DOLOMITI ZOLDANE, gruppo Mezzodì/Prampèr; aperitivo di prim’autunno a base di Spiz, o del ravanar solinghi fra Mughi, Camosci e Raponzoli.

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SCHEDA ESCURSIONE 

 Dopo il favoloso trekking sulle Ande Peruviane e la tanta montagna calcata per allenarvisi decidemmo di fare basta con le Terre Alte per un bel po’. Malgrado l’overdose di cammino, l’uzzolo di faticare ha bussato ancora e ci siamo recati a pensare coi piedi per le plaghe appartate e selvagge del Gruppo Mezzodì/Prampèr, nelle Dolomiti Zoldane, in barba alle cattive previsioni meteo poco stimolanti, approfittando dell’ultimo scampolo sfruttabile d’apertura stagionale al Rifugio Angelini Sora el Sass pagina facebook del rifugio . Si tratta di un’area dolomitica intatta, libera da impianti di risalita e infrastrutture impattanti, poco nota poichè oscurata dai vicini e celebrati colossi Pelmo e Civetta, tuttavia di grande pregio ambientale, ricca di flora e fauna endemiche e preziose, vieppiù inserita nel territorio protetto del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.  Non ingannino le quote modeste dei rilievi nel comprensorio in oggetto; le Crode degli Spiz di Mezzodì donano al camminatore curioso scenari di grande verticacia in guisa d’arabeschi e poderosi pilastri rocciosi, che in grembo proteggono gemme di saporosa naturalità e offrono degustazioni di wilderness. Dicevamo le previsioni meteo davano pioviggine e son state di parola, ‘sicchè l’itinerario pensato è cambiato nei fatti. Il primo giorno, benchè coperto e foschioso abbiamo raggiunto come da progetto il Bivacco Carnielli – De Marchi e quinci tornati sui passi abbiamo cenato e dormito al Rifugio Sora el Sass. Per stanchezza non abbiamo intrapreso l’esplorazione dell’accosto  Viaz dei Banditi, rimandandolo semmai al giorno dopo. I “Viaz”, peculiarità delle montagne zoldane, sono percorsi perlopiù orizzontali che traversano il monte per cenge e passaggi utilizzati dai camosci e in passato dai loro cacciatori; di norma non sono segnalati, se non da ometti e tracce di passo; spesso molto esposti e  non attrezzati, presentano passaggi d’arrampicata. La loro percorrenza richiede esperienza di montagna e talvolta competenze alpinistiche, a seconda del grado di difficoltà e rischio. Il dì seguente il progetto prevedeva l’esplorazione del Gruppo di Mezzodì mediante il concatenamento ad anello del sentiero attrezzato 532 col sentiero 533, ma la pioggia fitta e la nebbia totale ci hanno indotto a ripiegare sul comodo sentiero 534 e tornare a casa, rimandando peraltro il Viaz dei Banditi ad altra occasione, ‘chè i Viaz vanno percorsi con l’asciutto e certezza di tempo stabile. Malgrado il ripiego complessivo e il paesaggio travisato da nebbie poi pioggia, la gita è stata deliziosa e ha rintuzzato il desiderio di tornare a perdersi e ritrovarsi in queste plaghe selvagge.

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta topografica per ecursionisti TABACCO, foglio 025 “Dolomiti di Zoldo, Cadorine e Agordine”, scala 1:25000.
  • L’escursione ha inizio in località Pian de la Fopa, in Val Pramper, raggiungibile in auto lungo la carrozzabile di fondovalle che s’imbocca (ben indicata da cartello turistico marrone) dalla strada principale a Forno di Zoldo (BL), seguendo la direzione Pralongo, dopo circa 4 km.  indicazioni per Forno di Zoldo
  •  SPAZI e TEMPI: Pian de La Fopa 1200 mt circa-sentiero 534-Giaron de La Pala dei Lares 1420 mt (0.30 h circa); a destra sentiero 522-Bivacco Carnielli/De Marchi 2010 mt (2.00 h); a ritroso sentiero 522-Giaron de La Pala dei Lares 1420 mt (1.30 h circa); a destra sentiero 534- Rifugio Angelini Sora el Sass 1588 mt (1.00 h circa). Qui si chiudeva il primo giorno. Riporto di seguito tempi e spazi del secondo, ridotti per via del maltempo; si tratta semplicemente del ritorno all’auto per altra via, che sarebbe stata quella di rientro ad anello degli Spiz compiuto (se l’avessimo fatto). Così posta diventa la tempistica totale di un lungo unico giro. Rifugio Angelini Sora El Sass-prosieguo sentiero 534-Casera di Mezzodì 1348 mt (0.30 h circa); sentiero 525-Località Castelaz 1000 mt (0.40 h circa); a sinistra la carrozzabile di fondovalle-Pian de La Fopa 1200 mt (0.30 h circa)
  • TOTALE TEMPI : 6.00 h circa
  • DISLIVELLI: salita 1000 mt circa, discesa 1000 mt. circa; 
  • PUNTI D’APPOGGIO : Rifugio Angelini Sora el Sass, tel 327/1619247 pagina facebook del rifugio  ; Bivacco Carnielli-De Marchi, sempre aperto e incustodito, 9 posti su brande e tavolo d’appoggio, trovato in condizioni molto buone

 

  • cartina topografica con tracciato dei percorsi escursionistici: ho tracciato in nero blu il percorso effettivamente svolto, in blu il giro previsto per il secondo giorno e rimandato per maltempo p1060151-2

DIFFICOLTA’: Bivacco Carnielli-De Marchi: EE+ (per escursionisti esperti, con lievi maggiorazioni) percorso ripido, faticoso e su terreno friabile; tratti su cenge in modesta esposizione, passi di I grado su scaglioni e roccette  fino al bastione sotto al bivacco. Il segno + connota l’ultimo tratto, una fascia rocciosa sì appoggiata e ricca d’appigli ma di lungo sviluppo. L’ambito è quello delle roccette; per quanto facile presenta tratti continui di I grado, che a mio avviso giustificano e ammettono il segno +, rimanendo però la salita alla portata di un buon escursionista    vai alla scala delle difficoltà escursionistiche

Rifugio Angelini Sora el Sass (per il sentiero attrezzato 534): EEA (per escursionisti esperti, con tratti attrezzati); Il segmento ferrato è piuttosto semplice (e ottimamente attrezzato), ma presenta tratti molto ripidi e altri lievemente esposti, per cui è opportuno procedere in sicurezza (utilizzando il kit da ferrata), soprattutto per i meno esperti. Il resto dell’itinerario si svolge su buoni e comodi sentieri. Una precisazione: il Rifugio Angelini Sora el Sass è altresì comodamente e facilmente raggiungibile lungo i bellissimi sentieri 522 e 534 nord, che si snodano per placidi boschi, ossia il nostro itinerario di discesa. Per chi non avesse voglia di cimentarsi con tratti attrezzati.

Caratteristiche: Siamo nel magico mondo intatto e friabile degli Spiz di Mezzodì, così vicino a colossi dolomitici e convalli di fama mondiale eppur così lontani dai clamori turistici con cui gli stessi vengono celebrati. Gl’impervi percorsi quivi presentati si snodano in ambiente integro e selvaggio, rispettandone le qualità in piena sintonia. Il sentiero 522 che conduce al bivacco Carnielli-De Marchi offre splendide opportunità di scrambling, ossia di ravanare, sviluppandosi in costante ripida salita lungo cengette brecciose, canalini e scaglioni di raccordo che comportano passi di facile arrampicata (I grado). La scarpata rocciosa che difende il bivacco dicevamo piglia la foggia d’una parete, per quanto appoggiata e ricca d’appigli, appoggi  (appunto) e mai veramente strapiombante, pertanto va superata in facile arrampicata di I grado agevolata da piccole cenge di raccordo, segmenti di sentiero breccioso e canalini invero “chiusi”, in esposizione che si mantiene moderata. Per intenderci, buona parte del tratto in questione la si percorre in posizione eretta.  In discesa possono acuirsi un poco le difficoltà, ‘chè s’avverte maggiormente la pur sempre relativa esposizione.  La discesa a ritroso lungo il sentiero 522 è assai scivolosa, mentre il pestato ritorna buono quando presso il Giaron de La Pala dei Lares si piglia il segnavia 534, che prima indugia nell’impluvio d’una gola suggestiva poi perviene all’attacco della facile ferrata. Il tratto attrezzato vince una lunga scarpata di mughi, gradoni e roccette, ripida e faticosa; le funi aiutano parecchio ad issarsi per superare di slancio canalini e placche tra brevi cenge, il tutto in esposizione lieve, e in protezione pressochè contunua.  Superato l’ostacolo il sentiero 534 s’allunga in piano a bellissimo bosco misto e raggiunge in breve la radura che ospita il rifugio. Quinci la discesa in valle per il prosieguo del segnavia 534 e lungo il 525 si snoda su comodi sentieri in mezzo a splendidi boschi misti di faggio, abeti e larici. Purtroppo non posso descrivere la profondità dei panorami, smorzata prima da uggia poi da fitta nebbia piovasca, ma pare siano bellissimi,  in particolare su Pelmo e Civetta. L’acqua lungo il percorso per il bivacco dovrebbe trovarsi di fusione nella scarpata d’accesso, ma noi ne abbiam vista pochissima; farne buona scorta. 

 

Fine settembre, anno 2016 D.C..

…..Spergiuri. Dopo la promessa reciproca che per un bel po’ avremmo evitato di vagolare in montagna, ci siamo trovati a pascolare l’uzzolo irresistibile di faticare ancora per Terre Alte, ‘sicchè siam partiti alla volta delle Dolomiti Bellunesi, distretto  Zoldano, per andare a curiosare le selvagge plaghe crodacee degli Spiz di Mezzodì, appartato gruppo montuoso afferente alle Dolomiti “minori”.  Malgrado il previsto meteo poco propizio, e con l’opportuna presenza di spirito qualora il maltempo suggerisca ripieghi d’itinerario piuttosto che rinunce, abbiamo prenotato una mezza pensione al Rifugio Angelini Sora El Sass, tra i pochi presidi gestiti ancora aperti.in questo finesettimana di prim’autunno. Dopo due orate e mezza  d’auto senza patemi da Bologna, sulla strada 251 che risale le forre del Canal del Maè, ancor prima di sbucare nella più aperta Val di Zoldo, il tempo e lo spazio si fermano, al pari del traffico; in quella un denso gregge di pecore invade pacificamente la carreggiata…p1050979-2 …’chè si galleggia su flutti di lana…p1050980-2 Dopo la simpatica sosta forzata raggiungiamo Forno di Zoldo e imbocchiamo la carrozzabile che risale Val Pramper ed entra nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Siamo soli. Il mondo senziente sembra offrire solo due esemplari d’umanità, ossia noi. Il cielo è bigiotto e carico d’umidore foschioso, il sole rimane sotto le coperte di bruma.  Perveniamo all’area parcheggio di Pian de La Fopa, punto di partenza e arrivo del nostro sghembo itinerario ad anello. Pannelli esplicativi e l’indicazione per il Rifugio Sora el Sass; dritto lungo la carrareccia  per una decina di minuti in lieve pendenza…p1050984-2 Quinci stacca a sinistra un ponticello in legno che varca l’alveo allora asciutto del torrente Pramper e ospita il tratto in comune ai sentieri 534 e 522; imbocchiamolo, ‘chè siamo diretti al bivacco Carnielli-De Marchi…p1050985-2 Il cammino rivela fin da subito la natura del terreno tipica del viandare per queste plaghe; pendenza sostenuta, fondo sbrisolone, baranci scarmigliati che ingombrano la via. Intanto gli Spiz di Mezzodì sfoggiano nella luce ocra l’orgogliosa verticacia, malgrado la quota modesta; siamo diretti tra le loro pieghe lombari…p1050986-2 Mezzora scarsa di cammino lentopede in salita costante e perveniamo al bivio che c’interessa; siamo al Giaròn de La Pala dei Lares, e quinci dobbiamo pigliare a destra il segnavia 522 diretto al bivacco (poi di ritorno il 534 per il Rifugio Angelini Sora El Sass); il doppio scatto restituisce la chiarezza dell’indicazione, vulnerata dalla spezzatura dei cartelli…p1050987-2 p1050988-2 Ora tocca rimontare a stretti e faticosi tornanti la rampa nota come Pala dei Lares Bassa.  Il fondo sdrucciola e il tratto è costantemente ripido, ‘sì come tale si manterrà fino al bivacco. L’assenza di presenza umana piglia una densità fatta di suoni naturali e odori forti; risuona l’eco di sinistri franamenti forse cagionati dal cruccio dei camosci, l’aria è ferma e olezza d’un effluvio dolciastro e pungente, che associamo ai fitti baranci, chissà…p1050989-2  Benchè faticosa e friabile la traccia è segnalata e visibile mentre serpeggia la costa spettinata dal crine fitto di mughi, rimontandola rattamente. Intanto decolla dissopra una gola lo Spiz Sud di Mezzodì (2309 mt), dal cipiglio fiero malgrado la bassa statura…p1050990-2 Il pendio si stinge in guisa di valletta, e s’impenna in uno sdrucciolo che s’esaurisce a un dipresso d’una selletta, a circa 20 minuti di salita dal bivio precedente. Si divalla appena il contrafforte e in breve il sentiero riprende a salire rimontando la facciata vespertina degli Spiz….p1050995-2 Quinci la via si fa più “pelosa”; rami e radici dei baranci ingombrano la sede, friabile vieppiù, e tosto bisogna rimontare un gradone con un corto ma faticoso passo direi sul II grado (in assenza d’esposizione); tocca issarsi un poco…p1050997-2…segue una cengetta friabile ascendente lievemente esposta che s’esaurisce una decina di metri a monte. D’ora in poi la via si snoda su tratti di sentiero malagevoli, saltini e cengette .che rimontano impazienti l’assai ripido pendio…p1050998-2 ..talvolta pigliandolo di petto.con divertenti passaggi di facile arrampicata (Igrado)..p1060001-2 p1060002-2 Il percorso è comunque segnalato a bolli rossi e bandierine rossobianche, talvolta simpatici ometti. Si tratta di scrambling, si “ravana” un po’ in divertente quadrumania fra cenge poco esposte, tratti di sentiero spettinato, canalini e fasce roccettose da rimontare in arrampicata elementare…p1160794-2 …persi nel mezzo a una plaga di meravigliosa naturalità. La sensazione di solitudine si fa intensa, ‘sì come il sapore di wilderness; in quella tosto udiamo prima il fischio d’allarme poi lo strepito di tre camosci spaventati a fuga; li vediamo sgommare lungo una cengia poco sotto di noi e non riesco a catturarne lo slancio con la fotocamera, tanto sono lesti. Bellissimo. Pazienza se l’uggia in cielo nasconde la vista panoramica della schiera di crode composta da Tàmer, Cima di San Sebastiano e Castello di Moschesin, che dovrebbero ristare a guardia dell’opposto versante di Val Pramper, ma sono fagocitati da una densa bambagia di nembi ocra. Procediamo, e poco dopo la via prende un respiro in piano, allungandosi per un tratto in cengiucola che comporta un breve “passo del gobbo” per via del tetto un po’ basso; avevamo nel frattempo indossato il casco, ‘chè non cessava l’eco di franamenti poco lontani…p1060003-2 p1060004-2 Questo sistema di cenge e ripidi risalti raccorda la Pala dei Lares Bassa con la superna Pala dei Lares Auta (alta), la quale sbocca su di uno spalto che ospita il bivacco Carnielli-De Marchi. Consiste in una rampa rocciosa che divide un canale ad impluvio con l’adiacente Spiz di Mezzodì Sud. Raggiunto l’imbocco del canale, dovremo rimontare la Pala a sinistra; nel prossimo scatto evidenzio il tracciato a partire da una mezza Fra…p1060006-2 Perveniamo all’imbocco del canale per stretti tornanti; l’impluvio è ostruito da un muro calcareo, che i bolli rossi senz’indugio invitano a rimontare…p1060007-2 Si tratta della bastionata rocciosa che difende lo spalto del bivacco. Il primo tratto si presenta in guisa di parete a roccette, invero bastevolmente appoggiata, che va superata con divertente arrampicata di I grado su buona roccia; l’attacco…p1060008-2la traccia sfrutta i punti deboli lungo cengette raccordate da sbalzi e brevi canalini…p1060010-2 Le segnalazioni a bolli e ometti di sassi, invero abbondanti, possono generare un po’ di confusione; talune guidano l’ascesa sfruttando perlopiù le cenge brecciose, talaltre invitano a spicciare la tratta pigliandola più di petto; in ogni caso si tratta di salire, in  esposizione sempre modesta (taluni direbbero assente)…p1060014-2 …con abbondanza d’appigli e appoggi… p1060016-2 …e in guisa per l’appunto sempre sufficientemente appoggiata, mai davvero strapiombante…p1060017-2 A circa metà bastionata una cengia brecciosa spezza la rimonta e si piglia fiato; la traccia la segue e conduce verso la concavità dell’impluvio (attenzione, trovammo il tratto un poco bagnato)…p1060019-2 Quinci la via stempera la verticacia e s’appoggia vieppiù. Ricompaiono i mughi, che possono agevolare la risalita dei  gradoni (culetto in primo piano)…p1060022-2 ..Una prospettiva dell’ultimo sbalzo roccioso, molto gradinato…p1060024-2 Seguono tornanti brecciosi fra i mughi, conditi con qualche saltino e facilitati dalla prensilità .dei baranci; poi finalmente si merita lo spalto, col bivacco piantonato da un larice commovente…p1060025-2 In mezzora scarsa di simpatica arrampicata (che richiede comunque l’opportuna concentrazione) si vince la Pala dei Lares Auta. L’amenità del luogo riempie il cuore; lo spirito prima gattona poi dispiega le ali e spicca un volo di gracchio gaudente; sfruttando le correnti ascensionali fluttua verso la poderosa cima dello Spiz…p1060032-2 …s’allunga a cercare il Pramper e il Moschesin tra le nebbie…p1060037-2 …si libra nel canalone ove lo Spiz di Mezzo e il fratello Sud si scambiano il respiro…p1060039-2 ..mentre un gruppo di rocciatori ne saggia la verticacia…p1060038-2 Non per caso questo bivacco viene spesso mentovato come “nido d’aquila”; il poggiolo striminzito su cui giace appunto s’annida nella severa verticacia di croda, e offre un quadro animato di selvaggia bellezza in cui perdersi come umili figure gregarie della Natura che qui respira profondo, inflatando il Piccolo Mondo Antico e friabile degli Spiz d’un’armonia che ne fa cantar le plaghe..p1060040-2 p1060036-2 p1060048-2…poi l’appetito richiama lo spirito a cose più terricole, ‘chè mangiamo il panino gustandoci lo scenario scaldato dal sole che vince un momento la timidezza. Intanto diamo un’occhio al bivacco, i cui ancoraggi sono decorati dalle bandierine di preghiera tibetane e indumenti stesi ad asciugare…p1060034-2 p1060033-2 …il che vuol dire che non siamo i soli quadrumani a viandare per queste plaghe; penso che i rocciatori scorti poco fa in parete abbiano apparecchiato un delizioso e raccolto soggiorno alpinistico, stando alle suppellettili e vivande all’interno del riparo (molto ben tenuto)…p1060027-2La sosta è breve, ‘che se vogliamo calcare il Viaz dei Banditi tocca muoversi di buona lena verso il Rifugio Angelini, benchè sia forte la voglia di passare la notte in questo luogo ameno. Un saluto al bivacco e al tenero piantone lariceo…p1060035-2A ritroso  imbocchiamo il sentierino e scendiamo i primi scaglioni; questo tipo di terreno si fa più impegnativo in discesa…p1160795-2 p1160796-2 In breve superiamo con attenzione le scaglie e i gradoni agevolati dai comodi baranci e perveniamo alla fascia rocciosa più verticace. In discesa si avverte maggiormente l’esposizione; per quanto appoggiata, mai veramente strapiombante, ricca di appigli e (appunto) appoggi, cenge e corti canalini, perciò di facile percorrenza, si tratta pur sempre di una parete rocciosa da smontare, quindi ocorre procedere con la dovuta concentrazione. Colpo  d’occhio sull’ambito verticace con la Fra procinta a smontarlo…p1160799-2 p1160798-2 Un po’ rasochiappe/faccia a valle, un po’ con la più idonea modalità faccia a monte discaliamo la parete, scegliendo in loco  fra le tante segnalazioni il percorso migliore.  Giunti alla base della scarpata il terreno torna più agevole tuttavia friabile e ripido. Non riesco a procedere con efficacia, ‘chè se mi lascio andare troppo all’inerzia discendente scivolo e rischio cadute (finisco chiappe a terra un paio di volte), ‘sicchè mi tocca viandare con lentezza e freno a piede tirato, e le ginocchia dolgono. Superati con attenzione i tratti di sentiero un pelo più scabrosi, perveniamo alla cengia da cui scorgemmo i camosci; la plaga vibra d’incantagione, ‘chè proprio sottocengia la Fra scorge un magnifico Raponzolo di Roccia, pianta rara, endemica e preziosa; aggrappandosi ai baranci ella riesce a farne un ritratto in primo piano…p1060054-2 Percorriamo poi con attenzione la cengetta sbrisolona che adduce all’ultimo (primo dell’andata)  salto di roccia… p1160800-2…smontato un po’ a fatica il quale siamo nei pressi della selletta che s’affaccia sulla Pala dei Lares Bassa. Il terreno disagevole e la stanchezza incipiente ci hanno fatto impiegare un’ora dal bivacco.  Mentre scendiamo la ripida costa della Pala notiamo una bella cengia segnalata da ometti che taglia pressochè in piano la parete diruta e mena verso nord; immagino si tratti dell’attacco/uscita dell’ardito Viaz de l’Oliana, selvaggio percorso orizzontale che dovrebbe condurre direttamente al Rifugio Angelini….p1050992-2La curiosità è forte, la tentazione d’imboccarla vieppiù; vista quinci è invitante, ma la poca contezza dello sviluppo e la presenza di tratti alpinistici documentata in letteratura ci fanno desistere assieme alla stanchezza. Peccato, sembra proprio spicciare la via per il rifugio attraverso plaghe sospese davvero intriganti…p1050993-2 A differenza di altri Viaz, perlopiù pertinenti a camosci e cacciatori, questo pare sia intitolato alla dama Oliana, che lo percorreva per agevolare i rifornimenti ai legnaiuoli fra il ripiano di Sora el Sass (la radura boschiva che ospita l’omonima  Casera ora Rifugio) e le Pale dei Lares. Dopo queste suggestive divagazioni scendiamo spicci lungo il segnavia 522 fino al bivio del Giaron de la Pala dei Lares, ove imbocchiamo a destra il 534 che ci condurrà al Rifugio Angelini.  Il sentiero, tornato di buon pestato, indugia in moderata pendenza fra curiose formazioni rocciose ai piedi dello sperone, rifilandone le falde. Il tratto è particolarmente suggestivo e asseconda il contrafforte dello Spiz Nord dirigendosi poi verso il  tetro canalone cui questi dà forma e profondità in collaborazione con  lo sperone dello Spiz Nordest. L’ambiente è austero e selvaggio, polputo di verticacia malgrado la bassa quota…p1060056-2 la via ben segnalata ora calca l’impluvio del canalone, che allo sbocco si stringe in guisa di gola; la traccia rimonta il pendio detritico, chiuso da uno sbarramento roccioso che strozza la trachea della gola in questione. In quella i segnavia svoltano a sinistra e conducono alla base della bancata cosparsa di baranci che rinfaccia lo Spiz Nord. Siamo all’attacco del tratto ferrato, dove è opportuno indossare il kit da ferrata (soprattutto per i meno esperti)…p1060059-2 la prima frazione, invero piuttosto semplice,  rimonta uno sbalzo attraverso un articolato sistema di canalini e cengette  gradinati e ricchi di appigli….p1060066-2 p1060068-2 L’ambiente in cui si svolge il segmento è selvaggio e di grande suggestione…p1060062-2 L’esposizione è modesta, moderata vieppiù dalla presenza pressochè continua delle funi. Al primo sbalzo fa seguito una breve cengia che conduce alla base di una fascia rocciosa più verticace da rimontare. Tocca risalire due ripide placche in sequenza, sempre protetti dal cavo che agevola il percorso, facendosi appigli e appoggi buoni più scarsi. La fune consente di superare prima l’attacco (direi sul II grado) poi lo sviluppo di I superiore…p1060070-2 p1060072-2 Rattamente si guadagna quota. Un esiguo terrazzino interrompe la continuità del tratto roccioso, che ne complesso ammonta direi a una trentina di metri; qui un particolare del secondo spezzone…p1060075-2 Salita la rampa si sbuca su lembi pensili di costa erbosa e baranci; la traccia li serpeggia con ripidezza e ne affronta le scaglie, quasi sempre protetta. S’infila poi nel mezzo a un canalino erboso, ne risale faticosamente l’impluvio e sbuca su di un minuscolo pulpito panoramico ingentilito da una suggestiva pancchetta in legno che mannaggia non fotografai. Però mi ci sono seduto per tirare il fiato e riprendere la selvatica verticacia della plaga; ecce lo Spiz Nord…p1060077-2 …e l’uscita del sentiero sul pulpito…p1060078-2 Qui termina la frazione attrezzata (durata poco più di 20 minuti con calma), facile tuttavia faticosa e articolata. La via prosegue ora verso sinistra con un delizioso e panoramico tratto in piano…p1060076-2 …che asseconda l’andamento della balconata silvestre che stiamo calcando; gira quindi a destra (nord) e in dolce pendenza sfronda un bellissimo bosco misto di faggi, larici pini montani e pecci…p1060081-2… che offre belle retrospettive di primo autunno sul Pramper…p1060082-2 …e magnifici spunti botanici; qui le vermiglie bacche d’un Sorbo degli Uccellatorip1060097-2 …particolare…p1060098-2 Qui non so, ma è bello…p1060096 ‘Sicchè dopo una mezzorata scarsa di piacevole cammino in piano (molto lentopede e con diverse pause) dalla panchina, perveniamo all’incantevole ripiano detto Sora el Sass, e all’omonimo rifugio, che pare una capanna delle fiabe…p1060108-2  Il tenue lucore autunnale infonde alla conca un senso di bucolica poesia; dalle panche del Rifugio il turrito maniero degli Spiz piglia le carezze d’un sole pigro disposto al crepuscolo…p1060114-2 Non rileviamo presenza umana. Solo il fumo che sbuffa dal comignolo del riparo ci racconta che non siamo soli. Questo è il romantico baitello che ospita il dormitorio supplementare del rifugio…p1060112-2 Ci godiamo la pace d’Arcadia, mentre scorgo chiassosi  tra le frasche una combriccola di gnomi buontemponi, capeggiati da un garrulo Mazarol (simpatico folletto della tradizione favolesca bellunese). Si sta così bene ( e siamo un po’ stanchi) che rimandiamo il Viaz dei Banditi semmai all’indomani. Entriamo poi nel rifugio (piccolo, raccolto, accogliente, delizioso), dove ci accolgono cordialmente i gestori, una coppia di giovani e simpatici ragazzi, invero un poco timidi con tenerezza, ma puntuali, cortesi e competenti. Non sono attesi altri avventori, ‘sicchè pare saremmo i soli ospiti. Riposiamo un poco in branda ed usciamo poi a salutare il tramonto. Prima di coricarsi, il sole dà un buffetto agli Spiz…p1060115-2 …poi tosto s’infila sotto le grevi coperte di nembi vespertini…p1060122-2 Ceniamo a base di squisite tagliatelle al ragù di cervo e un ottimo, saporoso pastin; per chi nol sapesse (e io nol sapevo), si tratta d’una sorta di salsiccia bovina in guisa di medaglione, cotta bene e accompagnata da polenta. Non vi sono commensali, ceniamo solo la Fra e io, ‘chè i gestori forse in ottemperanza al protocollo prima servono gli ospiti e solo poscia ceneranno. L’atmosfera è bizzarra, tuttavia molto piacevole, quieta, serena. Chiudiamo il pasto con un’eccellente grappa di barancio offerta dai gestori, di loro pregiata fattura. Consultiamo assieme il meteo per l’indomani, previsto in peggioramento con pioviggine poi pioggia. Ci corichiamo sapendo che domani  potrà toccar di rinunciare  all’anello previsto e al Viaz dei Banditi. Il locale dormitorio, tutto in legno e molto bellino, è a nostra completa disposizione…p1160801-2 Giornata deliziosa,buonanotte.

 

..MA CHE SAPORE HA UNA GIORNATA UGGIOSA (E PIOVOSA)

Il ticchettìo della pioggia notturna ha tenuto compagnia ad un sonno saporoso e ristoratore.Epperò si vede s’è trovato bene, ‘chè di buon mattino piove sodo e fa uggia…p1060125-2 p1060129-2 Aspettiamo senza fretta che almeno cali a pioviggine, ma niente. Tocca rinunciare all’anello ‘sì come al Viaz dei Banditi, di cui però andremo a cercare l’attacco, posto a un dipresso dell’Antro dei Banditi, poco distante dal rifugio, seguendo la dritta fornitaci dai gestori. Salutiamo la simpatica e gentile coppia con un arrivederci, ‘chè l’anello degli Spiz è solo rimandato a tempi (è il caso di dirlo) migliori; farlo ora non vedremmo nulla dei magnifici arabeschi di croda e il pestato sarebbe molto insidioso col bagnato. Stessa ragione che c’induce a rinunciare pure al Viaz dei Banditi, ‘chè l’esigue cenge esposte e il terreno delicato e disagevole poco segnalato tipico di questi percorsi , fatto di fondo breccioso, passi di roccia e  loppe erbose renderebbero in queste condizioni atmosferiche oltremodo rischioso quindi proibitivo il cimento. Per l’Antro dei Banditi seguiamo l’esigua traccia che serpeggia nell’erba alta e rorida, segnalata da piccoli sporadici ometti di sassi, e s’infila nel bosco policromo. Non è freddo e l’odore d’autunno boscoso pregia le nari…p1060136-2 Seguono pochi minuti di ripida e scivolosa calata.su loppe fradicie; i baranci agevolano il passo. Ecce L’Antro dei Banditip1060137-2 ..Pare fosse utilizzato come riparo segreto durante i conflitti bellici; la plaga odora forte di selvaggio e recondito, malgrado la nebbia o vieppiù per essa; l’ambito è assai verticace…p1060138-2 Mi guardo attorno alla ricerca di tracce per il Viaz; la costa è ripidissima e quelle che scorgo paiono deboli fra i fradici ciuffi e i mughi affacciati sul vuoto…p1060139-2 Visibilità problematica. Forse si tratta di calarsi sotto la volta della grotta, ossia verso il suo ingresso, ma già fatichiamo a ristare, ‘che il fondo è scivoloso da matti. Alla prossima. Questo itinerario dev’essere stupendo, ma serenamente lo faremo poi, ‘sì come in altra occasione visiteremo a modo il riparo. Torniamo a fatica sui nostri passi verso il rifugio, aggrappandoci ai baranci e ai ciuffi d’erba più robusti. Al rifugio imbocchiamo il sentiero 534 verso nord, ossia per la Casera del Mezzodì, e quinci all’auto, ma senz’alcuna mestizia, ‘chè ieri il giro è stato bellissimo e l’odierno autunno vigoroso ci lascia la voglia di tornare. L’ottimo sentiero, su fondo buono ma – va da sè – bagnato, cala in comode serpentine dentro al bosco misto profumato di buon umidore. Dopo circa 20 minuti di piacevole rorido viandare scorgo presso una curva qualche ometto diruto, che pare voglia guidare verso la scarpata; che si tratti delll’uscita/attacco del Viaz dei Banditi da basso? La descrizione relativa all’ubicazione fornitaci dai gestori parrebbe corrispondere; prendo nota con uno scatto…p1060141-2 p1060142-2 Dopo circa 40 minuti di cammino declive dal rifugio perveniamo alla bella radura prativa di  Casera del Mezzodìp1060144-2 il riparo purtroppo è inagibile, chiuso per via dei ripetuti atti vandalici che l’hanno deturpato. E intanto non spiove…p1060146-2 La località è importante crocevia di sentieri; da lì pigliamo il segnavia 522 che nei tempi indicati ci condurrà prima per bellissimo bosco su buon pestato alla località Castelaz, e quinci per la carrozzabile di fondovalle risale al Pian de La Fopa, ove abbiamo parcheggiato l’auto…p1060145-2Nel tragitto incrociamo cinque simpatici pellegrini (i soli bipedi incontrati nei due giorni  lungo il cammino), diretti al rifugio per le tagliatelle. Siamo contenti per i giovani gestori, che malgrado l’uggia piovosa riceveranno visite nell’ultimo scampolo d’apertura. Benchè oggi per il maltempo ci siamo visti costretti a camminare solamente l’ultimo segmento previsto da progetto, rinunciando così all’anello e al Viaz dei Banditi, la passeggiata rorida è stata comunque sollazzevole, e la piacevolezza profusa dallo splendido cammino svolto ieri ha lasciato una saporoso avangusto di bellezza selvaggia; un aperitivo di prim’autunno che rintuzza l’appetito per queste splendide plaghe. A presto cari Spiz, per un pasto completo a base di Croda.

Ciaw!

Yoyodel

 

 

 

 

 

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