CORDILLERA BLANCA (Ande Peruviane): incursioni escursionistiche d’acclimatazione, o dell’aria sottile

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 DELL’ARIA SOTTILE

Il  Mal di Montagna (altitude sickness/Acute Mountains Sickness – AMS) è una condizione  sintomatica che in genere si verifica oltre i 2500 metri di quota, in particolare dopo i 3000 metri (il suo manifestarsi varia soggettivamente a diverse altitudini) e s’acuisce salendo vieppiù, e non va sottovalutata. E’ dovuta al mancato o insufficiente adattamento dell’organismo alle grandi altitudini, ove la più bassa pressione atmosferica riduce la presenza d’ossigeno nell’organismo provocando uno stato di ipossia.  Quando ci si è acclimatati adeguatamente, in genere non insorge più e rimane la fatica del muoversi a quote elevate per via dell’aria rarefatta. E’ tuttavia  una condizione minacciosa e, soprattutto alle quote più elevate, senza una corretta acclimatazione,  se non trattata con tempestività e in modo opportuno può anche essere letale, potendo essa  causare edema cerebrale e/o polmonare.  Il mal di montagna può manifestarsi anche in persone con ottimo stato di salute, persino negli atleti, se non abituati alle quote elevate, pertanto si tratta proprio d’abituarsi, e di farlo nel modo corretto. I sintomi, che in forma lieve o sostenibile  insorgono anche durante il processo corretto d’acclimatazione,  vanno dal mal di testa alla nausea, dall’affanno all’insonnia, dallo stordimento alle vertigini, in forma più acuta e grave possono arrivare al vomito e alla dismetria. Considerando che  il Huayhuash Trekking prevede di camminare 10 giorni costantemente  fra i quattro e i cinquemila metri con punte oltre quest’ultimi, abbiamo dovuto acclimatarci regolarmente, con un periodo di quattro giorni, compiendo tre escursioni giornaliere così da incrementare  gradualmente quota e dislivelli; arrivando a toccare i 4900 metri ma rigorosamente tornando a dormire a quote più basse,  ovvero abbiamo sempre passato la notte ai 3000 metri di Huaraz. . I sintomi li abbiamo accusati in forma leggera, e via via sempre meno. E’ importante incrementare gradualmente le fatiche, moderare gli sforzi, prenderla con calma,  mantenersi idratati BEVENDO MOLTA ACQUA.  E’ andato tutto bene.   

 

Così dopo l’avventura nella jungla incaica di Machu Picchu ci aspettano le Ande acclivi. Un comodo viaggio notturno in pullman da Lima ci recapita a Huaraz, capoluogo della regione andina di Callejòn de Huaylas. Il progetto era di salire l’indomani al Refugio Perù, (REFUGIOS ANDINOS, consiglio l’approfondimento via link; anche in lingua italiana) colà passare la notte e il dì seguente conquistare le vetta del Nevado Pisco, salita alpinistica su ghiacciaio in alta quota che raccomanda l’impiego di una guida locale specializzata. Semmai non la si fosse trovata ( eventualità pressochè certa, poiché di norma le salite alpinistiche in Cordillera prevedono pacchetti che comprendono l’acclimatazione graduale e l’accompagnamento a partire dai punti d’appoggio in fondovalle, ‘sicchè nei rifugi non è presente un presidio/servizio guide), in alternativa avremmo completato un giro ad anello transitando dal Paso Tres Condores e quinci alla Laguna 69, per tornare poi al punto di partenza. Progetto più o meno suicida, dato che una corretta acclimatazione prevede l’incremento graduale di quota (ossia il corrispondente decremento d’ossigeno) nei polmoni ‘sì come nelle gambe; vieppiù è fondamentale tornare in giornata a quote più basse una volta raggiunte quelle acclivi, e colaggiù dormire. Questo è quanto ci hanno garantito Davide e Marie, gestori dell’eccellente Agenzia QUECHUANDES  di Huaraz (quella  cui abbiamo affidato le sorti per il successivo Huayhuash Trekking),  che siamo andati a conoscere appena giunti in città. Ci hanno consigliato piuttosto tre escursioni giornaliere di acclimatazione, con pernottamento in città, così abbiamo tosto disdetto la prenotazione al Refugio Perù (che dispiacere!), prenotato per ulteriori notti all’ottimo AKILPO HOSTEL (il primo punto d’appoggio a Huaraz) e ci siamo aggregati per comodità logistica a due escursioni già organizzate dall’agenzia, a costi davvero contenuti e convenienti. (raggiungere con i trasporti pubblici gli accessi, i punti di partenza (trailhead) delle camminate sulle Ande è impresa lunga, mangiatempo e disagevole; epperò certamente suggestiva, come vedremo). Benchè organizzate, queste uscite provvedono perlopiù al trasporto, all’introduzione tematica e a un “accompagnamento a distanza” della guida, inteso più come fattore di sicurezza, lasciando parecchia autonomia ai partecipanti; fondamentalmente a giro iniziato ci si dà appuntamento con l’accompagnatore al luogo prescelto in una fascia oraria, se non direttamente al pulmino a fine sgambata. Elli intanto spoleggia un poco e discretamente fra i soggetti del suo gruppo. Una terza escursione l’abbiamo fatta in piena autonomia. Questa modalità più distesa e meno spericolata di gestione del periodo d’ambientamento non solo ci ha preservato la pellaccia, ma ha stemperato un poco la guisa scapicollante della nostra viandanza peruviana, consentendoci peraltro di soggiornare qualche dì a Huaraz, città gaia e ridanciana, e di gustarne il carattere. Per la bellezza dei luoghi montani e pel rispettivo cipiglio selvaggio  parleranno le immagini

 

GLACIAR PASTORURI

Costo: 35 soles a testa (9.50 € circa)

  • SPAZI E TEMPI: da Huaraz lungo avvicinamento in pullman o taxi  (3h circa);

Percorso a piedi dal trailhead (4800 mt) al ghiacciaio (4900 mt) 0.30 h circa; ritorno per la stessa via

  • DISLIVELLI: 100 mt salita, 100 mt discesa
  • PUNTI D’APPOGGIO: chioschi presidio al trailhead (acqua, vivande, toilette)
  • DIFFICOLTA’: T (turistico)

caratteristiche:   breve ed elementare passeggiata in dolcissima salita su vialetto lastricato, e da ultimo su comodo sentiero. Utilizzata spesso dagli escursionisti come camminata d’acclimatazione, ottima in tal senso per il fatto che si svolge ad alta (molto) quota senza però comportare sforzi sostenuti. Queste peculiarità consentono d’ambientarsi all’aria sottile in movimento moderato e per un breve (e intenso) periodo d’esposizione, facendo presto ritorno a quote più miti e respirabili. Si raccomanda (e le guide lo fanno) di procedere con calma, lentezza e gradualità, facendo brevi soste ed evitando cambi di passo repentini. Il prezzo d’una buona acclimatazione comporta comunque d’accusare i sintomi dell’altitude sickness (mal di montagna; mal di testa, nausea, capogiri) seppure d’intensità lieve. L’ambiente montano in cui si cammina è titanico, petroso e glaciale, magnificamente selvaggio, al pari di quello che s’attraversa nel corso dell’avvicinamento, fatto di pampa brulla coronata di cime sontuose e impreziosita da bellissime specie botaniche endemiche. emiche e splendidamente peculiari. 

13 agosto, anno 2016 D.C..

…..Ci vengono a prelevare col pulmino direttamente all’Akilpo Hostel. La compagine di pellegrini è composta da una trentina d’anime plurilingue, a maggioranza ispanica e Quechua. Dopo un’orata scarsa di viaggio su buon manto stradale attraverso la brulla pampa meridionale del comprensorio di Huaraz, facciamo sosta di servizio presso Ticapampa, un laconico, pulviroso pueblo (villaggio), allungato in poche stamberghe lungo la carreggiata…p1040948-2 …ove i pochi campesinos sono impegnati in faccende di quotidiano cimento…p1040955-2 Poc’oltre il villaggio il torpedone imbocca una sterrata  ghiaiosa che stacca a sinistra, indicata come via d’accesso al Glaciar  Pastoruri. Quinci tosto svapora ogni presenza umana (salvo noialtri); la ruta solca in piano una pampa svestita, una steppa vizza e scevra di fresca verzura, cui fanno da sfondo i colossi rocciosi e glacionivali della Cordillera Blanca Meridionale; è come addentare un magnifico panino guarnito di wilderness…p1040986-2 Il trompe l’oeil è così variopinto e luminoso che m’occore stemperare l’eccitazione del terz’occhio, pungolato da stratficazioni cromatiche che vanno dal rugginoso al turchino saturo,   ‘sicchè mi sparo uno shot nerobianco per avvicinare cautamente il cipiglio di questa cima…p1040966-3 p1040966-2  Sulla destra giace stanco un laghetto basso d’acqua salata ove sguazzano due Gabbiani delle Ande. Poco più in là passiamo prima per il checkpoint d’ingresso al Parque Nacional de Huascaràn (appena 5 soles il prezzo del biglietto) poi  lemme da una pozza d’acqua “gasada” e ferruginosa, (sorgente di Pumapampa), dacchè facciamo sosta presso un rado boschetto di Puya Raimondii, altresì nota come Regina delle Ande, endemica. Cresce fra i 3200 e i 4800 metri e può superare i 10 metri d’altezza, e il cielo è sempre più blu…p1040988-2 p1040990-2L’infiorescenza a pannocchia si rivela dopo 400/1000 anni di vita…p1050009-2 …dacchè poi la pianta spira…p1040992-2 E’ bellissima. Occorre però un sottovaso importante casomai la si volesse in terrazzo…p1050003-2 Particolari…p1050004-2 p1040994-2 La guida si raccomanda coi pellegrini di muoversi adagio, che se ricordo bene siamo a circa quattromila metri di quota; in effetti l’aria pare un poco scappare, e i passi in lieve salita si fanno sentire, al pari d’un tenue ronzio nelle orecchie. Qualcuno accusa di  già e rantola fino ad appoggiarsi. Risaliamo sul pullman, che ora comincia a faticare in salita. La plaga si fa vieppiù selvaggia, gli scenari titanici,brulli, l’empireo infinito. Tramite una serie di tornanti perveniamo a una sella e quinci ad un altipiano, coronato da vette sontuose che purtroppo non posso mentovare (non disponevo di cartina e risparmiavo il fiato)…p1050012-2 p1050019-2 Siamo al Trailhead per il Glaciar Pastoruri, ‘sicchè il torpedone s’accosta agli accosti pullman e scendiamo. Tira un vento freddo e sgarbato a raffiche, ma l’aria non si sente e si boccheggia, che la quota dice 4800 metri, ossia tirassimo una slackline fino all’Europa alpina potremmo agganciarne il capo alla calotta sommitale del Monte Bianco. In guisa di zombies trasciniamo i passi verso il camminamento lastricato che conduce al glaciar, non prima d’aver scaricato liquidi nelle bicocche in laterizio che ospitano le malconce toilette guaste di scarico. La guida rimbecca di prenderla con molta calma, e ci garantisce che al ritorno patiremo mal di capa, segno però di un corretto processo d’acclimatazione. Per chi non se la sentisse o accusasse sintomi acuti di mal di montagna, è in funzione un presidio di muli pronti a condurre gl’infermi a destinazione…p1050020-2 La tratta è corta e il dislivello da rimontare di appena 100 metri su comodo piancito, ma il tempo d’accesso previsto è di una mezzorata, ‘sì come per il ritorno; tuttavia si procede a fatica per l’alta quota, che passo passo fiacca i muscoli e spolpa i polmoni. Il ronzio si fa più intenso e la capa gira mentre una lieve nausea tedia un poco la contemplazione d’una plaga d’altri pianeti…p1050023-2 Talvolta sostiamo a tirare il fiato, malgrado par non vi sia niente da tirare; il terz’occhio nel frattempo stende il mattarello sul campo visivo…p1050024-2 Dopo venti minuti di dolcissima salita con punte d’amaro perveniamo a una conca lacustre ove scorazzano invero un po’ ferme le bestie che anticamente solevano brucare le stoppie di quest’avaro suolo…p1050025-2 “Hey man, what’s up?!” p1050028-2 …”Spare change?” p1050031-2 La via rimonta un colletto e s’affaccia tosto sulle sponde d’una pozza glaciale rinserrata fra morene rossastre e seracchi poderosi; siamo sul fronte del ghiacciaio che inesorabilmente svanisce…p1050033-2 …regalando nel frattempo scampoli di grandiosità naturale..p1050034-2 La scenografia psichedelica sarìa piaciuta di molto a Dante, ‘sì come i forti contrasti avrìano.stimolato il terz’occhio di Kaspar David Friedrich, che ne arebbe cavato una pittura delle sue…p1050035-2 p1050039-2 Stupefatti da tal e tanta naturalità boccheggiamo, vieppiù forse per la quota. L’altimetro bercia, il mal di capa martella a piccoli colpi continui, ‘sì come una goccia cinese ma di sodo metallo…p1050057-2 Passeggiamo un poco attorno allo specchio d’acqua; posiamo lo sguardo sulla seraccopoli  del Pastoruri…p1050054-3 ..che offre lo spettacolo d’un magnifico skyline glaciale…p1050068-2 …particolari delle decorazioni…p1050061-2 …pannelli esplicativi fanno l’amara cronaca in lieve differita dell’agonia che affligge il glaciar….p1050038-2 Una traccia indicata da numerosi ometti di pietra condurrebbe ai 5240 metri della cima; rimonta prima uno sperone poi la dorsale della cumbre; l’atmosfera è pazzesca ‘sì come la tavolozza cromatica, e la tentazione di salire è forte, ma primo non se ne avrebbe il tempo, ‘chè l’appuntamento al bus non ce lo consente; secondo è prematuro alzarsi di altri 300 mt e sotto sforzo, ‘sicchè piano piano giriamo i tacchi…p1050044-2 Il mal di testa promesso dalla guida si manifesta ora con decisione; camminiamo lentopede, talvolta pigliamo fiato, sebbene in discesa. Alcuni non ce la fanno e invocano il soccorso dei muli, che sfilano accanto al piancito condotti dai loro arrieros. Ecco il presidio di ripartenza; qui base luna…p1050078-2 In una scarsa mezzora siamo di nuovo al torpedone, mentre comincia a nevicare di neve andina, ossia minuscoli proietti di ghiaccio pungente. Sul pullman svapora l’affanno, ma tiene il mal di capa e un filo di nausea corrobora i sensi. Ci rigustiamo lo scenario titanico osservato in salita, e giunti nella pampa in piano si fora una gomma. La sosta forzata consente di sgrnanchire i polmoni, mentre aiutiamo il conducente nelle operazioni di ripristino. Qualcuno fa due passi più colà, si piega e vomita. La plaga saporosa di magnifica wilderness intanto s’indora di sole, e mi rapisce lo sguardo…p1050089-2 …una pampa secca e meravigliosa, spaventata dal bigio cipiglio del cielo…p1050094-2 …grattata dai torpedoni di ritorno, mentre l’empireo si fa livido…p1050095-4 …un colpo d’occhio sul nostro pulmino azzoppato, perso nella luce che biscotta le stoppie…p1050096-2 Perdiamo comunque poco tempo, e presto siamo sull’asfalto. Il viaggio di ritorno si consuma fra le suggestive lande selvatiche con lucore nuovo. Breve sosta presso il medesimo villaggio, animato da faccende rurali e pastorali quotidiane…p1050100-2 Di ritorno a Huaraz siamo giustamente provati dalla propedeutica d’acclimatazione, ma troveremo ristoro con un ottimo Pollo Saltado in una simpatica bettola, la Brasa Roja (Avenida Luzuriaga 915). A letto presto, con il gaio chiasso del mercato come garrulo sounscape. L’approccio con le Ande è stato fantastico e tamugno, ‘sì come l’aria sottile.

 

LAGUNA 69

Costo: 35 soles a testa (9.50 € circa)

Si volesse compiere in piena autonomia l’escursione, la tratta in taxi da Huaraz al trailhead di Cebollapampa costa circa 180 soles (circa 50 €); altrimenti vi si può giungere con logistica tortuosa e tempi lunghi pigliando combi colectivos (pulmini di trasporto pubblico) diretti a Yungay, e da lì pigliarne altri per Yanama facendosi lasciare al curvone presso Cebollapampa, noto ai conducenti. Il terminal combi per Yungay si trova a Huaraz presso Puente Quilcay; quello per Yanama da Yungay si trova vicino alla piazza centrale, lungo la strada principale. I combi da Huaraz per Yungay partono con aleatoria regolarità (quando sono pieni) dalle ore 5.00 quelli da Yungay per Yanama dalle 6.00. Non conosco gli orari delle ultime corse, tantomeno di quelle di rientro. La faccenda presuppone larga disponibilità di tempo e l’eventualità di non trovar posto nelle corse di rientro. Insomma, il tutto è sicuramente molto economico e altrettanto impegnativo e aleatorio, perciò è consigliato d’aggregarsi alle convenienti escursioni organizzate. Alcune agenzie provvedono nel caso al solo trasporto.

  • SPAZI E TEMPI: da Huaraz lungo avvicinamento in pullman, combi, colectivos o taxi  (3h circa);

Percorso a piedi da Cebollapampa (trailhead); 3900 mt) a Laguna 69 (4620 mt) 2.30 h circa; ritorno per la stessa via

  • DISLIVELLI: 720 mt salita, 720 mt discesa
  • PUNTI D’APPOGGIO: nessuno; prevedere buone scorte d’acqua
  • DIFFICOLTA’: E (escursionistico)

caratteristiche:   Facile escursione su ottimi sentieri, tuttavia faticosa per la quota elevata che raggiunge. Si parte con un lungo tratto pianeggiante in mezzo alla pampa, cui segue un primo prolungato strappo in salita. Raggiunto un altipiano lo si calca rimanendo in quota per poi rimontare (sempre su buon sentiero) il ripido e faticoso costone morenico che difende la Laguna. La varietà, la bellezza e la maestosità degli ambienti che s’attraversano lasciano senza parole. Pampa, cascate, picchi colossali e ghiacci sontuosi, e cieli immensi e immenso amore. Le Ande.

 

13 agosto, anno 2016 D.C..

…..Di buon mattino passa il torpedone all’Akilpo Hostel e ci preleva. Stavolta siamo diretti a nord, verso Yungay. Dopo un lungo trasferimento perveniamo colà, e imbocchiamo quinci una faticosa sterrata che curveggia parecchio e risale la Quebrada Llanganugo (quebrada sta per “valle”), fino a un villaggetto di stamberghe che ospita una trattoriola. Qui facciamo sosta colazione, mentre occhieggia tosto fuor dal patio il colosso glaciale del Huascaràn Sur (6768 metri, la vetta più acclive del Perù); l’empireo è turchino e terso…p1050116-2 Ci colpisce la simpatia di questo cagnolo incucciolito che sonnecchia poi deambula fra i tavoli…p1050102-2 p1050104-2 Salutiamo il local perro e riprendiamo il viaggio in torpedone; perveniamo al locale checkpoint del Parque Nacional de Huascaràn, ove la guida raccoglie fra gli  avventori del pullman il denaro per l’ingresso al parco (5 soles). Segue un lento serpeggiare di tornanti su fondo un poco disastrato, che ospita una carreggiata sprovvista di parapetti e spesso affacciata su diruti dirupi strapiombanti. Adrenalina. Un piccolo assaggio di quel che troveremo in grandi portate nella Cordillera Huayhuash. Arriviamo finalmente alle Lagunas de Llanganugo, due magnifici bacini lacustri che riposano in capo all’omonima valle…p1050124-2 …la cui tinta smeraldone saturo e peculiare…p1050128-2 ..impedisce al Huascaran Norte (di poco più basso del fratello Sur) di specchiarsi mentre decolla…p1050127-2 …ma noi lo gratifichiamo d’un bel primo piano…p1050122-2 Costeggiamo le lagune e perveniamo finalmente al trailhead, ove il torpedone si ferma e ci scarica. Siamo in località Cebollapampa, un libero presidio per armenti a 4000 metri di quota; un vaccinieto che giace placido su di un acrocoro meraviglioso, coronato da venusti picchi glaciali e  solcato d’argentei ruscelli vigoruti. Incantagione. che non sono riuscito a restituire con le foto, ma ci penseremo dopo…p1050132-2 Comincia la marcia, e Il gruppo di pellegrini si sparpaglia; l’appuntamento è alla Laguna 69. La via è indicata dal cartello e si snoda in piano su buon pestato, non prima d’aver costeggiato e varcato su ponticello ligneo il rio che spumeggia nel boschetto…p1160034-2 ..fioriture sottobosche…p1160035-2 Ora si procede lungamente in piano per un camminamento delizioso e riposante, arruffato di bassa vegetazione arbustiva, che s’affianca al torrente in mezzo alla plaga più bella del mondo…p1050138-2  ..biscottati da un sole robusto e ridanciano che regala tepore. Occhieggia intanto il titanico Nevado Chacraraju (6112 mt); siamo diretti a baciarne i calcagni…p1050137 la dolcezza del cammino rende sostenibile la quota; benchè il percorso non sia segnalato con rigore è impossibile sbagliare, ‘chè si tratta di pestare un green/yellow di gramigna compatta e rasoterra lungo una traccia di tratturo…p1050148-2Poc’oltre mi fermo per un controcampo: ecce la retrospettiva con il troneggiante Huascaràn…p1050146-2 L’altipiano vallivo s’esaurisce contro una bastionata rocciosa decorata da una bella cascata, ‘sicchè la traccia ne rimonta il versante destro (sinistro orografico) su buon sentiero, tuttavia con tratti abbastanza ripidi. L’aria si fa sottile, l’affanno morde i calcagni e tocca far pause, ma lo scenario è sontuoso…  p1160041-2 p1050150-2 ..ravviciniamo il colosso…p1050151-2 siamo in parecchi sul percorso, ma il passo differente favorisce la disgregazione dei drappelli e consente di gustare con forza la gigantesca naturalità’dello scenario. Rimontata la spalla arbustiva un po’ a fatica, il sentiero s’inerpica ora nell’impluvio d’una valletta pensile, e con stretti e ripidi tornanti guadagna l’evidente selletta posta grossomodo al centro del prossimo scatto..p1160046-3 Saremo a circa 4300 metri di quota e il pendio è ripido, ‘sicchè molti pellegrini sostano a boccheggiare; con fatica perveniamo all’intaglio, a monte del quale riposa in piano un simpatico laghetto verzicante; la verticacia della scena mette in difficoltà la fotocamera, ‘sì come l’abbacinanza della luce…p1160049-2 La buona traccia pria lo costeggia, poi s’allunga in piano a solleticare una pampa pensile, sdraiata placidamente in mezzo a un ambiente montano di bellezza strepitosa, che vi mostrerò sulla via del ritorno. Al pari dei muscoli ristora il fiato, ‘chè il tratto pianeggiante in mezzo a tanta meraviglia consente all’energie di scambiare con efficacia. Poi la traccia torna sentiero, e mannaggia deve rimontare uno spalto morenico di almeno 200 metri acclivi, con serpentine plurali. Quarantacinque minuti di tortura che costringono lungamente ai box diversi pellegrini stravolti. Già, poichè oltre i 4200 metri sotto sforzo l’aria si fa così lisa che ti si strappa in bocca, e cedono le gambe a ogni passo, e la testa pesa 50 chili. Meritato lo spalto il supplizio s’attenua fino a cessare, ‘chè il sentiero si corica in piano sul filo della morena; tosto una gemma turchina fra i grigi fa il terz’occhio di vetro, con pupilla minerale; ‘sì come sirena quel buco celeste canta e ammalia…p1160059-2  …e rapiti dall’incantagione si deambula stupefatti…p1160061-2 …fino al Tesoro…p1050156-3 Le fauci già secche si fanno fossili, mentre cerco di contenere in fotocamera uno scorcio ch’erompe in bellezza; il calice che vuol traboccare (Nietzsche)…p1050161-4  Laguna 69, 4620 metri. Laguna Blu, Paradise. Speechlessp1050162-3 Due orate e mezza di cammino un pelo faticoso per via della quota, ma se questo è il prezzo per l’Eden delle Terre Alte fo l’abbonamento quotidiano. Lo stupore non si stempera e semmai s’acuisce mentre ammiro il Nevado Chacraraju (6112 mt) e le sue seraccate d’Alta Pasticceria…p1050165-2 p1050166-2 …senza trascurare il Nevado Pisco (5752 mt), che avre’ voluto salire; malgrado la rinuncia mi gusto le sue barocche cornici di poliuretano bio…p1050167-2 Storditi di venustà ci mangiamo un panino sulla sponda del magico laghetto; Costa Smeralda…p1050172-2 Qualcuno fa il bagno berciando freddo ed eccitazioni. Noi riposiamo un poco al tepore luminoso; vorrei fare l’Umarell quivi, ufficialmente…p1160067-2 Occhieggia intanto a levante il Nevado Yanapaccha (5460 mt), fiero della sua spalla glaciale…p1050193-3 La spettacolare cascata sull’opposta sponda talvolta dà un passaggio a detrito glaciale  che in guisa di slavina tonfa nell’azzurro; l’inesorabile agonia del ghiacciaio è suonata in forma di requiem da fragori a rocambolo…p1050184-2 Lo strepito ci desta dal sopore al pari del fischio lanciato dalla guida che richiama i suoi alla discesa, ognuno col proprio passo ma in tempi decenti. La calata sarà un susseguirsi d’emozioni paesaggistiche indelebili; si riparte dal sexy Yanapacchap1050208-3  ..poi scendendo lungo i tornanti s’allarga la visuale, quella tenuta ristretta in salita dall’affanno e dalle terga; immaginate i prossimi tre scatti uni e trini; colaggiù è il laghetto basso…p1050210-2 p1160057-2 …sempre dal sentiero, colpo d’occhio a manca…p1160056-2 …e alla magra pampa con armenti – vieppiù smunta da un provvisorio deliquio di sole – che andremo a pestare…p1050216-2 nonostante il passo lento riusciamo a scapicollare in discesa lungo il buon sentiero; poi finalmente il piano, dove giovani bovini e tali snelli adulti  ci guatano perplessi…p1050220-2 ..e quinci si distende il tratto più gustoso, malgrado la tempra di molto vulnerata dall’esposizione sforzosa in alta quota; nel frattempo un drappello d’escursionisti ha montato il campo in cinemascope..p1050219-2 la bocca rimane a mezz’asta per lo spettacolo naturale che stiamo vivendo in guisa di figure animate. La traccia prima s’avvicina al bucolico ruscello poi se ne discosta, seguitando a coricarsi dolcemente in piano; incantevole e solingo viandar di pampa al cospetto dello Huascaràn… p1050222-3 Oltrepassiamo il laghetto basso e ci caliamo nel tratto ripido, cui fa seguito la discesa a tornanti più moderati. Siamo provati, ma giungiamo in piano con bastevole ritmo. In quella l’incantagione fa ritorno e ci ghermisce lo sguardo..p1050229-2 p1050232-2 raggiungiamo i pascoli di Cebollapampa……p1050238-2 ….che poco dopo ristora placida nell’ombra, preparandosi al crepuscolo; in questo scatto è ben evidente il percorso di salita fino alla selletta che precede il lago basso, posta in centro alla foto tra ombra e sole… p1050245-2Rimane l’ultimo strappo beffardo che rimonta il pendio d’accesso al parcheggio (disceso stamane); il terreno irride gli sforzi conclusivi, spernacchiando i viandanti sfiniti. Alcuni franano le chiappe, altri piagnucolano per esaurimento scorte energetiche; al torpedone s’aspetta lungamente che tutti abbiano fatto ritorno.  Rimane un lungo viaggio crepuscolare quattroruote fino al buio, con aperitivo d’acido lattico a caduta. Dormiremo sodo. Siamo stanchi e più acclimatati. Queste Ande sono meravigliose.

 

LAGUNA CHURUP

Escursione compiuta in autonomia

  • SPAZI E TEMPI: da Huaraz avvicinamento a Pitec (trailhead) in taxi di circa un’ora (costo 120 soles andata e ritorno, circa 33 €); è possibile raggiungere prima Llupa in una mezzorata di combi (3 soles) e quinci Pitec in un’orata e mezza camminando.

Percorso a piedi dal trailhead di Pitec (3800mt) a Laguna Churup  (4450 mt) 2.00/2.30 h; ritorno per la stessa via

  • DISLIVELLI: 650 mt salita, 650 mt discesa
  • PUNTI D’APPOGGIO: nessuno; prevedere buone scorte d’acqua
  • DIFFICOLTA’:  E+/EE ( per escursionisti esperti) passi di scrambling (facile arrampicata), agevolati da comode corde di gomma; esposizioni modeste

caratteristiche:   Bellissima  escursione in plaghe aperte, brulle, solitarie. La salita è costante, tuttavia moderata da un ottimo fondo a gradini nella prima parte; segue un primo facile sbalzo roccioso agevolato da funi di gomma, poi uno splendido cammino in quota. Si perviene a un bucolico acclive pascolo di vacche, dacchè si rimonta una bastionata rocciosa per un ripido canalino che comporta passi di facile arrampicata, protetta e agevolata di nuovo dalle funi gommose. Quando si sbuca presso l’invaso che ospita lo specchio d’acqua lo stupore è garantito. Ritorno per la stessa via; i tratti rocciosi da smontare in discesa richiedono maggior concentrazione, mantenendosi tuttavia in ambito escursionistico di roccette attrezzate.

 

‘Sicchè abbiamo prenotato il taxi, che puntuale  ci preleva dall’Akilpo Hostel. Un’orata di viaggio quattroruote, di cui tre quarti su carrozzabile pulvirosa e colma di gibbe che attraversa malconci villaggi a laterizio e agro montano vizzo e selvaggio, poi siamo sul pianoro assolato di Pitec. Ove però non c’è gnente e nessuno. Salutiamo il nostro tassista e gli diamo quivi appuntamento per l’una. Invero egli costì ci aspetterà per ben cinque ore complessive. Passa un campesino, facciamo pipì nel presidio toilette e raggiungiamo il trailhead… p1160076-2ove dal nulla sbuca un cobrador (addetto all’incasso degli ingressi al parco), nei panni d’un  local ranger  con distintivo. Paghiamo i 5 soles d’ingresso al Parque Nacional de Huascaràn e c’incamminiamo. La via parte in dolce salita su buon pestato, arginato da sassi posati con ordine…p1160079-2 in breve l’erta attacca con decisione, ma è moderata da un lastrico a gradini…p1160080-2 Siamo soli. L’empireo è sconfinato e celeste, l’aria profumata e sottile; infatti fatico et ansimo per carburare; primo pitstop…p1050254-2 Avverto sempre un sensibile scarto di rarefazione dell’aria dopo i 4000 metri, cui corrisponde una sprovvigione di risorse energetiche, tuttavia carburiamo e va meglio. Dal capanno visibile nel prossimo scatto l’erta smette i panni di lastrico e si fa sentiero; si rimonta il nudo crinale…p1160082-2 …poi a circa 4100 metri di quota si traversa a destra, in direzione della gola umbrata del prossimo scatto; la luce brucia, l’ambiente è fantastico, la naturalità piena e scevra d’omeni altri…p1050255-3 Rubiamo uno scatto al ritorno, ripreso a un dipresso del medesmo punto; ecco la via…p1160161-2 ..Bellissimo pensare coi piedi qui…p1160083-2 Perveniamo al primo sbalzo roccioso attrezzato, facile e appoggiato; si guadagna  rattamente quota rimontandolo anche con l’ausilio delle funi…p1160089-2 p1160090-2 Il tratto, lungo/alto una trentina di metri, si articola in tre frazioni attrezzate intervallate da raccordi; esposizione pressochè nulla e vieppiù mitigata dalle funi. Segue un’erta faticosa solcata dalla traccia in tornanti che poi s’ammorbidisce lungo una brughiera adusta di vento e abbruscata di luce…p1160096-2 …e si sdraia in guisa di raccolto acrocoro che ospita un vaccinieto; il sito è di grande suggestione. Rubiamo un altro scatto al ritorno per indicare quinci la via; la traccia s’inerpica nell’umbrato canale di roccette rimontandolo con divertente scrambling, peraltro coadiuvato da funi di gomma. I passaggi non vanno oltre il I grado superiore e l’esposizione è sempre modesta…p1050317-2 …intanto nell’ombra in controluce avviciniamo l’attacco del canalino roccioso frammisto ad arboscelli…p1160097-2 l’attacco…p1160101-2 La progressione è facile, divertente e agevolata dalla gommosità funestre. Solo è meglio prenderla con calma e moderare gli sforzi, ‘chè l’alta quota può giocar tiri mancini…p1160102-2 p1160110-2 Dopo una prima sezione d’una ventina di metri si prende fiato su di una cengetta panoramica che fa da basamento al secondo sbalzo; ci si può anche sedere…p1160143-2 Poi s’attacca la frazione successiva; occorre rimontare un canalino che si presenta in guisa di muretto verticale, piuttosto faticoso benchè non manchino appigli, appoggi e le funi; retrospettiva…p1160142-2 Un esiguo terrazzino (quello dal quale ho scattato la foto) consente di riprendere fiato, dacchè s’attacca l’ultima frazione, ripida e levigata; qui le corde gommose aiutano assai…P1160113 (2)In capo alla scarpata la traccia va un po’ in confusione; mancano segnali e i pochi ometti diruti vanno quinci e colà, senza vettori; malgrado ciò la via è intuitiva e il terreno faticoso ma non difficile; risalti, una cengetta e gobbe rocciose da sgambare rimontano l’impluvio d’una minuscola valletta e risalgono il rio che lo solca, poi…p1050260-2 Siamo arrivati. Chiedo scusa per il lago in leggera salita, l’alta quota m’ha un po’ sconvergolato gli assi. Un mondo magico d’acqua e verdiblu ci cattura; questa è la piccola insenatura di fuga della Laguna…p1160115-2 L’elegante bellezza della plaga ci torna il respiro calmo e profondo; siamo soli…p1050263-3 Par di vagolare sulli scogli rotondi e granitici delle calette marinare di Sardegna…p1050288-2 p1050290-2 p1050276-2 p1050291-2 p1050264-2 L’incantagione favolesca ci ghermisce con dolcezza, e poscia il panino scatta un’effimera saporosa siesta, biscottati a fior di brezza..p1050294-2 Non dimentichiamo di ritrarre il  Nevado Churup, che occhieggia suso con l’omonimo piccolo ghiacciaio…p1050283-2 Abbiamo ancor poco tempo da stare, ‘sicchè facciamo un giretto a mezzoperiplo per gustarci la scena da punti altri di vista; quivi tra le frasche riparie…p1160123-2 ..ove il verdonblu è protagonista dei cromi…p1160124-2…psichedelie di ripa…p1050268-2 ..poi un colpo d’occhio verso lo sbocco ad estuario; compare un bipede! p1050301-2…torniamo alla ripa…p1050302-2 p1050308-2 …e tosto al porticciolo della marina…p1050304-2 Ancora ebbri di psichedelia e altitudine meniamo i passi al rientro. Incrociamo sulli scogli tre giovani simpatici  hikers irlandesi cui chiediamo un fotosouvenir…p1050298-2 Dal cartello la traccia in discesa torna cattiva e poco chiara nel primo tratto, rimanendo tuttavia intuitiva; si scelgono in loco i passaggi migliori. Noi si piglia giù lungo il costone dirupato, ‘chè verso l’inghiottitoio del canale da smontare scorgiamo lembi di sentiero…p1160130-2 p1160131-2 ..imbocchiamo poi a sinistra (senso di marcia, destra orografica) una cengetta, corta e in blanda esposizione, di cui nel prossimo scatto vi fo una retrospettiva…p1160132-2 Il percorso è selvaggio, in ambiente di grande pregio. Ripeschiamo le labili tracce, che grossomodo seguono l’impluvio del ruscello..p1160133-2…e perveniamo infine allo sbocco della valletta, ossia il punto di calata attrezzato coi cordoni di gomma, posto al seno dei mammelloni rocciosi…p1160136-2 …e ci caliamo…p1160138-2 p1160140-2  …poi con attenzione smontiamo il dritto muretto…p1160141-2Superata la frazione di roccette siamo al delizioso vaccinieto, luogo ameno e di grande suggestione. Solo noi e loro….p1050312-2 …snelle, asciutte, docili epperò guardinghe…p1050314-2 Segue la piacevole discesa su buon sentiero fino all’altro sbalzo roccioso attrezzato, che in discesa è lievemente più impegnativo rispetto all’assai facile salita…p1160144-2 p1160147-2 p1160149-2 p1160151-2 Quinci fino a Pitec il vento si mette a berciare tirando manrovesci, ‘chè l’empireo rimane limpio e franco di nembi…p1160154-2 ‘sì come gnude stanno le cocuzze dei colli pettinati a raso d’erba vizza… p1160158-2 Una retrospettiva del magnifico vallone testè disceso…p1160160-2 Arriviamo puntuali allo spiazzo di Pitec, ove ci attende già il nostro tassinaro. Siamo stanchini ma non strutti, e direi felicemente acclimatati. Il giro, benchè nel complesso meno scenograficamente spettacolare del precedente a Laguna 69, ci ha regalato saporosa solitudine in plaghe selvagge, impreziosite dalla gemma d’incantagione fiabesca del magico laghetto, polla di smeralda psichedelia.  Eppoi siamo pronti per il Huayhuash.

HUARAZ

Piccolo e commosso portfolio per la gaia città andina. I quattro giorni passati fra i suoi garruli rioni ci hanno lasciato nel gusto un sapore delizioso, invero ruminato. Perchè se all’inizio il turbinio di sensi ch’essa provoca può un poco stordire fino al dis-orientamento e al dis-agio, allorchè ti sintonizzi con i ritmi e ti poni empaticamente, il passo di cumbia piuttosto dizzy si fa tosto piacevolmente groovy e la vertigine si fa ebbrezza, ‘sì come lo smarrimento si fa euforia, chè se non sai dove stai andando non ti puoi perdere. Ora che siamo lontani spesso mi capita di sognare quel tenero chiasso, e mi manca tanto il vagolare nel paesaggio sonoro, ambientale e culturale di quel delizioso presepe andino. 

Gineceo a tese larghe in spazi stretti p1040941-2 Tetti, antenne, cieli e seimila p1040912-2 p1040914-2 Spice girls p1040924-2 p1040925-2 Tramonto macchiajolo da Plaza de Armas…p1160074-2 …particolare…p1160075-2 Incrocio: Stop motion stoppata con cane e tuctuc p1050958-2 Dama con cornucopia di verdura psichedelicap1160019-2 Cuy (altresì noto come Porcellino d’India e/o Cavia Peruviana) prima…p1040930-2 …e dopo p1040928-2 Il mio dietologop1040919-2 Cirugìa plastica p1040936-2 Alla fiera dell’ovest, per due soldi…p1040946-2 sidewalk network p1040931-2 p1050946-2 women nomen  p1040922-2 Pollock P1040932 (2) Dolce peso p1050956-2 Periferia di Huaraz, dal pullman per Lima; giovane toro in contromano p1160462-2 Dalla finestra dell’ostello p1040902-2 In Plaza  de Armas con la mia angela custoda; ciao Huaraz, è stato bellissimo!! p1040915-2  

Yoyodel   

 

 

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