DOLOMITI DI SESTO: Due giorni nei Rondoi/Baranci, con salita a Cima Pianalto e anello di Torre dei Scarperi, o della Stairway to Heaven

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SCHEDA ESCURSIONE 

 Se per il giro nel Sorapiss parlavo di piano B, questo è un piano C in piena regola. Il progetto, ambizioso ai limiti del pretenzioso per due camminatori come noi, sì allenati ma non ungulati, prevedeva per il primo giorno la salita a Cima Pianalto, da lì l’ascesa alla vicina Croda dei Baranci e il ritorno al Rifugio Tre Scarperi, venue del pernotto, per il selvaggio e non segnato “Sentiero Severino Casara” . Il secondo giorno prevedeva la salita al Passo grande dei Rondoi e il ritorno lungo la “Cengia Dülfer”, percorso altrettanto impegnativo, selvaggio e non segnato. I due percorsi “fuori via” in questione sono descritti da Fabio Cammelli e Vittorino Mason nelle rispettive opere di letteratura escursionistica, di cui sono ghiotto e trasognato lettore. I due Autori sono alpinisti e appassionati di escursionismo esplorativo, grandi conoscitori e divulgatori di monti. Lascio a fine paragrafo i riferimenti bibliografici. I due percorsi di cengia sono dicevamo selvaggi, raramente calcati, seguono tratturi di camosci e i passi dei loro cacciatori, ovvero intuitivi passaggi naturali, su terreno impervio, molto esposto e privo di riferimenti se non sporadiche tracce di passaggio e qualche ometto di pietra. Richiedono perciò esperienza, attitudine, presenza di spirito e nel nostro caso, benchè inizialmente disposti ad avventurarci, tempo e risorse energetiche, requisiti che non siamo riusciti a preservare. ‘Sicchè abbiamo ripiegato sul piano C, eppure meraviglioso, con la trepidazione di tornare per provarci chissàquando. Per mancanza di tempo non siamo saliti sulla Croda dei Baranci e ci siamo fatti bastare la splendida Cima di Pianalto, e per la stessa ragione, vieppiù dopo aver udito sinistri rumori di caduta pietre con franamenti proprio nella zona della cengia, abbiamo preferito non percorrere la “Dülfer”, ripegando sul meraviglioso anello descritto nel presente report.

Bibliografia:

Fabio Cammelli: Guida alle vie ferrate e ai percorsi in cengia di Cortina d’Ampezzo e dintorni, Casa Editrice Panorama, 2014 http://www.panoramalibri.it 

Vittorino Mason: il Libro delle Cenge; 56 vie orizzontali nelle Dolomiti, Casa Editrice Panorama, 2013  www.panoramalibri.it

Fabio Cammelli, Paolo Beltrame: Dolomiti di Sesto, Auronzo e del Comelico, volume I Collana 101% Vera Montagna, Michele Beltrame Editore, 2011 http://www.michelebeltrameeditore.it

 

 

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta topografica per ecursionisti TABACCO, foglio 010 “Sextener Dolomiten/Dolomiti di Sesto”, scala 1:25000.
  • L’escursione ha inizio vicino al Rifugio Tre Scarperi ; si lascia l’auto presso il parcheggio (gratuito) posto all’imbocco della Val Campodidentro, brevissima deviazione proprio sulla SS 52, ben indicata da cartello marrone bilingue,  circa due km dopo/prima (a seconda della via d’accesso) di Sesto/Sexten. Indicazioni stradali per Sesto/Sexten  .Da lì parte un bus/navetta che in pochi minuti raggiunge lo spiazzo denominato “Antoniusstein”, punto di partenza dell’escursione. Il costo della corsa è di 1,50 €; corse A/R ogni mezzora .Informazioni bus navetta
  •  SPAZI e TEMPI: (giorno 1, Cima Pianalto) (itinerario di andata e ritorno per la stessa via) ;Antoniusstein 1509 mt-sentiero 105-Rifugio Tre Scarperi 1626 mt (0.20 h circa); sentiero 105-bivio sentiero 9-a destra sentiero 9-bivio quota 1900 mt (1h circa); a destra sentiero 9-Forcella del Lago (Lückele Scharte) 2545 mt (1.40 h circa); a destra traccia segnata in biancorosso e ometti- Cima Pianalto (Hochebenkofel) 2902 mt (1.30 h circa). Totale tempi salita: 4.30 h circa. Discesa per lo stesso itinerario: (3.15 ore circa)
    TOTALE TEMPI giorno 1: 7.45 h h circa
  • DISLIVELLI: salita 1400 mt circa, discesa 1400 mt. circa; 

 (giorno 2, anello Monte Mattina/Torre dei Scarperi) Rifugio Tre Scarperi-sentiero 105- bivio sentiero 9- a destra sentiero 9-bivio quota 1900 mt (1h circa); a sinistra sentiero 10-passo Grande dei Rondoi 2289 mt (1 h circa); a sinistra sentiero 11-selletta quota 2500-Passo dell’Alpe Mattina 2360 mt (1 h circa); a sinistra bretella 11A-bivio sentiero 105-a sinistra sentiero 105-bivio con sentiero 9 1693 mt (chiusura dell’anello) (1.40 h circa, lentopede); a destra sentiero 105-Rifugio Tre Scarperi 1626 mt (0.20 h circa)

  • TOTALE TEMPI giorno 2: 5 h circa
  • DISLIVELLI salita 900 mt circa, discesa 900 mt circa
  • PUNTI D’APPOGGIO : Rifugio Tre Scarperi (Drei Schuster Huette) gestione eccellente, cucina fantastica; per l’anello Monte Mattina/Torre dei Scarperi anche il Rifugio Locatelli/Dreixinnenhuette può essere considerato eventuale punto d’appoggio.  
  • cartina topografica con tracciato dei percorsi escursionistici: ho tracciato in blu il percorso a/r  per Cima Pianalto, in nero l’anello Monte Mattina/Torre dei Scarperi, puntinato in rosso i brevi tratti attrezzati P1150753 (4)

 

DIFFICOLTA’: Cima Pianalto:EE (per escursionisti esperti); passaggi di I grado superiore, facili e brevi tratti attrezzati con catene, corte cenge di semplice percorrenza, un poco  esposte. Per quanto agevoli, e di facile superamento, le frazioni attrezzate e le cenge vanno percorse con attenzione e non vanno banalizzate.

Anello di Monte Mattina/Torre dei Scarperi: E (per escursionisti). Gita facile su buoni sentieri. Presenta un facile, piuttosto breve e non esposto tratto attrezzato con funi e pioli per agevolare la risalita di un canalino, la cui percorrenza rimane d’ambito escursionistico ‘sì come da classificazione del giro in oggetto nelle guide cartacee specializzate.

 

  • Caratteristiche: Siamo nelle Dolomiti di Sesto, territorio delle Tre Cime di Lavaredo, comprensorio Patrimonio Ambientale dell’Umanità UNESCO, questo è il biglietto da visita. Una delle zone di Terre Alte più iconografiche del pianeta, con frequentazione turistica ed escursionistica di massa in alta stagione. I posti nei rifugi vanno prenotati con largo, larghissimo anticipo. Eppure basta imboccare una valle altra, comunque a comoda portata di piede, per godere di scenari e plaghe altrettanto grandiosi e integri, selvaggi, incontaminati. Il Gruppo Rondoi/Baranci, appena delfilato dagli acrocori delle Tre Cime eppure ad essi accosto, offre meraviglie montane impareggiabili da scoprire con stupende viandanze spesso solitarie. Vi è un unico Rifugio come punto d’appoggio, il Tre Scarperi, bellissimo e gestito alla grande, spesso al completo. Non vi sono altri bivacchi o ricoveri, non sono presenti impianti a fune. Solo ottimi sentieri che rapidamente ti prendono per piede e conducono in luoghi ove le più eccitanti fantasie escursionistiche diventano terreno di gioco. Ci si può accontentare dei percorsi segnati, bastevoli per impagabili soddisfazioni, oppure ci si può avventurare con cautela e la giusta attitudine lungo le vie tracciate dai camosci, “mappate” da cacciatori ed escursionisti con l’uzzolo dell’esplorazione tramite il posizionamento di radi ometti di pietra e tracce rispettose e discrete di passaggio.In ogni caso sono garantite Meraviglia e Grande Bellezza.
  • CIMA DI PIANALTO, o CIMA PIATTA ALTA (HOCHEBENKOFEL). Salita di grande soddisfazione, un gioiello. Percorso lungo, articolato, di dislivello positivo (e negativo, avendolo percorso in salita e discesa) consistente (1400 mt) eppure proprio per questo completo e appagante, che attraversa in progressione ambienti via via più acclivi in un crescendo saporoso di scenari via via più grandiosi.  Dal Rifugio Tre Scarperi  si prende il sentiero 105 che attraversa comodamente il bellissimo pascolo di Campodidentro e costeggia il greto della piana alluvionale. Già con questa breve passeggiata si farebbe giornata. Poi s’imbocca a destra il sentiero 9 che sale con decisione in mezzo al bosco prima d’alto fusto a larici e pecci poi di splendidi baranci, e via via che si sale si aprono scenari titanici sulle crode circostanti. Poi sale vieppiù a destra nel magnifico selvaggio vallone di Toal Erto, e lo risale sempre su ottimo pestato prima fra prati poi su ghiaie tagliate a tornanti, fino a Forcella del Lago (2522 mt.) Panorama spettacolare sulle Tre Cime e sul mondo. Da qui la traccia si fa più impegnativa e diventa “passeggiata di croda”; si attacca a destra lo spallone del monte nei suoi punti deboli e lo si rimonta per brevi cengette, due facili tratti attrezzati con catene (comunque prestare attenzione) e un canale/camino che comporta 5/6 metri di facile arrampicata invero direi non esposta, con passi di I grado superiore, direi ancora. Segue faticosa salita su rampa sassosa (sempre e comunque su buona traccia segnata e con ometti)  e si perviene alla spalla, dove si spalanca un cosmo di cielo e roccia incredibile a giro d’orizzonte. Si rimonta il largo spallone con stupefacente passeggiata di croda al centro dell’empireo. Quando lo spallone si fa cresta e si affila un poco,  la traccia aggira l’ostacolo su brevi cenge brecciose un poco esposte che richiedono attenzione, soprattutto perchè, e lo voglio sottolineare, la meraviglia che si ha intorno e la  comoda piacevolezza dell’incedere possono distrarre da un cammino consapevole. Poi la via torna spaziosa fino alla magia della cima. Una magnifica Stairway to Heaven, che vieppiù si gode in discesa al cospetto della fantastica parata di crode delle Dolomiti di Sesto. Per la ragione indicata poco fa, prestare sempre attenzione a dove si mettono i piedi, ‘chè la tentazione di camminare con la testa fra le nuvole è forte, o meglio, proprio perchè la testa è invero fra le nuvole i piedi vanno tenuti per terra, attentamente. Nel complesso una salita alla portata di ogni buon escursionista (epperò allenato o in forma), ove i tratti più impegnativi, per quanto semplici, non vanno banalizzati. Siamo tornati per la via di salita.
  • ANELLO DI MONTE MATTINA/TORRE DEI SCARPERI: Gita favolesca; 5 ore di percorso a “lecca lecca” o “racchetta da tennis” ossia un segmento che precede l’apertura/chiusura dell’anello. Dal rifugio si prende il descritto sentiero 105, poi a destra il 9 sempre in comune al giro precedente. Dopo un’oretta si lascia a destra il 9 che sale al Toal Erto e s’imbocca il 10 a sinistra. L’ottimo sentiero risale su buon pestato ghiaioso e con decisione tutto il brullo selvaggio vallone fino al Passo grande dei Rondoi 2289 mt, a circa due ore dalla partenza. Colà si aprono scenari di bellezza indescrivibile sulle Dolomiti Ampezzane e Cadorine. Al passo si prende a sinistra il sentiero 11, che presenta subito un facile e piuttosto breve  tratto attrezzato. Prima su corta cengetta, poi in diagonale dentro un canalino ripido, umido fino al bagnato ma chiuso fra le sponde rocciose quindi non esposto, le funi pressochè continue agevolano l’uscita su un poggio panoramico e lì terminano. Segue a sinistra una magnifica passeggiata in dolce pendenza su ottimo sentiero fra i prati trapunti di stelle alpine;  via via passa in rassegna i giganti dolomitici del circondario, con le monumentali Tre Cime sfacciatamente in ceffo. Meraviglioso. Poi piega a sx e si alza con decisione, per raggiungere una selletta quotata 2500 a cavallo fra i versanti. Quinci si scende a destra sempre su ottimo pestato e si perviene al magnifico acrocoro sotto la Torre dei Scarperi, in corrispondenza del Passo dell’Alpe Mattina (2340 mt.) Colà si prende a sinistra la bretella dell’11A che in breve confluisce nel sentiero 105. Alla confluenza s’imbocca quest’ultimo a sinistra, donde si cala per splendidi prati lastricati di rocce nel vallone che ci porta alla chiusura dell’anello. Discesa senza fronzoli però su buon sentiero a serpentine in plaghe segnate dalla guerra, di cui sono ancora evidenti reperti (il sentiero in questione era un camminamento di servizio militare; passerelle, rinforzi, pali, filo spinato). Il segnavia 105 continua imperterrito a scendere fino al pianoro alluvionale di Campodidentro, dove reincrocia il 9 e si chiude l’anello. Un facile epperò splendido itinerario circolare di 5 ore (a seconda del passo), su buoni sentieri con un semplice breve tratto attrezzato non esposto che non deve impensierire. Direi che l’ambito rimane tranquillamente escursionistico, e così viene classificato nelle guide cartacee specializzate.  
  • V’incuriosisse, potete ascoltare (cliccandovi suso) l’avventura in modalità RADIORACCONTO ESCURSIONISTICO  grazie alla collaborazione degli amici della Trovarobato compari di mille avventure musicali ed esistenziali, che sulla neonata piattaforma radiofonica DAEVID ospitano alcune mie fole sonore della viandanza. 

Metà luglio, anno 2016 D.C..

…..Stavolta il Meteo è promettente. Partiamo da Bologna alle 4.30 con un approvvigionamento di sonno d’appena quattro ore scarse. Alle 8.30 siamo al parcheggio di Val Campodidentro e bighellomiamo un poco, ‘sicchè perdiamo il primo bus navetta convinti che partisse alle 9, mentre la prima corsa è alle 8.40. Pazienza. Pigliamo il successivo (appunto alle 9) e in breve perveniamo al parcheggio più a monte. La corsa veloce attraversa radi boschi molto belli d’aghifoglia che puntellano prati monticati. Smontiamo dal bus e imbocchiamo il sentiero che costeggia la carrabile e conduce per bosco umbrato all’acrocoro di Campodidentro. L’accoglienza è delle migliori; il Monte Mattina protegge il pascolo e vigila sulla piana…..P1030841 (2) …..Mentre il profilo tagliente di Punta dei Tre Scarperi scherza con le scie chimiche…P1030843 lasciamo a sinistra il Rifugio Tre Scarperi, varchiamo il cancello ligneo che delimita il pascolo e calchiamo l’acrocoro lungo il sentiero 105 che ne solca la tabula con eleganza. Le vacche dividono la mensa verzicante con le pecore, il quadro è bucolico all’inverosimile. Il profumo esilarante, il cielo terso e nudo di nembi. Ancora pochi, quasi nulli i pedoni. La via procede in piano e in mezzo all’incantagione, poi saliscende impercettibilmente quando costeggia e in parte solca la piana alluvionale. Rubiamo qui uno scatto dell’indomani, solo per descrivere il colpo d’occhio….P1040089 (2) In circa 10 minuti dal rifugio si perviene a una panca di legno posta  alla diramazione per Forcella dei Baranci, segnavia 8, che si lascia sulla destra per proseguire diritto ai margini del greto sassoso. Altri 10 minuti e siamo al crocicchio di sentieri imposto dalle falde spigolose di Monte Mattina;  dritto si va verso il Rifugio Locatelli, noi si piglia a destra il segnavia 9, diretti a Forcella del Lago…P1150697 (2) Quinci la via, in questo tratto  in comune con il percorso che conduce al passo Grande dei Rondoi, prende quota perentoria rimontando un costone boscoso a cembri, larici e mughi, su buon pestato. Poi si scopre un poco e tosto appare la poderosa Croda dei Rondoi (2969 mt), sovrimpressa alla campitura celeste; è stupendo, non c’è nessuno… …P1030848 (2) La pendenza si modera un poco e in mezz’oretta si perviene allo snodo sentieristico successivo, a circa un’ora di marcia dal rifugio. La plaga, innominata sulle carte,  sdraiata a circa 1900 metri di quota allo sbocco incrociato dell’impluvio di Toal Erto – che sale a destra nel senso di marcia – e del vallone che scende dal Passo Grande dei Rondoi a sinistra, è deliziosa. Un grande masso divide i segnavia e ospita il riposo contingente di altri escursionisti….P1030852 (2) Quinci noi si piglia il sentiero 9 a destra…P1030854 (3) Esso parte moderato mentre ti viene sbattuta in ceffo la Croda dei Rondoi…P1030856 (2) …poi cambia marcia per salire un valloncello barancioso proprio nel solco dell’impluvio di Toal Erto; il cielo è pazzesco…P1030858 (2) P1030867 (2) Un occhio a tergo; da sx Monte Mattina, Torre dei Scarperi, Passo Grande dei Rondoi…P1030866 (2) la frazione, che rimonta su pestato di ghiaia un poco smottace, è faticosa e fa caldo. Tuttavia una volta superata consente di voltarsi di spalle a gustare la Torre dei Scarperi in foggia western…P1030870 (2) P1030871 (2) Il sentiero, sempre ottimo, procede ora un poco in piano in mezzo a prati trapunti di rododendri. Il sito è ameno e luminoso. Mi giro ancora per guatare la muraglia dorsale degli Scarperi, qui declinati in Punta (a sx) e Lastron (a dx)…P1030875 (2) …e ancora la Torre, che quinci sovrasta il Monte Mattina colto nel suo ceffo meno spigoloso…P1030883 (2) ma guardiamo anche innanzi. Il Toal Erto si distende bellamente per impennarsi colassù in Forcella del Lago (2545 mt), che assolata riposa in centro foto. Ce n’è ancora, e da lì saranno altri 400 mt da salire per la Cima Pianalto….P1030881 (2) Si rimontano altre gobbe in pendenza moderata, sempre su ottimo sentiero. La plaga è così bella che ad ogni curva compulso foto; intanto sbucano due delle Tre Cime…P1030885 (2) P1030884 (2) Alla nostra manca è schierata la parete est della Croda dei Rondoi; approfitto della sosta per camminare col terz’occhio lungo la cengia Dülfer (il sogno dell’indomani) con tutti i dubbi sui passaggi migliori a vista; dovrebbe trattarsi della prima cengia ben visibile che intaglia la parete appena sopra lo zoccolo e ne sfila via lungo tutto lo sviluppo adocchiabile…P1030880 (3) La forcella s’avvicina, e i sassi e le ghiaie prendono a mangiarsi l’erba; la traccia è sempre buona, ‘sì come il cielo. Quinci è ben visibile il percorso di salita alla cima, che sfrutta i punti deboli della parete per cenge e canalini; una via logica e intuitiva, di stampo classico…P1030886 (2) Il sentiero taglia ora il pendio a zigzag; ad ogni tornante un regalo dallo sfondo verso ovest, ‘chè sbucano in profondità di campo le Tre Cime tre, il Paterno e la Croda del Passaporto, difesi con orgoglio dalla più accosta Torre dei Scarperi…P1030892 (2) Mentre a destra (nord) la pietra la fa da padrona verso Cima Piatta di Mezzo…P1030890 (2) Prima dell’ultima rampa, degli ometti di pietra staccano dal sentiero e indicano un’incerta traccia verso destra; li seguo con lo sguardo, ‘chè dovrebbe trattarsi del tratturo di camosci che ospita il sentiero “Casara”, ossia il percorso selvaggio fuori traccia che vorremmo imboccare al ritorno.  Alè, un ultimo strappo a serpeggiare il conoide ghiaioso e siamo a Forcella del Lago (Lückele Scharte), 2545 mt. Siamo partiti dal rifugio circa 3 ore fa. Qui la vista sull’opposto versante, che guarda in Val di Landro, la Pusteria e in basso il laghetto di Malga di Mezzo…P1030897 (2) Di qua, invece, la sontuosa cerchia di Crode che magnifica le Dolomiti di Sesto; in quella troneggia ora pure la Croda dei Toni al centro…P1030898 (2) Ma non dimentichiamo più a sinistra il Gruppo dei Tre Scarperi, con l’amichevole partecipazione di due downhillers che riposano al sole…P1030902 (2) Approfitto del colpo d’occhio per immaginare  l’ipotesi di percorso del “sentiero Severino Casara” fino alla visibile Forcella di Cime Piatte (l’evidente sella posta al centrosinistra dello scatto), rielaborando intuitivamente le descrizioni fornite dal Cammelli e dal Mason nelle rispettive opere citate in scheda introduttiva di questo report.Oltre la forcella in oggetto il percorso dovrebbe scendere uno sbalzo roccioso, traversare a sinistra  in direzione nordest  l’ulteriore versante e intercettare una bella cengia che dovrebbe condurre in media Val dei Baranci, ove s’incrocerebbe il sentiero segnavia 8 che colà disceso a destra conduce al rifugio Tre Scarperi. Mangiamo un tocco di cioccolata. La Fra non è proprio in bolla, benchè riconosca  che il giro finora è stupendo. Abbiamo già caricato più di 900 metri di dislivello positivo, ancora 400 ci separano dalla vetta. Le quattro ore scarse di sonno e le altrettante di guida forse ci stanno chiedendo un anticipo sul saldo finale. Epperò la giornata è meravigliosa ,’sì come la plaga in cui stiamo vagolando, ‘sicchè riprendiamo il cammino. Ora comincia la parte più “alpinistica” della via, sempre comunque indicata da bolli e ometti. Infiliamo il casco, poichè un escursionista che ci precede sta facendo rotolare sassi a ripetizione (senza gridare “Sasso!” o alcunchè per avvisare della faccenda).  Dalla forcella una traccia evidente parte a destra (nel senso di marcia finora seguito, ch’è il sinistro orografico) e traversa in lieve salita il conoide terroghiaioso per immettersi in una comoda cengia che lambisce un simpatico landro…P1030910 (2) P1150703 (2) …alla prima rientranza compaiono comode catene di sicurezza  infisse nella roccia…P1150704 (2) P1150707 (2) La frazione attrezzata è brevissima; girato l’angolo la via torna naturale, e la cengia si fa larga tagliando un pendio più appoggiato; il pestato è comodo e buono…P1150710 (2) All’angolo del contrafforte mi fermo a guardare il circo fantastico di rocce…P1150706 (2) …doppiato lo spigolo la cengia si restringe e la traccia attraversa  un canalino franoso che precipita in forra; il passaggio è agevolato da un’altra breve frazione di catene. Nel prossimo scatto una retrospettiva del tratto in questione…P1150717 (2) …e aggiungo quest’altro, rubato alla via del ritorno, con intento indicativo…P1150730 (2) Segue tosto un breve canale/camino non attrezzato da rimontare arrampicando con passi di I grado superiore; 6/7 metri di sviluppo, prima nel solco poi su placche ben appigliate a sinistra; il passaggio è semplice, solo un poco più faticoso…P1150714 (2) P1150715 (2) All’uscita del camino segue una ripida rampa  sassosa scarmigliata d’erba. La traccia, indicata da numerosi ometti, la rimonta lungamente con strette serpentine che attenuano solo in parte la pendenza. Il tratto è faticoso e conduce in coppa alla spalla…P1150718 (2) La Fra è provata, a un tratto posa le chiappe e mi dice che non ne ha più e si ferma qui ad aspettarmi. Poi, forse rapita dalla surreale campitura di cielo e dalla prossimità del sommo della spalla, si rialza e quasi telecomandata riprende l’ascesa. Forza!….P1150719 (2) La pendenza stempera; ancora pochi metri… P1030912 (2) la supero e arrivo in coppa alla dorsale. Si apre un cosmo di volumi e forme d’entropia perfetta, mandalica. Lo sguardo spazia a 360 gradi e secca le fauci. Incoraggio la mia sposa, che intanto rumina improperi misti a meraviglia e stupore; “Questo è il giro più bello…” mi sussurra…P1030914 (2) Come darle torto…lo spallone da rimontare è un’autentica Stairway to Heaven; qui una retrospettiva…P1030915 (2) P1030916 (2) Poi guardiamo a ovest, verso Cristallo, Tofane e Croda Rossa d’Ampezzo…P1030919 (2) P1030924 (2) …a est, verso i Tre Scarperi; Siamo completamente soli, persi al centro dell’incantagione di pietra …P1030922 (2) L’altimetro mi dice che dobbiamo meritare ancora quasi 200 metri. Siamo in cammino da quattro ore (soste comprese), il viaggio di ritorno al rifugio è ancora lunghissimo, ‘sicchè badiamo a procedere, che i panorami li gusteremo vieppiù in cima. La vista verso nordovest è ancora preclusa dal crestone che dobbiamo rimontare. Gli ometti ne guidano l’ascesa che procede su lastre inclinate con brecciolino…P1030925 (2) Poi il crestone si fa cresta, e in alcuni punti s’assottiglia fino ad affilarsi…P1030926 (2) In questi punti la traccia aggira il filo ora a destra ora a manca su comode brevi cenge talvolta un poco esposte e brecciose, soprattutto in versante est (destra senso di marcia) che richiedono attenzione; la passeggiata di croda è talmente bella e piacevole che si rischia di banalizzare i pochi passaggi un filo più delicati…P1150721 (2) Superato il restringimento di cresta, ben evidente nel prossimo scatto retrospettivo, il cammino torna sontuosamente comodo sul dorso della china; è la prima volta in assoluto che precedo la Fra…P1030929 (2) Panoramica sempre retrospettiva e con arranco; siamo quasi in vetta…P1030931 (2) Mi fermo a tirare il fiato, aspetto la mia sposa e la fo sfilare avanti; ci siamo…P1030934 (2) Dopo quattr’ore e mezza soste comprese siamo in vetta alla Cima di Pianalto, o Cima Piatta Alta, o Hochebenkofel, 2902 mt, stanchi. 1300 metri di dislivello positivo con quattro ore di sonno e altrettante d’auto si fanno sentire. L’astrusa installazione di vetta…P1030947 (2) viene assorbita senza scosse dallo splendore circolare dello scenario; a est il colosso dei Tre Scarperi a sx e la Croda dei Toni a dx…P1030938 (3) …a sudeste la quinta prosegue con, da sx, Punta dell’Agnello, Cresta del Camoscio, paterno, Croda del Passaporto, le Tre Cime e più accosta la Torre dei Scarperi; a dx nell’ombra la Croda dei Rondoi…P1030940 (2) …una zoomata…P1030943 (2) A sud, da sx, Antelao, Sorapiss, Cristallo, e un cielo che spacca…P1030942 (2) Mannaggia dimenticai il pieno ovest; a nordovest, però la vicinissima Croda dei Baranci (Birkenkofel) 2922 mt. e la Pusteria…P1030951 (2) A nord l’erbose Creste di Confine e l’Alpi Austriache…P1030948 (2) Meritato panino di vetta ma la sosta sarà breve, dati i tempi e gli spazi ancora da lavorarsi per il ritorno. Bello però masticare contemplando il turrito maniero dei  Tre Scarperi…P1030946 (2) P1030945 (2) L’obiettivo era quello di salire la Croda dei Baranci, appena una mezzoretta scarsa di percorso alpinistico pare abbastanza semplice e a tratti attrezzato; nello scatto è ben evidente l’esposto sentierino di cresta che con qualche gradone da rimontare porta a una cengetta attrezzata e alla fessura/camino (anch’esso attrezzato) che difende la cuspide Percorso breve ma pare appunto in buona esposizione.P1030951 (2) La vetta è lì a far gola. Tuttavia in queste condizioni di stanchezza impiegheremmo un’orata fra ritorno e andata, ed è tardi. Nondimeno la Fra mi dice che se voglio andare vado pure, lei m’aspetta qui. A malincuore, ma preferisco di no. E continuo a ruminare carboidrati alzandomi in piedi per onorare cotanta sala da pranzo…P1030959 (2) In vetta con noi c’è un ragazzo che prestamente saluta e ridiscende, ‘sicchè rimaniamo soli al centro dell’empireo di cielo e calcari. Siccome in discesa vogliamo tentare di raggiungere il rifugio attraverso il sentiero e la cengia “Casara”, percorso dicevamo selvaggio, non segnato, tutto da interpretare e che si svolge per tracce, tratturi di camosci e sporadici ometti, tosto dobbiamo ricalare a Forcella del Lago se vogliamo arrivare per cena e con luce sufficiente. ‘Sicchè ripartiamo con questo cinema; subito a dx della Fra che smonta rattamente ecco la Croda dei Rondoi, le Cime Bulla e i Cadìni di Misurina appena dietro…P1030965 (2) …electric genziane di vetta…P1030969 (2) La Stairway to Heaven percorsa in discesa penetra il più stupefacente dei cinemascope, con la piccola grande Fra al centro del film; senza parole…P1030972 (2) P1030971 (2) Croda dei Rondoi e Cime Bulla umbrate in primo piano…P1030973 (2) Perveniamo calando al tratto in cui la cresta s’affila; ora la traccia l’aggira a destra su comoda cengia, per una passeggiata di croda da sogno; occhio però al reale precipizio…P1030976 (2) a cavallo di quella selletta vedo ristare un ometto di sassi. Colà esso declama poesie di pietra dal suo speaker’s corner…P1030978 (2) Vieni ad ascoltare, Fra, è bellissimo…P1030979 (2) Avvicinati, che da lì senti solo l’eco (e già di per sè non è male)…P1030981 (2) Mi fai una foto con lui mentre declama? Io intanto magari gli fo un bordone d’armonici, che con questa spazialità acustica potrebbe starci bene…P1030983 (2) Ora ascoltate voi la forza e la delicatezza dei versi intessuti nella trama sonora; la sua voce si espande nella plaga….P1030985 (2) …e risuona svaporando nell’empireo; l’ometto gonfia il petto ed emette di tale un DO tale da sentirsi delle Tre Cime la Quarta…. P1030987 (2) Perveniamo quindi al passaggio in cengia ad est (ora, in discesa, a sinistra) ritratto anche prima in salita…P1150720 (2) Usciti dalla cengia siamo sul fondoschiena della dorsale, e torno a compulsar foto, ‘chè il cinema rimane da Oscar…P1030989 (2) rapidamente smontiamo la ripida scarpata d’erba sassosa e perveniamo al canale/camino, un filo più impegnativo da srampicare in discesa, ma niente di che; prima si smonta la placca…P1150724 (2) ..poi dentro al solco, in opposizione…P1150727 (2) P1150729 (2) Dopodichè superiamo il canalino attrezzato con catene….P1150730 (2) …e imbocchiamo la breve cengia con la luce biscottata del meriggio…P1150731 (2) superiamo i tratti con catene e alle 15 siamo a Forcella del Lago. Abbiamo impiegato più di un’ora per la frazione di calata dalla cima, vuoi per la stanchezza, vuoi per le soste fotografiche, vuoi perchè in cresta abbiamo perso tempo a ritrovare la pista giusta fra i tanti ometti e segnali, ‘chè forse per stanchezza la Fra ha imboccato un’incerta  traccia che conduceva a un sistema di cenge senza sbocco, e abbiamo dovuto reincrociare i nostri passi.  Al rifugio Tre Scarperi servono la cena dalle 18 alle 19.15,e considerando le risorse residue, i piedi doloranti e l’urgente bisogno di una sostina, ci vorranno almeno tre ore per scendere anche solo per la via di salita. A malincuore decidiamo di lasciar perdere il “sentiero Casara”, via incerta e impegnativa per la quale occorre disporre di energie, presenza di spirito, tempo e disponibilità  ad avventurarsi come a tornare sui propri passi consumando tempo vieppiù. Peraltro il percorso quinci al rifugio per la via Casara sarebbe di almeno tre ore e mezza senza intoppi (col nostro passo contingente), figuriamoci in queste condizioni. Lentopede quindi ci caliamo dalla forcella per il sentiero dell’andata; lo spettacolo è di grande consolazione, ‘chè la luce meridiana gioca di bellissimi chiaroscuri, sempre in piena solitudine…P1030993 (2) P1030992 (2) perdiamo quota e arriviamo ai prati; breve sosta frutta secca e senza scarpe; il film è sempre stupendo…P1030997 (2)  Scendi scendi e arriva i rododendri…P1040002 (2) ..una retrospettiva chiaroscura del Toal Erto; l’atmosfera sa d’incantagione…P1040005 (2) Il sapore selvaggio della plaga è aromatizzato con spruzzate di luce tenera, idilliaca, ‘sicchè il retrogusto è ameno; qui la Torre dei Scarperi, nuovamente ripresa dal basso…P1040006 (2) Finchè perveniamo al valloncello che deposita allo sboccoimbocco del Toal Erto. Quinci Monte Mattina e i Tre Scarperi si lasciano contemplare con luce nuova…P1040007 (2) P1040009 (2) …e al comparire degli alti fusti alla Torre dei Scarperi tocca un portfolio…P1040011 (2) P1040012 (2) Ora le gambe vanno piuttosto per proprio conto e la ghiaia del ripido sentiero posiamo il culo a terra un paio di volte a testa. Il disagio ambulatorio non intacca tuttavia il gusto del vagolare colà in mezzo; eccoci all’incrocio dei segnavia, con lo sguardo verso Passo Grande dei Rondoi…P1040015 (2)…e ancora verso i titanici Tre Scarperi che si fanno la fumatina dell’aperitivo…P1040017 (2) Dismetrici, claudicanti proseguiamo in discesa sul segnavia 9 e perveniamo finalmente in piano al greto alluvionale di Campodidentro. Pigliamo a ritroso il sentiero 105 che lemme ci riconduce all’acrocoro del rifugio; quinci uno sguardo retrospettivo tramontano a Monte Mattina..P1040022 (2) Siamo al rifugio. Abbiamo impiegato oltre due ore da Forcella del Lago (soste comprese). Siamo in viandanza da più di otto ore e millequattrocento metri su e giuso. Stanchi ci corichiamo mezzora in camerata e scendiamo per la favolosa cena. La cucina del Rifugio Tre Scarperi è notoriamente prelibata e creativa, da provare, straconsigliata. A tavola riesco però ad addormentarmi sedutostante per via della stanchezza. Epperò la giornata è stata sublime, ‘sì come il giro. Buonanotte, domani vedremo il dafarsi.

L’INDOMANI

La notte in camerata (rifugio al completo) ho dormito come un sasso e russato abbastanza, mi dice la Fra, ma penso non quanto il mio vicino di branda. Colazione alle 7. Il progetto per oggi era di fare la Cengia Dülfer, percorso impegnativo con caratteristiche simili al sentiero Casara e vieppiù difficile. Un po’ siamo provati da ieri, un po’ ieri sulla via del ritorno ho udito franamenti inquietanti proprio da quelle bande, ‘pertanto ripieghiamo sul tranquillo anello circolare di Monte Mattina e Torre dei Scarperi – consigliato peraltro dal rifugista – transitando in salita dal Passo Grande dei Rondoi. Intendiamo altresì rientrare non troppo tardi ossia compiere un giro da mezza giornata. Direi quindi un piano C in piena regola. La mattinata parte così…P1040027 (2) P1040030 (2) P1040029 (2) Il giro in questione ricalca nel primo segmento quello di ieri; pigliamo il sentiero 105, poi il 9 fino al bivio Toal Erto/Rondoi, per il quale ormai sappiamo volerci un’oretta. Al bivio con masso e panca ieri siamo saliti a destra lungo il segnavia 9 per Forcella del Lago, ora pigliamo il 10 che a sinistra rimonta il vallone dei Rondoi fino all’omonimo Passo Grande, visibile al centro del prossimo scatto; intanto il tempo fa ancora schifo…P1040031 (2) La via rimonta il brullo selvaggio (epperò bellissimo) vallone tenendosi sul suo fianco destro orografico – sinistro del senso di marcia – serpeggiandone in costante buona salita il pendio, popolato di numerose capre, su ottimo pestato ghiaioso…P1040033 (2) …con belle viste retrospettive via via che si sale…P1040035 (2) …tra le quali si offre uno scorcio suggestivo dell’articolata Rocca dei Baranci, e sull’estrema sinistra la Cima di Pianalto salita ieri…P1040036 (2) Zoomata sulla meritoria Rocca dei Baranci (Birkenkofel) 2966 mt. P1040038 (2) Il conoide che difende la forcella si fa più ripido, e viene rimontato con stretti e regolari tornanti. In un’ora scarsa dal bivio, ovvero due dal rifugio, siamo al Passo grande dei Rondoi (2289 mt) . Di là si apre all’improvviso uno scorcio di tale complessa e perfettamente caotica bellezza da seccare ancora le fauci…P1040041 (2)Da sinistra i Cadìni di Misurina, l’Antelao, la Cima Bel Pra, Le Tre Sorelle e il Sorapiss, la Punta Nera…ora in modalità panoramica…P1040039 (2) Un caleidoscopio di cielo, minerali e vegetali shakerato a regola d’arte. Ma colpisce altrettanto la spigolosa eleganza della Croda dei Rondo  a destra (ovest), .in grembo alla quale è bello visualizzare il probabile e certamente aereo tracciato della Cengia Dülfer, che scorre ben evidente appena sopra lo zoccolo basale……P1040040 (2) .. Al valico raffiche di vento freddo e sgarbato ci fanno riavere dallo stupore; ora prendiamo a sinistra (senso di marcia, destra orografica, sudest) il segnavia 11, che presenta subito un tratto attrezzato. Prima le funi accompagnano una corta cengetta poi agevolano la salita in diagonale di un ripido canalino, umido fino al bagnato,  stretto tra le sponde rocciose e non esposto, un poco faticoso ma di facile percorrenza; ecco che si presenta..P1150732 (2) Invero gradinato, e le comode funi praticamente sempre presenti…P1150733 (2) Qualche gradone frapposto richiede un po’ di “spinta”…P1150735 (2) Il tutto si risolve con semplicità (soprattutto in salita) e in pochi minuti. Il canalino sbocca a un dipresso d’un poggio difeso da gradoni che si rimontano in due sgambate; al che si perviene a un tratto di sentiero in piano, che taglia verso sinistra (sempre sudest) un pendio, ora provvisto anche di zolle erbose, che prelude a un cambio di versante…P1150737 (2) Ma prima gustiamoci a tergo ancora l’eleganza dello spigolo di Croda dei Rondoi e il sogno proibito della cengia Dülfer…P1040050 (2) ma non si fa in tempo a finire di stupefarsi da tergo che girata la gibba innanzi erompono le Tre Zinne in foggia deluxe…P1040048 (2) ..e sempre tra il Gotico e il Romanico, i Cadìni di Misurina, comunque a TuttoSestoAcuto…P1040047 (2)  ..senza trascurare le Dolomiti Ampezzane; Antelao, Sorapiss, che in questa sequenza la natura ha voluto costì e allora pittare con facezie macchiaiole….P1040045 (2) e Cristallo; no, non trascuriamo…P1040051 (2) ..diversi valori espositivi dello scatto…P1040052 (3) .’Sicchè questa promenade da sballo indugia ora deliziosamente in piano o lietissima salita, nel mezzo a prati verzicanti; siamo dentro una cartolina animata, non bastasse spuntano ciuffi polputi di stelle alpine…P1040060 (2) E loro, ancora loro, sempre loro; ci sarà un perchè? P1040055 (2) ..modalità panoramica…P1040054 (2) Il sole è timido, e la luce si fa surreale ‘sì come la monumentalità della passeggiata.Mi volto di spalle a contemplare ancora la Croda dei Rondoi con lo sfondo di Cima Pianalto, salita ieri; ben evidente sebbene remoto l’assolato crestone su cui si svolge l’ascesa…P1040058 (2) Ho il bisogno iconico  di compulsare ogni cambio anche lieve di prospettiva…P1040061 (2) ..e di lucore…P1040062 (2) Stiamo calcando i morbidi fianchi meridionali di Torre dei Scarperi, e cangiamo versanti in modo repentino; ora il sentiero sale con più decisione a manca e rimonta il pendio fino a guadagnare una selletta quotata 2500 e traforata di gallerie risalenti al primo conflitto mondiale. Quivi era il fronte. Il sole, mesto a ponderare tristi faccende di guerra si ritira, e tosto erompe livida la muraglia dei Tre Scarperi…P1040063 (2) E pure l’orizzonte a est s’imbigia,  proprio quando fanno comparsa Cima Undici, il Monte Popera e più accosta in centrofoto la Torre di Toblin, che abbiamo salito qualche anno addietro (giro reportato  su questo su blog ; vedere “Tre Cime di Lavaredo”archivi marzo 2016)…P1040064 (2) Ora tutto pare di creta…P1040066 (2) …che per ricaptare un poco d’azzurro tocca occhieggiare il simpatico ceffo sudorientale di Torre dei Scarperi…P1040068 (2) Quinci la via scende rapidamente a destra (est) su buon sentiero che asseconda un crinale rimanendone appena sottofilo, e in breve perviene al Passo dell’Alpe Mattina (Gwengalpenjoch) 2360 mt, spettacolare belvedere al sommo di splendidi prati cosparsi di bianche lastre petracee, a poco più di un’ora dal Passo grande dei Rondoi ovvero a tre abbondanti dal Rifugio Tre Scarperi, col nostro passo stanchino. Verso nord rifanno capolino i Baranci con la Rocca, la Croda e la Cima di Pianalto. In primo piano è Monte Mattina, quinci modesta gobba d’erbaroccia che di là precipita con le impressionanti pareti tanto scenografiche di sfondo alla piana di Campodidentro…P1040069 (2) Ci voltiamo  a salutare le Tre Cime; elle ricambiano con un bacio psichedelico da cui fatichiamo a scioglier la lingua…P1040079 (2) O del provare a catturare i cambi di luce, con formati diversi…P1040073 (2) P1040072 (2) Dal passo ignoriamo il segnavia 11 che prosegue diritto verso il celeberrimo rifugio Locatelli e prendiamo a sinistra (nord) la diramazione 11A, bretella che scende con dolcezza nello stupendo acrocoro sottostante. In breve ci si reimmette nel 105 che cala perentorio verso la scoscesa Grava di S. Candido e quinci in fondo alla piana di Campodidentro per chiudere l’asolona dell’anello. Il percorso ricalca vecchi camminamenti di guerra con repertorio di scalinamenti lignei, ponti restaurati, assi e filo spinato. La plaga è selvaggia, suggestiva. Questo tratto di sentiero lo percorremmo in salita l’anno passato in occasione del lungo trekking che nominai “AtuttoSestoAcutoTrekdi Croda” e che in futuro verrà restituito in questo blog..Nei prossimi scatti alcuni scorci spettacolari della frazione…P1040082 (2) Ora protagonista è la Rocca dei Baranci; sullo sfondo la Pusteria…P1040084 (2) Oltre questo pulpito il sentiero 105 cala deciso a strette serpentine nel vallone, regalando scorci peculiari su Torre dei Scarperi, la “Bella Aggirata” dall’anello…P1040085 (2) ..che sorprende vieppiù se il sentiero lo si fa salendo; posto qui uno scatto dell’anno scorso, ripreso sul medesmo sentiero 105 salendo e piovendo; a un tratto spiove e si diradano i nembi fumiganti (notare l’ingombro e immaginare il peso dello zaino, qui protetto in giallo da un bel parapioggia)…P1130182 (2) P1130183 (2) Quinci si continua lungamente a scendere per serpentine, talvolta con ripidezza (in salita è faticoso). Lasciati sassi e mughi la via entra il bosco rado…P1150738 (2) ..con pochi e brevi tratti in piano e costeggia il precipite Rio San Candido, infine guadandolo in basso facilmente. Stanchi e provati dalla marcia d’ieri e dall’odierna discesa giungiamo a pestare l’alveo sassoso di Campodidentro quasi un’ora e mezza dopo aver lasciato il Passo dell’Alpe Mattina; finalmente il piano, con l’acclive Rocca dei Baranci in decollo verso l’empireo…P1040088 (2) Pochi passi e chiudiamo l’anello, ricongiungendoci sul 105 col tratto in comune al 9, e quinci e colà in breve al rifugio lungo il cammino pestato quattro.volte in due giorni. Un saluto ai monti, volgendo a tergo lo sguardo…P1040089 (2) Siamo al rifugio 5 ore abbondanti dopo averlo lasciato (lentopede e soste comprese).  Non ci fermiamo a ristorarci e pigliamo diretti la via per il bus navetta, ‘chè vogliamo rincasare non troppo tardi a Bologna e ci spettano le orate d’auto. Insomma, due giorni di grande intensità escursionistica; s’è fatto il pieno di plaghe meravigliose  nonostante il piano C. La Fra, benchè in stato di forma cagionevole, mi ha più volte ribadito che si è trattato del “giro più bello che abbiamo fatto, in assoluto”,  e se lo dice lei v’è da crederlo.

Ciaw e alla prossima

Yoyodel.

 

 

 

 

4 pensieri su “DOLOMITI DI SESTO: Due giorni nei Rondoi/Baranci, con salita a Cima Pianalto e anello di Torre dei Scarperi, o della Stairway to Heaven

  1. Splendido articolo, comparabile alla magnificenza dei luoghi. Se mai dovessi tornarci ti consiglio: primo giorno sentiero 9 dalla val di landro al rif.3 scarperi. Secondo giorno ritorno dal sentiero n.8. Così puoi fare tutte le deviazioni che vuoi. E se ti rimane un terzo giorno, il Monte Rudo, ancora più selvaggio ed isolato. Essendo il fratello di uno degli autori da te citati (non al suo livello) ho sempre frequentato questi luoghi… tanto che posso dire che, nel corso degli anni, sono transitato in forcella del lago in ogni singolo giorno di agosto.
    Complimenti ancora

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  2. Ciao, ti ringrazio tanto per i complimenti! Pensa che l’idea originaria era salire al laghetto Malgadimezzo da Val di Landro, salire Cima Bulla Nord e dormire tendati al laghetto il primo giorno/notte. Il dì seguente salire a Cima Pianalto e Croda dei Baranci, e ridiscendere in Val di Landro via cengia Casara e Forcella Baranci. Poi abbiamo cambiato programma per inadeguatezza di tempi ed energie. Comunque grazie per il suggerimento, non vedo l’ora di tornare in quelle plaghe perchè le ho trovate all’altezza squisita dei sogni che me n’ero fatto, e vieppiù. Per questo devo molto a tuo fratello (sarei curioso di sapere chi siete, ma non voglio essere indiscreto). Beato te che ogni agosto rinnovi l’appuntamento con quei posti! Io sto a Bologna e mi riesce complicato. A tal proposito però ti chiedo un’informazione: sai per caso se il “Capanno dei Pecorai” vicino al lago MalgadiMezzo sia aperto/utilizzabile come riparo/bivacco? Nel caso intendessi rispondermi e preferissi farlo in privato, questo è l’indirizzo: pensarecojpiedi@gmail.com Ancora grazie, a presto!

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  3. Articolo super! Io lì ci sono stato qualche anno fa partendo dalla Val Fiscalina, poi pernottando al Rif. Tre Scarperi mentre l’indomani siamo partiti alla volta del Rif. Locatelli (incasinatissimo). I luoghi sono meravigliosi e la tue foto lo dimostrano. Ancora complimenti!

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  4. Ciao Gabriele, grazie! In effetti la magia di quelle plaghe (tanto frequentate) sta nel fatto che basta imboccare una valletta “altra” e ci si trova a camminarla tutta per se’, in piena incantagione ambientale. Grazie ancora per i complimenti!

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