APPENNINO MODENESE: traversata Monte Giovo – Rondinaio, o del viandare tra fumide spire sulla cresta del Drago Borlengo.

 

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SCHEDA ESCURSIONE 
  • N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.
  • La plaga del Lago Santo si raggiunge con mezzi motorizzati in questa maniera: indicazioni stradali per il Lago Santo modenese
  • CARTOGRAFIA: Ho utilizzato la “Carta dei Sentieri e Rifugi”, foglio Appennino modenese e pistoiese (Frignano-Montagna pistoiese-Parco dell’Appennino modenese), scala 1:25000, Edizioni Multigraphic – Firenze
  • SPAZI e TEMPI: Parcheggio Rifugio Bertagni 1500 mt – sentiero 529 – Passo della Boccaia1587 mt – sentiero 527 – Monte Giovo 1991 mt (2 h); sentiero 525 – Grotta Rosa – sentiero 00 (G.E.A.) – Il Passetto – Monte Rondinaio 1976 mt ( 1.30 h circa); sentiero 00 – sentiero 517 – Lago Torbido – Lago Turchino (1 h); sentiero 517 – sentiero 519 a sx al bivio -sentiero 519 – parcheggio (1 h circa); TOTALE TEMPI : 5,5/6h circa.
  • DISLIVELLI: salita 650 mt. circa, discesa 650 mt. circa; 
  • PUNTI D’APPOGGIO (clicca per infos) Rifugio Giovo, Rifugio Alpino Vittoria  P1140677 (3)
  • DIFFICOLTA’: EE (per escursionisti esperti); oppure  EEA (escursionisti esperti, con attrezzatura); ai meno esperti si consiglia l’uso dei dispositivi di assicurazione (kit da ferrata) per superare con sicurezza un passaggio attrezzato esposto e verticale. Passi di I grado elementare.
  • Caratteristiche:  Bellissima cavalcata di cresta che consente di assaporare il gusto selvatico, spigoloso e tuttavia aereo e aperto dell’acclive Appennino Toscoemiliano.  Un viandare di crinale lungo creste d’erbaroccia gibbose e talvolta affilate. L’itinerario ad anello quivi proposto è abbastanza impegnativo per lunghezza, tipologia di terreno e dislivello complessivo in saliscendi. Il percorso conduce sulle sponde di ben quattro bellissimi laghetti acclivi, molto diversi fra loro, e indugia traversando la plaga montana d’Appennino declinata in tutte le sue peculiarità: bosco caducfoglie di faggio, acero e ontano, qualche conifera, vieppiù abete bianco, acrocori aperti a prateria, petraie, antiche morene, ghiajoni, creste di roccia scagliosa. La flora si articola in mirtilli, rododendri, genziane, genzianelle, genziane porporine, sassifraghe, viole palustri, anemoni vari, ranuncoli. Per quel che riguarda la fauna, benchè allora non ci fue l’occasione, queste plaghe sono casa per  volpi, cervi, caprioli, cinghiali e marmotte, quest’ultime ospiti delle alte torbiere sassute. Il tempo imbronciato che ci accompagnò per tutta l’escursione tolse luce all’ambiente e freddò la filigrana dei colori, nondimeno rese il sapore della plaga più selvatico. Il giro ha inizio presso il parcheggio accosto al Rifugio Bertagni, donde si piglia il sentiero con segnavia 529 che prima costeggia il bellissimo Lago Santo poi sale nella faggeta con moderazione fino al quadrivio di Passo della Boccaia; quinci si piglia il sentiero 527 che mena a sx (sud) e rimonta lo spallone settentrionale del Giovo con strappi su prati aperti e vallecole fino al breve tratto di cresta che conduce in vetta. Dalla cima si prende il segnavia 525/00 che corre sul filo in saliscendi e discala l’irto spuntone di Grotta Rosa mediante breve passaggio attrezzato (4/5 metri verticali) primo punto ostico della traversata che richiede passo fermo, mani salde e assenza di vertigini per via dell’esposizione accentuata. Segue cavalcata di cresta su buon sentiero fino al torrione dell’Altaretto, che va disceso con attenzione lungo un sentierino che serpeggia tra  ripide roccette erbose  e  richiede qualche passo d’arrampicata elementare, tuttavia non esposta o molto lievemente tale, a seconda di chi la srampica. Il cammino prosegue montando e smonando gobbe e raggiunge le selle de La Porticciola, del Passetto e quinci risale a conquistare la vetta del Monte Rondinaio, su buon pestato. Dalla cima si scende ripidi su sentierino malconcio che supera roccette un poco impegnative e scomode, poi la traccia si fa cengia erbosa fra zolle e taglia lo sdrucciolo terminale del canalone di Borra al Fosso. Il tratto in questione va percorso con cautela per via del terreno disagevole ed esposto. Raggiunto il bordo della Borra al Fosso terminano le difficoltà e s’imbocca il sentiero 517 che divalla verso il Lago Torbido, ne carezza le sponde e conduce al bellissimo acrocoro che ospita il magnifico lago Turchino. Poco dopo, ad un successivo bivio si piglia a sx  il segnavia 519 che traversa la costa boscosa e scende pigramente al punto di partenza. Il giro prevede tre tratti più o meno ostici; la discesa attrezzata dello spigolo di Grotta Rosa, la discesa un poco accidentata del torrione dell’Altaretto e il tratto invero scabroso che dalla cima del Rondinaio conduce sempre in declivio alla sella di Borra al Fosso. Per il resto è una magnifica passeggiata di crinale, aerea ma non difficoltosa anche quando il cammino si affila un poco in cresta. L’acqua si trova presso i rifugi al Lagosanto, ma nel percorso s’incrocia solo verso la conclusione dell’anello, ossia quella del Rio Tagliole a un dipresso del Lago Turchino e quella del Rio  Baccio che discende dall’omonimo lago – quindi non così ossigenate benchè limpidissime – pertanto dotarsi di buone scorte. L’escursione è molto panoramica sebbene la mia restituzione la racconti avvolta in fitte nubi basse, ‘che si vedeva ben poco; tuttavia ce la siamo stragoduta, le condizioni meteo ne hanno accentuato il sapore selvaggio.

 

Primi di giugno, anno 2010 D.C.

…..e ci si doveva un poco allenare per la Translagorai di agosto, ‘sicchè abbiamo deciso di visitare queste plaghe appenniniche modenesi, non così distanti da casa benchè le due orate abbondanti di quattroruote da Bologna tocca sostenerle. Meteo variabile, arriviamo al parcheggio del Lago Santo un poco tardi, e distrattamente imbocchiamo il sentiero 523 anzichè il 529; brevemente raggiungiamo lo splendido specchio d’acqua del Lago Baccio, incastonato fra vaccinieti, prati e torbiere irsute a cespi fitti di faggio, protetto dai bastioni d’erbaroccia del Monte Rondinaio. Mannaggia ho perduto molte foto dell’escursione, ‘sicchè posto quella gentilmente messa a disposizione da Wikimedia; ecco il lago, al sole in quest’immagine, allora spento di sole..

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OLYMPUS DIGITAL CAMERA  “Life is green”, Foto di Lucio Torre, info: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Life_is_green.jpghttps://commons.wikimedia.org/wiki/File:Life_is_green.jpg

.  Torniamo sui passi giusti verso il Lagosanto; la digressione involontaria ci costerà una mezzorata buona di tempo speso bene. Poco dopo siamo sulle piagge del Lago Santo; anche in questo caso perdetti le foto, ‘sicchè postiamo ancora volentieri uno scatto indicativo da Wikimedia…Lago_Santo_1“Lago Santo 1” ( foto di Gianmarco L95;) info: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Lago_Santo_1.jpg?uselang=it 

 Al Rifugio Giovo chiediamo ragguagli sull’itinerario, mentre rannuvola con decisione. Il gestore, accompagnato da un primo rombo di tuono, ci sconsiglia la “ferrata” della cresta per via dell’atmosfera temporalesca incipiente ma deboluccia. Noi proviamo a vedere gli sviluppi e c’incamminiamo lungo il buon segnavia 529 che costeggia il bellissimo specchio d’acqua rifilandone le sponde orientali. Il sentiero sale poi dolcemente su buon pestato nel bosco misto e sbuca sull’aperta sella prativa di Passo della Boccaia 1587 mt. Diamo un occhio al cielo; i nembi di panna acida lasciano spazio a lembi di cielo sereno, ‘chè il temporale pare svaporato; la filigrana verzicante della plaga rinfranca mentre mirtilli e rododendri si giocano il campo…tutte foto 366 (3)Quinci la via si contrassegna col 527 che va pigliato a manca e rimonta lungamente il costone settentrionale del Monte Giovo, in buona salita. L’ultimo sole della mattinata scalda ciuffi di simpatiche genziane…tutte foto 371 (2)Tornano veloci le nubi e s’addensano compatte sopra le nostre zucche; presto vi saremo dentro e la nebbia regalerà sorprendenti visioni acclivi del lago che riposa in basso. Purtroppo niente foto, perdute. Gli sbuffi di condensa talvolta ci fanno contezza dell’ambiente che stiamo pestando; ora si cammina in buona salita fra vaccinieti, petraie e praterie che ancora ospitano chiazze di neve pigra e refrattaria. Dopo circa un’ora e mezza di salita dal lago raggiungiamo il crinale che subito s’articola in cresta pianeggiante. I nembi virano al bigio e ci danno qualche pensiero mentre accostiamo lemme la cima; fosse il cielo sgombro, sarebbe un colpo d’occhio profondo, ma il vento un poco gelido e la luce spettrale fanno la plaga selvatica vieppiù…tutte foto 396 (2)In vetta (1991 mt) sostiamo il tempo di spararci due panini e firmare il libro. Siamo nei visceri delle nubi, la visibilità è ridotta a pochi metri; peccato, ‘chè quinci si vedrebbe il Lago Santo a pie’ di parete, nondimeno tutto il complesso sistema montuoso di crinale. In cima siamo in pochi; noi, un’altra coppia di raminghi e un gruppo di 5/6 escursionisti. Ripartiamo, che ora comincia la cavalcata di cresta verso il Rondinaio. Il gruppo di camminatori ci precede ma presto viene risucchiato dai nembi e non lo vedremo più. Un lontano rimbrotto di tuoni torna a farsi udire e un poco ci fa esitare. Anche tornassimo indietro saremmo a lungo allo scoperto, ‘sicchè risoluti meniamo per la cresta, che pare volersi perdere nel vacume…tutte foto 398 (2) La traccia è comunque ben evidente e si mantiene sul filo del crinale, bello e aereo. Talvolta il cammino s’affaccia sul bordo orientale, ove gli sdruccioli declivi si fanno sbalzi un poco strapiombanti, attenzione; proprio i nembi svaporano un momento per spiegarcelo bene, regalandoci altresì una bella visione acclive del sottostante Lago Baccio…tutte foto 400 (2) Il sentiero seguita in quota e asseconda le gibbe di crinale, mentre l’atmosfera si fa cupa e il tuono si schiarisce la gola, però ancora distante, pare…tutte foto 401 (2) Spicciamo un poco il passo e tosto ci troviamo allo spuntone di Grotta Rosa, che visto quinci pare un trampolino per il vacume. La cresta si affila vieppiù a farsi tagliente, pare d’essere in punta di prua ‘sì come nel “Titanic” ma la traccia s’interrompe e si perde nel bigiore. Mi affaccio e per un istante fo per tornare indietro, ‘chè non adocchio subito le funi che assicurano la calata dello spigolo. Il tratto da discalare è verticace, spigoloso e strapiombante per circa 5 metri. Il fatto di non aver meco il kit da ferrata mi fa indugiare un poco e mi rampogno. La Fra, più risoluta discende, pungolata forse dal rombar de’ tuoni che si fa più avvicino. la ritraggo mentre si cala lungo lo spuntone. Il fumidore in cui la plaga è avvolta rende la faccenda onirica…tutte foto 402 (2) Mi calo a mia volta. Benchè verticace, affilato e strapiombante il passaggio non è difficile, affrontato in libera sarà un II grado; la fune era ben manutenuta. Piede fermo e mani salde sono comunque indispensabili, poi meglio non soffrir vertigini per via dell’esposizione accentuata. Superato in breve l’ostacolo mi fermo a ritrarlo dal pulpito poco sotto approfittando d’una schiarita…tutte foto 403 (2) La calata da Grotta Rosa si completa con uno sbalzo su roccette erbose che richiedono l’impiego delle mani, comunque ora non esposte e con difficoltà non superiori al I grado.  Riprendiamo il cammino che torna a correre sul filo e mi fermo per una retrospettiva dello spuntone appena disceso, ora che i nembi si sono alzati un poco…tutte foto 404 (2) Il crinale s’allarga e tornano tosto le nubi. Ancora mi volto a tergo e nel prossimo scatto catturo due escursionisti mangiati dalla nebbia sul ciglio dello spuntone, procinti a smontarlo…tutte foto 405 (2) Nello scatto a venire li evidenzio al pari del passaggio effettuato; in nero la parte attrezzata…tutte foto 405 (2).Torniamo a pestare la bruma, e il crinale s’affila di nuovo. Lo sperone che si butta nel vacume di pann’acida è il sommo dell’Altaretto, che fra poco raggiungeremo..tutte foto 407 (2) …attraverso un magnifico pestato di crinale, aereo, aperto e sospeso…tutte foto 408 (2) …impreziosito da fioriture acclivi…tutte foto 409 (2)…ma il fiore più bello è sempre la Fra, anche se non fa la mossa…tutte foto 410 (2) Eccoci in coppa all’Altaretto;  circa mezzora dopo aver lasciato la cima del Giovo. Quinci possiamo finalmente ponderare il cammino di cresta che ci separa dalla vetta del Rondinaio, che intanto fuma in pace a manca…tutte foto 411 (2) …e pure guatiamo verso Est, ossia dove i nembi ci consentono d’adocchiare qualcosa da basso; colà sarebbe il lago Baccio, ma non ci è dato di scorgerlo……tutte foto 412 (2) La discesa dall’Altaretto avviene rapidamente per lo scosceso versante sudovest prima discalando facilmente un gradone d’un paio di metri, poi lungo tracce di sentiero ripido fra zolle, scaglie rocciose e qualche saltino; passaggio accidentato, irto, che richiede attenzione; tuttavia l’esposizione è blanda e mitigata dall’andamento per gradini, ‘chè la traccia si mantiene sul versante toscano appena al di qua dell’orlo che precipita verso il modenese. In breve quindi si giunge a una sella donde possiamo ritrarre il bel pilastro appena smontato…tutte foto 413 (2) tutte foto 413 (2) Ora si prosegue su buon sentiero di crinale e di confine regionale,  s’incorcia e si lascia a dx  il sentiero 26 che divalla nel pistoiese, si rimonta un’altra gobba e ancora ci si ferma a fotografare l’Altaretto in un clima molto Highlandertutte foto 414 (2) Pochi minuti in falsopiano e si tocca una sella ulteriore detta La Porticciola; quinci si pondera il restante cammino di crinale che conduce al Rondinaio, ancora intento a fumare..tutte foto 416 (2) Ora scende un poco il sentiero in versante modenese, raggiunge Il Passetto e supera l’innesto dei sentieri 523 e 521 che divallano per acrocori penduli verso il Lago Baccio. Colà ho una prima visione del Drago Borlengo. La magnifica dorsale di cresta percorsa prende il sembiante dell’irsuta cotica d’un drago che dorme et esalando rilascia fumide spire. Ho voluto omaggiare questa selvaggia e bellissima  plaga modenese col nome d’una specialità gastronomica  montano modenese vieppiù, ossia il Borlengo, di cui son ghiotto consumatore. Trovo altresì che questo nome ben si presti a mentovare un drago buono. Ecco una prima retrospettiva del sauro che dorme…tutte foto 417 (2) La faccenda del drago m’intriga e comincio a compulsare fotografie prima che si svegli; spuntano tosto sulla cippa dell’Altaretto tre soggetti…tutte foto 419 (2)…che mi appresto a zoomare sempre con criterio compulsivo; l’atmosfera è onirica invero..tutte foto 420 (2)…che merita l’idugio…tutte foto 421 (3)L’attrazione suscitata dalle forme e dai colori è magnetica; qui una retrospettiva semigrandangolare…tutte foto 422 (2)…e qui, cogliendo un baleno di sole, uno scatto che accoglie in basso a dx uno specchio d’acqua; non si tratta però del Lago Torbido, del Lago Turchino nè tantomeno del Lago Baccio; questi sono da basso ancora prigionieri della bambagia di condensa…tutte foto 423 (2) Però lo scatto merita per profondità e qualità indicativa della bellissima cavalcata di cresta, che mi appresto a contrassegnare…tutte foto 423 (2) Da circa un’ora abbiamo lasciato la somma del Giovo, e dal Passetto in una mezzorata moolto lentopede su buon sentiero siamo in coppa al Rondinaio (1976 mt), di nuovo nel mezzo ai nembi densi che non si vede nulla. Mai però avrei pensato d’imbattermi in scene hard  sulla cima di queste plaghe; amore fra coleotteri…tutte foto 424 (2) Complessivamente siamo in cammino da più di 4 ore, cominciamo a pagare un poco di stanchezza  e ad accusare voglia di scendere, ma è presto ancora. Pestiamo la nebbia più fitta e divalliamo la cima verso la Borra al Fosso per tracce cattive che smontano il dirupato  sperone meridionale del Rondinaio a zigzag e scomodi saltini di selce instabile e scaglie malferme; il tratto richiede piede fermo e caviglie salde. Poi la traccia si fa cengia che in ripida discesa serpeggia tra infide zolle, ‘chè in alcuni punti si fa pittosto stretta ed esposta su notevoli sbalanchi, prestare attenzione. Forse la nebbia e la stanchezza ci hanno fatto percepire il tratto più impegnativo, ma rimane comunque abbastanza ostico e bisogna rimanere concentrati. Talvolta lo spazio per i piedi non va oltre due suole accostate; qui un colpo d’occhio, forse poco indicativo per via della scarsa visibilità…tutte foto 425 (2) Il segmento dalla cima si risolve comunque in una mezzorata, poi alla sella in cui sfoga la Borra al Fosso il terreno torna comodo e agevole mentre anche il sole vince ancora la timidezza e regala lucori suggestivi…tutte foto 427 (2).Dieci minuti di stretti ma comodi zigzag su buon sentiero declive (ora s’è pigliato il segnavia 517) e siamo sulle magre piagge del Lago Torbido, di nome e di fatto…tutte foto 428 (2) Magre le piagge, ma brillanti di verzura e mirtilli le sponde, mentre due pellegrini picniccano con sollazzo; il luogo è incantevole, di carattere alpestre ma saporoso d’Appennino. Quinci asseconda il buon sentiero la lieve pendenza dell’acrocoro, e presto da un pulpito erboso possiamo gustarci la venustà del Lago Turchino; purtroppo anche queste foto sono ite perdute, ‘sicchè ringraziamo Edoardo Michelon, autore del seguente scatto, per la gentile concessione del’opera e Wikipedia e Creative Commons per il contestuale supporto..

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.informazioni sulla foto e relativa licenza : Lago Turchino, foto di EDOARDO MICHELON 

In un quarto d’ora di dolce cammino declive, ammorbidito dalla frescura dei prati verzicanti di tarda primavera, raggiungiamo l’ameno alpeggio che ospita la gemma lacustre, un luogo di grande suggestione; i colori a un tempo torbidi e smeraldi dell’acqua  possono ricordare il turchese latteo del dolomitico Lago del Sorapiss. La plaga è favolesca e sa d’incantagione…tutte foto 431 (2) Una stamberga diruta, forse ricovero d’armenti che sonnecchia sulle sponde insaporisce di poesia montana la portata. Il sole ci regala finalmente colore mentre scherza coi riflessi…tutte foto 435 (2)La torbida filigrana turchina del picciolo specchio d’acqua contrasta col nitore limpido del timido Rio Tagliole, che qui muove lemme i primi passi in placide polle trasparenti ‘sì come risorgive…tutte foto 429 (2) …e serpeggia tra i pascoli polputi…tutte foto 430 (2)…talvolta indugiando per anse guarnite di roride vivaci fioriture…tutte foto 433 (2) …mentre risponde gioviale per le rime al sole che con lui vuole sguazzare…tutte foto 432 (2) Sostiamo un poco a gustarci la bellezza, poi tocca scendere ancora per il buon sentiero 517 che s’immette poco più colà nel 519, che a sx verso nord traversa lungamente per bosco e qualche diruto conoide detritico; torna il bigio nel cielo e un poco di nebbia che complici della stanchezza rendono il tratto un filo monotono. Dopo un’orata con approssimazione d’eccesso di cammino dal Lago Turchino chiudiamo l’anello al punto di partenza. Come reiterato, benchè il meteo fosse sgarbato e non si potessero gustare i panorami e i colori a fondo, il giro è stato bellissimo. Non s’è presa pioggia e il sapore deciso dell’Appennino toscoemiliano quivi al massimo della fragranza s’è fatto sentire con vigore.Queste montagne hanno l’uzzolo di raccontare tante belle storie, ‘chè ascoltarle di piede regala momenti di sollazzo gustoso.  

Ciaw!

Yoyodel

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