MACHU PICCHU (Ande meridionali del Perù): da Aguas Calientes in cima al monte Wayna Picchu, ove sorge il Tempio della Luna, passando per la Città Perduta; o dell’Inca Blues

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Captatio. Dizzy Perù 2016

Buondì/Buonasera. Ad agosto 2016 abbiamo fatto un viaggio molto dinamico in Perù. Attratti dalle misteriose Ande, abbiamo deciso di visitarle pensando coi piedi, mediante un micidiale trekking di 10 giorni che compie il periplo della magnifica Cordillera Huayhuash. Circuito impegnativo, che prevede il superamento di passi a oltre 5000 metri di quota in plaghe remote, selvagge e senz’alcun punto d’appoggio coperto o presidiato per giorni e decine di chilometri, col termometro che la notte scende sottozero. Questi fattori, assieme alla brigosa faccenda delle provviste da doversi caricare per l’intero sviluppo del percorso, alla necessità di bollire l’acqua prima di berla e al peso/volume dello zaino insostenibili, ci hanno persuaso a non avventurarci autonomamente, ‘sicchè ci siamo avvalsi della competenza di un’agenzia locale, la QUECHUANDES  di Huaraz (con grande profitto: servizio eccellente). Altri Hikers hanno optato per questa modalità ‘sicchè s’è formata una compagnia di 14 soggetti (francesi, svedesi, tedeschi, statunitensi e peruviani) declinata in due gruppi, accompagnati da due guide, due cuochi, quattro Arrieros (portatori), una squadra di muli e due cavalli, in guisa di vera e propria spedizione. E’ stato bellissimo. Dato che il cammino si è sempre svolto tra i 4000 e i 5000 metri di quota, talvolta quest’ultimi superando, era necessario acclimatarsi adeguatamente, ‘sicchè ne abbiamo approfittato per compiere splendide escursioni giornaliere in chiave propedeutica nelle plaghe montane della più celebre e frequentata Cordillera Blanca. Nondimeno, dalla via che non ci capita così spesso l’occasione di fare un salto in Perù, abbiamo prima pensato di recarci a MachuPicchu -, va da sè in modalità sgambereccia – per visitare la Città Perduta, una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo, e osservarla dall’alto del Monte Wayna Picchu, lo sprone erbarocciuto che le fa da sfondo elegante nell’iconografia più celebre. Altresì, base di partenza per MachuPicchu è la città di Cuzco, ricettacolo di reperti archeologici Inca, quindi è toccato darle un’occhiata, ‘sì come per Lima, la capitale, snodo cruciale per tutti gli itinerari intrapresi. Quindi un viaggio pregno, intenso, dinamico, sfiancante, senza requie. Epperò stupendo. L’impatto con il Perù è stato forte, come il suo sapore per tutto il viaggio. Meticolosamente caotico, benchè per estensione misuri quattro volte l’Italia ne conta la metà degli abitanti, un terzo dei quali risiede a Lima. Le periferie dei centri urbani e i villaggi che abbiamo visto ci hanno ricordato colorati presepi in costruzione, talvolta pittorescamente  un poco diruti. All’occhio di un pasciuto europeo può saltare la carenza d’infrastrutture, o la loro contestuale perfettibilità. Ma è un paese in forte crescita, e se ne ha il frizzante sentore. Colpisce inoltre la colorata sinfonica e surreale densità di eventi che hanno luogo ad ogni batter di ciglio, pungolando piacevolmente i sensi. Il turbinio di colori, suoni, odori e sapori piglia la foggia d’un vortice la cui rotazione s’assesta nel terz’occhio, e colà trova ritmo costante, in un continuo interscambio di modalità centripeta e centrifuga, che corrisponde all’alchimia delle sensazioni impresse, elaborate, restituite.  All’inizio questo vortice dà le vertigini, ‘sì come la titanica verticacia dei monti che dominano gli scenari e l’aria sottile dell’alta quota in cui si ansima, poi via via che ci si acclimata la vertigine si fa  sollazzevole e il capogiro svolta in ebbrezza ‘sicchè si trovano il giusto ritmo e una gustosa, bellissima sintonia con l’ambiente. Ambiente animato dalla gioviale vivacità della gente e nondimeno dalla squisitezza della cucina locale. Insomma, Dizzy, ossia “vertiginoso”, e Kushi Kushi, che in idioma Quechua (la lingua originaria dei nativi, d’antica  matrice Inca) significa “bello, gustoso”, quindi prezioso.

Il report di questo lungo viaggio sarà articolato in tre diverse relazioni, declinate per tema e luoghi. la prima, ossia quella che state per leggere, riguarda la visita alle plaghe di MachuPicchu, la celeberrima “Città Perduta”Inca., con la salita al monte Wayna Picchu.

SCHEDA

Da Wikipedia, l’Enciclopedia Libera:

Machu Picchu [‘matʃu ‘piktʃu] o Machu Pikchu[1] (dai termini quechua, machu (vecchio) e pikchu (cima o montagna)) è un sitoarcheologico inca situato in Perù, nella valle dell’Urubamba,[2] a circa 2.430 m s.l.m.[3]

Vista nell’immaginario collettivo come i resti di un’antica e fascinosa città perduta, la località è oggi universalmente conosciuta sia per le sue imponenti ed originali rovine, sia per l’impressionante vista che si ha sulla sottostante valle dell’Urubamba circa 400 metri più in basso. Fa parte dei Patrimoni dell’umanità stilati dall’UNESCO, eletto nel 2007 come una delle Sette meraviglie del mondo moderno. È il terzo sito archeologico più grande del mondo dopo gli scavi di Pompei e Ostia Antica[4]: nel 2003, più di 400mila persone hanno visitato le rovine e l’UNESCO ha espresso preoccupazione per i danni ambientali che un tale volume di turisti può arrecare al sito.

Le autorità peruviane, che ovviamente ricavano dei notevoli vantaggi economici dal turismo, sostengono che non ci siano problemi e che l’estremo isolamento della valle dell’Urubamba sia, da solo, sufficiente a limitare il flusso turistico. Periodicamente viene proposta la costruzione di una funivia per raggiungere la città dal fondovalle, ma finora la proposta non è passata.

Machu Picchu è da tempo considerata una delle top meraviglie del mondo. La cittadella, eretta nel XV secolo per volere dell’imperatore Inca Pachacutec e  per tradizione considerata un centro politico-amministrativo, pare fosse un’esclusiva tenuta reale (stando a recenti teorie), benchè suddivisa in distretti residenziale, industriale e religioso.  Il complesso non è mai stato scoperto dagl’invasori spagnoli coevi, era solo conosciuto localmente ed è stato scovato archeologicamente solo nel 1911 dallo storico americano Hiram Bingham, guidato da un gruppo di locali Quechua. Fondamentale presidio di cultura materiale incaica ove spiccano le imponenti  murate a secco, i canali d’irrigazione e drenaggio e i terrazzamenti per la coltivazione di mais, coca e patate. Colpiscono la fantasiosa geometria dell’impianto e il gusto per le proporzioni, vieppiù valorizzate da uno scenario montano e tropicale di struggente bellezza.   

Data la massiccia frequentazione turistica, si raccomanda di prenotare la visita con abbondante anticipo (suggeriscono almeno un mese, noi lo s’è fatto sei mesi prima per cagioni organizzative). Il sito accoglie un massimo di 2500 visitatori al giorno, apre alle ore 7:00  e chiude alle 17:00, consentendo l’ultimo ingresso alle 16:00. Le visite sono aperte tutto l’anno.

Vi sono quattro diverse opzioni di visita, contestualmente disciplinate  dai biglietti d’ingresso (e con prezzi differenti):

  • Machu Picchu (la cittadella)
  • Machu Picchu + Wayna (o Huayna) Picchu, abbastanza impegnativo, che consente di salire il picco montuoso antistante (la nostra scelta)
  • Machu Picchu + Montaña Picchu (o Cerro Machu Picchu), ovvero la costa montuosa più alta, lungo e moderato,donde proviene il celeberrimo trekking Inca Trail
  • Machu Picchu + museo

L’accesso al Wayna Picchu è limitato a 400 persone al giorno, suddivise in due batterie da 200 con partenza dal relativo checkpoint rispettivamente in fascia oraria 7:00-8:00 e 10:00-11:00

I prezzi variano sulla base dei dati dell’acquirente: turista straniero, turista nazionale e/o della Comunità Andina, studente. Acquistare il biglietto tramite il MINISTERIO DE CULTURA risulta meno caro; il biglietto Machu Picchu + Wayna Picchu per turisti stranieri costava 152 Soles ossia circa 44 Dollari Americani; epperò contestualmente accettano modalità VISA e non MASTERCARD; diversamente, le agenzie accreditate che ammettono anche quest’ultima costano vieppiù, ovvero attualmente 71 Dollari Americani per il medesimo ticket. 

Per tutte le info, prezzi attuali e modalità rimando  ai seguenti link (i primi due pure  consultabili in italiano rozzo ma efficace):

 

COME CI S’ARRIVA

Abbastanza complicato e intermodale. Bisogna arrivare ad Aguas Calientes, la cittadina punto d’appoggio. la si raggiunge solo in treno; noi s’è volati da Bologna (Italia) a Lima (Perù) via Madrid (Spagna), 13 ore di voli nette, esclusi i lunghi tempi di connessione. Viaggio molto lungo . Da Lima s’è preso un volo nazionale peruviano per Cuzco, poco più di un’ora di volo; colà abbiamo alloggiato al KUSKA HOSTAL .Da Cuzco il modo più economico per recarsi a Machu Picchu è pigliare un Combi (pullmino van trasporto persone, ne sentirete parlare più avanti) indicazioni per terminal combi Google Maps che in circa un’ora e mezza arriva  a Ollantaytambo; quinci partono infine i treni per Aguas Calientes, che si raggiunge con tratta di un’ora e quaranta minuti su convoglio (costosetta). Vi sono due compagnie che effettuano la corsa su rotaia per/da Aguacalientes:

Vi sono prezzi diversi per fasce, dalla “premium economy” alle varie  deluxe; occhio al peso e all’ingombro dei bagagli, guardate nei siti!

Nella turisticissima Aguas Calientes sono presenti le più diverse soluzioni d’alloggiamento e refezione: noi abbiamo optato per il simpatico e ben condotto SUPERTRAMP HOSTEL, o più nel dettaglio SUPERTRAMP HOSTEL MACHU PICCHU , ponderabile e prenotabile anche su ITALIAN HOSTELWORLD

Per accedere da Aguas Calientes a Machu Picchu vi sono due possibilità;

  • in bus (affollatissima), con partenze da qui piazzola bus per Machu Picchu, dalle ore 5:30 alle ore 15:30, gli ultimi bus da Machu Picchu per Aguas partono circa alle 17:45; tratta di circa 25 minuti, costo 72 Soles, circa 19 € 
  • a piedi, in circa un’ora e mezza di faticosa ma divertente salita; è quella che abbiamo scelto e che finalmente approfondiamo in chiave escursionistica, con l’ulteriore ascesa al monte Wayna Picchu.

 

SCHEDA ESCURSIONE

Camminata lunghetta e abbastanza faticosa per il dislivello complessivo, tuttavia molto avvincente. L’antico e originario camminamento incaico che mena prima alla Città Perduta e quinci al Tempio della Luna in cima al monte Wayna Picchu si s’inerpica ripido su impervie coste forestali tropicaci, in guisa d’acclive scalinata a gradini e talvolta gradoni naturali e artificiali. La via di salita serpeggia intagliata nel torso roccioso del contrafforte, senza requie di tratti in piano fino alla Cittadella, e quinci, dopo una rapida  e tutto sommato pianeggiante promenade antico urbana con qualche rampa di scala da rimontare, attacca di petto la parete del Wayna, insinuandosi nei punti deboli che offre quest’ultima, per 300 metri di appicco aereo e magnifico. Da Aguas Calientes si prende la sterrata percorsa di norma dai bus, che in mezzora di cammino pianeggiante nel mezzo d’una polputa vegetazione tropicale conduce al checkpoint basso di Machu Picchu Pueblo. Da lì si prende il “Camino Peatonal” che rimonta ripido appunto in modalità scalinata il versante, incrociando più volte la carrozzabile, e in un’oretta si perviene all’ingresso della Città Perduta. Quinci venti minuti di passeggio conducono al checkpoint di Wayna Picchu. Ora la traccia dell’antico cammino scala letteralmente  la verde parete del monte fino in cima, in un’oretta scarsa di salita molto ripida.  Il terreno è impervio, tuttavia per lunghi tratti  attrezzato con comode funi mancorrente, che vieppiù facilitano il superamento di gradoni rimontabili con passi di I grado. Il sentiero è costantemente aereo e presenta qualche tratto un poco esposto sugli abissi verzicanti. Un cartello posto all’ingresso dela tratta ne sconsiglia la percorrenza a chi soffre di vertigini o accusi problemi di cuore. La via è invero piuttosto semplice e percorsa da turisti d’ogni risma, ‘sicchè pare evidente che la scelta d’alzar la soglia d’accesso vada più nella direzione di cautelarsi e rafforzare la manleva di responsabilità; tuttavia chi la voglia intraprendere e non abbia già esperienza escursionistica lo faccia con calma e attenzione. In caso d’umido e/o bagnato  il terreno diventa insidioso, si raccomandano calzature adeguate, almeno con po’ di grip. Le infradito o i sandali meglio ricalzarli sul comodo piancito di Aguas Calientes. In cima al Wayna, dopo una visita al Tempio della Luna il cammino compie un piccolo anello attorno all’appicco cuspidale, e per scale et aeree  cornici  si ricongiunge in ripida discesa al sentiero di salita. la via è sempre avvincente per i costanti panorami acclivi sulla Città Perduta e sugli acuminati verzicanti dintorni, vieppiù entusiasmante per il sapore culturale che offre: si calca un antico originario cammino incaico che conduce ad un tempio conquistando una vetta spettacolare. Più impegnativo è il breve segmento che conduce in cima al picco innominato; cornici scivolose, cengette e passi di I grado su muretti e umide loppe erbose; un salto di roccia di 5 metri viene superato con l’aiuto di una corda appoggiata. Ritornati alla Cittadella il cammino torna turistico su comodi viottoli e scalinate. Se in 4 ore da Aguas Calientes si conquista con calma la vetta del Wayna e si ridiscende a Machu Picchu e intendete visitarla in compiutezza, prendetevi altre due ore almeno; la densità turistica e i percorsi obbligati rendono la dinamica piuttosto lenta. l’acqua è assente lungo il percorso e la si trova solo presso il presidio ristorativo all’ingresso. Fatene buona scorta.

SPAZI E TEMPI (si intendono netti e senza soste)

Aguas Calientes 2000 mt-carrozzabile-Checkpoint basso 1900 mt (h 0.30); Camino Peatonal-ingresso Machu Picchu 2300 mt (h 1.00 abbondante); Checkpoint Wayna Picchu (h 0.20); cima Wayna Picchu/Tempio della Luna (h 0.45/1.00); discesa a Machu Picchu (h 0.45); eventuale salita al Picco innominato (h 0.20 A/R). Ritorno per la via di salita. TOTALE TEMPI A/R lentopede:da Aguas Calientes 3h circa per la salita, 2h abbondanti per la discesa, senza considerare le soste e la visita della Città Perduta.

DISLIVELLI

900 mt salita, 900 mt. discesa

PUNTI D’APPOGGIO

Le strutture ricettive poste al checkpoint basso (che però all’alba sono ancora chiuse) e i presidi ristorativi all’ingresso di Machu Picchu (aprono alle ore 7)

 

AGOSTO, anno 2016 D.C.

….Il volo aereo trino Bologna-Madrid-Lima-Cusco è lungo. Dopo 26 ore di viaggio tempi di connessione voli compresi completiamo l’atterraggio piuttosto adrenalinico all’aeroporto dell’antica capitale Inca, nel primo pomeriggio. La città si adagia in una conca valliva a 3300 metri di quota, stretta dagli spigolosi contrafforti andini della Sacred Valley, ‘sicchè pare, stando almeno alle indicazioni della Lonely Planet, che le manovre di decollo e atterraggio dei velivoli siano complesse, al punto che spesso i voli pomeridiani da/per vengono cancellati. L’aeroporto è situato in piena plaga urbana, e la pista sembra piuttosto un boulevard  costeggiato da un ammasso di edifici di mattoni a vista, lamiere, carpenterie che sbucano dai cementi e bicocche. L’impatto con l’ambiente è forte, ‘sì come quello con l’aria scippata dell’ossigeno per via della quota. Il carosello caotico che ci aspetta fuori dall’aeroporto rende vieppiù affannosa la situazione, e boccheggiando fra le decine di tassisti che ti guatano berciando il bisilllabo che li appone adocchiamo il nostro, che mantiene un cartello pittato col cognome della Fra; gentile premura da parte dei gestori del Kuska Hostal, il nostro ricovero. Traversiamo la città in un traffico d’omeni, veicoli scassati e cani randagi che un poco capogiro, mentre il frastuono dell’audiorama mette subito in chiaro che tocca farci l’abitudine. Scesi dal taxi, prima di salire in ostello fo il fenomeno che s’è già abituato all’aria sottile, e fumo una sigaretta. Pochi minuti e mi pare d’aver mangiato un polpettone intero d’eroina; quasi perdo i sensi e arranco sul letto. Dormiamo un paio d’ore e al risveglio ci affacciamo dal terrazzino del Kuska Hostal, con vista niente male su Cusco; ben visibile la centrale Plaza de Armas p1040410-2.Scendiamo per un pomeridiano trek urbano d’esplorazione; il centro città è bello, integro e compiuto rispetto alla periferia. Mangiamo un buon pollo saltado  e prendiamo le misure con il turbinìo di suoni, veicoli e persone per ambientarci p1040901-3  Qualche scorcio: Plaza de Armas con le  varie umanità, i lustrascarpe (numerosi) e “La Catedral” (sec XVI) p1150884-2 p1150886-2 Al centro della piazza, la fontana con l’aureace statua del magno imperatore Inca Pachacutec, che qui a Cuzco allora capitale  tra il XIV e il XV secolo reggeva l’impero Inca prima dell’usurpazione spagnola che vide protagonista l’esploratorcondottiero Francisco Pizarro p1040420-2 p1150885-2   In una piazza un poco discosta c’è una sorta di coloratissima e movimentata fiera popolare: street food locale d’ogni fantasia, bigliardini pubblici, innocui, vetusti e meravigliosi giochi d’azzardo in guisa di bizzarre giganti roulettes assemblate con materiali poveri e di riciclo (che purtroppo non sono riuscito a fotografare), giochi del tappo, cabaret d’improvvisazione e un commovente presidio di giovani cattolici maschi nerdeggianti che farneticavano sull’inopportunità peccaminosa della fornicazione dentro un microfono scassato, distorcendo grottescamente la declamazione che veniva diffusa da un impianto audio di leggendaria vetustà. p1150909-2 Risentiamo del viaggio lungo e ansiamo per l’altitudine, ‘sicchè optiamo per una semplice quanto lunga passeggiata in esterni tralasciando la visita alle chiese ed ai musei. Verso le 18 il sole sparecchia (siamo sotto l’Equatore) p1150900-2 Pigliamo un vicolo che s’allarga in piccola corte, occupata da un mercatino fatto di stamberghe, forse in chiusura; p1150901-2 Ecografias all’angolo…p1150914-2 ..e la meticolosa entropia dei cavi della luce….p1150927 Tosto imbrunisce; diamo u’occhiata spicciativa al Mercato San Pedro (in chiusura), al coloniale Palacio de Justicia p1150915-2 Rientriamo in ostello senza cena, ‘chè siamo ancora sballati di jetlag e nondimeno di pollo saltado consumato all’ora del tè. Gran dormita, nonostante qualche affanno respiratorio causato dalla quota ancora da far propria..

L’indomani optiamo per un trek urbano di acclimatazione; ci rechiamo pedestri al non distante comprensorio archeologico di Sacsaywamàn (che in idioma Quechua suona come “sexy woman” con forte inflessione british/cockney e l’accento sull’a. Salutiamo tre dei tanti simpatici stray dogs peruviani…p1040438-2 Il randagismo in Perù è una realtà densa e consolidata. Eppure i cani paiono in genere salubri e vengono trattati con rispetto, quasi alla pari, perciò essi rispondono con fare tranquillo, affettuoso talvolta. Qualche scorcio dalla passeggiata di accesso: Plaza San Blas, centro d’un pittoresco rione bohemien, ospita il museo della coca p1040427-2 Nel paese della coca si beve Inca Kolabibita gassata color giallo pelikan, dal sabor sicuramente original. Leader nel mercato delle bevande davanti alla Coca Cola, che ha sempre cercato d’eroderne l’incontrastato successo; in Perù è ormai considerata bevanda nazionale. Molto comune, la si trova in tutti i market, baretti, punti vendita. l’Inca Blues comincia a latrarmi di vago struggimento  nelle orecchie, piacevolmente..p1150922-2  La zona si pedonalizza un poco in vicoli acclivi…p1040430-2 ..che rimontano un irto colle, in copp’al quale si trova il sito archeologico. Eccoci nei pressi, con vista retrospettiva sulla città…p1040440-2 Il biglietto invero è caruccio, almeno rispetto ai costi medi assai modesti del Perù; abbiamo pagato mi pare 70 soles a cragno (ossia circa 20 euro) per la visita ad una parte del sito; va specificato che il boleto per i turisti peruviani costa molto meno. Il luogo è suggestivo e ospita le rovine della piazzaforte militare/religiosa fatta erigere  nel XVI secolo dal nono imperatore Inca Pachacutec, la cui statua in Plaza de Armas abbiamo ponderato in precedenza. Teatro di una famosa battaglia contro i conquistadores spagnoli nel 1536, la plaga archeologica colpisce per le geometrie, gli skills ingegneristici e le ciclopiche dimensioni delle pietre che costituiscono le murate a secco…p1040459-2 p1040496-2 p1040503-2 p1040476-2 p1040462-2 ..sede di ex torre, poi pozzo; con manutentore…p1040454-2 p1040460-2 Helter Skelter…p1040479-2  local Picchio…p1040472-2 …Poi tosto abbiamo contezza del perchè i prati del sito, benchè vizzi per la stagione secca, sono così ben manutenuti….p1040481-2 …Trovo poi così bella questa dama con alpaca che le chiedo di posare per noi; qualche sol speso bene…p1040495-3 Il vasto comprensorio archeologico s’articola in tre siti differenti; a piedi in venti minuti raggiungiamo prima le rovine di Q’enquo, dove però ci colpiscono  vieppiù quelle d’un rione di Cuzco alta…p1040509-2 Ecce Q’enqo p1040512-2 p1040511-3 Pochi passi, traversiamo la strada e siamo a Pukapukara, che giace in una radura circondata da un bel bosco d’eucalipti…p1040516-2 p1040521-2 Al nostro programma di visita manca solo Tambomachay, che crediamo essere vicina; c’incamminiamo nel bosco grossomodo paralleli alla strada, ma dopo una mezzorata torniamo sul nastro d’asfalto e intercettiamo un combi (il locale “autobus”, ne parleremo in seguito) colà diretto. Erano altri 4 chilometri. Il luogo è suggestivo e ospita un antico “bagno cerimoniale” in pietra, con giochi d’acqua p1040524-2 Facciamo due passi in cima al colle, ansimo e mi gira un poco la testa, chè l’altimetro rileva quota 3750. Benchè oggi vada molto meglio, accusiamo un po’ di altitude sickness. Ripigliamo così un combi che ci riporta a  Cuzco città  attraversandone  le periferie per noi un poco disagiate. Passeggiamo poi lungamente tra i rioni e ci fermiamo per un pranzo pomeridiano al Jardin Secreto, (Avenida Plateros 380ottimo presidio ristorativo dove assaggio con un filo d’imbarazzzo un squisito alpaca in umido. Segue riposino di recupero, cena leggera a base di buon pollo in un localino accosto all’ostello e nanna, ‘chè domattina presto si parte per Machu Picchu.

THE ROAD TO 

Combi

In Perù i trasporti su gomma sono peculiari. Per collegare diverse località, ‘sì come per la mobilità intraurbana c’è questo servizio di combi, ossia furgoni e/o pulmini da 9/30 posti condotti da un autista e animati da un “buttadentro”, che verosimilmente costituiscono una ditta di trasporti pubblici. Ogni “ditta”, che forse ci è più familiare definire “compagnia”, sceglie un itinerario più o meno fisso, e non ho idea di come vengano assegnate l’eventuali licenze, tantomeno di come vengano disciplinate le tratte. Non vi sono (o non li ho scorti) cartelli indicatori o informazioni formalmente reperibili su luoghi e orari, come sui capolinea. Semplicemente chiedi a qualcuno e questi se lo sa te lo dice. Anche le guide cartacee danno indicazioni approssimative tipo “i combi per il tal posto li trovi più o meno all’angolo fra questa e quella strada, e grossomodo partono dalle 7; le corse variano in funzione di quanti e in quanto tempo si riempono di passeggeri, ne trovi comunque parecchi, quindi prima o poi partite”. Le cose stanno in effetti così. Si ha inoltre l’impressione che il traffico privato non esista punto, ossia pare che gli unici autoveicoli a circolare siano taxi (in foggia di vetuste automobili scassatelle, talvolta e non sempre con la scritta adesiva “taxi” a distinguerne il mandato) e simpatici Tuctuc customizzati, che i peruviani usano per spostarsi, a prezzi contenuti.

La direttrice dell’ostello ci ha detto che La “stazione”, o il “terminal” dei bus per Ollantaytambo (la nostra destinazione d’appoggio ferroviario per Aguas Calientes/Machupicchu) si trova all’angolo fra Avenida Grau e Pavito indicazioni terminal combi per Ollantaytambo googlemaps . Arrivati colà passeggiando veniamo accerchiati da parecchi signori “buttadentro” che ci vogliono ospiti ognuno del proprio mezzo. Tanti sono i pullmini, di taglia e condizioni di forma differenti, ma tutti vanno ad Ollantaytambo. Però non prima d’aver fatto il pieno di passeggeri, il che significa che gli orari di partenza possono variare un poco. Tranquilli, sarà premura del conducente recuperare il tempo perduto sull’orario d’arrivo concordato, mediante guida criminale; l’eperienza più adrenalinica che mi sia mai capitata. Ne saliamo uno a caso, mentre fuori impazza la riffa per i passeggeri, confortata da un presidio stradale di colazione…p1150932-2 Si parte; prima usciamo da Cuzco attraversandone la periferia che stringe un poco il cuore; scatti rubati al tragitto urbano…p1040537-2 p1040548-2 p1040542-2 p1040552-2 Fuori città il conducente lancia il pullmino attraverso un paesaggio severo, brullo e amplissimo, guidando come fossimo in un videogioco. Siamo terrorizzati, ho le mani strette sui braccioli e non riesco a far foto.Arriviamo finalmente a destinazione dopo un’orata e mezza da incubo.Stazione treni di Ollantaytambo. Ecco un bel Tuctuc…p1040563-2 p1040565-2  Ritiriamo i nostri biglietti allo sportello dell’ Inca Rail e aspettiamo il nostro convoglio; nel frattempo, uno scatto alla concorrenza in partenza…p1040568-2  C’è un sacco di gente, turisti ed escursionisti da tutto il mondo, con biglietti verosimilmente prenotati da tempo remoto. Arriva il nostro treno; comincia a piovere e fa nebbia densa. Il convoglio è bellino, elegante; il viaggio è bello, attraversa plaghe rurali e montane selvagge ed impervie. Peccato che si veda ben poco per via della coltre nebbiosa. Qui uno scatto al velux del tetto…p1040580-2Ogni tanto s’apre, e s’intravede qualcosa…p1040574-2 Lungamente si sale nellimpluvio d’una valle profondamente incassata, solcata dal corso del Rio Urubamba, tributario del più noto Rio delle Amazzoni. Poi la via scende gradualmente, lo scenario si fa più verde, giunglesco, tropicale..p1040828-2 Dopo circa un’ora e mezza di viaggio perveniamo ad Aguas Calientes, surreale villaggio “di frontiera”, infilato in un vicolo cieco di profonde forre boscose, raggiungibile solo su rotaia quindi sprovvisto di strade di collegamento. La ferrovia divide in due barrios l’abitato; eccoci appena fuor di stazione…p1040630-2 Il borgo, che conta un migliaio d’abitanti, brulica d’un esperanto di turisti ed escursionari con zaino, civiti affacendati e colori; ‘sì come Cuzco è un’accozzaglia di laterizi seminudi e lamiere, ma restituisce un’idea di maggior compiutezza forse per la campitura di verde profondo animata dalla vegetazione lussureggiante di foggia amazzonica..p1040584-2 p1040585-2 Cinque minuti di passeggiata e troviamo il nostro ostello, il mitico, colorito e fricchettone Supertramp Hostel (Calle Chaskatika, Barrio Las Orquideas, Plaza de la Cultura), qui da sfondo a un pantocratico me….p1040588-2 Particolare della bella facciata naif… p1040590-2 La struttura è gestita con simpatia e competenza da un gruppo di giovani locali. Presto ci rendiamo conto d’essere i più anziani fra gli ospiti; il minimo delta fa almeno venti, in qualche caso potremmo aver figliato molto in là con gli anni. Alcuni interni, vivacizzati da divertenti pittogrammi murali e dalle testimonianze griffate degli ospiti…p1040592-2 p1040651-2 Lo specchio dell’antibagno…p1150936-2 …adiacente alla nostra stanzetta, la “suite” da due, tiè…p1040648-2 …anch’essa pittografata…p1040649-2 Il simpatico baretto in terrazzo…p1040653-2 Facciamo poi due passi nel borgo. Il nome ufficiale di Aguas Calientes è Machu Picchu Pueblo, è capoluogo dell’omonimo distretto e pertiene alla provincia di Urubamba, regione di Cusco. Si trova a 2040 metri d’altitudine e offre un’atmosfera colorita e vivace, Qui uno scorcio di Plaza Manco Capac, con Pachacutec indorato…p1040632-2 Sempre dalla piazza: primo piano su Datura e altre piante tropicali fiorite con mezzo palo della luce; sullo sfondo  torre in tipico laterizio peruviano e foresta scoscesa sui contrafforti andini…p1040633-2 Passeggiando per le vie ci siamo imbattuti in questo impianto sportivo per il giuoco del calcio, su fondo sintetico ben manutenuto; ci ha colpito il forte carattere aggregativo del presidio, che vedeva giocare e divertirsi tante persone giovani, dai bambini ai ragazzi, maschi e femmine, con la presenza di adulti significativi; allenatori ed educatori…p1040646-2 Il bel mercato vicino alla stazione…p1040604-2 Diversi ponti pedonali in prospettiva…p1040601-2 …che connettono le sponde scoscese del torrente, assediate da piante tropicali e tanta Datura…p1040600-2 Ci spingiamo lungo la sterrata che conduce all’ingresso pedemonte di Machu Picchu, con bella passeggiata nell’impluvio del Rio Urubamba, stando attenti al frequente passaggio di bus che conducono su ruote i pellegrini lungo il medesimo itinerario. Venti minuti e siamo al presidio; domattina presto dovremmo di nuovo recarci qui;  per evitare code interminabili e anticipare l’arrivo dei primi bus dovremo esserci alle 5 e mezza. Ancora Datura copiosamente…p1040610Accosti all’ingresso vi sono un campeggio e un “Mariposario”…p1040607-2 Sulla via del ritorno, vista verso il barrio sottano di Aguas Calientes…p1040627-2 Rientro; fatichiamo a scegliere fra i tantissimi e attraenti un presidio ristorativo, ma infine lo troviamo; io mangio uno squisito lomo saltado (piatto unico a base di sfilaccetti di manzo cucinati al wok con riso,cipolle e patate), la Fra un’eccellente trucha frita (trota fritta). In branda presto, che domani si va per la Città Perduta.

WAYNA PICCHU, MACHU PICCHU

Sveglia alle 4 e mezza. Alle 5 siamo fuori e il borgo già si anima di turisti che si recano a far la fila per il bus ed escursionisti come noi procinti a fare l’incursione pedestre. Fa buio pesto ancora, è caldo e molto umido. Lungo il cammino sulla carrozzabile sfila una snella processione di torce frontali. Giunti ai cancelli da basso ci troviamo già una coda impressionante, che per fortuna invero procede rapida. Gente da tutto il mondo, più e meno giovani. Cinque minuti d’attesa, esibizione di biglietto con passaporto e varchiamo sul ponte. La strada percorsa dai bus curva sinuosa verso sinistra, mentre noi imbocchiamo il sentiero pedonale sulla destra, contrassegnato da questo cartello…p1150943-2 Tosto il camino s’infila ripido ne bosco buio, in guisa di scalinata continua a curve secche zigzagose, molto ben gradinato (appunto). la processione di pellegrini frontaltorciamuniti arranca con ordine e pacatamente, quasi con deferenza;  si tratta infatti di un camminamento Inca originrio e antico, giusto appena manutenuto, e qui sta il suo fascino.  La via rimonta senza fronzoli la foresta tropicace, mentre l’umidore infierisce spietato. l’ancor buio solo mi concede questo scatto indicativo con flash…p1150945 Presto la fila si scompone, ‘chè molti sostano a ripigliar fiato. Talvolta il cammino incrocia la carrozzabile, l’attraversa  e riprende tosto a mordere il pendio; quando la ripresa di tragitto post attraversamento non è lineare ma poco spostata a destra o manca, chiare frecce pittate su legno indicano il verso e il punto. Il tracciato è inequivocabile ed obbligato per via dell’ispido intrico di vegetazione tropicale che lo assedia. Qui albeggia, e il poco di luce incipiente mi concede di riprendere la cinetica della Fra…p1040660 Guadagnamo quota rapidamente, ‘sicchè non appena s’apre uno scorcio tra le fronde possiamo gustarci i profili dei contrafforti circostanti, saporosi di junglap1040662-2 …mentre l’antico fondo del camino peatonal sale imperterrito…p1040663-2 ..al pari del sole…p1040665-2 Dopo circa tre quarti d’ora d’afosa rimonta s’apre verso l’alto uno scorcio che inquadra i primi antichi terrazzamenti e l’elegante rostro erbarocciuto del monte Wayna Picchu, la cui cima corrisponde alla nostra prima meta…p1040670-2 Dieci minuti dopo, alle 7 in punto, ovverossia l’orario d’apertura dei cancelli, all’ingresso della Città Proibita s’arena tosto il fluire dei pellegrini, che incrocia quello dei pervenuti in bus. Si forma un tappo d’umanità che scippa un poco di suggestione alla plaga…p1040671-2 Tutto sommato il disbrigo si rivela efficiente, e in pochi minuti siamo dentro. Il percorso è obbligato e s’allunga stretto fra antiche vestigia, poi tosto s’apre, e compaiono le mura di fortificazione..p1040677-2 ..varcate le quali presto si offre un colpo d’occhio tra i più noti, che qui riprende il cosiddetto “settore industriale”, con il monte Wayna Picchu sull’accosto sfondo…p1040681-2. Ci avviciniamo e osserviamo meglio… p1040686-3 Peccato per il sole che va nascondendosi dietro una coltre densa di nubi pannacida  poco scenografica. La plaga è senza dubbio suggestiva, così acclive e coronata da una fuga d’irte  quinte rocciose rivestite di jungla…p1040684-2 Tuttavia la densità di turisti che lungo uno stretto percorso obbligato fermano il traffico ad ogni passo per scattare foto trafuga un poco di solennità e misticismo disperdendoli nell’esclamazioni plurilingue, ‘sicchè ci riaffiora un poco d’Inca Blues. Decidiamo pertanto d’accelerare verso il tragitto che mena per il Wayna Picchu, così da poter svicolare dal camminamento centrale, che per fortuna presto si ramifica in tratte altre.Trasecolo di simpatia nello scorgere un lama che vagola poco sopra in parallelo…p1040688-2 In breve perveniamo all’indicazione per il Wayna, e per colà si dirigono in pochi assai rispetto al flusso principale. L’inca blues assume ora una sonorità più intrigante…p1040696-2 p1040691-2 Mamma lama e cucciolo; i prati verzicanti sono così ben manutenuti grazie al lavoro mascellare di questi simpatici e socievoli camelidi…p1040697-2 Passo passo arriviamo all’angolo della central plaza; incredibile, in questo frangente non v’è traccia d’omeni. Da qui Wayna Picchu appare pressochè inviolabile, almeno sul piano dell’escursionismo. Lo scatto ritrae il settore “residenziale”…p1040699-2 Lama in scambio di tenerezze…p1040706-2 Si oltrepassa la piazza verde costeggiandone il perimetro; quinci gli stessi camelidi scortano gli escursionisti lungo il percorso, gratuitamente…p1040709-3 Uno sguardo a tergo verso la parte acclive della Città Perduta…p1040713-2 …panolama…p1040714-2 In venti minuti di cammino lentopede dall’ingresso principale siamo al checkpoint per il Wayna Picchu. p1040715-2Cartelli esplicativi segnalano che il percorso è ripido, malagevole, faticoso ed esposto, pertanto ne sconsigliano la percorrenza a chi soffre di vertigini o ha problemi cardiaci. Alzano un poco la soglia d’accesso perchè milioni di turisti senza esperienza e d’ogni risma ed età  s’avventurano in questo percorso, molti dei quali  all’asciutto d’esperienze escursionistiche. Niente di che, il cammino  è invero di facile percorrenza e attrezzato con cavi mancorrente, tuttavia è molto ripido, impervio, aereo e presenta alcuni tratti un poco esposti, per quanto agevoli  e su fondo buono e largo. Nel prossimo scatto il tracciato indicativo…p1040698-2 Controllo biglietti e passaporti, e via. Il sentiero si butta subito nell’intrico di vegetazione, tagliando il fianco al contrafforte. Il pestato è buono e si perde inizialmente quota; si tralascia a sx la deviazione per il picco minore di cui non ricordo il nome (che saliremo poi). In breve si torna più allo scoperto, e lo sdrucciolo affianco si fa più aereo, ‘sicchè compaiono i primi cavi mancorrente…p1040716-2 Segue un tratto non attrezzato, pressochè in piano e ben gradinato..p1040718-2 …poi la via zigzaga in discesa doppiando il contrafforte, assumendo un carattere più aereo e panoramico, mentre tornano le funi…p1040722-2 Quinci scende con ripidezza a uno stretto intaglio;  lo vediamo risalire in scalinata verticace. Mi emoziona pensare che la via procede sul piancito del’antico camminamento Inca originario al Tempio della Luna, ricalcandone i passi…p1040723-2 Giunto all’intaglio il sentiero attacca la parete del Wayna serpeggiandola in guisa di scalinata ad alti gradini, accompagnato talvolta dalle funi…p1040724-2 p1040725-2 Quinci si ascende lungamente senza tregua e senza requie. La via scalina la parete sfruttandone i pochi punti deboli, insinuandosi tra le costole del monte, letteralmente scavandosi la traccia. Il percorso è selvaggio, mitico, storico, stupendo…p1040727-2 p1040732-2 Via via che sale il percorso si fa vieppiù aereo, talvolta affacciandosi sul vertiginoso sbalanco, regalando scorci mozzafiato sul tema di Ande circostanti ammantate di boschi. Si perviene poi a un tratto di 5-6 metri che s’impenna tosto facendosi i gradini gradoni; lo si supera con passi di I grado, aiutati dalle funi…p1040730-2 Retrospettiva del passaggio, qui ripreso sulla via del ritorno…p1150956-2 Dopo una mezzora abbondante di salita lentopede dal checkpoint perveniamo a un terrazzo panoramico fuor di bosco; lo scorcio sulla più bassa Città Perduta è sontuoso…p1040736-2 p1040735-2 Siamo ai piedi dell’appicco cuspidale; sui primi terrazzamenti vertiginosi che fan da spalto basale al Tempio della Luna. Come da foto seguente, il cammino li supera in foggia di aerea cornice verticale a gradinelli striminziti e assai poco profondi, da cui m’esce metà pianta del piede. Il tratto si sviluppa per un cinquanta metri ed è servito da mancorrente, anche se talvolta la verticacia reale richiama l’uso delle mani sulla pietra…p1040734-2  C’è umidore, il tratto è scivoloso e va percorso con attenzione, vieppiù per il traffico pedestre…p1040738-2 Vista sul passaggio da uno spalto intermedio…p1040739-2 p1040742-2 Giunto sul ballatoio collare, il sentiero aggira il contrafforte murale per attaccare l’ultimo appicco su ulteriore rampa gradinata, un poco esposta e sprovvista di cavo ma più larga. Par d’arrancare sulla scalinata di torre Cirith Ungol di Mordor, dal Signore degli Anelli. Vista improvvisa e suggestiva sul versante finora tenuto nascosto dal monte. Questo arcaico camminamento secolare è davvero stupendo…p1040744-2  Salito il segmento siamo sul pianoro sommitale…p1040745-2 ove un severo cartello frustra l’eventuale uzzolo del paglino di vetta…  p1040746-2 ..e un simpatico pennuto che non sono riuscito a classificare zampetta fra gli accoliti questuando briciole…p1040748-2 …ma la vera cima è uno spuntone granitico che si vince con ulteriore frazione di cavi…p1040749-2 ..e un passo finale un poco esposto, ancora su gradini, qui ripreso in retrospettiva…p1040750-2 La vetta offre poco scomodo spazio per i tanti accoliti, e oppone un passaggio obbligato sul quale i gitanti ristanno a turno lungamente per pigliar foto e selfie, intasando il varco senza curarsi della coda che va montando su terreno malagevole. Comunque un colpo d’occhio magnifico e acclive sulla Città Perduta…p1040751-2 e sul giro d’orizzonte, che per la bonaria seccatura ometto di fotografare. Epperò non voglio rinunciare a un souvenir, ‘che facciamo due passi fuori traccia e chiedo a due simpatici escursionisti anglofoni (anche loro bonariamente al par mio perplessi dall’atteggiamento degli altri) di farci lo scatto sussotto la Città Perduta..p1040756-2 Il panino lo mangiammo al pianoro sottovetta, ‘sicchè abbiamo tosto imboccato la via di smonta. La traccia cala con aerea ripidezza nell’opposto versante per salticelli rocciosi e  gradini un po’ scomodi tra gli arbusti scapigliati ..p1040759-2 In breve la via torna ad essere un antico e ardito camminamento splendidamente intagliato che spicciativo smonta i terrazzamenti del Tempio…p1040760-2 Rapidi si perviene a una strozzatura; il sentiero s’infila in un antro che si stringe a buio angusto budello di cui non si scorge l’uscita. Il passaggio è obbligato, non vi sono alternative praticabili e/o semmai consentite. Qui la Fra travisa la ripugna claustrofobica con un bel sorriso…p1040762-2 Il passaggio si risolve in fretta, ma impone la guisa carponi e la modalità sandwich. Uscito l’antro il cammino è ancora irto e bellissimo; le rampe di scale disrampicano via via le terrazze e depositano su cenge artificiali che ne diciplinano l’assetto e le raccordano pedovia…p1040768-2 Un occhio alle terrazze; stiamo per chiudere l’anellino cuspidale del Tempio della Luna e ricongiungerci alla base del medesimo …p1040769-2   Ci caliamo rapidamente e incrociamo parecchi pellegrini.che salgono. Giunti alla deviazione per la cimetta minore si mette a piovere.. Scegliamo comunque di salire per un colpo d’occhio alto ancora ma ravvicinato sulla Città Perduta. Il sentiero è più ostico e selvaggio, certamente meno frequentato (siamo soli), privo di attrezzature. Sale rapido per scalini, cengette naturali e saltini rocciosi superabili con brevi passi d’elementare arrrampicata, ma va percorso con attenzione, vieppiù per il bagnato…p1150962-2 Una corda aiuta a superare un salto roccioso di circa 5 metri viscido e povero d’appigli; altri tornanti stretti su pestato impervio  un po’ esposto e si calca l’esigua vetta del dente; dieci minuti dalla deviazione. Il magnifico panorama del momento; la Città è Perduta…p1150966-2 In cima troviamo i due simpaecursionisti anglofoni, coi quali cè sintonia evidente. Due chiacchiere e c’imbustiamo, ‘chè ora piove con forza tropicace…p1150968-2 La discesa richiede cautela, il fondo è assai scivoloso e il sentiero stretto s’affaccia su salti ch’è meglio comunque non sperimentare..p1150970-2 Ancora giù, con calma…p1150972-2 Il passaggio con la corda…p1150973-2 L’ultimo tratto un po’ delicato in discesa col bagnato, la cengetta che si fa scala da smontare con un passaggino di I grado…p1150975-2 Varchiamo l’uscita dall’area Wayna Picchu e piove da matti. Zoomatina sul complesso di Intihuatana della Città Perduta, ossia la postazione lavorativa degli astrologi Inca; i turisti sciamano verso il coperto, i nembi s’alzano un poco…p1150981-2 ..e ci s’incontra al riparo di antiche capanne…p1150977-2 Prendiamo a sx per il settore residenziale; continua a piovazzare…p1150984-2 Uno sguardo verso l’erbosa Piazza Centrale; più che nelle Ande Tropicali par d’essersi nelle Highlands caledoni…p1150987-2 …esterni d’interno con turista in lettura…p1150985-2 L’agglomerato residenziale è abbastanza sgombro di visitatori, così rattamente passiamo i viottoli che separano le suggestive bicocche petracee e siamo al complesso e – va da sè – terrazzato settore industrialep1040780-2 p1040791-2 p1040792-2 ..mentre laggiù nell’impluvio tropicace scorre l’Urubamba… p1040795-2 Decidiamo di recarci al distretto dei templi, che la piazza centrale separa da quelli “mondani” appena visitati; pigliamo quindi il lato corto della main square e saliamo le rampe che conducono alla Casa del Sacerdote; p1040784-2 p1040789-2c’imbattiamo però su percorso obbligato in un aspide senza coda di turisti plurilingue avvolti in mantelline millicrome, incalzati da decine di guide locali ch’esasperati berciano di non fare foto a ogni passo;  piove, il serpentone si muove lentissimo e tosto s’arresta ogni baleno per via dei tanti non ottemperanti; Inca Blues per orchestra in polifonia dissonante. Imbocchiamo un viottolo per uscire la coda ma un inserviente ci blocca e rammenta che la via è una. Ci toccherà pertanto rifare il giro dei settori mondani già visitati, ragion per cui un poco mi scese la catena e in ottemperanza badai a non ingolfare vieppiù il traffico pigliando foto al settore.religioso. Epperò in cima al Tempio Principale volgo lo sguardo alle Terrazze Agricole Occidentali e l’Inca Blues ripiglia l’andamento d’una struggente nenia Quechua…p1040773-2 p1040775-2 p1040776-2 Doppiato quindi il settore mondano perveniamo (sempre sotto l’acqua e nel caos ambulatorio degli accoliti) al Tempio del Condor. Siamo stanchi, bagnati e in giro da non so quante ore, la magia del luogo è un poco banalizzata dalla folla in modalità selfie compulsivo e francamente faccio foto poco volentieri…p1040799-2 Ne avremmo anche abbastanza, ma vogliamo arrivare alla capanna lassù, ossia la Casa del Guardiano, presso la Porta del Sole, donde la vista sulla Città Perduta dovrebbe corrispondere al colpo d’occhio più celebrato…p1040797-2 Serpentari ci aggreghiamo all’ennesima coda, e con pazienza ci siamo; la sontuosa scenografia secca le fauci sfoggiando invero tutto il suo valore naturale e culturale…p1040800-2 Immagino che l’alone mistico della plaga si esprima con vigore pazzesco quando si perviene a questo pulpito camminando il celeberrimo e frequentatissimo Inca Trail.  La Città Perduta è la destinazione conclusiva del trekking, e son certo che trovarsi tosto questo colpo d’occhio magari in orario sgombro di pedoni, tipo all’alba o al tramonto provochi stimoli pazzeschi al terz’occhio che registrerà indimenticabili sensazioni. Ma anche ora, benchè brulicante d’umane figure in movimento multicolore, lo scorcio lascia stupefatti. I nembi vacillano e s’allarga la visuale…p1040802-2 Mentre il Wayna Picchu salito prima va in fumo, sgombrando dalle spire il rostro del picco innominato conquistato poco dopo…p1040806-3 Quinci si pregiano la fantasiosa geometria dei terrazzamenti, la perizia ingegneristica dei canali di drenaggio e irrigazione, la regola d’arte delle possenti murate a secco, la mandalica immaginazione dello spazio con cui giocare seriamente; questa gemma di cultura materiale è incastonata in una corona di crode vellate d’un manto verzicante di tropicacia che fuggono a perdita d’occhio, valorizzando il quadro d’un pregio ambientale unico e stupefacente…Qui un primo piano sui terrazzamenti, zoomata sul complesso dei Bagni Cerimonialip1040810-2 ..Per incantagione spiove; i contrasti della plaga si fanno tropicaci…p1040817-2 …fotosouvenir senza piedi e con mantella impermeabile un poco beccamortace…p1040811-2 …abbiate pazienza, non riesco a staccare lo sguardo e compulso foto, convinto di catturare ogni cambio impalpabile di luce..p1040820-2 …e invece qui dovrete ammettere che al centro focale sono le Terrazze Occidentali sovrastate dal picco innominato, e negli scatti precedenti non era ritratto il fumido vallone alla manca, tiè…p1040823-2 Può bastare. Meniamo la via del ritorno, passando più accosti ai Bagni Cerimonialip1040826-2 La discesa per l’antico camminamento sarà umida e piacevole. Ci applichiamo il tostissimo repellente scacciazanzare antimalaria dal principio attivo micidiale (già messo al mattino) che dimenticai di fotografare prima… p1160002-2 Qualche timida sortita di sole regalerà scorci suggestivi di jungla lungo il cammino forestale…p1150994-2 p1150997-2 In un’ora e mezza lentopede assai siamo ad Aguas Calientes. Siamo in giro da otto ore, con discreti dislivelli e tant’acqua presa. Cena a base di Lomo Saltado, branda presto. L’indomani ci aspetta un complesso viaggio intermodale per Lima, e di lì 8 ore di pullman notturno per Huaraz, nelle Cordigliere.  Sarà treno per Ollantaytambo e quinci taxi per Cuzco, ‘chè dobbiamo essere colà in aeroporto ad orario certo. Optiamo per la tratta in taxi; i combis non possono dare garanzie, e soprattutto pare non ve ne siano da Ollantaytambo per Cusco all’ora in cui smonteremo dal treno. I ragazzi del Supertramp Hostel ci aiutano a prenotare il taxi per l’indomani, concludiamo con 100 soles, circa 30 euro, non male per una corsa di quasi due ore.  Alla stazione di Ollantaytambo il conducente ci aspetta con i nostri nomi pittati in cartello. Seguono scatti significativi del trasferimento; prima dal treno…p1040845-2 p1040848-2 Poi dall’auto, percorrendo la Sacred Valley; Salinas de Maràs, che purtroppo abbiamo visto solo da qui, in movimento…p1040861-2 p1040863-2 …giovane manutentore di Tuctuc a Urubamba…p1040866-2 ..Urubamba viewpoint…p1040868-2 ..Nevados delle Ande Meridionali…p1040879-2 …folklore nei pressi d’un valico presidiato con botteghe outdoor;  va però ricordato che in Perù il folklore non è “folkloristico” nell’accezione abituale che si attribuisce al termine contestualmente alla cultura globalizzata; è piuttosto “normativo”, quotidiano, un habitus…p1040880-2 p1040882-2 Lama, non Lama, Alpaca…p1040884-2 …non abbiamo compreso, eravamo troppo lontani e questa è una zoomata; il tassinaro ci spiegò, tuttavia non capimmo bene…p1040883-2 …sarebbe bello avessero il potere di cambiare il mondo e stessero qui discutendo su comedovequando iniziare; il perchè non importa…p1040885-2 Qui siamo a Pisac; buenastarde…p1040886-2 Pochi soles ben spesi per la licenza d’ottenere il meglio Ritratto di Signora…p1040887-2 Arriviamo a Cuzco, e con un bel sorriso d’Alpaca ripreso dall’auto in movimento  vi salutiamo. Facciamo appena in tempo a pigliar l’aereo per Lima, e colà piglieremo il bus notturno per Huaraz, ove dovremmo acclimatarci un poco per  l’avventura in quota sulle Cordigliere. Archiviamo quinci la faccenda Cuzco/Machupicchu. Forse ci aspettavamo qualcosa di più eclatante (siamo abituati bene in Italia con i tesori archeologici), ma è stato certamente dizzy. 

A presto con il fotoromanzo escursionistico sulle escursioni d’acclimatazione in Cordillera Blanca.

Yoyodel.

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