuf ciuf….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 082 (2)

Reinquadro la Val de Mesdì, che dovremo discendere l’indomani dopo aver asceso il Piz Boé; quinci è una spiaggia tropicace inclinata e accudita da magnifiche falesie…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 083 (2)

…Sul versante opposto scorgo una bellissima cengia che taglia tutta la schiera di pareti a mezzo, e fantastico di calcarne i passi…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 084 (2)

….Ma torno qui et ora, che discesa la gobba d’Antersass fa capolino finalmente l’ormai accosto Rifugio Boé a piantonare l’omonimo picco. Sono quasi le Quattro posmeridiane, la tappa volge al termine. Circa due ore indietro abbiamo lasciato la vetta del Pisciadù, quasi sei ore fa ci siamo messi in cammino. Per oggi può bastare. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 085 (2)

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All’acclive rifugio scoliamo esausti la birrona di protocollo e recuperiamo un’orata di sonno in cuccetta. Ci risvegliamo ‘mpastati per gustarci l’enrosadira, mentre un simpatico micio di croda si prende le nostre coccole e quelle del sole indorace.sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 104 (2)

Son così frusto che non riesco ad immortalare un tramonto commovente; ci mettiamo a bighellonare col micio sulle panche assieme ad altri ospiti, ponderando l’itinerario dell’indomani e aspettando la cena. Ora fa più fresco, mentre soppeso la via di salita al Piz Boé. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 098 (2) La filigrana di luce svolta in aragosta di croda, mentre fo due passi a un dipresso per adocchiare la Capanna Fassa posta in coppa al Piz;  zoomando m’è chiara la via di salita, che la traccia zigzaga fin dentro al canale poi si sdoppia e fa un’asola: per l’andata si piglia la destra su cengia e  si supera  un muretto; per il ritorno ci s’infila serpeggianti nello spacco. Ambedue li tratti mi risulta siano attrezzati.  sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 110 (3)

Lauta cena montagnara e prestiva poj a nanna, che domani si va prima sul sommo del Sella poi ci spettano quei mildugento metri declivi per arrivare a farne trecenciquantamila su quattroruote verso casa. ‘Notte. 

GIORNO 2

Déjà vu, déjà entendu. La Fra mi dice che ho russato di forza e i vicini di cuccetta dice hanno provato a silenziarmi a lungo senza successo. Spiacente, di molto. Colazione poi fuori. La giornata, se possibile, si presenta più bella di ieri. Il presto mattutino irradia l’orizzonte d’una foschiola turchese, mentre il sole già biscotta le crode vicine. Pigliamo subito il sentiero 638 chiaramente indicato su palo. Il Piz Boé rimane forse il Tremila dolomitico più facile da calcare (eccezion fatta per la Cima Tofana di Mezzo, raggiugibile direttamente in funivia); pigliando la Funivia del Sass Pordoi si giunge alla stazione sommitale dell’omonima forcella, donde prima il sentiero 627 poi il 638 in circa un’ora e mezza per un trecento metri d’acclivio conducono facilmente in vetta mediante buon pestato ed elementari gradoni (mi risulta attrezzati; questa via non l’ho mai percorsa, riporto sinteticamente la descrizione letta su diverse guide). Noi la si fa lungo il 638 ma dal versante opposto, lungo quella che sarebbe la discesa in modalità traversata dal Sass Pordoi. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 117 (2)

Sono le sette e mezza, intendiamo salire prima d’imbatterci nell’abituale  processione di pellegrini, ‘sendo la cima molto frequentata per la comodità d’accesso. Il sentiero affronta il pendio detritico in comodo zigzag, ‘sicchè ogni due passi lo sguardo può indugiare sul magnifico plastico naturale che si stiracchia verso Nord….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 118 (2) 

Si sale comodi nonostante l’impennata dell’acclivio, e la vista settentrionale, ora che vi fanno capolino i verdi scaldati, mi rapisce vieppiù….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 120 (2) 

Ci s’incunea nell’umbrato valloncello e rattamente si raggiunge il bivio che declina in andata e ritorno il percorso; a destra si sale e da sinistra proviene la traccia di discesa. Noi saliamo, quindi pigliamo la via segnata di destra che serpeggia un facile gradone e s’assesta in cengia con dolce pendenza, provvista di cavo mancorrente…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 121 (2)

Il tratturo è comodo, spazioso e di buon pestato, lungo forse una ventina di metri e servito da funi continue. L’unico passo  un poco esposto lo s’incontra quando il sentiero gira lo spigolo restringendosi nell’angolo… sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 122 (2)

….Doppiato lo spigolo seguono facili blocchi sempre provvisti di fune e comode staffe che agevolano l’ascesa….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 123 (2)

Concluso il tratto attrezzato mi fermo a rifiatare volgendo a tergo lo sguardo: il sole si tuffa nella piscina Mésules e le crode reagiscono eccitate….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 124 (2)

…riposto il medesmo scatto evidenziando lo sviluppo del percorso d’ieri e l’odierna finora salita: sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 124 (4)

Ora rimane da calcare la scarpata detritica su buona traccia; la Capanna Piz Fassa è vicina e nel mirino, assieme al terrificante pannello che non ho  poi avuto il coraggio di chiedere cosa rappresenti. La Fra incamosciata ormai è in vetta sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 125 (2)

In cima mi prende a schiaffi un vento freddo, ma vieppiù si fanno sentire  i manrovesci panoramici mollati dai punti cardinali; cominciamo dal Sud della Marmolada…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 126 (2)

….A Ovest il Sassolungo e il più discosto Catinaccio e in ultimo piano le Alpi Venoste diosanto non c’è una nuvola….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 130 (2)

….A Nord le Mésules, Odle-Puéz, l’Austria….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 131 (2)

…ma la psichedelìa svapora da Nordest , ove il cielo e il sole riverberano un velo d’azzurrognola filigrana, e nello scatto a venire le catene montuose paiono assecondare il moto ascendente dell’astro inclinandosi a levante…. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 140 (2) 

……’sicchè in pieno Est il fuoco sul gas regala un balenìo di vampe dai colori che di norma s’apprezzano col terz’occhio, e il Pelmo, l’Antelao, le Cinque Torri e via discorrendo si presentano in foggia sontuosa di costumi cerimoniali…..sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 127 (2)

….La foschia che svapora dalle valli ammanta le crode di polvere di stelle, rendendole più magiche di quanto già non siano….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 135 (2)

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…..E chiudiamo il giro come l’abbiamo aperto, con un saluto alla Regina cui dedichiamo una zoomata per gustarne appieno il topless glaciale. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 138 (3)

Fa freddo. Rapidamente giungono in vetta frotte d’escursionisti a conquistare il Pizzo più alto del Sella, 3152 mt. Chiediamo ai rifugisti di Capanna Piz Fassa dove si possa trovare il famoso libro di vetta; ci rispondono ch’è stato rimosso per via delle  scempiaggini che le orde di pellegrini rilasciano a memento. Il Madonnino di vetta c’è, di pregevole dechiricomodiglianica frugale fattura, ma ve ne risparmio la presentazione perchè lo scatto che le ho fatto ha mannaggia per sfondo l’orribile pannellone di vetta. Ora tocca scendere. Abbiamo impiegato circa 40 minuti a salire dal Rifugio Boé, ma la discesa è ancora lunga e lo splendido psichedelico panorama l’abbiamo comunque gustato a modo, benchè cominci ad esserci traffico in vetta. Meniamo rapidamente per il segmento comune a salita e discesa e arriviamo al bivio. Il sentiero  di calata s’infila ripido nel friabile canale  detritico e ne serpeggia l’inghiottitoio, ma la traccia è comodamente attrezzata con cavo corrimano e tronchi di legno disposti a rampa di scale, ‘sicchè il tratto lo si percorre   agevolmente e velocemente…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 143 (2)

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….Fino al bivio sottostante, dove si dividono i segmenti di salita e discesa; quinci è chiaro lo snodo del percorso, e lo chiarisco vieppiù….sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 144 (2)

Dalla cima quindi siamo di nuovo al rifugio Boé in mezzoretta scarsa, non sostiamo e seguitiamo con buona inerzia. Ora per completare l’anello pigliamo il sentiero 651 che si butta nel profondo solco di Val Mesdì. Un cartello posto all’imbocco del canale da discendere ammonisce sulle difficoltà del percorso, riportando a chiari caratteri la scritta “per esperti”. Sulle mie cartine il tracciato è raffigurato con i classici puntini rossi del sentiero un poco più impegnativo, tipo tracce nei ghiaioni o lungo ripide scarpate, ma non risulta attrezzato. Invece lo è, e si butta senz’indugio nel budello. La faccenda mi secca leggermente perchè pensavo conclusi i tratti più difficoltosi della traversata mentre questo, complice forse l’accumulo di stanchezza, si presenta scabroso e accidentato all’imbocco. La Fra comincia a drenarsi fuori la femminilità e brontola, io la tranquillizzo assicurandole che il tratto impegnativo è solo all’inizio, vedi che ci sono le funi e terminano dopo quel saltino lì assieme alle difficoltà. Balla. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 146 (2)

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Il fondo è crusca petracea, che dobbiamo reggerci bene alle funi per mantenere una postura retta e sicura; non si riesce a procedere stabili, la traccia scivola ripidissima su un pestato stretto di cengia che si sfalda ogni passo e s’affaccia sul tetro fondo del canale, tappato da una placca di neve ghiacciata e sporca di detriti, che però resta fastidiosamente al piano di sotto. Cioè il percorso si sviluppa non sul fondo asfittico del canale ma sulla verticace sponda destra orografica. E’ tutto un franicchiare dai piedi e dall’alto ‘sicchè mantengo una distanza di sicurezza dalla Fra che mi precede, per non farle ravanar sulla testa scomodi laterizi. Cala il silenzio, interrotto dal minaccioso slavinare di pietrisco mosso forse dai camossi più suso. Con la massima concentrazione vulnerata però dalla stanchezza discaliamo il salto di roccia che occlude il canale sbrisolone. Spero che ora si possa procedere più agevolmente con meno ripidezza, ma tosto si presenta un altro salto impraticabile in libera sul fondo del canale, e le funi riprendono fitte ad accompagnare la traccia che si fa vieppiù erta, una cengetta  che taglia la scarpata  esposta abbastanza fastidiosamente sul fondo assecondando saltini rocciosi e sporgenze su cedevole, sabbioso pestato. Non parliamo da mezz’ora e procediamo con cautela perlopiù aggrappati alle funi, peraltro molto lasche, allentate da ancoraggi distanti, perciò disagevoli ma comunque utili.  Ripeto che forse a cagione di stanchezza il tratto ci pareva più scabroso di quanto non fosse, tuttavia ritengo questo passaggio il più impegnativo dell’intero anello, se non altro per averlo percorso in discesa. Finalmente la traccia (quasi sempre attrezzata, solo in alcuni punti  priva di funi) ci deposita alla base dei salti rocciosi e riprendiamo a respirare, uscendo anche due parole. Non ho avuto modo e tempo di fotografare il percorso nel suo svolgimento; ve lo mostro ora dall’uscita sulle ghiaje donde però non si adocchia il primo salto dell’imbocco…

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Siamo soli, e immagino che il sentiero sia poco frequentato; anche in salita dev’essere una bella menata faticosa. Ora che i nervi si distendono possiamo ponderare in che razza di scenario meraviglioso ci troviamo; sull’altra sponda pigliano il sole il Bech e il Dent de Mesdì…..

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….Mentre l’omonima valle si distende finalmente placida verso la Badia, che pudica si mostra in verzicanti slip…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 149 (2)

Ora scendiamo a cuor leggero e pie’ pesante volgendo lo sguardo quinci e di là, ove si schierano a proteggere la spiaggia inclinata di Val Mesdì cuspidi e torrioni di forte venustà….

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Un’ultima occhiata di tergo al complesso e selvaggio  mondo roccioso che stiamo attraversando, con ulteriore tratteggio dei passi più impegnativi calcati poco prima…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 155 (3)

…Poi di nuovo giù lungamente su buona comoda traccia segnata nel ghiajone, che  ancora tocca fermarsi a un dipresso per coglier lo sposalizio di crode e scie chimiche…..sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 157 (2)

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Stanchi e appagati procediamo assai lentopede nel fondo breccioso della valle, a raggiungerne lo sbocco aperto su Val Badia quasi due ore dopo averne imboccato l’esofago al Rifugio Boé. Fatichiamo a lasciarci dietro il  mondo di sexy dolomia  che per quanto un poco c’abbia fatto penare di molto ci trattiene; lo salutiamo cercando di cogliere l’unico effimero sbuffo nuvolesco di giornata, in alto al centro dello scatto…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 161 (2)

…A fronte invece il verde ci rinfaccia d’averlo trascurato per due giorni…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 162 (2)

All’undici e un quarto siamo alla deviazione a manca segnata e non numerata per Passo Gardena – ultimo breve segmento dell’anello – che transita pure per il nostro parcheggio. Tornano benchè radi gli alberi in modalità Mugo, Peccio, Cembro e Larice. Il sentiero rivede un poco d’erba e se ne rallegra. Il sound riammette motori e clacson, benchè distanti. Passa una coppia d’escursionisti diretti al Rifugio Boé  (gli unici pellegrini ‘ncrociati nella tratta) e ci chiedono contezza dell’itinerario, che descriviamo loro minuziosamente. E’ ora di mangiare un panino e di baciar l’erba co’ le chiappe. Ci spetta un’orata scarsa di lentopede comodo traverso pianeggiante in sentiero affacciato sul ramo badiale di Colfosco, ‘sicchè procediamo sopra lo spalto verzicante e sottoroccia rispetto agl’incombenti bastioni della fortezza Sella che in questi due giorni abbiamo penetrato e calcato…sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 164 (2)

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Al paesaggio sonoro che s’alza dalla strada sottostante s’integra quello che cala dall’alto, il vociare aspro e il clangore lieve dei ferratisti e dei loro moschettoni, penduli sui trespoli della severa Ferrata Tridentina, che si snoda sul paretone appena ritratto fra ombra e sole. Ora un ultimo colpo d’occhio sulle regolari diagonali della strada di Passo Gardena sovrastate dalla costa dei Cir piena d’un  cielo vuoto di cirri…. sellacima pisciadù e piz boè agosto 2012 165 (2)

….Poi l’ultimo strappo declive al parcheggio. Alle otto di stamani eravamo in cima al Piz Boé, 3152 mt. Abbiamo pensato coj piedi per quattr’ore, mangiando al volo, ‘sicchè siamo ai 1956 mt. del punto di partenza. La macchina impolverata di caldo aspetta e ci fa capire che ha poca voglia di pensar co’ le ruote per altrettanti spazi e’l medesmo tempo. Ci cambiamo le vesti sudatizze che faremo bene a cambiarci anche le zampe, ma va bene così. So in anticipo che la sciatalgia mi darà culo  da torcere per la seduta di viaggio, ma mi piace così, ‘chè due giorni di Croda fan ‘sì che io goda. Son certo che sarìa molto piaciuto anche a Ozzy e agli Iron Maiden pensar coj piedi lungo il mitico sentiero 666 e raminghi vagolare lietamente per l’inferno paradisiaco del Sella. Sarà per un’altra volta.

Yoyodel

5 pensieri su “GRUPPO DEL SELLA: 666 the scramble of the beast; anello Val Setus – Val Mesdì con salita a Cima Pisciadù e Piz Boè, o dell’allunaggio in pieno sole.

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