GRUPPO DEL SORAPISS (Dolomiti cadorine/ampezzane): al laghetto per vie traverse, o di Re (nonchè babbo) Stambecco che vigila sulla gemma turchina incastonata nella corona di crode.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

SCHEDA ESCURSIONE 

Premessa

Questa è la breve storia di un sontuoso piano B. Il programma originale, articolato in due giorni, e di cui riporto le tempistiche mediamente indicate nelle guide cartacee, prevedeva di raggiungere il laghetto del Sorapiss nel modo seguente:

GIORNO 1 Passo Tre Croci 1800 mt-sentiero 215-Forcella Faloria 2309 mt (2 h); sentiero 215-Sella di Punta Nera 2738 mt (1.30 h) (eventuale salita a Punta Nera 1 h a/r); sentiero 215-Tonde di Sorapiss- Rifugio Vandelli (lago) 1928 mt (2.15 h circa)

GIORNO 2 Rifugio Vandelli 1928 mt-sentiero 215- a sx sentiero 216- Forcella Marcuoira 2307 mt (2 h); sentiero216- Tardeiba 2128 mt- sentiero 213- Passo Tre Croci 1800 mt (1.30 h circa).

Le previsioni meteo avverse ci hanno fatto predisporre un piano B, al pari delle condizioni d’innevamento residuo, data l’esposizione a nord della salita a Sella di Punta Nera e la relativa alta quota. Per quanto concerne quest’ultimo fattore, fonti attendibili ci hanno rassicurato sulla percorribilità del tratto, ‘sicchè ingenuamente non abbiamo preso con noi ramponi e ghette; invero il canalone d’accesso, a tratti molto ripido, era ingombro di neve che seppelliva la traccia, il manto era  duro a tratti e molle, da rendere la progressione lentissima e sfibrante; per giunta le poche tracce individuabili si articolavano incerte lungo delicati traversi. Imboccato quindi il canalone, l’affanno e la lentezza di progressione uniti al sensibile peggioramento meteo, caratterizzato da neri addensamenti e minacciose scure nubi basse che si sono inghiottite la forcella, ci hanno indotto a ripiegare su un sentiero d’accesso alternativo, che attraversa lidi più sicuri. Il giorno seguente, dopo la notte di temporale il meteo non era migliorato, ‘sicchè siamo tornati dal Rifugio Vandelli al passo Tre Croci per la via più spiccia, onde evitare il previsto (e verificatosi puntualmente) temporale di metà mattinata. Descrivo quindi ora lo schema dell’anello bislacco eppure bellissimo che abbiamo compiuto (nella cartina con tracciato indicherò comunque il programma delle intenzioni e il giro effettivamente svolto)

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta topografica per ecursionisti TABACCO, foglio 03 “Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane”, scala 1:25000.
  • L’escursione ha inizio al Passo Tre Croci (Son Zuogo), valico stradale che connette la Val d’Ansiei con la Valle del Boite indicazioni per raggiungere il Passo Tre Croci
  •  SPAZI e TEMPI: (giorno 1) Passo Tre Croci 1800 mt-sentiero 213 – Tardeiba 2128 mt (1 h circa); a dx sentiero 213-Forcella Faloria 2309 mt (1 h circa); a sx (indietro) sentiero 223-Forcella Ciadin 2378 mt ( 1.15 h circa); a sx raccordo con sentiero 216 (prosecuzione 223 trovata chiusa per frana)-Forcella Marcuoira 2307 mt (0.15 h); a dx sentiero 216- Ciadìn del Loudo- innesto con sentiero 215 (1.30 h circa); a dx sentiero 215-Rifugio Vandelli 1928 mt (0.10 h circa)
  • TOTALE TEMPI giorno 1: 5.30 h circa
  • DISLIVELLI: salita 600 mt circa, discesa 400 mt. circa; 

(giorno 2) Rifugio Vandelli 1928 mt-sentiero 215-Passo Tre Croci 1800 mt (1.45 h circa)

  • PUNTI D’APPOGGIO : Rifugio Vandelli ; Rifugio Capanna Tondi 
  • cartina topografica con tracciato del percorso escursionistico: punteggiato in nero l’itinerario effettivamente svolto, in viola il percorso nelle intenzioni, così come doveva essere intrapreso, poi abbandonato per via del meteo cattivo e della neve abbondante (perdonate il paciugo) P1030822 (2)

DIFFICOLTA’: E+ (per escursionisti, con difficoltà lievemente maggiorate) il giro effettivamente svolto e descritto nella presente relazione. Le guide cartacee specializzate considerano l’itinerario nel suo complesso di normale livello escursionistico; il Rifugio Vandelli e l’attiguo laghetto sono mete molto popolari e massicciamente frequentate, in  particolare per il sentiero 215 dal Passo Tre Croci (e ritorno); lo calcano famiglie con cani e bambini. Tuttavia sono presenti alcuni tratti esposti, che sebbene ottimamente attrezzati e di facile e breve percorrenza richiedono a mio modesto parere particolare attenzione, proprio perchè inseriti in un contesto escursionistico complessivamente molto accessibile e spesso praticato in modalità “gita domenicale”, perdipiù in massa. Sia chiaro, con il segno” +” che ho quindi aggiunto alla mia personale valutazione di difficoltà escursionistica dell’itinerario non intendo fare terrorismo alcuno, solo voglio sottolineare l’opportunità di non banalizzare la semplicità dei tratti in questione  ed invitare ad alzare la soglia di attenzione, in particolare  durante la loro percorrenza.

Per informazione, il giro in programma poi disatteso, schematicamente presentato nel paragrafo premessa, viene di norma classificato EEA (per escursionisti esperti, con attrezzature). La frazione che connette Sella di Punta Nera alle Tonde di Sorapiss si svolge lungo una rampa-cengia attrezzata; non l’ho percorsa per le ragioni indicate in premessa, ‘sicchè non la posso descrivere direttamente, ma stando alle guide cartacee specializzate si tratta di passaggi semplici e poco (taluni dicono non ) esposti, che agevolano il superamento di facili saltini rocciosi.

  • Caratteristiche: Stupende passeggiate su buoni, talvolta ottimi sentieri alla scoperta di tesori più e meno reconditi delle Dolomiti Cadorine. Il laghetto del Sorapiss, gemma lattea turchina incastonata nella corona di Crode, ti risvegli all’imrovviso dentro una fiaba. Il remoto e solitario Ciadìn del Loudo, parco giochi e chiringuito di Terre Alte per l’aperitivo e la ricreazione di stambecchi, camosci e marmotte. Ma anche gli acrocori di Tardeiba, punteggiati di radi cirmoli e rododendri, le sontuose foreste pinolaricee  che accerchiano il Passo Tre Croci, la panoramica passeggiata che traversa i contrafforti di Faloria. Per non parlare degli scorci amplissimi su Dolomiti di Sesto e Marmarole che deliziano il cammino acclive a tagliare i contrafforti del Loudo, nel mezzo a boschi penduli di profumati baranci. Questa gita offre un menù tra i più saporosi fra quelli à la carte in Dolomiti, e ne rivela le scene di croda gigantesche, titaniche, colorate, uniche, impreziosite dal corredo di verde, acqua, fiori e fauna. Persino l’anello bislacco su cui abbiamo dovuto ripiegare ci ha molto regalato nonostante il meteo facinoroso. Dal Passo Tre Croci abbiamo imboccato il sentiero 213 che attraverso magnifici boschi ci ha condotto alla località Tardeiba, quinci sempre lungo il 213 abbiamo traversato la bellissima costa di Faloria fino all’omonima Forcella. Colà per via del meteo e della troppa neve non abbiamo proseguito per Sella di Punta Nera e siamo tornati verso il Tre Croci, lungo il sentiero 223 che scorre parallelo al 213 più in alto, dove abbiamo traversato ghiaioni e campi di neve. A forcella Ciadin siamo scesi nel Ciadìn del Loudo per un facile sbalzo roccioso ottimamente attrezzato, s’è ripigliato 216 che attraversa il recondito altipiano sospeso e lo supera mediante una breve frazione attrezzata in cengia panoramica, che consente di doppiare lo sperone a difesa del Ciadìn e deposita sul versante Sorapiss, donde su bellissimo sentiero, semplice ma un poco accidentato si perviene al laghetto e al rifugio. Il giorno dopo, causa meteo cattivo siam dovuti tornare lestamente al Passo Tre Croci lungo il bellissimo e frequentatissimo sentiero 215, che presenta qualche tratto esposto, ottimamente attrezzato.Questa la breve descrizione dell’itinerario in prosa sintetica. I dislivelli complessivi sono contenuti, lo sviluppo lunghetto ma poco faticoso per via dei rari e abbastanza brevi  tratti ripidi. Il terreno è quasi sempre agevole, un po’ sconnesso in alcuni tratti. Per quanto riguarda le frazioni attrezzate: molto semplice, corta  e praticamente non esposta quella che smonta il gradone che difende l’accesso nel Ciadìn del Loudo da Forcella Ciadìn; un poco più delicate le altre, ossia il segmento che scorta fuori dal versante Loudo e quello sul popolare sentiero 215 che connette il Rifugio Vandelli con Passo Tre Croci. Si tratta di cenge pianeggianti, dal fondo buono e protette da fune mancorrente, tuttavia in alcuni punti più strette e soprattutto esposte su profondi precipizi. Quindi il mio consiglio è di non banalizzarle e di percorrerle con particolare attenzione. L’acqua la si trova fresca di fonte  nel bosco lungo il sentiero 213 poco dopo il Passo Tre Croci, in località Tardeiba, presso i rifugi e  nei paraggi di Forcella Faloria; in quest’ultimo  caso forse solo stagionalmente sciogliva, nei meandri d’un canalone a destra del sentiero 223.

 

Fine giugno, anno 2016 D.C..

…..Meteo dispettoso. il report prevede addensamenti cumuliformi a metà mattinata, rovesci e/o temporali di calore nel meriggio, dati al 50%. Alle nove e un quarto mattutino al Passo Tre Croci (1800 mt.) fa un po’ di sole, nembi spessi e molto caldo. Il piano è quinci arrivare a Forcella Faloria pel sentiero 213, colà pigliare il 215 che per nevai e petraie sale all’acclive Sella di Punta Nera, donde si cala per rampa-cengia attrezzata nel Circo del Sorapiss e si perviene infine al Rifugio Vandelli e all’accosto latteo laghetto attraverso l’acrocoro petroso delle Tonde di Sorapiss. Un giro da 5/6 ore e mille metri di dislivello positivo. L’indomani chiuderemmo l’anello pigliando il sentiero 216 che sale al Ciadìn del Loudo, valica Forcella Marcuoira e divalla verso il nordovest ad incrociare nuovamente il sentiero 215 che ci ricondurrà a Passo Tre Croci. Chiaro, no? Abbiamo comunque diversi piani alternativi nel caso il meteo decidesse di mantenere la parola. Dal parcheggino del valico imbocchiamo risoluti il 215, che in guisa di comoda mulattiera penetra un bellissimo bosco rado di pecci e larici…P1150254 (2) In dolce pendenza e larghi tornanti la via solca tappeti di fresco sottobosco…P1150260 (2) …e in mezzora perviene a un’ansa panoramica, mentre il Cristallo sullo sfondo mette il cappello…P1150261 (2)  Il bosco è stupendo, ricco di fioriture e olezzo d’aghifoglie contenti…P1150263 (2) P1150264 (2) Segue uno strappo che guadagna quota con più decisione; la mulattiera si fa buon sentiero e con qualche serpentina deposita sull’incantevole acrocoro alpestre di Tardeiba (2129 mt.), crocicchio di segnavia, a un’ora di comodo e piacevole cammino da Passo Tre Croci… P1150269 (2) Quinci dobbiamo pigliare a destra il sentiero 213 diretto al Faloria…P1150267 (2) Segue un tratto ripido ma su buon pestato che risale un valloncello, rimontato il quale la via si adagia in costa e traversa il bosco di cirmoli e larici in diradazione che cede campo alle zolle. Mi giro e il Cristallo getta la maschera ma non il cappuccio…P1150270 (2) Fatti guardare in cipiglio…P1150271 (2) P1150272 (2) L’ambiente è già splendido che mi plaudono le chiappe. Da oltre un anno non mi capitava di calcare suolo dolomitico. Torno a guardare innanzi; dieci minuti di cammino in piano e si perviene a un poggiolo che lascia intravedere lo sviluppo del sentiero;  a sinistra vigila possente la dorsale di Ra Zesta…P1150274 (2) Sposto lo sguardo a ponente (dx) mentre i nembi s’addensano sul Pomagagnon, i monti di Fanes e le Tofane, fagocitandoli. Un poco mi cruccio per le sfumature bigiastre…P1150275 (2) …’sicchè mi torco a cercare il sole, che batte fiacco il cinque al solo Cristallo; penso a Segantini……P1150276 (2) Ancora mezzora di comodo cammino che si mantiene pressochè in quota, poi tagliamo a sinistra su traccia più ripida che conduce in breve alla visibile Forcella Faloria (2305 mt, circa due ore di cammino dal Passo Tre Croci), importante crocevia di sentieri. Qui dobbiamo imboccare il segnavia 215 per Sella di Punta Nera 2715 mt, alto varco d’accesso al Circo del Sorapiss…P1150281 (2) Diamo un’occhiata al cammino che ci spetta. La traccia sale ripida e taglia i friabilissimi ghiaioni per andare a scomparire sotto copiosi manti nivei. L’attendibile indicazione sulla quantità di neve residua s’è rivelata invero poco tale; toccherà muoversi perlopiù intuitivamente…P1150282 (2) Attacchiamo il sentiero che sega la costa ghiaiosa, e al primo traverso di neve fatichiamo nella progressione; il fondo alterna tratti molli da sprofondare e altri duri da non riuscire ad intaccarli, ‘sicchè ci si muove a lento disagio. Incrociamo un’anglofona escursionista che sta facendo ritorno;  ha rinunciato per la troppa neve da pestare mentre il suo boyfriend cocciuto annaspa più in alto e lontano alla ricerca dei passaggi migliori. Indugiamo un poco ma proseguiamo fino al successivo traverso niveo, che ci fa perdere un sacco di tempo. Mumble mumble. All’improvviso il sole viene oscurato da un fitto cavolfiore di nembi nerastri che fagocitano proprio la Punta Nera e l’omonima sella, scippandocele dalla vista; in quella pure tre quattro gradi vengono tosto rubati al tepore da sibili di vento sgarbato. Decidiamo a malincuore di agire il piano B, ‘chè l’idea di trovarsi ad annaspare su traversi nevosi ripidi e perigliosi senza traccia, perdipiù nel cuore d’un temporale incipiente con l’uzzolo di scaricarsi nell’angusto canalone ci garba poco. Torniamo ratti a Forcella Faloria e quinci prendiamo il sentiero alto 223 che scorre parallelo al 213 calcato prima – e diretto a Forcella Ciadin – con l’idea di raggiungere il Rifugio Vandelli tramite il Ciadìn del Loudo, ossia il passaggio previsto per l’indomani. Benchè preso a martellate, si tratta sempre di un anello. Vieppiù, il sentiero in questione è meno acclive e scabroso di quello cui abbiamo rinunciato, soprattutto in caso di temporale o acquazzoni. Anche il meteo peraltro sembra meno facinoroso sul versante che andremo a doppiare, e il Cristallo ne approfitta per gonfiare un poco il petto…P1150284 (2) Il sentiero 223 dicevamo corre parallelo al 213, mantenendosi pressochè ai piedi della dorsale di Ra Zesta per tagliarne i ghiaioni basali. La traccia si snoda in blandi saliscendi su fondo molto friabile; dovremo anche traversare molti canali ingombri di neve residua,  per fortuna poco ripidi…P1150285 (2) Evidentemente da tempo il sentiero s’è rifatto una verginità, ‘chè quando scompare sottoneve non offre tracce di passaggio pedonale; in quella il traverso si fa complicato e tocca aggirare i campi nevosi scivolando su ghiaino instabile. No problem, ma la risalita comporta due passi persi per uno guadagnato, e l’incedere accusa lentezza. Preferiamo quindi riattaccare direttamente ogni pendio nivale che ci aspetta…P1150286 (2) …mentre il meteo fa schermaglie, per fortuna ancora poco minacciose…P1150287 (2) Lentopede ci accostiamo al giro di versante…P1150289 (2) …e perveniamo alla bretella di raccordo col sottostante sentiero 213; noi dobbiamo proseguire sul 223 per l’ormai poco lontano Ciadìn del Loudo…P1150290 (2) …e la neve sembra sgombrare definitivamente il campo…P1150291 (2) In questa frazione di traverso un corto passo di I grado non impensierisce, e deposita su un poggiolo panoramico che nasconde un ulteriore breve traverso parzialmente innevato che difende Forcella Ciadìn finalmente nel mirino…P1150293 (2) ..mentre di fianco a destra si possono apprezzare gli arcuati piegamenti stratico calcarei di Ra Zesta…P1150292 (2) Dal poggiolo il punto d’osservazione molto panoramico invita ad una retrospettiva sul lungo traverso camminato corrispondente al sentiero 223; colà in fondo è Forcella Faloria…P1150295 (2) …mentre il Cristallo torna a farsi nero e un po’ buio…P1150296 (2) Pausa cioccolata, poi si riprende il cammino verso l’ormai prossima forcella…P1150298 (3) Lo stretto intaglio di Forcella Ciadin (2378 mt) divide la dorsale nordovest di Ra Zesta – che divalla verso il Passo Tre Croci – dal recondito Ciadìn del Loudo, suggestivo acrocoro sommitale d’una tipica valle sospesa che sprofonda a est verso la Val d’Ansiei; il bacino d’erbaroccia è racchiuso tra le poderose precipiti pareti delle omonime “Zimes” a sud e le più morbide scarpate delle Zimes de Marcuoira a nord. Appare dalla forcella come un imbuto di remota bellissima plaga alpestre…P1150299 (2) Dall’intaglio ne difende l’accesso una paretina di circa 10 metri piuttosto appoggiata, che si articola su scaglioni di I grado peraltro provvisti di comoda fune…P1150300 (2) Qui una retrospettiva del passaggio…P1150301 (2) Lo sbalzo deposita su un magnifico sentierino che taglia i prati penduli e traversa in quota verso l’accosta Forcella Marcuoira; vi sarebbe una via più lesta – sempre lungo il 223 – per calarsi all’interno del Ciadìn, ma quest’ultima si snoda lungo un sentiero trovato chiuso e impercorribile per via d’una grossa frana che più sotto lo invade; all’imbocco della traccia era posto un cartello che lo dichiarava inagibile e ne “vietava” la percorrenza. In ottemperanza abbiamo seguito su buona traccia per Forcella Marcuoira, indugiando verso la più morbida sede settentrionale dell’imbuto…P1150302 (2) …mentre Cima Ovest di Lavaredo fa cucù tra quelle di Marcuoira…P1150304 (2) P1150306 (2) In breve per crestina erbosa si perviene a ll’intaglio di Forcella Marcuoira (2307 mt), ove s’intercetta il segnavia 216 proveniente dal Passo Tre Croci e lo si segue a destra verso il fondo del Ciadìn. Vuoi per l’erba e il sole un poco ritrovati, vuoi per le splendide fioriture, vuoi per l’aerea profondità del paesaggio circostante coronato di colossi dolomitici, vuoi per la soda solitudine smentita solo dalla frenetica corsa lungo le frane di uno stambecco lontano, la magnifica plaga che andiamo traversando  risplende in filigrana dell’amenità saporosa d’un ambiente montano integro e salubre. La magia delle Dolomiti più recondite…P1150305 (2) P1150308 (2) P1150309 (2) Mentre scendiamo nel Ciadìn su ottimo sentiero a serpentine adocchiamo la frana ch’erode il poderoso  versante sud…P1150307 (2) …titanica ‘sì come l’opposto sguardo verso i Cadìni di Misurina e le Tre Cime…P1150310 (2) P1150311 (2) …mentre più dolce si fa guatando a tergo, verso l’acrocoro verzicante e le due forcelle tosto valicate…P1150312 (2) Ora ci troviamo sul fondo del Ciadìn del Loudo, a un dipresso dall’orlo che precipita verso est, ma per uscirne e affacciarci quindi sul definitivo versante Sorapiss tocca doppiare lo sperone roccioso che lo difende lungo un aereo cammino a traverso. Riposto uno scatto precedente in cui cerchio il punto in cui ci troviamo ed evidenzio il tragitto che dobbiamo intraprendere…P1150299 (2)  Mentre osserviamo il percorso, il profilo sontuoso d’un grosso stambecco ci fa degustare un magnifico clichè, e mi affretto a zoomarlo; il nobile ungulato passeggia proprio sullo spigolo dello sperone che andiamo a rimontare…P1030635 (2)  Sarebbe fantastico poterlo incrociare, ma è ancora lontano e penso abbia poca voglia d’imbattersi in pedoni proprio oggi, che sicuramente in pochi o nessuni hanno viandato in questa plaga. Riprendiamo il cammino e in breve perveniamo all’attacco dello sperone roccioso. Un saltino di I grado deposita su una cengia inizialmente strettina e poco esposta…P1150313 (3) L’aereo affaccio…P1150314 (2)  Poi il fondo si fa più comodo e spazioso, aumenta l’esposizione ma compare la fune di sicurezza che la mitiga…P1150316 (4) La cengia sfila via in piano, discretamente esposta ma comoda e ben protetta dal cavo, e diventa uno strepitoso passeggio di croda, affacciato su scorci mozzafiato; costaggiù è la piana di Misurina con l’omonimo lago…P1150317 (3) Il tratto è molto semplice ma non banale per via dell’esposizione, quindi va camminato attentamente;.la grandiosità del panorama invita alla contemplazione, ‘sicchè la Fra siede un momento a gustare stupefatta lo spettacolo. ma cosa sta osservando? P1150320 (3) Ah, ecco, il Piz Popena del Cristallo ch’erompe oltre l’erbata  dorsale opposta del Ciadìn,  con essa giocandosi l’ombra e la luce in un agone di contrasti psichedelici…P1150321 (3) …e siccome sbuca anche il Cristallo mi fo una zoomata e mi lascio inebriare dalla plasticità scenografica e dai chiaroscuri di foggia caravaggesca…P1150323 (3) Il tratto è piuttosto breve e la cengia si esaurisce sull’orlo dello sperone in parete, mentre la traccia si discosta dall’abisso e rimonta prima su buon sentiero una gobba verso destra, poi supera un gradone roccioso appoggiato e non esposto di una decina di metri, con passaggi di I grado molto semplici vieppiù agevolati da un’altra frazione attrezzata…P1150324 (3) Rimontato lo sbalzo sbuchiamo in coppa al crinale che separa il versante del Loudo da quello del Sorapiss; e….P1030642 (3) Ci troviamo faccia a faccia con la sentinella delle crode, un grosso esemplare maschio di splendido stambecco, impegnato a vigilare sulla plaga e a ruminare fiorescenze alpestri in compagnia del figliolo adolescente. Allora non sei andato via! P1030641 (3) A non più di cinque metri di distanza i due magnifici ungulati  cornuti ci guatano un po’, senza però interrompere l’apericena. Eccitato fo due passi felpati per avvicinarmi con discrezione; il babbo allora rista e mi fissa smettendo tosto di ruminare, poi emette un fischio bizzarro senza distogliere lo sguardo. La traduzione m’è chiara, precisa e simultanea: ” Mantenete le distanze, please, e tutti ci godiamo questo spettacolo“. Poi riprende a ruminare…P1030643 (3)  Assecondo volentieri l’istanza e i due passi li fo a lato. Essi proseguono il passeggio gastronomico, guardinghi ma sereni, e imboccano lemme la nostra direzione tenendosi a due passi dal sentiero. Li salutiamo, ma per un poco i nostri cammini si distendono in parallelo, e insieme valichiamo in versante Sorapiss. Aveva ragione. Il luogo e il momento sono saporosi di Grande Bellezza…P1150331 (3) Ebbro e un poco inebetito dall’incantagione poetica dell’incontro, m’arriva una sberla dallo scenario aereo e gigantesco che ci si para…P1150330 (3) Altri due passi e sbuca la gemma lattea…P1150332 (3) Ecco, da questo pulpito le più alte aspettative di venustà della montagna vengono soddisfatte, con plusvalenza di fiabesca psichedelia. Sbalorditi seguiamo la traccia che ora scende con moderazione su buon pestato ghiaioso, poi erompe anche Punta Sorapiss, e il tutto si fa vieppiù titanico…P1150335 (5) La via scende ora con più decisione a tagliare il pendio di ghiaie, in viandanza sempre più incantevole. Siamo totalmente soli da ore fitte. In breve si perviene a una splendida e profumata mugaia. Il lago lemme s’avvicina, ‘sì come l’accosto Rifugio Vandelli…P1150338 (3) …daje…P1030653 (3) La traccia si butta nel fitto deilla costa baranciosa e ne solca il profumo a ripide serpentine. Il fondo si fa sconnesso e talvolta tocca disrampicare sbalzi di sassi e radici con passi di I grado. la stanchezza comincia a farsi sentire…P1030652 (2) Ancora una mezzora di calata in stretti tornanti e si piega a ovest fino a confluire nel sentiero 215 proveniente dal Passo Tre Croci, ossia l’itinerario più noto e frequentato per il Rifugio Vandelli. Quinci lo si piglia a destra, a dispetto della prossima foto ripresa di fronte dalla sede del 215 appena sboccati; ovvero noi proveniamo da Ciadìn del Loudo/Forcella Marcuoira e siamo diretti al Vandelli…P1150342 (2) Dieci minuti di comodo cammino in lieve salita nel bosco e siamo arrivati. Abbiamo lasciato gli stambecchi un’oretta fa, due ore addietro eravamo a Forcella Ciadìn, siamo in cammino da sei ore, due brevissime soste comprese, chè crucciati dalla minaccia temporalesca ci siamo nutriti al volo di sola cioccolata e mezzo panino. Ci rechiamo subito sulle sponde del lago; l’affaccio è molto psichedelico, nonostante la luce meno cool di sempre…P1030656 (3) Mannaggia non disponevo ancora di competenze fotografiche sufficienti per ottenere buone sequenze panoramiche, ‘sicchè le mie foto non saranno proprio da cartolina e l’abbraccio di ripresa sarà piuttosto strettino. Ecco il celebre “Dito di Dio”…P1030657 (3) Andiamo al Rifugio e lasciamo gli zaini; torniamo ratti sulle sponde per compiere un periplo della gemma turchina; peccato per la luce un poco pann’acida…P1030658 (2) P1030662 (3) Sediamo a mangiare il panino incantati. All’improvviso tuona e comincia a piovere forte. Diciamo che l’abbiamo scampata.  Ci fiondiamo al rifugio. Spiove, e ritraggo i Cadìni di Misurina; vorrei l’arcobaleno ma non arriva…P1030675 (2) Risbuca un po’ di sole, torniamo al lago per completarne il periplo con luce diversa, ma sempre acida…P1030678 (3) P1030681 (2) Le Tre Sorelle con ciuffo di verzura su lattementa…P1030697 (2)… P1030690 (2) P1030699 (2) la cosiddetta Cresta dei Nani (forse)…P1030701 (2) Yoyodel…P1030710 (2) Stanchezze e soddisfazioni di fine giornata…P1030715 (2) P1030718 (2) Il sole ci saluta dai Cadìni…P1030719 (2) ..mentre il laghetto vira verso l’acquamarina smeraldato…P1030720 (2) Ancora tuona d’improvviso e tosto fa pioviggine. Poi mentre corriamo al rifugio il tuono spacca la barriera del suono e vien piovasco, poi acquazzone dritto. Pioverà forte la notte intera, di temporale prolungato. Tutto sommato col meteo c’è andata bene. Un’oretta di branda poi cena e nanna. Le previsioni per domani sono moleste. Dice s’addensa in primo mattutino e piove sodo poco poscia, con temporali. Mi sa che toccherà tornare per la via più semplice e breve. Buonanotte.

IL GIORNO DOPO

Alle 6 e mezza mattutino il meteo illude con debole sole e un po’ d’azzurrognolo in cielo, ‘chè trepidante mi vien l’uzzolo di tentare la via pensata per ieri. Intanto il Dito di Dio prova di verificare l’orientamento del vento, rorido per la pioggia notturna…P1030722 (2) …ma verso nord l’addensamento mantiene le promesse di partecipazione…P1030725 (2) Facciamo colazione poi corro al lago per cercare di rattenere  il filo di sole, che sempre più sdrucito resiste a scaldare la plaga. Prima però adocchiamo la raggiera calcarea di Ra Zesta…P1030729 (2) …tra il centrifugo e il centripeto…P1030730 (2) Arrivo sulle sponde, sono solo; è come svegliarsi all’improvviso dentro una fiaba…P1030733 (2) P1030737 (3) I riflessi delle crode nello specchio latteo e turchino restituiscono quadri stupefacenti…P1030738 (2) …di un empireo subacqueo e minerale…P1030741 (3) ..su cui è bello appollaiarsi a gambe pendule…P1030747 (4) …e siccome non riesco mai a riprendere il Dito di Dio provvisto della meritata fetta d’empireo, lo pesco dal fondo in tutto il suo slancio…P1030749 (2) Intanto cresce un poco la luce, e con essa di molto la psichedelia…P1030754 (2) …e il cielo si fa un autoritratto di campitura a ceraolio… P1030757 (2) …sono ebbro prigioniero dell’incantagione, e non riesco più a liberarmene…P1030758 (2)…mentre arriva una coppia di viandanti a sbalordirsi altrettanto…P1030765 (3) Di qua invece siamo all’improvviso teletrasportati sulla spiaggia di Rosignano Solvay…P1030767 (2) Cambia la luce, cangiano i colori…P1030773 (2) …e il Dito di Dio si rituffa di testa nello specchio lacustre, o se preferite ne risale  podalico dal fondo…P1030771 (2) La Fra mi riscuote a malincuore, ‘chè tocca rimettersi in cammino per non beccare l’abbondante  pioggia prevista per metà mattina. Il cielo infatti si compatta sul bigio denso, ‘sicchè rinunciamo a salire per Punta Nera e pigliamo la via del ritorno per il classico sentiero 215, che in due ore scarse dovrebbe condurci al Passo Tre Croci. Salutiamo i gestori del Vandelli, che invero ci avevano consigliato di partire quanto prima per evitare d’impiegarci tre ore; pare che lungo il 215 si formino di norma code provenienti dal Tre Croci. La sede del sentiero è stretta e vi sono alcuni passaggi esposti che giocoforza rallentano il flusso continuo di pellegrini, costituito in gran parte da turisti/escursionisti magari poco avvezzi all’esposizione. La via solca lo splendido bosco d’abeti, cirmoli e larici in lieve discesa, mentre beneficiamo dell’ultimo fiacco sole di giornata; in breve si perviene a una doppia passerella metallica, e la vista sulle Dolomiti di Sesto s’apre sontuosa…P1150359 (3) Poi si mette a tagliare la costa in piacevole panoramico traverso, mantenendosi in leggera discesa, talvolta rinforzi di lignee passerelle con fune mancorrente agevolano vieppiù il passaggio in traverso di stretti canali; qui una retrospettiva……P1150363 (2) Via via che si procede il cammino, sempre comodo su buon pestato, sfila in aerea promenade affacciato su scorci d’ampiezza e profondità spettacolari…P1030783 (2) poi la sede si restringe fino a farsi cengia; in quella è presente una frazione di cavo di sicurezza che ne accompagna lo sviluppo…P1030782 (2)  L’esposizione, mitigata dai ciuffi di baranci che affiorano sottobordo, è invero notevole; tuttavia lo spazio ambulatorio è abbastanza largo e su buon terreno…P1030788 (2) La cengia poi aggira uno spigolo, assecondando il contrafforte. Benchè semplice e oltremodo spettacolare, il passaggio va percorso con attenzione, ‘chè a un tratto scompaiono i mughi e il baratro sottostante si rivela schiettamente a precipizio; peraltro in corrispondenza di un restringimento della cengia e contestualmente a un fondo più disconnesso (che noi abbiamo pure trovato bagnato); cautela, in particolare con bambini e avventori poco adusi a cose montane. Lo scatto seguente, effettuato in modalità retrospettiva,  rivela solo in parte la delicatezza del passaggio descritto…P1030789 (2) Il tratto in questione è comunque di corto sviluppo, e presto scompaiono le funi in corrispondenza di una netta, forte e definitiva attenuazione dell’esposizione, del copioso ritorno dei mughi a parapetto visivo e dell’allargamento della sede ambulatoria; epperò il cammino mantiene il suo carattere splendidamente aereo mentre s’affaccia ora sul profondo solco della Val d’Ansiei…P1030791 (2) …e a destra fanno capolino le Marmarole… P1030795 (2) …seguiranno due rampe di comode scale metalliche, lequali consentono di superare uno  sbalzo roccioso e depositano al piano di sotto, dove il sentiero ripiglia il suo agevole corso; stranamente l’infrastruttura, dall’indubbio carattere fortemente impattante, viene ruminata dalla bellezza della plaga che la ospita…P1150364 (2) P1150366 (2).Le fauci secche della Fra in contemplazione delle Tre Cime, dei Cadìni e della Piana di Misurina…P1030796 (2) Il sentiero doppia ora il contrafforte del Loudo e sbatte all’improvviso sul muso spettacolare del Cristallo; altre sberle spettacolari di scultura plastica naturale…P1030798 (2) S’è cambiato versante, ma la via continua imperterrita nel traversare tagliando il fianco alla croda, ora perdendo quota con più decisione; potete vederla nel prossimo scatto serpeggiare in basso a sinistra poco prima di gettarsi nuovamente nel fitto della foresta…P1030802 (2) Non riesco più a distogliere lo sguardo inebetito dal massiccio Cristallo/Popena, e compulso scatti nel tentativo di catturare un tenue lucore azzurrognolo che va contrastando il bigio compatto dei nembi…P1030803 (2) P1030804 (2) …e un raggio di sole si risolve a indorare l’acrocoro di Misurina…P1030814 (2) Ora il sentiero indugia in bellissimo bosco, smettendo via via di tagliare il contrafforte e assecondando un valloncello silvestre; fioriture rampicanti, senza l’ausilio del sole…P1030817 (2) Da un po’ stiamo incrociando drappelli d’escursionisti che si affrettano sul sentiero diretti al rifugio; il cielo ora è griginero, compatto, tuona forte e pergiunta si mette a far pioviggine. A nostra volta sveltiamo il passo nel bosco; finora c’è andata bene col tempo. Traversiamo su buona traccia un canale poco ripido ingombro di neve residua, pestiamo ratti il sentiero che ora si traduce in larga mulattiera, dacchè quasi di corsa e sotto pioggia battente perveniamo ai prati di Passo Tre Croci, quinci all’automobile, circa un’ora e tre quarti dopo aver lasciato il Rifugio Vandelli. Per quanto condizionato dal cruccio pulsante per il meteo sgarbato, nondimeno viziato dal diversivo per la stessa ragione e per l’esubero di neve, questo giro ci ha impressionato la filigrana del terz’occhio in modo magnificamente indelebile, vuoi per la bellezza e la grandiosità delle plaghe attraversate, vuoi per la selvaggia solitudine di alcuni meandri, vuoi per l’aver incontrato di persona il garbato Re Stambecco e il suo rampollo, che ci hanno accolti con simpatia nella sontuosa venue reale.

Alla prossima!

Yoyodel

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...