LUNGA CICLOVIA DELLE DOLOMITI: o del canto maliardo delle Sirene di Croda pedalando in letizia fra boschi e prati

 

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Caratteristiche:  

Ciclabile Calalzo di Cadore, Pieve di Cadore, Cortina d’Ampezzo, Cimabanche, Carbonin, Dobbiaco

Splendida promenade a pedali lungo l’ex ferrovia a scartamento ridotto tra Calalzo di Cadore, Cortina e Dobbiaco.Si passa tra magnifici boschi e paesi ridenti, accerchiati  dalle quinte rocciose di molte tra le più belle e celebrate Crode dolomitiche; Sassolungo di Cibiana, Antelao, Pelmo, Croda da Lago, Croda Marcoira (Sorapiss), Cinque Torri, Cristallo, Pomagagnon, Tofane,  Croda Rossa d’Ampezzo, Tre Cime di Lavaredo, Monte Rudo, Picco di Vallandro.
Si attraversa il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.

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.Gran parte del percorso ciclabile si snoda sul sedime dell’ex ferrovia e sfrutta  ponti arditi, terrapieni e gallerie originali dello spettacolare opera ingegneristica. Trattandosi di un ex percorso ferroviario che connetteva località montane per un dislivello  di circa 700 mt in salita e 300 in discesa, la pendenza è moderata e invero costante. Il percorso è per la maggior parte asfaltato, con diversi tratti di sterrato a fondo buono che non danno problemi; nondimeno pressochè l’intero tracciato ciclopedonale è segnalato, protetto e chiuso al traffico motorizzato.
Il tratto da Cortina a Dobbiaco, utilizzato anche in inverno come pista per lo sci di fondo, è quasi completamente sterrato; il sedime e i manufatti, vieppiù i ponti in ferro e le gallerie sono ancora quelli originali dei primi decenni del ‘900 .

  • Per il percorso integrale si parte dalla stazione ferroviaria di Calalzo di Cadore (alla quale si può giungere anche in treno con trasporto bici, linea Venezia-Belluno-Calalzo o Padova-Feltre-Belluno-Calalzo), ma è possibile innestarsi a piacere presso i diversi paesi toccati dal tracciato, adeguando l’escursione al grado di allenamento. Noi l’abbiamo percorsa per intero in modalità andata e ritorno, dormendo la notte in alberghetto a Dobbiaco, nell’evo autunnale di Ognissanti. Abbiamo incontrato qualche pedone e non più di 6 ciclisti, una famigliola compresa. Immaginate la meraviglia, celebrata dai cromatismi dell’autunno. Pare tuttavia che nella stagione estiva il tracciato sia densamente frequentato, e non fatico a crederlo. La Lunga Ciclovia per tipologia di percorso è alla portata di chiunque sia in grado di pedalare, ovvero se ne possono percorre in comodità anche soltanto alcuni segmenti e tappe a pendenza dicevamo moderata, e conduce placidamente in plaghe montane dal paesaggio favolesco, di respiro ampio e sempre aperto, in mobilità sicura e sollazzevole. Si possono trascorrere ore ed ore a pedalare paralleli alle strade statali/provinciali ma discosti dal traffico motoristico e con le nari accarezzate dall’olezzo di boschi conìferi e pascoli, passando a mo’ di tappa accanto ai caratteristici deliziosi edifici delle ex  stazioni, eretti in stile liberty a guisa alpestre. Chi ne avesse abbastanza può decidere di interrompere il percorso quando lo desidera per tornare indietro discendendo piacevolmente. Spesso la Ciclovia viene intesa con partenza da Dobbiaco; in questo senso il dislivello in salita si riduce ai circa 300 mt. che occorre rimontare per accedere al Passo di Cimabanche, dopodichè  i restanti 50 Km. circa  e i 700 mt. di dislivello che quinci separano da Calalzo di Cadore si distendono in moderata, comodissima ed entusiasmante  discesa. 
  • info: il sito ufficiale: www.ciclabiledolomiti.com
  • In alta stagione esiste un servizio integrato di “Bike ‘n Bus”, ossia un trasporto di persone e biciclette con autobus dotato di carrello in grado di portare oltre 30 biciclette. Questa opportunità rende possibile compiere il percorso in andata con ritorno in pullman seco la bici, come di frazionarlo con la stessa modalità. Le informazioni le trovate sul sito alla pagina che vi linko quivi sotto:
  • Bike ‘n Bus
  • SPAZI , DISLIVELLI  E TIPOLOGIA IN “TAPPE” : (i tempi vedete un po’ voi, noi abbiamo impiegato circa 7 ore  per il percorso completo in andata (soste lunghe escluse) e poco meno per il ritorno (la stanchezza e il perineo piallato si fanno sentire)
  • Calalzo di Cadore (800 mt.)-Pieve di Cadore (830 mt.) 4,5 km, asfalto ciclabile; km tot. 4,5
  • Pieve di Cadore (830 mt)- Valle di Cadore (835 mt) 3,5 km, asfalto ciclopedonale; km tot. 8
  • Valle di Cadore (835 mt)-Venas (858 mt) 3 km, asfalto ciclopedonale; km tot. 11
  • Venas (858 mt)-Vodo di Cadore (879 mt) 4 km, asfalto/sterrato, promiscuo; km tot. 15
  • Vodo di Cadore (879 mt)-Borca di Cadore (942 mt) 4 km, asfalto, ciclabile; km tot. 19
  • Borca di Cadore (942 mt)-S.Vito di Cadore (1010 mt) 3 km, asfalto, ciclabile; km tot. 22
  • S.Vito di Cadore (1010 mt)-Cortina d’Ampezzo (1211 mt) 12 km, asfalto/sterrato, ciclopedonale/promiscuo; km tot. 34
  • Cortina d’Ampezzo (1211 mt)-Passo Cimabanche (1530 mt) 13 km, asfalto/sterrato; km tot. 47
  • Passo Cimabanche (1530 mt)-Carbonin (1438 mt) 3,5 km, sterrato; km tot. 50,5
  • Carbonin (1438 mt)-Dobbiaco (1256 mt) 13,5 km, sterrato, ciclabiel; km tot. 64.

Giorno di Ognissanti, anno 2014 D.C..

….’Sì come quando si parte da Bologna per il finesettimana di fatiche sollazzevoli sulle Dolomiti, la sveglia è assai presto; e il disagio che adduce quando strilla è pesante viepppiù, che siamo in evo autunnale. La giornata è splendida, durante il viaggio manco un isolato nembo ha maculato il cielo, che irradia sole a più non posso. Arriviamo alla stazione ferroviaria di Calalzo verso le 9.30, scendiamo le bici dall’auto, pigliamo il caffè al bar di servizio e ci mettiamo in sella, chè ci aspetta una lunga pedalata di 64 km per arrivare a Dobbiaco. Fin da subito il percorso è tabellato efficacemente, ‘sicchè basta seguire le numerose indicazioni per infilare tosto la ciclostrada, che su buon bitume manutenuto lascia il paese dopo un paio di accostamenti e attraversamenti della Statale 51 cadorina. lunga ciclovia delle Dolomiti 011 (2)Il tepore impone di cavar la giacchetta  mentre il nastro d’asfalto ciclabile s’allontana dal traffico e infila il bosco pinolariceo d’alto fusto, fresco e umbrato. La salita è dolce, e in pochi larghi curvoni raggiunge  prima Pieve, quindi  Tai poi subito Valle di Cadore. Non vi sono altri ciclisti e pochi pedoni passeggiano sornioni lungo il percorso, data la guisa ciclopedonale del medesimo. Già ora, che ancora traversa in basso i ridenti villaggi cadorini serpeggiandone i rioni, la pista si fa scorrere piacevolmente, mantenendo una pendenza moderata, costante e sollazzevole, mentre i primi fanti rocciosi ‘mpreziosiscono il quadro. Siamo a Valle di Cadore, diamo prima un occhio alla tabella…lunga ciclovia delle Dolomiti 012 (2)poi all’edificio dell’ex stazioncina ferroviaria di Valle, la prima di una simpatica serie dalle vezzose arie Liberty, mentre la Croda del Cuz e il Sassolungo di Cibiana sullo sfondo fanno da quinta…lunga ciclovia delle Dolomiti 013 (2)Ora la via lascia le zone abitate, costeggia un poco dall’alto la Strada d’Alemagna che solca la Valle del Boite, s’imbuca in deliziose gallerie un poco illuminate di frescura,  supera lungo bei ponti lignei un paio di canaloni che scivolano dai fianchi scoscesi del versante meridionale dell’Antelao. Mannaggia non posso fermarmi troppo spesso a pigliare foto, ‘chè non s’arriva più. Peccato perchè gli orridi che sformano il massiccio dell’Antelao fino al castello di vetta sono rivestiti agli orli bassi di larici rosseggianti e giallognoli che cozzano il verdone tenace dei pecci. La tavolozza comincia ad esser magica. Ora si arriva lemme a Venas di Cadore, e quinci la pista s’allunga attraverso un magnifico e olezzante bosco di larici, abeti e pini silvestri. Benchè si guadagni quota lentamente siamo alti sul fondovalle. Siamo soli. Dopo il lungo traverso boschereccio la via si stende lungo una splendida radura prativa un poco acclive, mentre il Pelmo fa capolino sullo sfondo. Pedalare in queste plaghe suonate dal silenzio e coccolate dalla brezza comincia a farsi meraviglioso…lunga ciclovia delle Dolomiti 014 (2) …e diamo al Caregon del Padreterno una bella e meritata zoomata…lunga ciclovia delle Dolomiti 015 (2) I colori autunnali plasmano d’incantagione la plaga, di per sè  favolesca. Ora la ciclostrada torna ad avvicinare le case d’un villaggio. Siamo a Vodo di Cadore, e se prima guatammo rapiti a Ponente verso il Pelmo, guardiamo ora a Levante (la nostra destra); l’Antelao qui declinato in Punta Menini e Punta Chiggiato minaccia e protegge il villaggio, alzandosi jeratico dalle falde boscate tricolori. La Fra pedalace mi precede. Ma non vi fa voglia di biciclare  colà in mezzo? lunga ciclovia delle Dolomiti 016 (2)  Verso Borca di Cadore il panorama s’apre vieppiù; approfitto per fare una sosta e pigliare due scatti; lo zoom della mia fotocamera è modesto, ma va bene comunque per cogliere  la magia striata del Pelmo…lunga ciclovia delle Dolomiti 018 (2) …e una bella scia chimica in decollo dall’Antelao…lunga ciclovia delle Dolomiti 017 (2)Preparatevi a un piccolo esclusivo portfolio discontinuo sul Caregon del Padreterno, una montagna talmente singolare da sequestrarti l’adocchio. Per cagioni puramente documentali posto quivi uno scatto poco suggestivo ma indicativo della qualità del percorso e del piancito; la pista passa sempre protetta fra le contrade che precedono Vodo…lunga ciclovia delle Dolomiti 019 (2)‘Sì come  le moderne ciclabili, anche la Lunga Via delle Dolomiti presenta segnaletica a regola d’arte: come da foto, carreggiata pedonale a sx, i due sensi di marcia ciclabili divisi da linea bianca tratteggiata, segnaletica verticale puntuale in corrispondenza degli incroci carrabili. Intanto, come promesso e minacciato, un altro primo piano del Pelmo (e non sarà  l’ultimo), che cangiava forme e coloritura delle gote calcaree…lunga ciclovia delle Dolomiti 021 (2) Quinci la Ciclovia riaccosta per un breve tratto la statale d’Alemagna, indugiando al sicuro fra verzicanti distese pratesche coltivate a cornacchie convenute per il brunch. Arriviamo quindi a Vodo di Cadore, ove ci gustiamo vieppiù l’attitudine Liberty della vecchia stazione ferroviaria e nondimeno la placida, ordinata viabilità promiscua…lunga ciclovia delle Dolomiti 022 (2) D’altronde tocca levarsi ancora il cappello di fronte al Pelmo, che quinci ha voglia di sdraiarsi…lunga ciclovia delle Dolomiti 023 (2) Ma ecco che poco dopo, verso S.Vito di Cadore,il percorso asseconda le falde girando un poco di versante, ‘chè altri giganti mostrano il ceffo. Ecco la Croda Marcora del Sorapiss, che sebbene lontana erompe gagliarda…lunga ciclovia delle Dolomiti 024 (2) L’incedere aumenta il grado di spassosità, mantenendosi costantemente in delicatissima salita. Invero comincio a sentire blanda stanchezza;, sono circa 25 km che pedaliamo in acclivio benchè dolce, e mi pare che da un po’ la pendenza sia più sostenuta ‘sicchè non piglio foto fino alla simpatica stazione di Chiapuzza…lunga ciclovia delle Dolomiti 025 (2) Quinci la via scende un poco, ricosteggia per un breve tratto la statale che ora sfila segmento sgombro d’agglomerati civili fra bosco e radure. A un dipresso il percorso traversa la carrabile su striscie pedonali e si butta in decisa discesa in mezzo alla foresta, per il primo tratto selvatico, sterrato e sconnesso della via. Purtroppo non ho restituzioni fotografiche del tratto in questione, che conduce in mezzo a una fiaba. La mulattiera indugia nella boscaglia di larici e pecci d’alto fusto, traversandone il pendio. Sebbene tutto sommato di breve corso, il tratto è stupendo; l’inerzia declive consente di fermare i pedali, tirare il fiato e spalancare le nari per accogliere le fragranze conìfere impreziosite da una punta di muschio, mentre le fronde scompongono la luce che vuole scaldare il fresco umidore boschivo. Il segmento non è “tecnico”, tuttavia richiede la giusta attenzione per evitare di male incappare in radici nodose o sassi traditori. (si può sempre scendere accompagnando il mezzo a pie’). Dopo l’ebbrezza della discesa tocca risalire sulla stessa tipologia di fondo, ‘sicchè la mulattiera rimonta il pendio, che bisogna comunque meritare, e si riaffaccia sulla statale in località Dogana Vecchia, nei pressi della vetusta deliziosa stazioncina…lunga ciclovia delle Dolomiti 026 (2) In cielo troneggia la Punta Nera del Sorapiss…  lunga ciclovia delle Dolomiti 027 (2).Poi si costeggia un poco ancora la statale su buon bitume ciclopedonabile protetto da guard rail, ‘chè a un dipresso la via scarta nuovamente a manca su terreno naturale, solcando con un delizioso Single Track (ossia un sentiero sterrato a traccia singola) un ondulato acrocoro con radi larici dorati, mentre altri giganti di Croda erompono in colorita discrezione, ovvero Tofana di Rozes e lembi calcarei delle consorelle. Peccato per i tralicci…lunga ciclovia delle Dolomiti 028 (2) Tocca zoomare un poco verso la Rozes; i due larici di primo piano gonfiano il petto alzando la cresta…..lunga ciclovia delle Dolomiti 029 (2) ..buondì…lunga ciclovia delle Dolomiti 030 (2)Si scende ora lungamente e con pendenza moderata per bellissima plaga montana di pascoli e radi boschi, mentre i muscoli si rilassano, che meraviglia…La pista si fa mulattiera, risfiora la statale in località Acquabona  e quinci decliva fin quasi a fiancheggiare il torrente Boite sul fondo del solco vallivo, poi risale in tornanti faticoselli per tornare ad accostarsi alla statale in località Zuel de Sora, con vista ravvicinata dell’impressionante  trampolino olimpionico per il salto con gli sci (che fotograferemo al ritorno). Cortina è vicina. Ora s’indugia placidamente discosti dalla strada su buon manto asfaltato ciclopedonale, ‘chè la pista solca i prati smeraldini e le contrade accoste al prestigioso capoluogo. Si passano in rassegna i tranquilli villaggi di Manaìgo, Peziè, La Riva Fora in Rìa, vichi fatti di case in stile locale splendidamente inseriti nel grandioso contesto ambientale. La vista ora si spalanca, ‘chè a Sudest Nuvolau, Averau e Cinque Torri sfoggiano gli eleganti profili valorizzati da sontuosi parei autunnali di conifere pittate…lunga ciclovia delle Dolomiti 031 (2) lunga ciclovia delle Dolomiti 032 (2)Stiamo pedalando da più di tre ore, abbiamo percorso 30 km e oltre, salito 400 metri di dislivello, e da poco superata la metà del percorso. Tocca mangiare due panini, ‘sichè ci accomodiamo su una panchina con vista sublime. Quivi la Perla delle Dolomiti fa la Regina, ‘chè mette una corona di cime da far girare la testa. A Sud i lontani Sforniòi di Bosconero con l’omonimo Sasso, a Sudovest Croda da Lago, Averau e Nuvolau, a Ovest Cinque Torri e la gigantesca trina parata delle Tofane, a Nordovest il Tae e le gobbe del Regno dei Fanes, più remota a Nord  la Croda del Becco A Nordest il pulpito dentato del Pomagagnon che stende il velo alle schiere del gigante Cristallo, mentre a Est la Punta Nera e i versanti di Faloria del mitico Sorapiss. Chapeau.  La strada invero è ancora lunga ‘sì come la salita. Ripartiamo con le coscia un poco di cemento e in breve siamo a Cortina centro, dove la pista si perde nel passeggio festivo  denso ma sostenibile. Pigliamo caffè e biscotto in piazza e riprendiamo la coclovia che riparte come tale dalla vecchia stazione, ora Terminal Bus con parcheggio. La via, ora nuovamente in modalità ciclopedonale aslfaltata, attraversa le contrade afferenti al capoluogo fino al rione Cadimai, donde sterra e lascia le zone abitate per tornare a distendersi nel mezzo a boschi coniferi, sempre in salita moderata.S’alza poi un poco a lambire le falde che fasciano le irte quinte di croda del Pomagagnon e conduce alla vecchia stazione di Fiames. Poi esce dal bosco e si alza con più decisione, mentre il panorama circostante s’arricchisce del vallone di Fanes a Est e delle pareti ora incombenti del Pomagagnon. La stanchezza in aumento scoraggia la voglia di fare foto ad un ambiente montano meraviglioso. Ci si ferma un istante a consultare la cartina, e ne approfitto per restituire un’idea del nitore di cielo…lunga ciclovia delle Dolomiti 033 (2)Quinci su fondo ghiajoso la via s’allunga fino a Podestagno, dove imbocca boscosamente il vallone del Ru Felizon a destra (Ovest). S’asseconda l’acclivio con qualche comodo tornante fino al bellissimo ardito ponte ferroligneo a picco sull’orrido sottostante. Peccato non averne fotografato l’ardore per via della stanchezza. Seguono tornanti larghi e più stretti, alcune belle galleriole illluminaticce scavate nel calcare, poi s’arriva in contrada Ospitale. Si prosegue in dolce salita costeggiando la Strada 51 a debita distanza per splendido bosco umbrato di pecci vigorosi, mentre l’esposizione nordace offre qualche telo di neve fredda (immagine un poco mossa)…lunga ciclovia delle Dolomiti 034 (2)  lunga ciclovia delle Dolomiti 035 (2) …Grazie Fra per la Mossa. Quinci il Ru Felizon piega a destra e sale scendendo l’omonimo  tetro vallone che adduce ai Forami ghiajosi e settentrionali del Cristallo, mentre il corso d’acqua che segue la via è garantito dal Rio Rufiedo, che a un dipresso s’allarga nella bellissima omonima pozza…lunga ciclovia delle Dolomiti 038 (2)…e poco dopo fa vieppiù il grosso e  dà origine al Lago Negro…lunga ciclovia delle Dolomiti 039 (2) lunga ciclovia delle Dolomiti 040 (2) lunga ciclovia delle Dolomiti 040 (2)…del quale riportiamo le riflessioni e una vista controluce, ripresa una volta superatolo…lunga ciclovia delle Dolomiti 042 (2)Tutto Molto Bello. L’incantagione fiacca la fatica e proseguiamo lietamente nel bosco. Poco dopo fa la sua comparsa un altro colosso, la Croda Rossa d’Ampezzo, un poco fritta dal barbaglio solare, che sarà grande protagonista delle visioni d’indomani…lunga ciclovia delle Dolomiti 044 (2)Benchè il sole renda ora poca giustizia all’imponenza della Croda, ello si diverte a risplendere nei cristalli di neve che ammantano il tratturo…lunga ciclovia delle Dolomiti 045 (2) La comparsa della rosseggiante stamberga cantoniera sulla SS 51 ci dice che siamo a Cimabanche, punto più acclive dell’intera escursione. Sono da poco passate le Quattro pomeridiane. Quinci e colà fino a Dobbiaco sarà solo dolce e moderata discesa, per i restanti 17 km…lunga ciclovia delle Dolomiti 047 (2) Il sole ha smesso di scaldare ma decidiamo di percorrere i 3 km e mezzo che ci separano da Carbonin lungo la sterrata che prosegue nel bosco, ora un poco tortuosa. Arriviamo a incrociare l’asfalto della Strada 48 (quella che lungo la Val Popena conduce a Misurina) a valle di Carbonin, ‘sicchè quinci tocca pedalare l’ombra silvestre di tutta la Valle di Landro fino a Dobbiaco.Fa scuretto, è freddo…lunga ciclovia delle Dolomiti 048 (2)La stanchezza, il freddo e il crepuscolame fiaccano l’entusiasmo per il tratto che splendido si allunga nella vallata, silvestre plaga montana tra le mie preferite. La ciclovia si distende su ottimo sterrato e affianca sostenibilmente la Statale 51, raggiunge il magnifico Lago di Landro carezzandone le sponde (l’indomani verrà immortalato con luce nuova), passa lo sbocco della profonda Valle della Rienza,  ove tocca sostare un attimo a un dipresso dalla vecchia Stazione di Landro per cogliere le Tre Cime indorate al tramonto; altri colossi, altra magia…lunga ciclovia delle Dolomiti 049 (2) ravviciniamo con gradualità…lunga ciclovia delle Dolomiti 051 (2)…vieppiù…lunga ciclovia delle Dolomiti 056 (2)viemmeno, con luna…lunga ciclovia delle Dolomiti 054 (2)con luna vieppù…lunga ciclovia delle Dolomiti 055 (2)I restanti circa 1o km della Ciclovia si snodano placidamente fra bosco e pascoli bucolici, talvolta s’affiancano alla statale ma sempre su ottimo piancito fra sterrato ben manutenuto e agevole ghiaino. L’ombra si fa soda, ‘sì come il freddo; lambiamo le spiagge del Lago di Dobbiaco e arriviamo a destinazione, strutti e soddisfatti. Sono circa le 18; doccia, lauta cena e pernotto in un alberghetto fra i pochi aperti in stagione a Dobbiaco,  dall’atmosfera invero  austroungarica, nondimeno frequentato nell’occasione da qualche famiglia. Poi a letto, ‘chè domani tocca fare tutto a ritroso per 64 km.

L’INDOMANI

Sveglia ad orario sostenibile, colazione austroungarica e siamo pronti, ‘chè la giornata se possibile pare ancora più bella di ieri, solo un poco fredda…lunga ciclovia delle Dolomiti 059 (2) Ho già descritto il percorso, ‘sicchè ora mi limiterò perlopiù a restituire  la via del ritorno per immagini;  Il percorso è il medesimo, solo cambiano -e significativamente- le prospettive, gli scenari, le inquadrature, la luce. Il primo impatto da urlo è con il lago di Dobbiaco, ieri snobbato per la stanchezza e ora indorato d’autunno…lunga ciclovia delle Dolomiti 061 (2)…con particolari del colorito forestame…lunga ciclovia delle Dolomiti 062 (2) Siamo totalmente soli; pedalarne le sponde è fantastico… lunga ciclovia delle Dolomiti 063 (2) Poi si reimbocca la Valle di Landro, ancora nell’ombra; che bellezza biciclare costì…lunga ciclovia delle Dolomiti 065 (2) Dolomia e scie…lunga ciclovia delle Dolomiti 067 (2)…mentre il sole comincia a biscottare le crode…lunga ciclovia delle Dolomiti 070 (2)Mi fermo un secondo, mi volto a tergo e gusto i contrasti…lunga ciclovia delle Dolomiti 071 (2)Ora la valle si allarga e vi si sdraiano i primi pascoli; siamo sempre soli……lunga ciclovia delle Dolomiti 072 (2)  Si fa tiepido, e il tepore svapora olezzi d’aghifoglie, muschio e umidore…lunga ciclovia delle Dolomiti 073 (2) Ancora uno sguardo a tergo; che pista magnifica…lunga ciclovia delle Dolomiti 074 (2)Invece innanzi fa capolino il turrito versante settentrionale del Cristallo, alto sopra il fumidore dei prati…lunga ciclovia delle Dolomiti 075 (2)Non ho parole…lunga ciclovia delle Dolomiti 076 (2)…e indugio con le zoomate…lunga ciclovia delle Dolomiti 077 (2)…e ancora guardiamoci le spalle..lunga ciclovia delle Dolomiti 079 (2) Eccoci allo sboccoimbocco dellla Val Rienza che si stringe in alto a Val Rimbon; tornano ad esibirsi le Tre Cime, ‘chè la Fra me lo fa notare stupefatta…lunga ciclovia delle Dolomiti 082 (2)L’incantagione si fa psichedelica; il riverbero luminoso scompone le delicate fumide spire…tra i chiaroscuri le Tre Zinne cantano ‘sì come sirene…lunga ciclovia delle Dolomiti 080 (2)..e il canto ammaliante si fa pù avvicino…lunga ciclovia delle Dolomiti 081 (2)…che tocca resistere tenacemente alla tentazione d’andarvisi a perdere… lunga ciclovia delle Dolomiti 083 (3) Riprendiamo storditi a pedalare, m’ancora tocca sostare per stupefarsi della vecchia stazione di Landro che fuma in santa pace a godersi la meraviglia…lunga ciclovia delle Dolomiti 085 (2)…e poco dopo siamo al Lago di Landro, dove altre sirene intonano canti maliardi…lunga ciclovia delle Dolomiti 086 (2)Le sentite anche voi? lunga ciclovia delle Dolomiti 087 (2)L’acqua è verzicante come nelle più astruse fantasie rappresentative di JRR Tolkien e Lewis Carrol intenti a sfidarsi in un duello d’immaginazione…lunga ciclovia delle Dolomiti 092 (2) lunga ciclovia delle Dolomiti 093 (2)…ma vieppiù rapiscono lo sguardo il colosso del Cristallo e il turgido gendarme del Piz Popena…lunga ciclovia delle Dolomiti 089 (2)…e non lo restituiscono più…lunga ciclovia delle Dolomiti 088 (2) lunga ciclovia delle Dolomiti 090 (2) Ora però tocca davvero ripartire. A un dipresso da Carbonin la pista si reinfratta nel bosco e sembra voler solleticare i pie’ del Cristallo…lunga ciclovia delle Dolomiti 095 (2)  lunga ciclovia delle Dolomiti 096 (2)..ma proprio al curvone di Carbonin l’improvvisa irruzione della Croda Rossa d’Ampezzo, ieri tenutaci nascosta dalle alte conifere che ospitano la ciclovia in questo tratto, ci spinge a pecorrere un poco la statale carrabile, magari fino a Cimabanche, ove ci riconnetteremo con il percorso dedicato…lunga ciclovia delle Dolomiti 097 (2)La sfrontata bellezza della Croda, che rosseggiante decolla nell’empireo turchino, fa nuovamente udire il canto delle sirene, pria lontano poi vicino…lunga ciclovia delle Dolomiti 098 (3)Aiuto, non riesco a smettere di ritrarla…mi tappo le orecchie ‘sì da sentire più fioco il canto e meno maliardo…lunga ciclovia delle Dolomiti 100 (2)…e provo a inquadrare un poco d’asfalto, solo per attenuare il furore di cotanta venustà ( e per mostrare quanto è bella questa strada)…lunga ciclovia delle Dolomiti 103 (2)…ma non ce la faccio, la rapsodìa delle sirene torna a sedurmi con forza…lunga ciclovia delle Dolomiti 104 (3)Solo un accesso pugnace di gelosia della Fra mi strappa all’incantagione beffarda, e ci i ritroviamo così a  Cimabanche e poco dopo al Lago Negro, ammirato ieri nel meriggio e con riflessioni e luce nuova qui e ora…lunga ciclovia delle Dolomiti 105 (2)…’sì come per la pozza smeralda del Lago de Rufiedo…lunga ciclovia delle Dolomiti 106 (2) Ora si passa contrada Ospitale con il simpatico antico ricovero, poi una mezzorata di declivio fra i boschi e le gallerie di Val Felizon, il passaggio spettacolare sull’omonimo ponte e l’arrivo al lungo traverso che conduce a Fiames, di cui posto uno scatto. Guardate che razza di giornata…lunga ciclovia delle Dolomiti 107 (2) …e che colori…lunga ciclovia delle Dolomiti 108 (2) Pedaliamo da circa tre ore, sono le tredici, abbiamo fame. Epperò la via è ancora lunga, mancano più di 40 km all’arrivo  e decidiamo di superare almeno Cortina prima di sostare per il desco. ‘Sicchè oltrepassiamo la Perla e mentre la Fra pedala mi soffermo in contrada Zùel per ammirare Sua Mestà l’Antelao in foggia regale, ‘chè ieri non lo si poteva adocchiare in questa guisa magnifica…lunga ciclovia delle Dolomiti 109 (2)Ancora il canto delle sirene, fortissimo…lunga ciclovia delle Dolomiti 110 (2)Nondimeno, come promesso, uno scatto del trampolino olimpionico, mentre il sole zenitale ustiona gli sfondi e griglia i verdi…lunga ciclovia delle Dolomiti 111 (2)Ci fermeremo alla trattoria di Dogana Vecchia per un piatto di deliziosi tortelli ai funghi e rapa rossa. Poi l’urgenza della discesa e il perineo piallato con violenza da sellino e sgambate non mi consentiranno di pigliare altre foto, ‘chè quinci e colà fino a Calalzo scenderemo a chiappe sollevate, con gli arti vulnerati dalla postura poco idonea. Sicuramente la discesa fue meno faticosa e richiese poche pedalate di sostegno, ma gli acciacchi menzionati e la stanchezza complessiva l’hanno resa impegnativa. Ricordo che arrivammo all’auto strutti e felici, con poca voglia di sostenere le centinaja di km su quattroruote dopo averne pedalati su due circa 130 in letizia e in due giorni. Che dire; magnifico giro, indimenticabile, di grande soddisfazione e profondo piacere dinamico, in mezzo a plaghe di leggendaria bellezza. Basta ponderare che si tratta di una pista ciclabile che in dolcissima pendenza scorre in mezzo alle montagne più belle del mondo, carezzandone le falde e gustandone lo slancio ravvicinato.

Ciaw!

Yoyodel

 

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