ISOLA D’ELBA: Monte Capanne da Pomonte; anello con traversata delle creste Ovest-Est, o del granito in fiore nell’effluvio di macchia mediterranea

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SCHEDA ESCURSIONE 
  • N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.
  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta dei sentieri – foglio 22 – Isola d’Elba, scala 1:25.000 L’ESCURSIONISTA editore.
  • L’escursione ha inizio a Pomonte, sul mare, villaggio ubicato sulla costa sudoccidentale dell’isola indicazioni per raggiungere Pomonte
  •  SPAZI e TEMPI: Pomonte-sentiero 4-bivio 578 mt (1.30 h); a dx sentiero 10-La Tavola 935 mt (0.45 h); a dx sentiero 00 (parzialmente attrezzato)-cresta ovest- La Galera- Monte Capanne 1019 mt (1.30 h); sentiero 00 (parzialmente attrezzato)-cresta est-Malpasso 839 mt  (0.35 h); a dx sentiero 8-bivio 624 mt (0.40 h); a dx sentiero 9-Pomonte (quota zero) (1.40 h)
  • TOTALE TEMPI: 6.30/7 h. circa
  • DISLIVELLI: salita 1000 mt. circa, discesa 1000 mt. circa; 
  • PUNTI D’APPOGGIO : Pomonte in quanto punto di partenza e arrivo; a circa metà percorso il bar di servizio della stazione d’arrivo della bidonvia (posto sull’anticima di Monte Capanne), impianto a fune che sale da Marciana per l’opposto versante settentrionale del massiccio. Per info: Cabinovia di Monte Capanne 
  • Invero la vetta di Monte Capanne è raggiungibile in diversi modi e percorsi, per tutti i gusti e tutte le gambe, come potrete osservare dalla fotocartina seguente; noi s’è fatto quello appositamente puntinato in bianco;
  • cartina topografica con tracciato del percorso escursionistico:P1030633 (2)

DIFFICOLTA’: EEA (per escursionisti esperti, con attrezzature); passi di I grado e I grado superiore; sono presenti anche  tratti di II grado e uno di (forse) III, ma attrezzati.

  • Caratteristiche: Spettacolare sfacchinata in ambiente naturale intatto e incantevole, regno della filigrana mediterranea qui declinata in grande stile. Macchia ispida, pini marittimi, agavi, ginepri, mille fioriture multicolori esaltate dalla primavera vigorosa rendono l’escursione un cammino profumato di buono e saporoso di selvatico. Il mare da cui si parte si fa sempre adocchiare, da quota zero a mille metri, e lo sviluppo articolato dell’itinerario, che si snoda sulle dorsali e per le creste più acclivi dell’isola, consente di gustarsi tanti diversi colpi d’occhio sui quattro versanti declivi d’orizzonte. Epperò la peculiarità più intrigante risiede nel’ecumenismo che colà integra le plaghe marittime a quelle alpestri, in termini di paesaggio, flora, fauna e terreno. Si passa dalla macchia ai campi sassosi di granito forte, ingentiliti dalle ginestre, fino alle irte poderose creste rocciose, granitiche vieppiù, che profilano il massiccio del Capanne e ne strapiombano i versanti, spesso avvolte dalle nubi e spettinate da brezza tipicamente montana. L’erto e breve lasso di spazio ambientale che separa il mare dai crinali favorisce questa caratteristica. Il giro qui proposto è impegnativo per lunghezza, sviluppo, dislivello complessivo e tipologia di terreno, per cui è meglio essere “in forma” e adusi a passaggi un poco ostici e in ambiente impervio e selvaggio, benchè  i tratti più scabrosi e impegnativi siano efficientemente attrezzati con infissi molto ben manutenuti. I segmenti di cresta presentano brevi passaggi di arrampicata non difficile ma faticosella, taluni aerei e non attrezzati, mentre quelli serviti da cavo  alternano fasi semplici ad uso quasi mancorrente a tratti verticali, fra salita e discesa, sempre abbastanza brevi  ma che richiedono concentrazione. Nel complesso l’esposizione è contenuta, ma il contesto si mantiene costantemente piuttosto aereo, sul filo di cresta come sui passaggi che lo aggirano di lato su zolle, saltini e cengette d’erbaroccia. La traccia, sempre nel tratto di cresta, è talvolta labile e orientata da ometti di pietra e sbiaditi segni biancorossi, parimenti discontinui, ‘sicchè può capitare di dover interpretare il cammino e scegliere in loco la soluzione più congeniale. Nel complesso si tratta di un percorso che può avere le sfumature del sentiero alpinistico per lo sviluppo qualitativo; tuttavia rimane alla portata di ogni buon escursionista, e la fase impegnativa in tal senso riguarda solo i segmenti di cresta, contrassegnati con segnavia 00. Peraltro all’inizio dei tratti in questione sono posti grandi cartelli che ne certificano la maggiore difficoltà, con relativa argomentazione, e ne consigliano la percorrenza ai soli escursionisti esperti. Devo notificare comunque che non posso descrivere l’ultima frazione attrezzata che attacca lo spuntone de La Galera, poichè per errore l’abbiamo superato aggirandolo a sinistra senza tracce quindi mediante percorso naturale, libero e intuitivo, mentre la traccia originale che non abbiamo scorto lo aggira prima a destra poi lo risale lungo un canale sassoso attrezzato (così almeno è descritto il percorso nelle guide cartacee). Le frazioni attrezzate sono facili, ma alcune faticose e non banali, per cui si raccomanda  l’uso dei dispositivi di assicurazione (kit da ferrata e imbrago, o imbrago, cordini e moschettoni) soprattutto ai meno esperti. Si parte a quota zero sul mare da Pomonte, ove si piglia l’ottimo sentiero 04 che in moderata e costante salita rimonta la vallata del Fosso Barione  traversandone a lungo la costa orografica occidentale in magnifico ambiente di macchia mediterranea e rado bosco di pini e ginepri a fusto nano. S’imbocca poi a destra il sentiero 10 che guadagna rapidamente quota su fondo sconnesso e in un mare di scoglietti granitici e ginestre sbuca sul crinale acclive presso il testone roccioso del La Tavola. Colà si prende a destra il sentiero di cresta 00 ampiamente descritto poco fa e lo si segue ora sul filo ora debordando quinci e colà in costa, con qualche ripido saliscendi a rimontare le gobbe di cresta e  La Galera; in questo segmento sono presenti diverse frazioni attrezzate. Lo 00 conduce in cima a Monte Capanne, donde  prosegue  abbassandosi  sulla cresta orientale, su terreno simile a quello pestato sulla cresta Ovest, tuttavia complessivamente più semplice. L’ultima frazione attrezzata conduce in discesa alla sella di Malpasso; il tratto, che si svolge su ripide placche povere d’appoggi, è semplice ma va affrontato con attenzione. Al Malpasso terminano le difficoltà e s’imbocca a destra il panoramico sentiero 8 che traversa prima in lieve discesa poi su largo crinale verso sudovest, in magnifico ambiente acclive di macchia mediterranea. Al trivio successivo si prende a destra il buon sentiero 9 che scende nell’impluvio del Fosso Barione in mezzo al bosco. Dal fondo del vallone il sentiero prosegue in leggera costante discesa, mantenendosi  lungamente nel bosco fino alle plaghe ortive che precedono Pomonte, alfaeomega dell’escursione. L’acqua è disponibile in paese e presso il bar in cima a Monte Capanne; quella del rio di Fosso Barione la s’incrocia a tre quarti del giro e benchè pulita l’abbiamo vista un po’ fiacca e limacciosa nonostante l’evo tardoprimaverile; suggerisco buone scorte date la lunghezza e la fatichezza del giro. Vieppiù, noi l’abbiamo fatto a sole pallido e spesso assente, ma rammento che il percorso è lungamente allo scoperto e si svolge in contesto “marittimo”dove il gran caldo è spesso e volentieri di casa con la bella stagione; si consiglia pertanto d’affrontare l’escursione un poco fuori da quest’ultima. 

Ponte del 2 giugno, anno 2016 D.C..

…..Quale occasione migliore per implementare l’allenamento, però il meteo schifosello su tutte le catene montuose d’Italia c’impone un ripiego all’Elba, isola di previsto tempo belloccio dell’intero comprensorio nazionale, altresì plaga che ben si presta all’usufrutto escursionistico, epperciò sontuoso “piano B”. Montiamo le bici in auto, lasciamo quest’ultima sul continente a Piombino e salpiamo per l’Elba con l’intento di effettuare escursioni intermodali fra piedi e pedali, affidando la mobilità logistica  alla dolcezza della bici. Così da Portoferraio ci rechiamo a Marina di Campo e costì montiamo la tenda nel bellissimo camping “La Foce”. Il dì seguente pigliamo l’autobus per Pomonte e colà quici da quota zero vogliamo calcare il punto più acclive dell’isola, ossia Monte Capanne (1019 mt.) compiendo un lungo anello che ne cavalca le irte creste. Dalla piazzetta del bel paesello, tra fioriture spettacolari di agrumi e  begonie che sorridono le case imbocchiamo via Grimaldo Martini che in due tornanti conduce all’attacco del sentiero 4; la giornata soffre un poco d’afa e velata smorza i colori polputi della macchia, ma non i profumi che potete gustare guatando le foto scattate all’imbocco del sentiero…P1140897 (2) P1140899 (2) …che sale dolcemente in guisa di comoda mulattiera in un effluvio di fragranze inebrianti a lentisco, pineria marittima e liquirizia…P1140901 (2) P1140902 (3)….venti minuti di sollazzo per piedi e froge, e il party s’arricchisce del mare lasciato poc’anzi ch’erompe al primo tornante, ingraziato da un timido approccio del sole……P1140903 (2) A un dipresso dal sentiero sento prima strepitare i cespugli poi un bercio ferino; il culo dinamico d’un cinghialone si discosta in corsa sgomenta e fugge vieppiù nella macchia;  mi rilasso scattando su Pomonte e il suo golfetto con bel primo piano di fico  d’india un poco vizzo…P1140907 (2) Qualche minuto e perveniamo a una simpatica conventicola d’ometti di pietra, molto in uso in queste plaghe per indicare la via escursionistica…P1140908 (2) Il cammino riprende ora più scoperto m’ancora in dolce pendenza e sempre nel mezzo a una nebulosa di profumi deliziosi; mentre zoomo su parte del cammino che ancora ci spetta…P1140909 (2) Il cammino indugia comodo fra i cespi, talvolta in foggia d’antica viabilità lastricata ricca di splendide fioriture…P1140911 (2) …eppure in guisa di buona pista sabbiosa con guardrail di muretti a secco; in questa prospettiva compare una delle tre simpatiche camminatrici piemontesi che ci hanno accompagnato lungo parte del percorso…P1140912 (2)…’sì come i fiori…P1140916 (2) L’afa è tosta e fiacca il cammino, mentre il sole rimane un poco inibito; l’incedere però è così bello e profumato che non resisto a voltarmi e compulsar di foto il mare ora più remoto, al pari di Pomonte che comincia a farsi basso laggiù…P1140918 (2) Innanzi e affianco, macchia mediterranea fresca in fiore…P1140920 (3) P1140922 (2) Siamo in marcia da poco più di un’ora; il pestato, fin qui comodissimo, comincia a farsi più selvatico e sconnesso, penetrando la macchia boschiva. I segni biancorossi pittati sui massi e gli ometti frequenti lo rendono tuttavia di facile interpretazione…P1140923 (2) Anche la salita si fa più decisa e si guadagna quota ora in fretta, ‘sicchè compaiono i primi cuscini di giallissime ginestre nane, che scopriremo essere molto pungive…P1140926 (2)…e s’indugia pure fra boschetti poco slanciati di ginepro contorto e pini marittimi…P1140927 (2)…e si perviene a un poggiolo panoramico da cui s’apprezzano Mondo Mediterraneo e il cammino fin qui pestato…P1140929 (2) In marcia da circa un’ora e venti, siamo al’innesto del sentiero 10, che si alza ripido a destra e dovremo imboccare…P1140930 (2) …esso rimonta con decisione un solco terroso mantenendosi nell’impluvio; ripiglio fiato al primo pitstop e mi volto per una retrospettiva…P1140931 (2) …avanti fra ginestre, ginepri e profumi, verso curiose formazioni granitiche…P1140934 (2) P1140935 (2) …che presto raggiungiamo…P1140939 (2) Dato che ci troviamo in coppa a un primo crinale acclive, il panorama verso il basso mozza il fiato al pari dell’afa…P1140938 (2) …mentre verso l’alto si fa d’alpestre foggia; quinci è ben evidente e ancora lontana  l’aerea cresta che dovremo calcare; più tardi chiariremo il perchè del punto interrogativo che interrompe il puntinismo nella foto sottostante….P1140940 (2) Ora gustiamoci la venustà del crinale di cielo, un po’ di sole, rocce e ginestre nane in gineprajo…P1140942 (2) ..si cammina in letizia nel giardino incantato di Fata Mediterranea, che quivi cura teneramente i polloni di fioriverzura olezzante; l’incantagione non fa sentire fatica…P1140943 (2) ..e mi spunta un pajo d’alucce ai calcagni, ‘sì come a Mercurio, mentre le nari aspirano cupidamente l’olezzajo; il tratto è splendido. Pare che i mufloni vi si aggreghino per il brunch e l’aperitivo…P1140946 (2) ..ma la plaga sfoggia con orgoglio altrettanto il suo cipiglio selvaggio, che va camminato ancora un poco in discreta pendenza…P1140947 (2) P1140949 (2) …prima di pervenire all’acclive selletta quota 928 metri, posta fra il Monte di Cote (950 mt) a sinistra (ovest) e la spalla de La Tavola (935 mt.), splendido belvedere che regala un sùbito acclive affaccio a nord sul golfo di Marciana Marina…P1140950 (2) Siamo in cammino da due ore e venti minuti. Pochi passi e calchiamo la sommità de La Tavola, che dalla cartina pare la cima che ci apprestiamo ad attaccare, mentre invero il cartello è posto qui; ora dobbiamo pigliare a destra  il sentiero 00 di crinale…P1140951 (2) P1140954 (2) che contrassegna le frazioni escursionistiche più impegnative della rete isolana di sentieri; lo ribadisce un macropannello fatti pochi passi..P1140955 (2) ma senza mancare di gentilezza…P1140956 (2) In effetti cambia il terreno da pestare, che si fa più accidentato di sassi, zolle e radici benchè sempre addolcito di magnifiche ginestre; la traccia, ora meno evidente, rimonta la gobba orientata da sporadici ometti di pietre e radi sbiaditi segni biancorossi; in quella il percorso è più difficoltoso da interpretare…P1140957 (2) …e si snoda in una plaga che si fa repentinamente bigia e alpestre, a dispetto del contesto marittimo…P1140959 (2) ..e il sapore di selvaggio tosto colma le papille, mentre la verzura fitta e mordace graffia mani e calcagni….P1140960 (2)In venti minuti di cammino selvatico, scomodo e ingombro, guidati dagli ometti perveniamo prima ad un grosso molare di cresta…P1140961 (2) poi in breve alla prima frazione attrezzata del percorso, che in prima battuta non attacca la cresta sul filo ma protegge un passaggio su cengia poco esposta a sinistra…P1140962 (2) Posto lo scatto medesmo cerchiando però le tre escursioniste impegnate ad attaccare la cresta che si sviluppa su grossi blocchi e ripide placche di granito…P1140962 (2) Elle sembrano indugiare, e le zoomo…P1140964 (2) In effetti, se molto facile fue il primo breve passaggio su cengia, e pure protetto da funi, il secondo si presenta ostico fin dall’accesso, scomodo su irregolari solidi granitici; via via che ci accostiamo notiamo che due delle ragazze sono ancora ferme all’attacco, mentre la terza ha rimontato la cresta guadagnandone la provvisoria sommità…P1140966 (2) Qui la Fra procinta nel rampicare con passi di I grado l’ottimo attritico granito che difende  la seconda frazione d’infissi…P1140967 (2) Il percorso non è affatto banale; le due ragazze al palo, benchè competenti di montagna, preferiscono fermarsi e tornare a valle ad aspettare l’amica, ‘chè non hanno voglia di “ravanare” e sostenere eventuali sorprese di tracciato; avevano in programma una rilassante passeggiata e non un’avventura. Noi salutiamo e infiliamo i guantini da ferrata, mentre lasciamo ancora l’imbrago nello zaino. Il salto di roccia da superare è molto ripido e avaro d’appoggi/appigli, ‘chè tocca issarsi di forza sul cavo, comunque molto comodo. Cucù…P1140968 (2) Segue un tratto non attrezzato che si sviluppa in erto camminamento appena sottocresta; la traccia, pittosto aerea e in alcuni punti esposta, risale fra saltini e cengette che richiedono l’uso delle mani e qualche passo di semplice arrampicata, assumendo le sfumature del sentiero alpinistico; l’ambiente in cui si svolge è aspro e selvaggio,  benchè ingentilito dalle ginestre; cautela e passo sicuro…P1140969 (2) …appoggio la mano su un cuscino di ginestre dicevamo gentili che mi pungono feroci; approfitto per pigliarmi una pausa, sacramentare e riprendere il culetto della Fra che ha già raggiunto gl’infissi e sta per issarsi sulla cresta…P1140971 (2) Eccoci quindi sulla sommità crestacea di quella che dovrebbe essere “La Tavola”; ora la Fra è più rispettosamente ripresa di “mossa”…P1140972 (2) Segue un articolato e brevissimo passaggio libero  in piano sul filo, ad aggirare ciottoli enormi; più che al mare pare d’essere persi fra le creste vulcaniche dei Lagorai…P1140973 (2) Poi riprendono gl’infissi che smontano un’irta china di placche lisce da discalare con attenzione…P1140974 (2) La frazione è lunghetta e impone cautela…P1140975 (2) Vista da sotto mi ha fatto venire voglia posteriore di mettermi l’imbrago, fin lì ancora inutilizzato nello zaino..P1140976 (2) Il percorso è vario e articolato, selvaggio, bellissimo, panoramico e a tratti esaltante; non sai bene quale passaggio successivo aspettarti, e questo lo rende impegnativo e affascinante. Segue un traverso che riconduce in cresta nei pressi d’una sella, anche mediante pochi passi d’arrampicata elementare non esposta; il granito è roccia vulcanica levigata e povera d’appigli e/o appoggi, ma favorisce ottimamente l’attrito provvedendo a un buon “grip” anche quando non lo si direbbe punto, e lo vedremo in particolare fra poco…P1140977 (2) Un altro passo di I grado e si perviene al successivo tratto attrezzato: una paretina verticale di circa 8 metri,  bella nuda d’appigli. La faccenda impressiona un poco, perchè il muro pare ostico e il salto, benchè attrezzato, è strapiombante. Sento la stanchezza e mi decido a indossare l’imbrago e il kit da ferrata, ‘chè la parete offre niente appigli, e gli appoggi sono molto inclinati verso il basso, ‘sicchè bisognerà tirarsi di forza a piombo e voglio procedere un poco in sicurezza…P1140978 (2) La Fra camoscia si tira su sprovvista del kit, mentre io e l’escursionista piemontese vogliamo cautelarci. L’attrito è invero ottimo, ‘sicchè per quanto i piedi siano rapaci e storti sulla roccia dritta riescono a tenere l’appoggio senza sdrucciolare troppo. Mi isso a fatica ma piuttosto agevolmente. la paretina s’esaurisce su di un terrazzo inclinato a mo’ di cengia spiovente, panoramica e rilassante dopo la verticacia strapiombante sostenuta. Qui risto un momento a tirare il fiato; mi volto a tergo e ritraggo la precedente discesa dello sperone, evidenziando in nero la parte attrezzata…P1140979 (2)  Terminata la breve cengia si procede su roccette scomode ma piacevoli in ambiente schiettamente alpestre…P1140982 (2) P1140983 (2) Un passo naturale di I grado superiore tendente al secondo aggiunge un pizzico di sale e una pinta di sudore all’avventura…P1140984 (2) P1140985 (2) P1140986 (2) affacci suggestivi mentre una nave spaziale solca il cielomare…P1140987 (2) Ancora pochi passi in piano sulla cresta e la si smonta discalando una paretina appoggiata di 6/7 metri di I grado, visibile nel prossimo scatto alle spalle della Fra. Si perviene così a uno stretto intaglio presidiato da un grosso ometto di pietre…P1140989 (2) ..che di norma dovrebbe servire a orientare. E qui tocca riprendere il famoso punto interrogativo postato in precedenza. Di fronte s’alza un paretone inaccessibile addosso al quale cerchiamo invano di adocchiare infissi. Un sùbito banco di nebbia complica le operazioni d’orientamento, e non scorgiamo ulteriore segnaletica; sono spariti ometti e pallide bandierine. Non ricordo le indicazioni della guida cartacea. Indietro non si va, a destra è nebbia ‘sì come a sinistra, davanti c’è il muro di granito verticace de La Galera, non attrezzato e di fatto alpinistico. Benchè scabrosi ambo i lati che digradano dalla forcella, scorgo a sinistra un’ambigua traccia di sentiero, forse più di passaggio, che viene più giuso contrassegnata da un ometto. La pigliamo risoluti. E faremo sbagliato…P1140990 (2)… ‘chè in realtà il percorso prosegue in discesa sull’altro versante e rimonta la parete prima rifilandone in discesa la base poi sepeggiandone il punto debole di fianco risalendo l’impluvio d’un canale sassoso attrezzato, e raggiungendo quinci la sommità de la Galera. Noi facciamo la stessa cosa ma dall’altra parte, nell’altro versante, a nord, seguendo labili tracce che presto si perdono al pari degli ometti. Ci troviamo così ad annaspare fra zolle e instabili rampe detritiche, per fortuna non esposte, guidati ora solo dal poco distante  impianto di cabinovia e dall’ormai vicini ripetitori di vetta del Monte Capanne, sopra la nostra testa…P1140991 (2) Non c’è più modo di tenere i pie’ pari, e la vetta è invero vicina, ‘sicchè decidiamo di rimontare la scarpata di roccia, detriti, pale erbose e petraie che quinci difende la sommità. Con percorso libero e intuitivo aggiriamo su zolle malconce i salti più dritti e affrontiamo direttamente l’ultima paretina più appoggiata, in esposizione lieve ma richiedente cautela…P1140992 (2) in coppa a questo tratto sporco e avventuroso ritroviamo beffarda la segnaletica proveniente dalla cresta di destra…P1140993 (2) ‘Sicchè dopo circa 4 ore di complessa e faticosa salita siamo in vetta (1019 mt). Il panorama strepitoso è un poco beffato dal meteo bigio e dalla nebbia che si muove in cariche d’alleggerimento…P1030446 (3) ..L’isola di Montecristo che fluttua nell’empireo e fuma in santa pace…P1140996 (3) …Un occhio all’anticima, che ospita la stazione d’arrivo della cabinovia e il bar di servizio; tanti turisti, meno escursionisti…P1140994 (2) Colà ci rechiamo a consumare il panino di vetta e un caffè assieme alla nostra compagna di percorso, che poco dopo ci saluterà per scendere a Marciana. Il cielo si mette a far piovigine poi acquazzone, che ci si stringe tutti all’interno del bar, gestito con simpatia e cordialità. Dal terrazzo zoomo sulla cresta de La Galera da poco smontata, et evidenzio il suggestivo e articolato percorso che la cavalca; in viola continuo il tratto fuori traccia che che abbiamo pestato per errore…P1030451 (2) ..zoomata vieppiù con giallo del bidone giallo…P1030452 (2) Mezzora di pioggia intensa e spiove; noi si dee ripartire, ‘chè il cammino è ancora lungo a scendere. Rimontiamo verso la cima principale e pigliamo nuovamente lo 00, loquale scarta a sinistra verso la cresta che divalla a Est. Se il granito dicevamo offre ottimo attrito e buon grip anche in forte pendenza  nonostante il carattere levigato, tocca dire il contrario quando gli è piovuto. Scivoliamo a pattinare finanche su massi in piano, e la faccenda si fa delicata, ‘chè la traccia ora debole va proprio a pestare il crestone granitico ritratto nel prossimo scatto; sappiamo altresì esservi ulteriori frazioni attrezzate, che dovrebbero proteggere la discesa nel vuoto dallo spuntone al centro dell’immagine; rinfrancano però la favolesca bellezza mediterranea della plaga e la sua solitudine…P1140997 (2) Deambuliamo sul crestone con grande precarietà e cautela, ‘chè di fatto dicevamo si pattina anche in piano  sui lastroni granitici…P1140998 (2)…e ci accostiamo allo sbalanco precipite dello spuntone, mentre sale la suspence; se il tratto attrezzato si butta a capofitto non è simpatico in queste condizioni di sdrucciolevolezza…P1140999 (2) Il primo dente invero nasconde lo spuntone, e viene aggirato a destra su cengette in blandissima esposizione ma infide di zolle e sassi scivolosi; in quella incrociamo due escursionisti che stanno risalendo il tratto e ci mettono un poco d’ansia, ‘chè ci descrivono il salto da sostenere come una parete sì attrezzata, ma che va giù a piombo, occhio. Salutiamo e affrontiamo due passi di I grado che rimontano l’ultima gibba… P1150001 (2) ..e perveniamo all’affaccio, tirando invero un sospiro di sollievo. Si tratta infatti di smontare circa quaranta metri di costa granitica su grosse placche granitiche levigate molto ripide, tuttavia bastevolmente appoggiate e molto ben attrezzate…P1150002 (2) P1150003 (2) A metà sviluppo sosto a ritrarre parte del tratto disceso…P1150005 (2) …cucù! Qualcuno sbuca da su e ci segue…P1150007 (2) Con questa calata cessano le difficoltà del percorso, e perveniamo alla sella di Malpasso (839 mt), donde riprendo gli escursionisti impegnati nella discesa…P1150009 (2) …zoomatina…P1150010 (2)  ..sapore di sale, sapore di mare…P1150011 (2) ..e sempre dal Malpasso guatiamo verso il basso; costaggiù a sud è Pomonte, ove dobbiamo fare ritorno…P1150016 (2) ..’sicchè lasciamo l’impegnativo 00, che prosegue diritto a Est per la Cresta della Calanca…P1150013 (2) …e divalliamo a sudovest, ovvero a destra, pigliando il sentiero 8, diretto all Grottaccia e anch’esso afferente al percorso escursionistico GTE (Grande Traversata Elbana)…P1150014 (2) Quinci si traversa lungamente a mezzacosta con lieve discesa in ambiente magnifico…P1150019 (2) Il sentiero è un po’ sconnesso ma comunque di facile percorrenza; salutiamo il Capanne pensieroso di nembi…P1150017 (2) ..e seguitiamo a calcare la traccia, perlopiù rivelata dagli ometti, che in breve torna sul crinale, ora affacciato anche a Est verso una plaga d’ispida erbaroccia mediterranea che torna ad olezzare forte di buono…P1150020 (2) In quella insiste la Fra perch’io saluti pantocraticamente con ancora indosso i guanti da ferrata; per via della stanchezza rattengo a fatica l’esubero pelvico…P1150022 (2) Arrivederci Capanne, buona fumata…P1150023 (2) Venti minuti di traverso e saliscendi dal Malpasso e perveniamo ad un simpatico caprile guarnito di felci…P1150024 (2) …dacchè si riprende a viandare di crinale; qui un colpo d’occhio su Marina di Campo che giace a sudest…P1150026 (2) ..ma la nebbia cela tosto il mare e ci rimena raminghi per plaghe alpestri vieppiù…P1150027 (2) …fino a una conca prativa e gineprata…P1150028 (2) …al margine della quale si perviene al bivio con il sentiero 9, che dovremo imboccare a destra (a dispetto della foto, che sembra indicarlo a sinistra)…P1150029 (2) Il pestato si fa largo tra le fronde ginepriche…P1150030 (2) …poi perde quota con decisione buttandosi a sepeggiare il pendio su terreno abbastanza comodo, lastricato a sassi, terra e radici…P1150031 (2) …insistendo senza fronzoli nella giungla elbana, che talvolta regala pregevoli scorci sul Capanne che ne fuma una dietro l’altra…P1150032 (2) …e brevemente si perviene a un tratto silvestre di ginepri spogli e nodosi, molto suggestivi…P1150034 (2) P1150035 (2) ..che repentinamente fanno umida la plaga; s’è arrivati nell’impluvio della valletta e l’umidore viene rafforzato dalle timide acque del Fosso Barione, che poco suso vede i natali. Ora il sentiero si fa comodo e morbido, e lungamente costeggia il rio nell’umbrato e fresco impluvio, assecondandone il corso a valle in dolce discesa…P1150037 (2) Qui le fate elbane usano far combriccola per grattarsi la schiena…P1150040 (2) Dopo venti minuti di cammino fra i muschi si torna al secco su pista sabbiosa; qui una retrospettiva del tratto. Sullo sfondo il costone disceso…P1150041 (2) …un colpo di coda del mood umido, provvisto dal rio Barone che tende a crescere di portata; quivi le fate elbane fanno picnic e giocano a Subbuteo…P1150042 (2) Quinci e lungamente il sentiero assume la foggia d’antica fossile viabilità romana…P1150043 (2) Qualche retrospettiva, zoomata e non,  col Capanne ormai remoto…P1150044 (2) P1150045 (2)  …e una prospettiva, con la meta ora vicina…P1150049 (2) Siamo stanchi, procediamo lentopede con muscoli e ginocchia che soffrono il dislivello complessivo; abbiamo lasciato la vetta di Monte Capanne or son quasi tre ore.  Il tratto che ci divide da Pomonte, ossia quota zero, si snoda per ulteriore mezzorata su buon sentiero lastricato fra felci, orti e vigneti…P1150055 (2) …talvolta protetti da singolari staccionate, in un effluvio di fragranze verdi che mettono appetito…P1150056 (2) ..retrospettiva con fioritura a sole spento…P1150057 (2) ..e finalmente perveniamo al ponticello su Fosso Barione, che chiude l’anello, da cui possiamo stupefarci un poco per il colpo d’occhio su parte del lungo cammino intrapreso…P1150058 (2) P1150058 (2) …e le spettacolari fioriture domestiche di Pomonte declinate in begonie, oleandri, agrumi e compagnia bella mediterranea, sebbene snobbate dal sole,rinfrancano gli ultimi grevi passi verso la fermata del bus….P1150059 (2) P1150061 (2) P1150062 (2) Arriviamo giusto in tempo per pigliare la corsa delle 17.30, che ci ricondurrà a Marina di Campo lungo la magnifica strada costiera panoramica che domani penseremo a pedali per compiere in bici l’anello insulare occidentale. Oggi è stato bellissimo, selvaggio e profumato, ‘sicchè il lezzo di  fatica che irradio e per il quale stento a starmi vicino certifica che s’è a lungo pensato coi piedi, con grande gusto e profitto.

Alla prossima,

Yoyodel

 

 

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