TRE CIME DI LAVAREDO (Dolomiti di Sesto): L’Anello delle Signore con salita alla Torre di Toblin, o del giocoforza Screensaver Award con la meglio Skyline

torre di toblin-misurina giugno 2012 014 (2)
SCHEDA ESCURSIONE 
  • N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.
  • CARTOGRAFIA: Ho utilizzato la Carta Topografica per Escursionisti “Tabacco”, scala 1:25.000, foglio 010 “Sextener Dolomiten/Dolomiti di Sesto”
  • L’escursione parte dal Rifugio Auronzo 2320 mt., raggiungibile su strada asfaltata, tale strada è a pedaggio (molto caro), in stagione potete scegliere di salire con l’autobus di linea, con buona frequenza di corse ed efficiente incrocio d’orari A/R; info: Dolomitibus ; a Misurina nella stagione estiva i parcheggi sono parimenti a pagamento.)
    la migliore opzione è quella d’evitare i mesi di luglio e agosto; naturalmente si può sempre salire a piedi al rif.Auronzo, con forte impatto sul comporto complessivo.
  • SPAZI e TEMPI: Un po’ indicativi, per via delle diverse brevi soste che farete per scattare foto; comunque attendibili: Rifugio Auronzo 2320 mt – sentiero 101 – Rifugio Lavaredo 2344 mt. (0.30 h); sentiero 101 – Forcella lavaredo 2454 mt – Rifugio Locatelli 2405 mt. (1 h); Rifugio Locatelli – sentiero 105 -Langalm 2245 mt – Forcella Col de Medo 2324 mt (1.15 h); sentiero 105 – Rifugio Auronzo 2320 mt. (0.30 h).  TOTALE TEMPI: 3.30 h circa; TOTALE SPAZI: circa 11 km. il solo anello.  Per l’eventuale salita a Torre di Toblin aggiungere 1.30/2 h ( a seconda della velocità di progressione su ferrata) A/R dal Rifugio Locatelli
  • DISLIVELLI: salita 200 mt. circa, discesa 220 mt. circa; 
  • PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Auronzo, tel. +39/ 0435 39002, +39/ 0435 99454; Rifugio Lavaredo, tel. +39/3496028675; Rifugio Locatelli/Innerkofler (DreizinnenHuette), tel. +39 0474 972002 ,  +39 329 6690335 P1140237 (2)
  • DIFFICOLTA’: T/E (turistico/per escursionisti) l’anello delle Tre Cime di Lavaredo: la classificazione a mezzo tra le due categorie è dovuta alla lunghezza complessiva del pecorso; EEA (per escursionisti esperti, con attrezzatura) la salita (facoltativa) alla Torre di Toblin per la Via Ferrata del “Cappellano Hosp”.
  • Caratteristiche: Comoda e facile camminata in plaghe dalla scenografia impareggiabile. Splendida escursione ad anello, adatta alle famiglie, che consente di effettuare il periplo delle Tre Cime di Lavaredo, invero ai loro piedi. La bellezza del paesaggio che si attraversa è grandiosa per forme, volumi, colori, primi piani, sfondi e scenari, plasmati a regola d’arte dalla Natura al sommo grado d’ispirazione. La comodità d’accesso e la massiccia frequentazione turistica del comprensorio fiaccano un poco il carattere selvaggio dell’ambiente, che tuttavia rimane di stupefacente suggestione. Ovvero, a seconda di come la si vive,  la semplice accessibilità del sito si pone a un tempo come fattore positivo e negativo, ‘chè nel periodo estivo torme di pedoni d’ogni schiatta e paese  s’incodano lungo il sentiero senza soluzione di continuità per contemplare la maestosa trinità calcarea delle Cime di Lavaredo e stupefarsene al cospetto. Già l’accesso stradale regala scorci sontuosi in crescendo, e l’invaso di Misurina rapisce per armoniosa venustà, disvelando la foggia meridionale, meno ieratica eppur bellissima delle Tre Zinne, germafonicamente Drei Zinnen. L’escursione non lascia dubbi sul perchè le Dolomiti, qui al massimo della potenza iconografica, siano Patrimonio Naturale dell’Umanità per certificazione Unesco. Vieppiù si fanno chiare le suggestioni che spingono la maggioranza d’appassionat* di Terre Alte a considerarle i monti più belli del mondo. ‘Sicchè per meglio gustare tale meraviglia conviene recarvisi un poco fuori stagione o si rischia il serpentone lungo il tragitto, nondimeno si compare nei selfie che  trasecolaci pellegrini  asian fusion infradita menano a ogni passo. Altro neo, delle dimensioni d’un piazzale, consiste nell’ampio parcheggio accosto al Rifugio Auronzo, ricavato pestando a modo lo spalto naturale e coprendolo d’una bella e compatta sversata di bitume d’ultima generazione, con tanto di precisa disciplina dei posteggi a mezzo d’inequivocabile verniciatura in bianco. Detto questo l’escursione può cominciare, ‘chè presto le brutture vengono esorcizzate dalla bellezza cui si va incontro. Si piglia il sentiero 101, che parte proprio dal piazzale e si dirige a Est (a dx guardando in faccia il rifugio e le Tre Cime) a guisa di larga mulattiera carrabile, in direzione del Rifugio Lavaredo, che si raggiunge in una mezzorata di dolce pendenza, mentre a monte la Cima Piccola e le sodali cominciano a sfoggiare bellezza imbarazzante. Al Rifugio il tratturo impenna, e con qualche largo tornante raggiunge Forcella lavaredo; quinci il profilo delle tre Cime si fa talmente vicino e bello da seccare le fauci. Dalla Forcella il tratturo diviene comodo sentiero e divalla sotto le falde ghiaiose di Croda del Passaporto e del Monte Paterno, mentre il panorama che s’apre a settentrione sulle plaghe delle Dolomiti di Sesto piglia a schiaffi e carezze di una magnificenza indescrivibile. Ora voltarsi di spalle verso le Tre Cime comporta svarioni da Sindrome di Stendahl. Si risale una china su sentiero a zigzag, sempre di buon terreno, e s’arriva sullo spalto che ospita l’iconico Rifugio Locatelli/Innerkofler, il più celebre belvedere sulle Drei Zinnen , ubicato  al centro di un sogno. Prenotare con largo anticipo se si vuol pernottare. Per seguitare l’anello si riscende lo spalto, ai pie’ del quale c’è un trivio;  quinci si piglia a dx (senso di marcia) il breve tratto  comune dei sentieri 102 e 105, alla cui biforcazione s’imbocca il 105, che in comodi tornanti cala sul magnifico acrocoro erboso di Pian da Rin, donde prima in piano poi con rampa ascendente si sfila proprio ai piedi ghiajosi delle Tre Zinne, qui sfacciatamente in faccia. Si passa da Col Forcellina, poco pronunciata sella che protegge lo spiano su cui s’adagiano la splendida Langalm, piccola malga ricovero d’armenti, e l’accosta pozza d’acqua nivale in cui si specchiano i tre pilastri monumentali. Un’altra rampa su buon terreno manutenuto conduce a Forcella Col de Medo, e colà si piglia a sx (senso di marcia) il tratturo che in breve mezzacosta in piano taglia il ritrovato versante meridionale della trinità petracea e chiude l’anello al piazzale parcheggio del Rifugio Auronzo. Quattro ore complessive di cammino lentopede e comprensive di pause fotografiche, con dislivelli molto contenuti. Di norma non si trova acqua corrente lungo il tragitto, solo qualcosa di scioglimento, perlopiù fuori stagione, e qualche pozza ferma; tuttavia, doveste percorrerlo in piena estate, i tre rifugi toccati a tappa sono piuttosto vicini tra loro e la relativa brevità dell’anello rende bastevoli scorte idriche  ordinarie da escursione di mezza giornata.
  • L’eventuale ascensione a Torre di Toblin (2617 mt.) comporta un’asola dal Rifugio Locatelli e consuma circa un’ora e mezza A/R  dal rifugio. La via comune di salita si svolge per un’ardita e molto esposta via ferrata (Ferrata delle Scalette) perlopiù costituita da sequenze di lunghe scale strapiombanti, benchè di breve sviluppo e di un solo centinaio di metri in dislivello, che si snoda sul versante ovest. Noi s’è fatta lungo la via di norma usata per la discesa; altra via ferrata (via del Cappelano Hosp), più semplice, che si articola lungo la parete est della Torre. Entrambe le vie risalgono al primo conflitto mondiale, ‘che Torre di Toblin era presidio di truppe austriache in piena zona di fronte; sono state restaurate a regola d’arte e rese magnifici percorsi escursionistico/alpinistici. Singolare il fatto che la via Hosp si stata attrezzata dall’omonimo curato militare. Il motivo per cui è impiegata come via di calata è dovuto alla massiccia frequentazione e alla logicità di traversata – ‘sendo essa più semplice quindi vieppiù agevole da percorrere in discesa rispetto alla Via delle Scalette – si raccomanda perciò nel caso  di affrontarla in salita solo in bassa stagione; noi s’era in quell’evo, infatti non abbiamo incrociato nessuno ed eravamo soli in vetta. Consiglio la Hosp a chi disponga di un minimo d’esperienza di sentieri attrezzati e vie ferrate semplici. Benchè di modesto impegno essa non è banale. Per quanto di corto sviluppo, si articola in piena parete – d’accordo una facciata di un centinaio di metri, abbastanza appoggiata,  molto bene  attrezzata e su ottima roccia – ma presenta alcuni tratti lievemente strapiombanti e in aperta esposizione, alternati a canalini faticosi e cengette di raccordo. Si pone quindi come una buona opportunità d’implementare l’esperienza dello sviluppo in verticale di una salita per monti, con percorso breve (in una mezzorata dalla base si sale, e in altrettanto si cala) e ben protetto. Indispensabili imbrago, set da ferrata e casco. Il premio è favolesco, essendo Torre di Toblin ubicata in posizione panoramica sbalorditiva con colpo d’occhio a 360°; quando si supera l’ultimo muretto e si calca l’esile ripiano di vetta pare di galleggiare su una chiatta in mezzo a un mare agitato da incredibili cavalloni spumeggianti di pietra.

 

2 Giugno, anno 2012 D.C.

…..Quindi Festa della Repubblica e ponte contingente. ‘Sì come l’uzzolo di scarpinare in Dolomiti. Appassionato di Terre Alte quale sono, ho peccato di leggerezza nel relegare la mia esperienza di queste montagne all’infanzia, forse perchè fin troppo celebrate per i miei gusti, che le hanno a lungo ponderate solo in modalità cartolina e fotoquadri satinati da editing senza pudore. Fino all’anno precedente, quando mi sono deciso a visitarne coi piedi una plaga periferica in un weekend autunnale, ‘sicchè siamo andati a camminare un anello attorno al Sass de Putia, estreme Dolomiti settentrionali altoatesine fra il germanofono e il ladino, e del Sass in questione abbiamo calcato la vetta lungo la breve via ferrata, la mia prima. Fue talmente bello che d’allora sento il bisogno di fiondarmi appena possibile a gustare le meraviglie dei Monti Pallidi, benchè giocoforza in guisa mordi e fuggi. E in questa modalità ora ci stiamo recando a contemplare di suola le blasonate Tre Cime di Lavaredo e ne cammineremo il periplo per guatarle come si dee. Siamo certo in bassa stagione, quindi speriamo di non trovare troppa gente, ‘chè pare in luglio agosto si formino code lungo il sentiero che ne cerchia le falde. Quest’anno l’inverno ha fatto poca neve, supponiamo quindi si possa camminare agevolmente in quota; il progetto è quello di compiere il giro ad anello attorno alle Drei Zinnen, con asola diversiva per salire lo scoglio di Torre Toblin lungo la Ferrata Hosp.  Questo in giornata, poi si dorme allo “Chalet Lago Antorno” e l’indomani si tenta la traversata dei Cadini di Misurina (rinunceremo a completarla per troppa neve, nondimeno per scorie oltremodo di acido lattico). Il meteo lungo il viaggio d’avvicinamento è nuvoloso, ma dopo Auronzo s’aprono lembi di cielo turchino che regalano scorci pazzeschi e a Misurina, sebbene in foschia, la faccia meridionale delle Tre Cime si mostra completa. Paghiamo il pesantissimo pedaggio (allora mi sembra 20 € per veicolo) per giungere in auto al Rifugio Auronzo (2320 mt.), punto di partenza dell’itinerario; mannaggia sembra esserci traffico. La strada solca splendidi boschi d’alto fusto conìfero e sbuca su ameni pascoli prima d’arrivare al piazzale parcheggio, spalto da cui il panorama gira d’orizzonte a meraviglia tra cielo e nubi su Sorapiss, Cristallo, Marmarole, Croda dei Toni, Cadini, Croda Rossa d’Ampezzo, mentre da basso indugia sul profondo solco della Val d’Ansiei. Di spalle ristanno a un tiro di schioppo le Tre Cime, ‘chè ne siamo ai piedi, sfacciatamente  sovrastanti col ceffo meridionale, ora però avvolte in sode coperte di nembi. La venustà del sito è sfregiata dall’enorme parcheggio, che arriva come una badilata di taglio alla tibia; ve ne risparmio il souvenir. Lo scempio viene distratto dalla sùbita comparsa di Cima Grande delle Tre, pendula sulle teste dei pellegrini, che spintona via i nembi ed erompe in scena… torre di toblin-misurina giugno 2012 001 (2) Sono le 9.30, le quattro ore d’auto e le poche di sonno questuano pedaggio ma noi pigliamo l ‘evidente mulattiera che ospita il segnavia 101 alla volta del Rifugio Lavaredo e l’omonima Forcella. Nonostante il traffico veicolare siamo pochi pellegrini a imboccare il tratturo; fa caldo, e la carrareccia si srotola in piano alla base dei ghiajoni che fasciano i pilastri delle Tre Zinne. Ora il cielo erode campo ai cirri e sfoggia un bel turchese, mentre lo sguardo indugia rapito sulle pareti che c’incombono sopra; via via che si procede, il profilo di Cima Piccola e del suo mitico Spigolo Giallo si disvelano….torre di toblin-misurina giugno 2012 004 (2)Cima Grande, invece, pare tuttora colpita da un fumigante incendio di Croda…torre di toblin-misurina giugno 2012 006 (2) Già TuttoMoltoBello. L’immanenza delle Zinne alla nostra manca distrae di continuo, ‘chè diventa difficile badare lo sguardo avanti; a un dipresso siamo in vista del Rifugio Lavaredo, alle spalle di cui si staglia l’accidentato profilo di Croda del Passaporto…torre di toblin-misurina giugno 2012 007 (2) In scarsa mezzora lentopede di soleggiata mulattiera si consegue la prima tappa; il Rifugio Lavaredo (2344 mt.), ancora chiuso. Quinci lo Spigolo Giallo e Cima Piccolissima fanno gli splendidi…torre di toblin-misurina giugno 2012 009 (2) Ora il percorso accentua la pendenza, ‘chè tocca rampare centodieci metri per meritare Forcella Lavaredo (2454 mt.). Lo si fa per comodi e sinuosi tornanti. Il premio è sfacciatamente sontuoso. Si tratta del goal che milioni di turisti d’ogni mondo e risma mettono in agenda con trepidazione. La comoda rampa che ne difende l’accesso rappresenta l’ultimo acclive ostacolo per torme di pellegrini che fra luglio e agosto ne invadono la mulattiera, armati di bastoncini telescopici pro selfie ed infradito. Per fortuna il pestato è ottimo. Invero, la visione che coglie ancor prima dell’arrivo in Forcella provoca iperventilazione o lascia senza fiato, fate voi.Qui l’adocchio angolare prospettico di Cima Piccolissima (2792 mt.) e Cima Piccola 2857 mt.), che occultano un poco le Sorelle Maggiori (Cima Grande 2999 mt. e Cima Ovest 2973 mt.)….torre di toblin-misurina giugno 2012 010 (2) Ci s’accosta alla sella, e la parata si fa più trina…torre di toblin-misurina giugno 2012 011 (2) Scatto verticale con la Fra, per dare un’idea; e non siamo ancora in Forcella…torre di toblin-misurina giugno 2012 012 (2) Eccoci: no comment, no zoom…torre di toblin-misurina giugno 2012 014 (2)L’iconografia turistica dominante impone  di scendere un poco per l’altro versante a cogliere la foggia più ieratica e frontale di questa Trinità, e molt* lo fanno, anche senza spingersi fino al Rifugio Locatelli, ovvero il presidio del colpo d’occhio più conforme. La stupefazione che sorprende in Forcella ruba lo sguardo e lo piazza a marcare stretto le Tre Zinne, distogliendolo dalla tormentata meravigliosa plaga delle Dolomiti di Sesto che si spalanca verso Nord…torre di toblin-misurina giugno 2012 015 (2) .Purtroppo la mia fotocamera tradisce limiti di grandangolarità, ‘sicchè mi riesce difficile restituire il pazzesco giro d’orizzonte e mi rifugio in zoomata; in primo piano e in ombra il  pandoro western di Torre dei Scarperi; assolati sullo sfondo, da sinistra, il complesso di Monte Rudo, la Croda dei Rondòi, le Cime Bulla e le Cime Piatte; un comprensorio selvaggio, splendido e invero poco noto e frequentato…torre di toblin-misurina giugno 2012 016 (2)  A destra invece s’alza turrito e tozzo il castello di Croda del Passaporto (2719 mt.)…torre di toblin-misurina giugno 2012 013 (2) Nello scatto seguente, medesimo al precedente ma con tratteggio indicativo, sono cerchiati due escursionisti in procinto d’intraprendere la magnifica Via Ferrata del Passaporto, stupendo percorso che si snoda per cenge e gallerie di guerra lungo la parete dell’omonima Croda, raggiunge la connominata Forcella, prosegue  sempre per magnifiche cenge e nel Cadin del Passaporto e ne risale per roccette il canalone fino all’acclive Forcella del Camoscio, donde si può salire per breve e irta Ferrata in cima al Monte Paterno, oppure proseguire sempre in ferrata lungo la barocca Cresta del Camoscio per cenge favolose e percorso psichedelico fino a Sella Pian di Cengia. Abbiamo compiuto quest’ultima traversata nell’Agosto 2015, tappa del nostro “AtuttoSestoAcutoTrekdiCroda”, e la colloco per bellezza sul podio delle mie esperienze d’alta montagna. Dicevamo, nella foto seguente ho tratteggiato la prima parte del percorso…torre di toblin-misurina giugno 2012 013 (2)Ora, sempre da Forcella Lavaredo, facciamo ancora una zoomata verso Nord  e stimoliamo il protagonismo di Torre Toblin (2617 mt.), la nostra meta odierna (qui in ombra sopra il Rifugio Locatelli); bifido scoglio isolato in un pelago di begli calcari…torre di toblin-misurina giugno 2012 018 (2)Quinci la mulattiera si fa sentiero e divalla con dolcezza tagliando i ghiajoni che sovrastano l’acrocoro di Grava Longa e sottostanno gli zoccoli basali di Croda del Passaporto. Non dimentichiamo di voltarci a tergo per zoomare le Tre Zinne……torre di toblin-misurina giugno 2012 019 (2) Nè tantomeno trascuriamo di zoomare verso la favolesca Rocca dei Baranci, che s’alza di fronte a settentrione…torre di toblin-misurina giugno 2012 022 (2) …poi riallarghiamo il campo per annettere Torre di Toblin e mezzo Rifugio Locatelli…torre di toblin-misurina giugno 2012 021 (2)I contrasti donano alla retina piacevole acidità, mentre si procede su ottimo sentiero digradante verso Grava Longa; venti minuti di cammino poscia Forcella Lavaredo vi guardate alle spalle e potete cogliere le Tre Cime nella foggia più iconica, anche se perdono un poco di slancio e mettono le maniglie dell’amore; la neve residua imbarba le gote…torre di toblin-misurina giugno 2012 023 (2) …mentre affianco destra i pinnacoli della cresta di Monte Paterno fanno esercizio alla Slackline, il primo in basso a manca un tantino fallico è il celebre FrankfurterWurstl, ovvero la “Salsiccia di Francoforte”…torre di toblin-misurina giugno 2012 024 (2) Mentre il Rifugio Locatelli, ora più accosto, è protetto dal Sasso di Landro e dalla cuspide di Torre Toblin, a sinistra nello scatto, e dal Lastron dei Scarperi a destra…torre di toblin-misurina giugno 2012 025 (2) Souvenir…torre di toblin-misurina giugno 2012 027 (2)La Salsiccia & Friends…torre di toblin-misurina giugno 2012 029 (2) torre di toblin-misurina giugno 2012 030 (2) S’arriva quindi allo sbalzo che difende lo spalto su cui poggia il Locatelli 2405 mt.). Tre brevi tornanti a zigzag sempre su ottimo sentiero e colà si arriva, circa 40 minuti lentopede da Forcella Lavaredo. Il rifugio è ancora chiuso, di norma apre verso il 20 di Giugno. Buondì, sono il Dreizinnenhuette..torre di toblin-misurina giugno 2012 035 (2) .Sul terrazzo naturale ora sibila un vento freddo che contrasta il biscottamento di croda operato dal sole. la vista è invero clamorosa; la cerchia di crode che rintuzza il cielo e protegge lo spiazzo tira a seccare le fauci.Peccato che i nembi fagocitassero in quella tutto il mondo petraceo a Est, ovvero Croda dei Toni, Crodarossa di Sesto, Cima Undici e Monte Popera, finanche la dorsale Cima Una/Crode Fiscaline. Intanto gustiamoci i panettoni calcarei a NordEst, mannaggia senza grandangolo: Lastron dei Scarperi a sx e Crodon di San Candido a dx…torre di toblin-misurina giugno 2012 032 (2) A Sudest il Monte Paterno sfoggia il ceffo più intrigante, impreziosito dall’acclive Cresta del Camoscio…torre di toblin-misurina giugno 2012 033 (2) Reiteriamo volentieri un colpo d’occhio alle pareti Nord delle Tre Zinne, qui riprese dal belvedere più celebre…torre di toblin-misurina giugno 2012 034 (2) …e guatiamo a settentrione il severo profilo scaleno di Torre Toblin, la nostra meta; un bipede qui cerchiato ne sta attaccando o discalando la parete Est lungo l’itinerario che andremo a percorrere. Come noterete, la parete dello scoglio non è altissima, richiede però impegno verticace…torre di toblin-misurina giugno 2012 036 (2) Ponderando quinci l’itinerario, la prima reazione d’impatto mette la voglia di sedere le chiappe a mangiare, ‘sicchè tiriamo fuori un po’ di ciliegie rubiconde che dividiamo con dei simpatici Gracchi Alpini appetenti..torre di toblin-misurina giugno 2012 038 (2)….mentre lo sguardo indugia sulla conca che ospita i Laghi dei Piani; c’è invero poca neve per essere Giugno a quota 2400…torre di toblin-misurina giugno 2012 042 (2) Alè che andiamo; non prima d’aver catturato di nuovo l’elegante profilo del Paterno (2744 mt.) che decolla di spalle al rifugio…torre di toblin-misurina giugno 2012 043 (2) Mannaggia non ricordo se in loco vi fossero indicazioni chiare per la ferrata Hosp; comunque, guardando la Torre dal rifugio, si tratta di pigliare il buon sentiero  di destra, senza segnavia,  che prima lambisce la base del tozzo Sasso di Sesto poi fascia le falde orientali della Torre, ossia il versante che intendiamo salire. Mentre per la ferrata delle Scalette s’imbocca subito il segnavia 105 che piega a sinistra. Intanto gustiamoci una tenera evocativa decorazione in sasso…torre di toblin-misurina giugno 2012 044 (2) Mentre ci avviciniamo all’attacco, lo scoglio ungulato e ora isoscele di Torre Toblin, benchè di slancio trattenuto, m’incute un poco di soggezione, forse per via dello spicco molto isolato; siamo certi di volerne calcare la cima? torre di toblin-misurina giugno 2012 045 (2) Dopo un breve tratto di cammino a mezzacosta si lascia il sentiero (ancora non ricordo indicazioni, benchè il tutto sia piuttosto intuitivo) per imboccare a sx una buona traccia che sale con più decisione; proseguendo invece s’andrebbe alla vicina Forcella di S.Candido 2381 mt. Riposto il medesimo scatto per meglio evidenziare lo scarto da prendere, riavvalendomi della mia perizia grafica; il tratteggio riporta anche la parte iniziale della ferrata, che poi si sviluppa oltre lo spigolo, sulla parete Nordest… torre di toblin-misurina giugno 2012 045 (2) In mezzora molto scarsa di salita dal rifugio siamo all’attacco. Indossiamo casco, imbrago e kit da ferrata. L’appicco è subito verticale, ‘chè le prime attrezzature si raggiungono affrontando in libera un muretto a guisa di largo camino, pochi metri di roccia bene appigliata che meglio si approccia in opposizione…torre di toblin-misurina giugno 2012 046 (2) torre di toblin-misurina giugno 2012 049 (2) Raggiunti gli infissi, li seguiamo lungo un canalino che tende a destra, sempre piuttosto verticace…torre di toblin-misurina giugno 2012 050 (2) Una prima cengetta angusta ma se ben ricordo protetta consente di tirare il fiato, ‘chè il percorso tosto si rialza verso sx per altri canalini e cengette assicurate; qualche tratto sprovvisto di funi richiede cautela e concentrazione, mentre l’esposizione si fa più accentuata; non vi sono scalette lungo il percorso ma i cavi sono disposti molto bene e in corrispondenza dei punti più ostici i passaggi sono facilitati da qualche piolo d’appoggio. Ora si rimonta questo spigolo…torre di toblin-misurina giugno 2012 069 (2) …che adduce a una fessura verticale,  torre di toblin-misurina giugno 2012 052 (2)  Lo sviluppo in piena parete, benchè serpeggiante fra muretti e brevi cenge di raccordo, si articola su ottima roccia che rende l’incedere spedito ed entusiasmante. Seguono quinci altra cengia a dx e un traverso esposto a sx, protetti…torre di toblin-misurina giugno 2012 052 (2).La Fra riposa un momento in cengia prima di affrontare il traverso che sale a sx…torre di toblin-misurina giugno 2012 053 (2) Quinci verso la cima il percorso cambia marcia  innesca le ridotte. Sale verticace, sempre con ottimi appoggi ed appigli, coadiuvato da funi ben tese, ma s’impenna suso e dritto e affronta la parete rimontandone spigoli, speroni  e canalini in esposizione più aperta, ‘sicchè ripongo la fotocamera e bado a procedere con attenzione; quest’ultimo tratto sarà quindi fotografato dall’alto, mentre scendiamo. Sento un po’ di tensione alle gambe, ‘chè non sono aduso allo strapiombame, sebbene attenuato dal procedere nel fondo ai canalini e su sbalzi ben protetti dai cavi. A metà segmento mi sento un po’ in prestito e mi fermo a guardare bene in faccia la roccia, domandandomi se ne valeva la pena e soprattutto se sarò in grado di fare un altro passo, avanti o indietro non importa. Vedo la Fra più in alto impegnata ad affrontare un muretto decisamente strapiombante, e la sensazione di stallo mi s’acuisce. “Toh, c’è la croce!” la sento poi esclamare con sollievo. Mi sparisce oltre il muro; forse ha finito di ravanare verticacia e si trova non più quadrumane sulla crestina della cima (2617 mt.). Me lo conferma con un altro bercio, ‘sicchè mi fo coraggio e affronto le ultime rampe con rinnovato vigore, superando persino di comico slancio l’ultimo muretto verticale, oltre cui terminano le attrezzature. Mi affaccio quindi sull’affilata ma bastevolmente piatta crestina di vetta e mi c’isso con faticosa corpulenza. torre di toblin-misurina giugno 2012 054 (2) Ora che possiamo distendere lo sguardo a tuttotondo ci è concesso trasecolare di stupore. La cerchia di Crode che anima l’andamento di pieni e vuoti di pietra osservabile da quassù mette voglia di gridare. Torri, colossi, scogliere ataviche, acrocori penduli e nuvole ispirate si battono gioiosamente con la campitura profonda del cielo in una schermaglia incruenta di Grande Bellezza che la limitata disponibilità grandangolare della mia fotocamera può restituire solo parzialmente. Ecce a Sudest Monte Paterno con la Cresta del Camoscio…torre di toblin-misurina giugno 2012 055 (2) …a Est la Croda dei Toni, ora più sgombra, con la Cresta Zsigmondy a sx e le Crode Fiscaline più accoste in primo piano…torre di toblin-misurina giugno 2012 059 (3) ..mentre a Nordest troneggiano, quinci poco svettanti, da destra a manca il Crodon di San Candido, il Lastron dei Scarperi e la Punta dei Tre Scarperi, che però nasconde il suo ceffo regale…torre di toblin-misurina giugno 2012 060 (2)  …e volgendo a Sud possiamo sfidare impertinenti le Tre Zinne, sostenendo lo sguardo quasi alla pari, a debita distanza…torre di toblin-misurina giugno 2012 056 (2)  Il cono roccioso cui stiamo calcando beati la cima è ubicato in posizione talmente isolata e strategica che pare invero di galleggiare in un mare di pietra sconvolto da burrasca. Quivi si ha immediata contezza di quanto fosse importante presidiarne la cima sul tragico fronte dolomitico del primo conflitto mondiale. La vista verso ponente è ostacolata da un repentino minaccioso addensamento di cumulnembi che nondimeno virano al bigio e s’avvicinano in gran fretta, ‘sicchè ci viene d’uopo sgombrare subito la cima e calarci rapidamente lungo i ferri per discostarcene quanto prima. Peccato. Giusto il tempo di firmare il libro di vetta e porre un laconico autoscatto a memento…torre di toblin-misurina giugno 2012 062 (2) Benchè il tuono ancor non abbia rombato, il sole va in modalità provvisoria e si perdono sette gradi in un baleno; in quella riprendo la Fra che s’allunga sull’esile  crestina per calarsi dal muretto sommitale. Lo scatto frettoloso ha lasciato a metà Cima Grande…torre di toblin-misurina giugno 2012 066 (4) Il primo segmento di calata, ossia la srampicata del muro che difende il castello di vetta è senz’altro il più impegnativo, nondimeno per il fatto che occorre smontare la parete in corretta modalità di progressione, ovvero faccia alla roccia, dorso al vuoto, con tre punti fermi tra appigli e appoggi e un solo arto libero a cercare i successivi prima di procedere. L’infisso di vetta, il primo/ultimo anello cerchiato nello scatto successivo, dà molta sicurezza nella fase strapiombante… torre di toblin-misurina giugno 2012 066 (4) Una volta discalati con attenzione la paretina sommitale e il tratto successivo, ossia i segmenti più complessi ed esposti lungo i quali ho lasciato in fodero la fotocamera, mi soffermo a ponderare il seguente canalino. Tocca srampicarlo tra il fondo e lo sperone, comunque ben protetti dal cavo. La Fra intanto si sta calando sveltamente…torre di toblin-misurina giugno 2012 067 (2) In un pajo di minuti giungo alla base del segmento attrezzato, all’incirca dove ristava la Fra nello scatto precedente; avevo già fotografato il tratto in salita  ma lo riposto con luce nuova, tiè…torre di toblin-misurina giugno 2012 068 (2) Quinci termina la parte più impegnativa e verticace, salvo il camino alla base della parete. Mi distendo un poco lungo le cenge di raccordo, e noto che altrettanto la Fra si rilassa e m’aspetta seduta con un saluto affettuoso….torre di toblin-misurina giugno 2012 070 (2) la raggiungo ed ella riprende lesta il cammino, ora zigzagoso per l’esili ma comode cenge in lieve discesa, con qualche tratto non attrezzato che richiede attenzione. In quella mi stacca di nuovo rapidamente…torre di toblin-misurina giugno 2012 072 (2)Riprendono gli infissi che rattamente guidano verso l’ultima paretina che (scendendo) difende il camino conclusivo…torre di toblin-misurina giugno 2012 073 (2) torre di toblin-misurina giugno 2012 074 (2) Nonostante le gambe siano al cemento, con discreto agio discaliamo la paretina e il camino, ‘chè finalmente si poggiano  le piante alla base. In una mezzora scarsa di calata dalla cima ne siamo ai piedi. La minaccia temporalesca era fuoco di paglia, ‘sicchè il sole ci ha tenuto compagnia per tutta la discesa. Meglio così. Spiace solo aver fatto un po’ di corsa, a detrimento di una contemplazione più profonda e gustosa. Ora lo sguardo può posarsi con calma sui Laghi dei Piani e sulla favolesca plaga che fa loro da sfondo…torre di toblin-misurina giugno 2012 075 (2) Ho le coscia un poco rigide, ma riprendiamo tosto il cammino per fare ritorno; sono molto contento della salita e mentre ci avviciniamo al rifugio volgo lo sguardo a tergo e mi soffermo a contemplare la Torre. Peccato davvero per la visita oltremodo veloce, mi sarebbe piaciuto farmi biscottare dal sole sdraiato sull’acclive giaciglio di quella centralità cuspidale. L’attrazione verso lo scoglio appena conquistato si fa pungola, ‘chè ho bisogno di trattenerne più volte l’impressione mentre si fuma un sigaro in santa pace dopo averci ospitato con gentilezza …torre di toblin-misurina giugno 2012 076 (2) Mannaggia non sono riuscito a coglierla mentre faceva i cerchi di fumo…torre di toblin-misurina giugno 2012 078 (2)  In breve siamo di nuovo sullo spalto del Rifugio Locatelli, ove il trino monumento ti guata ieratico, ‘sicchè tocca restituire lo sguardo…torre di toblin-misurina giugno 2012 081 (2)Ora è tempo di manducare. C’è movimento di pellegrini attorno al rifugio, benchè siamo ai primi di giugno. Immagino le code e il caos in alta stagione, ma pondero soddisfatto che sulla Torre, nondimeno nei paraggi, eravamo solinghi e basta, condizione d’eccellenza per gustarsi la meraviglia irripetibile di queste plaghe naturali. Da buoni fratelli dividiamo il desco a base di panini con l’accolita di Gracchi del quartiere, qui veri e propri pennuti del muretto. Ci hanno brontolato per il ritardo, ‘sicchè li abbiamo ammansiti con le poche ciliegie rimaste in bisaccia, rinunciando noi alla frutta…torre di toblin-misurina giugno 2012 037 (2) Lasciamo i nostri commensali al dessert e li salutiamo affettuosamente; il più garrulo della compagnia, invero simpatico, a sorpresa ricambia con un amichevole “Bella Vez!” graculesco. Prima di tornare i passi a riprendere l’anello pedestre tocca ritrarre l’enigmatica Salsiccia di Francoforte…torre di toblin-misurina giugno 2012 082 (2)…e il Monte Paterno, che come dice il mio amico Andrea Lovato, quinci “sa essere totalizzante”…torre di toblin-misurina giugno 2012 083 (2) …ma non dimentichiamo lo sdentato strascico di Cresta del Camoscio, lungo la quale s’articola il fantastico percorso ferrato “Delle Forcelle e/o Della Pace”, che avremo percorso tre anni dopo…torre di toblin-misurina giugno 2012 085 (2) Peccato il sole ora fa pennichella tra i nembi. Scendiamo lo spalto e imbocchiamo il tratto comune ai sentieri 102 e 105, e poco poscia seguiamo il solo 105 che divalla in comodi tornanti sull’acrocoro d’incantagione di Pian da Rin. Non trascuriamo però il bisogno di attenzione delle Tre Zinne; esse ci badano senza mollare un secondo mentre s’imbellettano per compiacere il voyeurismo degli accoliti che si apprestano a sfilare lungo il sentiero che accompagna l’intera facciata settentrionale del Trino Duomo. D’ora e quinci l’aspetto del monumento cangerà foggia e sfumature, seppur mantenendosi onirico vieppiù, quindi questo potrebbe essere l’ultimo scatto che le ritrae nella più celebre guisa; .tocca porlo, fate finta che sia la prima foto…..torre di toblin-misurina giugno 2012 090 (2) Per quanto magnetica, tanta sfacciataggine non impedisce tuttavia di farsi rapire dall’incantesmo che anima le plaghe settentrionali, ossia le Dolomiti di Sesto che tendono al vespero. La siesta del sole irradia un lucore argentato che ammanta d’un vello invisibile Torre dei Scarperi e Croda dei Rondòi con le loro sottane di pascoli acclivi…torre di toblin-misurina giugno 2012 091 (2)…zoomiamo su Torre dei Scarperi e metà Croda…torre di toblin-misurina giugno 2012 093 (2) Ora s’indugia sul riposante acrocoro di Pian da Rin (circa 2200 mt.) ; il tratturo ne solca la distesa con rispetto e rimonta una rampa, facendosi un pelo più faticoso…torre di toblin-misurina giugno 2012 096 (2) In quella mettono il velo le Tre Cime, che si coprono la bocca…torre di toblin-misurina giugno 2012 097 (2) Il sommo dello spalto a venire va comunque meritato, e la stanchezza comincia a chiedere il conto.Or che arranchiamo sul comodo pestato mi sfugge uno sguardo al Paterno, che quinci e colà mostra un ceffo assai travisato rispetto a prima, mentre il sole si sveglia dal sonnellino…torre di toblin-misurina giugno 2012 100 (2).Un’ora circa è trascorsa lentopede dacchè abbiamo lasciato il Rifugio Locatelli, e stiamo per calcare lo spalto panoramico ai pie’ delle Tre Zinne, ossia il ricettacolo di detriti, magri pascoli e ghiajoni acclivi di “Grava Longa”. Verso Nord  l’ivoreo magma di rocce che sostiene Alpe Mattina e la cuspide di Torre dei Scarperi m’ammalia, ‘sì come il suo cadere a rocambolo sulla profonda sottostante Val Rimbon; la filigrana Western da Monument Valley dolomitica  è assai suggestiva…torre di toblin-misurina giugno 2012 101 (2) E a proposito di monument, ecce ancora le Tre Signore, che siamo in capo allo spiano. Meno svettanti, ma spudoratamente vicine e pettorute. Di qui la verticacia strapiombale di Cima Ovest e Cima Grande incute soggezione…torre di toblin-misurina giugno 2012 105 (2)Cammina e cammina siamo a Col Forcellina 2232 mt.), e all’accosta Langalm, bicocca per gli armenti. L’amenità del sito regala pace profumata, mentre le colosse specchiano la propria vanità nella pozza smeralda, ‘sì come la regina in Biancaneve; la polla però scuote d’un misterioso sussulto e increspa travisando il riflesso…torre di toblin-misurina giugno 2012 107 (2) …mentre a Nord il sole si stiracchia giocando ai chiaroscuri con cielo e suolo; il momento ludico ricreativo degli elementi regala una magnifica profondità di campo che ossequia i profili sontuosi: a manca la Croda dei Rondòi sfoggia il ceffo svettante, vieppiù lontana e biscottata la Cima Piatta di Mezzo distende la china e rintuzza la Rocca dei Baranci, in ombra, che finalmente fa capolino sullo sfondo, mentre Torre dei Scarperi mostra il rimorchio calcareo. La selvaggia plaga ritratta esercita sul mio uzzolo pedipensante un magnetismo pazzesco; colà transitano di norma ben pochi raminghi a disturbare  il quieto vivere di Camosci, Marmotte e Rondoni Alpini (i “Rondòi” della Croda),.e pare vi siano selvatici cammini abbozzati lungo cenge da sogno che da tempo sogno di calcare in punta di piedi…torre di toblin-misurina giugno 2012 109 (2)  la poesia del momento mi riporta a guatare la nostra Torre di Toblin, quinci un poco tozza e ritratta in sole mentre di prospetto s’inguisa a fare da slip alla sella che divide la costa dei Tre Scarperi dal Crodon di San Candido…torre di toblin-misurina giugno 2012 111 (2) Ora è davvero una Promenade fra le più Deluxe che possiate desiderare. Le Tre Zinne, che in quanto a spettacolo offerto possono competere amichevolmente alla pari con le altrettanto blasonate e trine Torres del Paine della Patagonia cilena, qui mostrano un profilo a un tempo severo e disteso; invero si spintonano per avvicinarsi vieppiù e venirt’incontro…torre di toblin-misurina giugno 2012 112 (4).Cotanta bellezza naturale indotta allo sfregamento per l’uzzolo di farsi notare appicca un incendio, e il fuoco della venustà si consuma in seno al bisticcio svaporando in fumide spire…torre di toblin-misurina giugno 2012 113 (3)Diamo un poco di soddisfazione anche al Paterno…torre di toblin-misurina giugno 2012 115 (2) Confesso tuttavia che l’incantevole scenario offerto a settentrione rapisce il mio terz’occhio ‘sicchè il sole dipinge quadri a filigrana macchiajola deliziandone la retina; chiedo venia, ma ora oltre la gobba verzicante del pascolo in primo piano, alla carovana trainata dalla Croda dei Rondòi s’aggrega il Monte Rudo con la sua schiatta,  e la scura sagoma del Picco di Vallandro erompe in ombra più lontano…torre di toblin-misurina giugno 2012 116 (2) ‘Sì come a guardare una rocambolesca partita di tennis, l’occhio si muove repentino a cercare di mettere a fuoco il fulcro di tanta bellezza…torre di toblin-misurina giugno 2012 119 (2)(zoomiamo su Rudo/Rondòi, con luce nuova…)torre di toblin-misurina giugno 2012 120 (2) ..e talvolta casca a terra, dove un pollone di fresche Genziane scalda i motori per l’estate incipiente…torre di toblin-misurina giugno 2012 121 (2)Nel mezzo a tanta delizia il cammino, sempre su ottimo sentiero, impenna un poco e perviene in breve a Forcella Col de Medo, 2315 mt. Stiamo girando l’angolo per affacciarci nuovamente a Sud, un’ora e tre quarti or sono abbiamo lasciato molto lentopede il Rifugio Locatelli. Da qui al Rifugio Auronzo, partenza/arrivo dell’anello, saranno venti minuti scarsi di tratturo in piano, se ben ricordo. L’impatto con il piazzale sarà duretto e amaro, ‘sì come quello con i mezzi a motore e l’aumento di densità pedonale. Fa niente. Ripigliamo l’auto e stanchi ci rechiamo allo Chalet Lago Antorno per lavarci, cenare e dormire. Il gestore mi chiede com’è andata l’escursione, gliene rendo conto chiosando sulla mia stanchezza dovuta al poco allenamento; invero lui mi dice che m’ha visto concentrato nel salire i tre scalini sulla porta d’accesso. Domani vorremmo raggiungere l’ancora chiuso Rifugio Fonda Savio e quinci compiere l’anello Est/Ovest del Sentiero Durissini che serpeggia in seno ai Cadini di Misurina. Arriveremo su al rifugio e basta; Il poco tempo a disposizione, l’acido lattico in esubero e l’ancor troppa neve che insidia cenge e forcelle  ci faranno desistere, ma è solo rimandato. 

Il periplo delle Tre Cime si è rivelato all’altezza della fama che lo precede, se possibile vieppiù. Nondimeno, per quanto trovi deturpante l’impatto infrastrutturale complessivo del Rifugio Auronzo, d’allora m’è capitato più volte di finire per passarci o colà iniziare percorsi escursionistici, tanto bella è l’area in questione. Due anni dopo proprio dall’orrendo parcheggio siamo partiti per compiere la magnifica traversata dei Cadìni di Misurina, reportata in questo blog, ‘sì come nel 2015 transitammo per il Rifugio Lavaredo  e ivi facemmo tappa lungo il nostro Trek di Croda delle Dolomiti di Sesto, che un dì verrà presentato in questo contenitore. La venustà monumentale dei luoghi, la facilità d’accesso, la semplicità del cammino e la sua relativamente breve durata, il blando dislivello da sostenere fanno di questo anello escursionistico/turistico (se si eccettua la salita a Torre Toblin, ovviamente) una ghiotta occasione di salubrità in plaghe stupende, adatta anche alle famiglie. Consiglio di compierla entro giugno (neve permettendo) o in primo autunno. Insomma, cercate di evitare luglio e agosto per via dei caroselli d’auto, pullmann e pedoni che vi trovereste. Niente contro il diritto universale di fruire d’un tale patrimonio naturale, per carità (col dovere del giusto rispetto). Solo ne apprezzereste meglio il carattere originario.

Ciaw!

Yoyodel

 

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