ARCHES NATIONAL PARK (Utah, U.S.A.): Devil’s Garden & Primitive Loop Trail, o di quando la Natura baciò di rima la Scultura in una plaga di coccio diversamente West (e la canicola abbaia e morde)

 

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SCHEDA ESCURSIONE 
  • N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.
  • CARTOGRAFIA: Ho utilizzato il depliant dell’Arches National Park, redatto dal “National Park Service – U.S. Department of the Interior”.
  • SPAZI e TEMPI: Devil’s Garden Trailhead-Dark Angel (2h circa); Dark Angel- Primitive Trail-Devil’s Garden Trailhead (2h circa) TOTALE TEMPI: 4h circa; probabilmente sarebbero sufficienti tre ore scarse per completare l’anello, ma giocoforza s’indugia nell’ammirare lo spettacolo in cui si vaga consumando tempo in abbondanza
  • DISLIVELLI: quasi trascurabili 
  • PUNTI D’APPOGGIO: nessuno, il più vicino è il Visitor Center all’ingresso del parco, distante circa 29 Km. Presso il Trailhead (punto di partenza) sono disponibili acqua potabile e toilettes.
  • Per il sentiero andata/ritorno al Delicate Arch si parte da Wolfe Ranch e in circa mezzora con 150 mt. di dislivello si raggiunge il monumento naturale; no punti d’appoggio, no acqua potabile  INFO: http://www.nps.gov/arch/index.htmP1130721
  • DIFFICOLTA’: E+ (per escursionisti, ma con difficoltà lievemente maggiorate)
  • Caratteristiche: Viaggio pedonale in un mondo altro, psichedelico e spettacolare. Un museo all’aria aperta colmo di monumenti naturali favoleschi. Il sito con la più fitta aggregazione di archi naturali al mondo. Già percorrerne le aduste lande in automobile basterebbe per imprimersi emozioni indelebili, ma l’esplorazione del comprensorio Arches pensando coi piedi regala momenti irripetibili. Le forme, i colori e la pasta delle rocce si combinano in soluzioni meravigliosamente bizzarre, esaltate da orizzonti remoti e dal corrusco contrasto di cieli turchini ed espansi. Domina un magnifico rosso terracotta sulle rade verzicanti aggregazioni d’arbusti fioriti e vizzi alberi d’aghifoglia disperati di sete. Un cosmo remoto, selvaggio, arido e polveroso, libero dal benchè minimo segno fisso di antropizzazione, sconvolto dalla voglia della natura di sbizzarrirsi nel comporre solidi astrusi e improbabili archi a prova di una fisica diversamente tale. La breve passeggiata per il mitico Delicate Arch, simbolo iconico dello Utah, si snoda su terreno leggermente acclive e pietroso ma comodo, solido e non sconnesso. Quando non in sede di sentiero, il tragitto è segnalato da simpatici ometti di terracotta naturale (cairns), quindi non ci si sbaglia. Un solo breve tratto richiede più attenzione – o meglio impone di strappare lo sguardo alle bellezze circostanti per badare a dove si pongono i piedi – perchè si allunga su bellissima cengia, sì larga e molto comoda, ma esposta su dirupi ch’è meglio gustarsi dall’alto. Il Primitive Loop Trail,  che serpeggia nell’areale del Devil’s Garden, è più lungo e impegnativo. Il primo segmento passa in rassegna  Tunnel Arch, Pine Tree Arch, il mitico Landscape Arch, Partition Arch, Navajo Arch , Double Arch e si esaurisce ai piedi del fallico obelisco del Dark Angel, in un cammino su comode terrecotte e sabbie rossastre, sempre evidente (cairns) e con dolci dislivelli. In qualche punto richiede passi d’elementare divertente arrampicata per rimontare gradoni in assenza d’esposizione.  Il segmento di chiusura dell’anello, cioè il tratto che riconnette al Trailhead ovvero all’auto, si svolge invece su terreno più accidentato, in lieve discesa, dove bisogna prestare molta attenzione al posizionamento degli ometti, soli indicatori di un percorso naturale che sembra smarrirsi fra poggi, forre, salti di roccia e canyons. Un paio di passaggi richiedono di srampicare (col sedere o in quadrumania) balze che offrono poco attrito, con rischio scivolate, benchè in esposizione non pericolosa per l’osso del collo (se però tenete alle altre ossa procedete con cautela). I maggiori fattori d’impegno sono comunque il caldo torrido e l’assenza d’ombra, quindi procuratevi cappelli, bandane e crema solare. Non ricordo precisamente, ma la temperatura (agosto 2013) era impressionante, secca e violenta; verso la fine dell’anello mi bruciavano i piedi negli scarponi. Va da sè che occorre disporre di buone scorte d’acqua, tenendo presente che non la si trova lungo il percorso e che il giro impegna le buone quattro ore. Sì, perchè sebbene lo si possa conseguire speditamente forse in meno di tre ore, si calca il suolo d’un paesaggio di bellezza unica e ancora incredibile, ragion per cui bisogna indugiare a gustarne la filigrana. Questo secondo segmento saliscende diversi canyons e valloncelli che ad ogni svolta o affaccio regalano scene animate da repentini e magici mutamenti di forme che le parole non possono descrivere con efficacia. Spazio quindi alle fotografie.

Metà Agosto, anno 2013 D.C.

.Messi da parte i petecchi, nell’anno in calce abbiamo fatto questo magnifico viaggio negli Stati Uniti per visitarne alcuni Parchi pensando coi piedi. Da giovinetto con due amici andai a perlustrare diversi Parchi del Wild West in modalità spiccia on the road, con la precisa intenzione di camminare poco e farmi un’idea da cartolina del maggior numero possibile di monumenti naturali del vasto comprensorio, ‘sicchè mordendo e fuggendo impressi nel terz’occhio le meraviglie della Mesa Verde, del Bryce Canyon, della Monument Valley, dello Zion National Park e della Valle della Morte, lambendo il Grand Canyon, vagando quattroruote pei deserti per finire a bighellonare a San Francisco. Fu splendido, ma allora pensavo poco di piede e viemmeno di testa. A questo giro abbiamo deciso di fare trekking podale e consapevole nei Parchi nazionali del Grande Nordovest, ovvero Yellowstone, Grand Teton e Glacier National Park. Epperò partendo per comodità logistica da Denver, Colorado, non ci siamo fatti mancare una puntata a Sudovest, ovvero all’Arches National Park. Abbiamo fatto benone. Essendo in quattro s’è pigliata a nolo  un’automobile suveggiante; di buon mattino siamo partiti da Denver, quinci s’è imboccata la Higway/Interstate 70 che dritta dritta passando per Grand Junction ci ha condotto a Crescent Junction, donde pigliando la polverosa strada 191 attraverso il Nulla siamo arrivati a Moab, sede antropizzata d’accesso all’Arches National Park. Qui uno scatto che ritrae lo Skyline di Denver dall’omonima tangenziale. Per le tre settimane a venire le sole Skylines che avremmo adocchiato sarebbero state quelle d’abeti e picchi pietrosi, eccezion fatta per una vista di passaggio e da lontano di Salt Lake City. P1080292 (2)

Da Denver a Moab sono 420 km. di snodo allungato su eccellente bitume, in un susseguirsi di paesaggi montani mozzafiato; foreste, picchi e pascoli che non riporto e vi lascio immaginare poichè tocca guarnire di scatti il racconto dell’escursione. Vi presento solo alcune scene riprese dall’auto nella fase in cui l’ambiente cominciava ad imbrullirsi verso il desertico. P1080306 (2) P1080318 (2) P1080334 (2) P1080339 (2) P1080342 (2) Poi, verso lo stacco della strada 191, ecce il Nulla mentovato prima; svaporano le forme di vita pulsante…P1080355 (2) P1080366 (2) …finchè tosto s’ode il fischio di Morricone accompagnato da uno scacciapensieri dolente, ed entrano  in scena i pali d’una ferrovia dimenticata, le cui rotaie solleticano i calcacagni di tozze quinte rocciose d’un rosso livido…P1080370 (2) che vieppiù escono i visceri smembrandosi in barocco diversamente West…P1080372 (2) Siamo sulla 191 e stiamo per accedere al Parco. Lo spartano Centro Visite è la porta ufficiale d’ingresso ad un mondo altro, fatto di plastiche prove di scultura naif;  il lucore di panna acida rende i colori e le forme lisergici.. P1080380 (2) …Sì come i contrasti, via via che c’inoltriamo….P1080379 (2) P1080382 (2) P1080384 (2) …E dietro una curva erompono i Three Gossips, ovvero i Re Magi impietriti di gigantismo plastico…P1080393 (3) P1080395 (3) …ma Cristo s’è fermato a Moab , ‘sicchè noi si prosegue lungo la carreggiata che solca il presepe di terrecotte…P1080409 (3) ..fino al Wolfe Ranch, ovvero la Trailhead (letteralmente “testa del sentiero”, cioè il punto di partenza) del percorso pedonale al Delicate Arch. Il sole è ancora in camicia tra i nembi, ci sono parecchie auto al parcheggio ma non manca il posto. Wolfe Ranch è un cosiddetto “punto d’interesse storico”, in quanto edificio ligneo ben conservato risalente al 1898, eretto dal combattente John Wolfe , che dopo il ferimento in battaglia durante la guerra civile lascio l’Ohio di residenza e decise di ritirarsi costaggiù per beneficiare del clima più secco. P1080493 (2) Accosto al parcheggio è presente un presidio Toilet, ‘chè in tutti i Parchi degli Stati Uniti la minzione all’aperto è severamente scoraggiata incoraggiandone l’espletamento negli appositi spazi allestiti ad ogni Trailhead e spesso lungo i percorsi; la finalità è quella di preservare l’integrità degli ambienti naturali riducendo al minimo gl’impatti delle visite, risparmiando così alla fauna selvatica la perplessità di rilevare d’olfatto insoliti paciughi. Mi piace. Il paesaggio è d’un brullo che ammazza. P1080412 (2)Ora seguiamo il tratturo che presto si smarrisce, ‘sicchè compaiono i primi cairns (ometti di pietre) indicatori.  La traccia rimonta una gobba di terracotta in lieve pendenza…P1080413 (2) ….mentre i colori  di sfondo striano giocando allo spettro..P1080420 (3) In capo al dosso abbaia la canicola, saranno 40 gradi percepiti. Ora il terreno si fa sabbioso tennis mentre qualche vizzo arbusto locale questua spiccioli d’acqua P1080427 (2) Si tratta di Ginepri e Pinyon Pines, adusti aghifoglie che verzicano un poco il deserto; si procede brevemente in piano lungo vallecole biscottate, mentre col sole compaiono le prime astruse sculture..201308_USA 144 (2) P1080437 (2) ..pestiamo l’orlo di un raccolto altipiano, e girato l’angolo in corrispondenza del pilastro ritratto nello scatto precedente si perviene ad un terrazzo che tosto s’affaccia su di una valle difesa da enormi gibbosi bastioni di terracotta, modellati con sorprendente fantasia…P1080441 (2) Ora l’ambiente si fa più articolato e il cammino s’allunga su comoda e larga cengia naturale; il tratto è spettacolare e agevole, ma lo sbalanco sottostante bastevole per lasciarci le penne, ‘sicchè si procede con stupore non senza la dovuta attenzione…P1080444 (2) Ancora uno sguardo dalla cengia..P1080448 (3) Per assurdo il sole biscottando le crode ne stempera la vivacità cromatica e le indora in luogo d’arrossirle vieppiù. La cengia indugia e si distende placidamente in leggera salita, aggira un altro spigolo e si esaurisce in ombra nei pressi di una selletta, varcata la quale..P1080450 (4) ..fa la sua porca figura il Delicate Arch. Poco più di mezzora di cammino per arrivare a toccarne con mano gli speroni. La parte sottana d’un mezzobusto gigantico d’un cowboy in terracotta, dalla postura stereotipica.  Un monumento naturale che lascia stupefatti, teso a ristare con fierezza nel mezzo d’uno scenario petraceo di solenne solarità. La parola alle immagini (con tanto di pellegrini per dare il senso alle dimensioni) P1080451 (3) P1080455 (2) La magnetica Delicatezza dell’Arco induce a trascurarne la cuccia, che invece propone scenari altrettanto psichedelici; questi è un anfiteatro naturale per spettacoli di qualità; il controluce ne tradisce gli spalti rosseggianti fiaccandoli d’un tono più mediato…P1080457 (2) …mentre la voragine che s’apre all’opposto versante restituisce tutto il calore cromatico…P1080461 (2)..Passeggiando stupefatti attorno alla Scultura ne si gustano le fogge cangianti…P1080463 (2)…’sicchè pure la luce si diverte a giocar di contrasti..P1080468 (2) P1080470 (2) è uno sballo per gli occhi, il terzo ne stragode, ‘sì come i piedi. Togliamo le scarpe e pestiamo un piancito caldo e asciutto, sollazzevole.  Bighelloniamo ad esplorare le plaghe del sito e salutiamo così le nostre sodali Betta e Rosy che ci ritraggono dall’alto…201308_USA 179 …e a nostra volta dal basso ricambiamo lo scatto…P1080471 (2) …Adesso anche le nuvole hanno voglia di pasticciare un po’ di tavolozza…P1080477 (2) Uffa, tocca rientrare. Prima però ti prego, Fra, fammi la mossa…P1080460 (3) Grazie. Percorriamo il cammino a ritroso, stralunati da tanta bellezza, non prima d’aver posato lo sguardo un’ultima fiata sull’Arco, anche in modalità panoramica (scatti di Betta)..201308_USA 173 (2) 201308_USA 176 (2) 201308_USA 178 (2) …e ancora Betta ci regala uno scatto romantico sulla cengia; siamo così euforici che ci ride anche il culo…201308_USA 191 (2) Sulla via del ritorno incontriamo dei simpatici Chipmunks; socievoli ma così lesti da non riuscire a fotografarli a fuoco…P1080487 (2) Sul tratturo adocchiamo anche un raro Mountain Bluebird; peccato non disporre di buon teleobiettivo, ma se guardate con attenzione lo vedete azzurrare al centrosinistra dello scatto.P1080491 (2) Tornati all’auto meniamo quattroruote per Moab, sede del Motel; decidiamo però di gustarci la magia del tramonto e ci fermiamo un secondo al “Panorama Point”; tavolozza stupefacente…P1080499 (2) ..poi pigliamo la deviazione per la Window Section; quattro chilometri di visioni indescrivibili nell’onirico lucore del crepuscolo…P1080511 (2) P1080515 (2)  P1080526 (2) pongo alcuni meravigliosi scatti di Betta e Rosy, mentre rabbuja l’oriente…201308_USA 206 (2) 201308_USA 212 (2) 201308_USA 213 (2) 201308_USA 219 (2) …e di nuovo a Occidente. I contrasti lasciano senza fiato. la sensazione di smarrimento solingo è piena di vuoto, magnifica…201308_USA 216 (2) Poi ribecchiamo pellegrin* (poch*) al parcheggio della Windows Trails Area, di cui postiamo il pannello esplicativo. 201308_USA 218 (2) Imbocchiamo il Primitrive Trail  che in breve conduce alla North Window 201308_USA 221 (2) e si torna alle mie foto, forse meno suggestive ma più luminose…P1080527 (2) La mulattiera che adduce al Double Arch e il brevissimo anello di sentiero “primitivo” che consente di ammirare le North South Windows sono preziosi gioielli gratuiti, vieppiù in queste condizioni di luce…P1080533 (2) Panoramica di Betta ….201308_USA 243 (2) P1080555 (2) La Fra ringrazia il Sole per il bacio serale….P1080538 (2) psichedelìe crepuscolari Western…P1080542 (2) …e il tempio naturale del Turret Arch,  “ssssst…”, funzione in corso…P1080548 (2) …cerimonia finita, controluce di Betta….201308_USA 239 (2)  Per farvi meglio comprendere la struttura e le dimensioni del Tempio, una foto scattata prima della funzione del “Buonasera Sole, Buonasera”: sulla sinistra potete notare il profilo d’un pajo di pellegrini seduti sui macigni in attesa dello scampanìo di chiamata…P1080532 (2) P1080560 (2) E’ costume abituale che Javas Sabipodi poscia la cerimonia s’aggreghino per uno spritz prima di far serata nel deserto, ma stavolta non li abbiamo scorti.  Salutato il Sole siamo tornati all’auto e quinci verso Moab. Giornata magnifica. Lungo la strada abbiamo reincrociato i Three Gossips, che forse per un contrattempo ristavano pressochè nel medesimo punto. Perdonate l’ironia di legno, rivivere per immagini quel trip m’euforizza oltremodo. 201308_USA 249 (2) Ancora un pajo di visioni crepuscolari in movimento, con il sole che ancora indugia sulle crode più acclivi…201308_USA 253 (2) 201308_USA 254 (2) 201308_USA 255 (2) ‘Sicchè arriviamo a Moab, capoluogo del local Nulla, un vico di poche anime fra nativi e pionieri da generazioni. Molliamo al motel i bagagli e consumiamo una cena messicana al fresco d’una simpatica bettola. Domani ci aspetta una lunga escursione in terracotta. Non vedo l’ora, ‘notte. 

L’indomani

Bella giornata, pancakes con sciroppo d’acero, yogurt, toast filodiburro, placche di bacon croccante e sieri vari; dimenticavo il succo d’arancia. Partiamo di buon mattino e fa già canicola, ‘sicchè provvediamo alle scorte d’acqua. Riprendiamo l’unica strada carrabile del Parco, gustandoci il presepio con luce nuova. Ieri ci siamo fermati alla deviazione per Wolfe Ranch, ora si segue il corso verso la Fiery Furnace, che regala scenari altri d’arcane fiabe già dall’auto in movimento..P1080579 (2) Al Devil’s Garden Trailhead troviamo un bel po’ di veicoli e pellegrin*; comprensibile, quinci in soli venti minuti di cammino s’arriva stupefatti al Landscape Arch, mi pare l’arco naturale più lungo e magnificamente fragile conosciuto. Parcheggiamo. L’idea di pensare coj piedi costaggiù nei visceri del Devil’s Garden agita l’uzzolo…P1080586 (2) Trailhead e minzione. Seguiremo il sentiero fino al Dark  Angel poi chiuderemo l’anello calcando il Primitive Loop Trail. Con “Primitive Trail” in Nordamerica s’intendono i sentieri “selvaggi”, naturali, antiche piste; non manutenuti e segnalati solo da sporadici Cairns, adatti quindi ad escursionist* con esperienza, altresì  provvist* di senso dell’orientamento. Non sono invero così selettivi, solo giustamente le agenzie di gestione alzano la soglia per tutelarsi. Nello scatto il pannello con didascalia del tracciato..P1080587 (2) Entriamo nel Giardino del Diavolo. Una mulattiera ben battuta e pianeggiante solletica le pendici delle rocce già ustionate dal sole; il cielo turchino commuove. P1080594 (2) P1080595 (3) Guardiamoci un po’ attorno e controluce…P1080598 (3) Piante grasse dividono la rena rossa con le vizze….P1080600 (2) ..e in uno dei pochi tratti d’ombra dell’intero percorso un Jackrabbit, simpatico selvatico  coniglio culbianco, benchè trasalendo si lascia immortalare…P1080602 (3) Questo Devil’s Garden, corrusco e sufureo, comincia a sedurre con i suoi pomi e s’impresepia, un poco tirandosela prima di calare l’asso…P1080609 (3) L’aria sonnecchia e olezza di caldo secco, e il tratturo indugia fra cocci concavi e convessi…P1080616 (3) poi si distende ancora su terreno aperto, e il Diavolo cala in plaga l’asso mentovato, ‘sicchè irrompe nel mirino il Landscape Arch…201308_USA 283 (2) ..e svaporano le mucose, già vulnerate dalla calura; la tensione delicata del monumento chiama l’applauso, ma tosto lo rattieni per cruccio d’arrecare vibrazioni moleste. Invero il pezzo tende a perderne, che gli agenti atmosferici in ottemperanza al mansionario se lo lavorano vieppiù, causando crolli e nocumento naturale; ossia, venite a contemplarlo prima che la consunzione lo spezzi…P1080617 (3) P1080622 (3)  La campata di quest’arco misura 88,4 metri. In una mezzorata di cammino turistico (altresì facilitato per chi disponesse d’abilità diverse: barrier free)  in mezzo a plaghe favolesche s’arriva a gustarne la bellezza. Il ragazzo merita una galleria esclusiva…P1080610 (2) P1080624 (2) P1080620 (4) Anche le cariatidi che parano il sole alle spalle non sono male…P1080621 (2) Dalla staccionata d’osservazione dell’arco  il percorso smette i panni della mulattiera e si snoda su terreno variegato, sotto l’occhio vigile dei gendarmi di terracotta.. P1080619 (3) ..s’infila un valloncello incassato e si curiosa a manca e a destra; il pestato è a un tempo liscio e poroso, roseggiante di limatura; dopo l’affaccio sull’apertura sinistra superiamo con un passo d’elementare arrampicata il gradone in capo alla gola, ‘sì come i fanciulli…P1080625 (2) P1080631 (3) Il sole frattanto spare velato da cirri stirati, e la canicola molla un poco la pressa; al sommo della valletta pestiamo un raccolto altipiano, non prima di posare lo sguardo a tergo..P1080632 (2) La traccia indugia in quota tra schiere di conifere stremate; la luce piglia una surreale filigrana d’azzurrognolo per via del sole travisato, e le ombre svaporano…P1080633 (2) Presto la via s’imbudella nuovamente tra le costole di giganti coricati di terracotta; i cairns fanno strada…P1080634 (2) P1080635 (2) ..e ancora uno spiano, con carcasse ritte e supine d’alberi svantaggiati…P1080637 (2) ..Ad un ufo in sosta vietata han messo le ganasce….P1080638 (2) Ora si calca un campo da tennis dismesso e primevale, su cui sterpi e un boschetto d’aghifoglie han messo radici stentoree…P1080639 (2) ..e in venti scarsi minuti di cammino selvatico dal Landscape Arch s’arriva a pestare la plaga che ospita il doppio Partition Arch e il Navajo Archraggiungibili con breve deviazione dal tracciato maestro; il terz’occhio emulando s’apre ad arco e si bea di tanta e tale meraviglia, ‘sicchè no comment….P1080641 (2) P1080643 (2) P1080646 (2) P1080648 (2) P1080650 (2) Il senso di naturale psicoattività  sale che pigliano le vertigini; andiamo verso il Navajo Arch..P1080652 (2) P1080654 (2) P1080655 (2) P1080660 (2) P1080661 (2) …Picnic con nottata all’addiaccio?; magari….P1080663 (2) Fuori dal coro la traccia si distende ancora su ottimo pestato di mattone; tocca poi montare  in capo al crestone sx evidente contro il cielo del prossimo scatto; lo si farà nel passaggio più accessibile in corrispondenza di una depressione a selletta. Saranno i cairns a indicare il punto e all’occorrenza ci si potrà aiutare con le mani..  P1080666 (2) P1080669 (2) In capo al crinale arriva uno schiaffo, o carezza, se vi aggrada vieppiù..P1080668 (2)Ora si mena un camminamento da sogno a dorso di crestone. La via è obbligata, e sfila sospesa su n’emporio di terrecotte scolpite con fantasia e talento, sotto un empireo d’infinita selvatichezza. Va da sè pensar coi piedi…P1080674 (2) P1080675 (2) Poi si reincrociano pellegrini lungo la promenade…P1080676 (3) …e ci si ferma un momento a stupefarsi….P1080680 (2) ..e s’alza una parete divisoria poscia cui s’apre ancora un finestrone; la Fra cerca di scorgere la pista del Primitive Loop che dovremo seguire più tardi…P1080684 (2) ..e dallo sbalzo la vista riprende spazio…P1080685 (2) P1080687 (2) Il cammino prosegue in una strozzatura che ancora inquadra rocce sconvolte di piacere, mentre il cielo s’abbianca di cirri tirati e spianati al mattarello…P1080691 (2) P1080693 (3) ..e tosto erompe di bellezza il  Double O Arch, vilipeso da tre soggetti  che vogliono testarne la delicatezza; così facendo si vulnera e dura meno…P1080695 (3) P1080696 (2) La luce si fa bizzarra per via della piada finissima di nembi che scherma il sole; siamo in cammino da circa due ore spalmate da parecchie soste obbligatorie. Il Double O Arch deve il nome a una semplice didascalia mentovata dall’osservazione: la struttura monumentale si declina in due archi sovrapposti. La venustà del sito non concede tregua…..P1080699 (3) P1080700 (2) Non dimentichiamo di guardarci attorno…P1080698 (2) ..nè di riportare la mira al monumento, carezzandone i piediP1080705 (2) P1080707 (2) P1080708 (2) P1080712 (2) P1080709 (2) Intanto costaggiù il Dark Angel esibisce tutta la sua eccitazione; un breve segmento quinci stacca per andare a contemplarlo infino a toccarlo, poi si tornerà alla deviazione illustrata per imboccare il Primitive Loop e completare l’anello…P1080704 (2) Poco dopo la deviazione volgiamo lo sguardo a tergodestra, ove il Private Arch si eleva con ospiti sulla capa e al garrese…P1080714 (2) ..mentre seguiamo le tracce che serpeggiano nella polvere tra i cespugli, l’impudicizia erettile del Dark Angel bercia il suo turgore…. P1080718 (2) ..’sicchè via via che ci s’accosta al monolite,  colpiscono l’acuta satiriasi e le dimensioni del membro; adocchiare l’omino seduto a un dipresso dallo scroto…P1080716 (3) La comparsa dei testicoli….P1080722 (3) ..e il combo genitale ripreso in tutto il suo slancio….P1080723 (2) Particolari e proporzioni…P1080725 (2) P1080728 (2) P1080729 (2) P1080738 (2) Abbiamo pranzato all’ombra dei testicoli, e ironia volle che il desco fosse a base di banane. La sosta è stata breve, bastevole per rifocillarci e rifornirci d’ombra. S’è quinci  fatto ritorno alla deviazione; un ultimo sguardo simmetrico al monumento….P1080741 (2) ..poi s’attacca l’ultimo segmento dell’itinerario, il “Primitive Path” del Loop; la segnaletica ragguaglia sull’aumento delle difficoltà che il terreno presenta…P1080745 (2) P1080746 (2) In effetti il percorso è non è più lineare; si snoda per tracce e posizionamento di cairns più discontinui, benchè i passaggi migliori siano sempre evidenti. Ovvero il tipo di terreno impone una fase più interpretativa. Si tratta d’una pista sabbiosa che in lieve saliscendi serpeggia fra detriti e grandi massi, talvolte fra questi restringendosi a gola, talaltre dagli stessi e d’altri ingombri quali grosse radici e alberi svenuti ostacolata. Talvolte detti ostacoli s’aggirano scegliendo sul posto la modalità più agevole; talaltre, quando e ove  l’aggiramento non fosse praticabile, si superano direttamente con salti, ravanamenti e semplice arrampicata non esposta. Tocca inoltre saltare  brevemente qualche crepaccio…P1080747 (2) Il percorso è decisamente più avventuroso rispetto al tratto precedente, insidiato altresì da canicola rovente. Come ci è capitato d’osservare per altri percorsi in mezzo alla natura negli States, anche in queste plaghe quando il percorso smette la guisa turistica per mettere quella escursionistica crollano gli accessi pedestri. Se lungo la scenic avenue degli Archi s’era in compagnia numerosa o comunque robusta di pellegrini,  ora s’era solinghi, e lungo tutto il tratto Primitive, fatta eccezione per quattro ragazz* che ci hanno superato durante una sosta. Non per questo il percorso è meno scenic, anzi. Nella prima parte si calca un invaso grigliato fra crode biscottate di Munchiana foggia scultorea, con curiosi equilibrismi  sotto l’empireo caldoceleste…P1080748 (2) P1080749 (2) P1080755 (2) Via via che si procede la mostra offre pezzi modellati con stili ancestrali…P1080757 (2) P1080758 (2) Poi la valletta si chiude in corrispondenza di una strozza fra macigni. Ci fermiamo a bere, e ficcando lo sguardo dentro una fessura fra le terrecotte adocchiamo un minuscolo e simpatico sauro locale, mentre i quattro ecursionisti mentovati ci passano salutando…P1080760 (2) Fuori dalla strozza la pista s’ambigua fra gobbe di laterizi e arboscelli penitenti, ‘sicchè tocca badare al posizionamento dei cairns mentre i fanti di coccio s’abbronzano incuriositi dal nostro vagolare…P1080762 (2) Ecco gli ometti riprendere il filo. Guidano lungo una dorsale convessa che indugia in uno scenario favolesco…P1080763 (2) La gobba saliscende un poco e s’esaurisce in ripido pendio. Gli ometti lo fanno pigliare di traverso; Il terreno è mattone pieno coperto di limatura  rossastra; il cammino è piacevole ma scivoloso, occhio….P1080764 (2) Si rimonta una gobba ulteriore mentre la pista torna evidente e i cairns numerosi…P1080765 (2) Come poco prima la gobba termina con uno sdrucciolo che stavolta va calato direttamente, ma senza disagi. la traccia s’incunea poi meravigliosamente in quella valletta strozzata…P1080766 (3) P1080767 (2) Altro gradone (semplice), altro regalo…P1080768 (2) Ora si calca brevemente il fondo stretto d’un canyon rinserrato fra bastioni abbruscati, ‘chè le fogge si mantengono su peculiari livelli di fantasia…P1080769 (2) attente a garantire la parità fra i generi; ‘sì come prima la guisa genitale masculante del Dark Angel, ora quella femminesca ….ardente, impressive…P1080770 (2) per intenderci sulle dimensioni dell’organo, io che son corpacciuto potrei rannicchiarmi quasi comodo tra le labbra…Natura birbona….201308_USA 349 (2) Da circa mezzora abbiamo attaccato il segmento primitive dell’anello, ma il tempo si smarrisce naufragando, ‘sì come lo spazio vario e solidamente frattalico. Passo passo la scena cangia e s’esprime d’improbabile bellezza. Quinci la traccia torna pista sabbiosa e s’allunga ai piedi della muraglia, sfilando verso quel turrito coacervo di rocce grigliate…P1080772 (2) Giunti allo spigolo del bastione si gira d’angolo a sinistra, guidat* dai cairns, e la plaga sorprende ancora mostrando altri ceffi, coccolati da un cielo turchese che commuove…P1080773 (2) Gli ometti portano a calcare di traverso una sorta di cengione inclinato, inizialmente verso la strozza del canyon, poi bruscamente invitano a calarsi diretti lungo il ripido sdrucciolo..201308_USA 350 (2) Il passaggio non è difficile, solo irto e scivoloso, ‘chè pare di srampicare la convessità d’un’anfora in terracotta; noi lo s’è fatto rasochiappe. Lo scivolo deposita prima su di una cengetta mediana fornita per l’occasione di tronco d’appoggio…P1080774 (2) ..poi gli ometti invitano a seguire un poco verso sinistra la cengia, che s’inclina e rimonta un poggiolo fino ad esaurirsivisi. Il sole spacca le pietre per divertirsi a ricomporle in forme bizzarre…P1080776 (2) La varietà del percorso è repentina e sorprendente a ogni passo; ecco che ci s’affaccia sui visceri d’un altro canyon…P1080777 (2) E con sobria discrezione gli ometti guidano ad imboccare un’altra cengia inclinata e discendente, che domanda l’appoggio a monte per meglio incedere. L’esposizione è contenuta, ma una scivolata non sarebbe proprio un party…P1080779 (2) …il tratto è pura goduria per occhi e piedi, tocca fermarsi un baleno a contemplare…P1080780 (2) La cengia svanisce presto in parete,  ‘chè per scendere al piano tocca discalare un gradone più ripido e levigato del precedente; la mancanza d’appigli e appoggi efficienti e lo scarso attrito offerto dalla superficie ci hanno indotto a calarci faccia a valle, attivando il massimo coefficiente di grip ; il passaggio è comunque breve e volendo lo si può chiudere con saltino acrobatico, opplà…201308_USA 353 (2) Con questo passo terminano le difficoltà di progressione. I cairns ora indugiano lungo un comodo cengione gibboso che s’allunga sulla destra, allietato da simpatiche conifere; si procede in piano sospesi nei lombi mediani d’un canyon più aperto…P1080781 (2) …per pochi minuti, finchè il terreno torna a sostenere spazi più aperti, sempre vigilati da zelanti sentinelle di sasso…P1080783 (2) Quivi è l’unico Gioco d’Acqua del sontuoso Devil’s Garden; le pompe si direbbero ferme da un pezzo…P1080785 (2) …e salutiamo le ultime aiuole petracee del Giardino; quinci alla fine è un cammino nel mezzo d’una steppa rovente scarmigliata d’arbusti e schegge alla piastra…P1080786 (2) …’sicchè la traccia indugia su terreno aperto e ondulato, volgendo alla recinzione meridionale del Giardino del Diavolo; un ultimo sguardo a tergo verso la selva di torri donde proveniamo; forse per via del sole zenitale la canicola non solo abbaja, morde…P1080787 (2) La calura forsennata ci mette in difficoltà; le suole si fanno roventi, l’ombra dirada, il tracciato solca lungamente questa spiaggia infernale senza mare che porta verso gli scogli finali, ma questi paiono allontanarsi a ogni passo anzichè farsi accosti. la pelle brucia, il disagio si conclama in sofferenza, son certo che mi stia fumando la testa…P1080788 (2) Con affanno rattopede ci dirigiamo verso quel pergolato petraceo che offre una sponda d’ombra. Avete presente quando in spiaggia la sabbia scotta i piedi? Ecco, il senso è quello, ma senza requie. Tutte le superfici calpestabili sono braci vive…P1080789 (2) la pista curva prima di lambire l’ombra, e si tiene adusta sottosole. Decidiamo di rispettare il tracciato. Nelle plaghe del Parco sono presenti delicati Cryptobionti, ovvero organismi animali in grado di resistere a condizioni estreme di temperatura e disseccamento; si tratta di una pregevole biodiversità dell’Arches, e una deambulazione pedonale “fuoripista” ne comprometterebbe l’integrità. L’Ente Parco raccomanda di mantenersi all’interno della sede sentieristica pedonabile, quando e ove sia indicata, e noi ottemperiamo e teniamo duro. Proseguiamo con la Fra che cerca di tamponare le fumarole che le s’alzano dal capo e incrociamo due pellegrini arrosto…P1080792 (2) Foliage e piante magre sul campo 1 dell’Arches Open…P1080794 (2) Non passa più.D’appena una mezzorata abbiamo lasciato la pozza d’acqua ferma e calchiamo il Deserto, ma il senso è quello d’essere condannati a vagolare in eterno in questa plaga infernale…Ma quale fu il contrappasso  tecnico? Poi a destra s’apre una Visione rinfrancante: il Landscape Arch. Ossia, stiamo per chiudere l’anello. Fra poco siamo arrivati. Siamo stati perdonati.  P1080795 (2) La notifica giunge pochi minuti dopo, assieme alle piante grasse. Qui si chiude l’anello nel Giardino del Diavolo. Siamo a fine pena, peraltro espiata con dignità. P1080797 (2) Un ultimo quarto d’ora di cammino lungo il segmento di raccordo calcato al mattino,  premiati da veli d’ombra deliziosa, e siamo all’auto. beviamo acqua spugnaci, raffreschiamo i piedi, curiamo la buccia vulnerata dalla canicola. Sono state cinque ore di meraviglia nel Devil’s Garden. E firmerei la recidiva le mille volte per scontare una pena così sollazzevole. L’Inferno attraversato è un Paradiso escursionistico per varietà d’ambienti e passaggi, solitudine, grandiosità degli scenari, bellezza dei Monumenti. Forse la più bella mostra d’Arte contemporanea e primevale a un tempo che mi sia capitato di visitare, un museo dinamico, un tempio vivo, un laboratorio artistico che la Natura ha eletto ad Atelier per le sue sperimentazioni scultoree più fantasiose.  Memento però, se le opere esposte afferiscono al Periodo Atavico e all’Avanguardia, esse non sono eterne, almeno così come si son fatte ammirare allora. Gli Archi terranno botta, ma per quanto si possa immaginare che la mostra duri a lungo, ‘sì come  da lungo è in programmazione, l’Autore/ice delle opere potrebbe decidere di prorogare ‘sì come d’assecondare nuove urgenze creative, e agire quindi sulle creazioni dando loro fogge più “razionali” e minimaliste. Affrettatevi quindi, se vi piace l’Arte Meta-Fisica. 

Per  salutare queste plaghe favolose, prima di procedere a Nord verso Salt Lake City e quinci per le verzicanti meraviglie del Selvaggio Nordovest, abbiamo fatto un salto al vicino Dead Horse Point,  ovvero il gigantesco ricettacolo di Canyon dove Thelma & Louise si sono librate in volo con l’auto. Con queste immagini di maestosa spazialità vi saluto. Ciaw!  P1080802 (2)  P1080803 (2) P1080805 (3) 201308_USA 367 (2) 201308_USA 368 (2) 201308_USA 371 (2)

Un pensiero su “ARCHES NATIONAL PARK (Utah, U.S.A.): Devil’s Garden & Primitive Loop Trail, o di quando la Natura baciò di rima la Scultura in una plaga di coccio diversamente West (e la canicola abbaia e morde)

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