HUAYHUASH CIRCUIT TREKKING (Cordillera Huayhuash, Ande Peruviane); o i dieci giorni del Condor

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Conclusa la fase di acclimatazione (vedi report CORDILLERA BLANCA (Ande Peruviane): incursioni escursionistiche d’acclimatazione, o dell’aria sottile ), siamo pronti per il terzo atto di quest’avventura Dizzy Perù (vedi introduzione al report MACHU PICCHU (Ande meridionali del Perù): da Aguas Calientes in cima al monte Wayna Picchu, ove sorge il Tempio della Luna, passando per la Città Perduta; o dell’Inca Blues ), ossia il HUAYHUASH CIRCUIT TREKKING, percorso anulare di dieci giorni pei meandri selvaggi della Cordillera Huayhuash (Huayhuash in favella Quechua sta per Ermellino, Donnola). Questo gruppo montuoso recondito e un po’ appartato delle Ande peruviane si presenta quale superba fortezza di colossi glacionivali, che culmina nei 6617 metri del Nevado Yerupajà, incisa d’ampi e profondi valloni che ne insinuano il grembo glaciominerale (ospitando spettacolari gemme lacustri), pigliati di traverso dal cammino in oggetto che ne valica e smonta i contrafforti. La Cordillera Huayhuash è nota più che altro in ambito alpinistico in quanto teatro dell’epopea di Joe Simpson, che nel romanzo autobiografico “TOUCHING THE VOID”, titolo italiano “LA MORTE SOSPESA”   narra le drammatiche vicende vissute assieme al compagno di cordata Simon Yates, così efficacemente rappresentate nell’omonimo docudrama/film .Il Huayhuash Circuit è  annoverato tra i trekking più belli del mondo; per molti fra coloro che hanno intrapreso i più acclarati del pianeta rimane il migliore. Non ho termini di paragone sufficienti, ma senz’altro la titanica meraviglia che ne comporta la viandanza garantisce materia onirica stupefacente vita natural durante. Abbiamo intrapreso un circuito alternativo, composto in parte dal percorso tradizionale, in parte dai segmenti meno tecnici del più  impegnativo ed alpinistico Alpine Circuit . Il tracciato si dipana per le plaghe selvagge della Cordillera, in ambiti saturi di wilderness, privi di punti d’appoggio attrezzati, perlopiù scevri d’umane presenze (se si eccettua qualche campesino che appare  talvolta per riscuotere la prevista gabella d’accesso al santuario naturale).  I pochi soggetti senzienti che s’incontrano sono Vigogne (camelidi parenti selvatici dei Lama), Viscache (roditori tra il coniglio e la marmotta), Zorros delle Ande (volpi andine) Oche delle Ande, Ibis della Puna (pennuti limicoli), Caracara (pennuti rapaci ) e naturalmente i Condor, numitici vulturi di stazza gigantica, sovrani dell’aria sottile, che ogni giorno ci hanno volteggiato sornioni sulla capa; ecco spiegato il titolo citardo di questa relazione. Ci siamo avvalsi dell’eccellente servizio di un’agenzia d’escursionismo in Huaraz, la QUECHUANDES, per i seguenti motivi: -Il cammino si svolge sempre tra i quattro e i cinquemila metri, salvo un segmento che cala verso i 3600 e consente una deviazione facoltativa ad un vicino villaggio. – Il percorso non è segnato, benchè spesso sdraiato lungo mulattiere, e comunque intuitivo quando non di facile individuazione, posto che si conosca l’orientamento fra le plaghe. Perdersi o infortunarsi colaggiù sprovvisti di competenze di luogo e/o d’infrastrutture di servizio, vieppiù con la notte che va sottozero  può significare rimanerci, ‘chè i primi punti d’appoggio (peraltro estremamente  basic) distano le ore fitte di cammino, per non parlare degli ancor più discosti presidii sanitari di pronto soccorso. Non v’è campo di ricezione telefonica; forse con i satellitari si potrebbero contattare presidii che tuttavia non dispongono d’elisoccorso, e il mezzo di locomozione più lesto nell’ambito rimane il cavallo. -Altresì, portarsi a spalla viveri, tenda e materiale tecnico per dieci giorni sarebbe roba d’erculea fantasia. Si possono eventualmente noleggiare burritos (somarelli) e ingaggiare guide e portatori, ma è buona pratica e norma favorire l’economia locale avvalendosi di una locale agenzia. Quechuandes (‘sì come diverse altre) provvede al pratico servizio  completo, ossia: guide, ciuchi da soma, arrieros (portatori che accompagnano i somarelli carichi), cocineros (cuochi), tende per la notte,  moduli, tenda cucina, tenda refezione, pasti (colazione, brunch, pranzo e cena cucinati espressi, peraltro deliziosi), bollitura acqua (sempre necessaria, NON bere acqua se non bollita), kit di primo soccorso, cavallo d’emergenza in caso d’infortunio e/o necessità d’abbandonare il trek da parte di qualcuno, allestimento e smontaggio dei campi. Questo servizio articolato, peraltro svolto con attenzione ecologica e al benessere degli animali coinvolti, consente all’escursionista di godersi la splendida fatica in tranquillità e sicurezza, con il solo peso di qualche chilo del proprio zaino in cui riporre indumenti per la giornata (il sacco a pelo e i cambi come altri materiali sono a carico dei somari), l’acqua  e il simpatico tascapane del brunch. Le tariffe possono variare a seconda del numero d’escursionisti aderenti, e per questo invito a consultare il sito di QUECHUANDES e/o la relativa pagina facebook , anche per informazioni a dettaglio su tipologia e incluso/escluso dal Servizio; noi abbiamo speso  600 dollari americani a testa, ossia circa 560 € e rotti (che si pagano appunto in dollari americani o soles peruviani),  cui si devono aggiungere circa 70 € per gli accessi alla riserva e qualcosa per le tradizionali mance alle maestranze. Ho trovato la cifra molto onesta, decisamente conveniente in rapporto all’eccellente qualità del Servizio, svolto con grande competenza, passione, onestà e simpatia, pertanto senz’altro lo raccomando e volentieri lo promuovo. Vi segnalo inoltre a conferma di quanto espresso che i contestuali  report di gradimento degli escursionisti clienti sono di norma cinquestelle. L’avventura fue vieppiù lieta per la simpatica composizione del plurilingue folto gruppo d’escursionisti. Dato che all’ultimo  si configuravano due gruppi da 7 per il medesimo itinerario, la spedizione s’è svolta in modalità gruppone da 14 con doppie maestranze. Benchè numeroso, il gruppo ha vissuto l’avventura con deliziosa empatia interpersonale, sintonia simpatia, ironia e presenza di spirito. Segue ora corta scheda tecnica, poi lasciamo parlare le immagini e il racconto.

SCHEDA

  • DURATA: 10 giorni (di cui 9 di trekking)
  • LUNGHEZZA/SVILUPPO: circa 160 km
  • DISLIVELLO MEDIO PER TAPPA:  circa 700/800 mt (indicativo)
  • QUOTA MASSIMA 5152mt (Cerro Gran Vista)
  • QUOTA MINIMA 3300 mt  (Llamac, punto d’arrivo e conclusione)
  • SI DORME IN TENDA, presso i campi attrezzati di sola stamberga toilette
  • DIFFICOLTA’ : se con guida e spedizione organizzata, per ESCURSIONISTI BEN ACCLIMATATI e ALLENATI; il terreno è semplice, su mulattiere o terreno aperto con tracce non sempre evidenti, tuttavia di facile percorrenza; qualche brevissimo tratto in modesta esposizione, pochi i passaggi su elementari roccette o pietraie, l’ambito rimane tecnicamente escursionistico. IMPEGNATIVO per la quota, lo sviluppo e l’ambiente selvaggio.
  •   SI RICORDA CHE CHI VOLESSE INTRAPRENDERE QUESTO CIRCUITO IN AUTONOMIA DEVE PORTARSI VIVERI, TENDA, SACCOAPELO E MATERIALI PER DIECI GIORNI,  PERTANTO PUO’ NOLEGGIARE UN SOMARO E/O INGAGGIARE PORTATORI; DEVE PERO’DISPORRE DI COMPETENZE D’ORIENTAMENTO ED ESSERE USO ALLA WILDERNESS  NEL CASO INTENDESSE MUOVERSI SENZA L’AUSILIO DI UNA GUIDA; PERDERSI O INFORTUNARSI POTREBBE AVERE CONSEGUENZE DRAMMATICHE, NON VI SONO POSSIBILITA’ DI SOCCORSO  TEMPESTIVO

CARATTERISTICHE 

Viandanza faticosa in spazi sconfinati di pampa, acrocori, colossi glacionivali, empireo numitico pieno di vuoto d’omeni e tinte lisergiche. Le Terre Alte al massimo valore d’espressione ambientale, e in formato incantagione. Pochi arbusti, molti Condor, qualche bestiola d’autoctono ceppo, vento, ghiaccio notturno, stellate psichedeliche. Picchi di bellezza sconvolgente, aria sottile, verticacia indefessa. Ghiacciai tropicali a guisa di meringate titaniche, strepito di seracchi, improvvisi laghi smeraldo dietro l’ogni contrafforte, deserti rocciosi abbruscati dal vento. Giovenche talvolta facinorose, luce mai vista, bozze di ciclopiche sculture minerali, desolazione incantevole. Il tutto lungo tratturi e  tracce su terreno comunque sempre piuttosto agevole, che pestano i calcagni ai giganti, sfiorano il ghiacciaio, rimontano e svalicano contrafforti a non finire, regalando ad ogne intaglio colpi d’occhio giganteschi sempre uguali e sempre diversi a sè stessi.

Lo staff ci hanno provvisti di mappe sintetiche dell’itinerario, ma io ho assecondato la mia passione cartografica portando meco la bellissima e austriaca “ALPENVEREINSKARTE, foglio 0/3c, “Cordillera Huayhuash (Perù)”, scala 1:50 000, acquistata online, di cui stralcio quivi una porzione abbondante su cui in nero ho tracciato il nostro itinerario per tappe cerchiando i nove campi base in sequenza; in rosso l’Alpenverein riporta il circuito tradizionale; cliccare due volte sulla mappa per ingrandire e seguire il percorso… p1060371-2

 

 

 

GIORNO PRIMO: avvicinamento: da Huaraz (3000 mt) in pullmino all’acrocoro di Matachanca (4150 mt), allestimento campo 1

…..Il pullman della Quechuandes è puntuale, ‘sicchè alle 9 mattutino lasciamo l’Akilpo Hostel e montiamo sul torpedone, ove siamo accolti da Marie (la titolare dell’Agenzia) e da un coro di saluti plurilingue  cantato dai nostri compari di ventura; le facce sembrano già piuttosto simpatiche. Il pullmino via via raccatta i restanti sodali presso le strutture ospitanti ubicate in diversi rioni di Huaraz. La giornata è splendida. Fatto il pieno degli escursionisti e definita quindi la compagine, sfreccia il torpedone lungo le desertiche rutas verso Chiquian, ultimo presidio urbano asfaltato o semitale; nel frattempo le guide Edgar e Ricardo si presentano al gruppo e c’introducono al mondo Huayhuash. Edgar sottolinea l’importanza dell’onestà e della franchezza interpersonali per meglio viversi la faccenda che stiamo per intraprendere, indicandole come keywords. Il pastiglio diuretico che sto assumendo per moderare la pressione arteriosa mi tortura la vescica, ‘sicchè con un filo d’imbarazzo agisco la raccomandazione di Edgar e chiedo una sosta minzione malgrado l’appena mezzora dacchè siamo partiti. Con mio sollievo i sodali approfittano del peestop, che ha luogo in una plaga brulla e sconfinata di pampa gravata da un cielo meravigliosamente turchese. Perdo il senso del tempo fino al break successivo, presso un belvedere donde irrompe in scena la Cordillera Huayhuash per mo’ ancora remota; stiamo andando a vagolarne le costole…p1050321-2 La drammatica plasticità dello sfondo mette forse più inquietudine che non trepidazione. Abbisogno d’impulso a ravvicinare, quasi a sfidare in ceffo la schiera con piglio donchisciottesco …p1050324-2 …poi abbasso lo sguardo giocoforza, che indugia su queste  simpatiche cactacee di cui non ricordo il nome…p1050325-2 p1050329-2 Quinci la strada si fa molto panoramica, e la titanica muraglia della Cordillera scorcia via via le distanze. Perveniamo al borgo di Chiquian, un simpatico guazzabuglio di laterizi , ove il nastro d’asfalto s’esaurisce tosto in piazza. Intanto riprendo il passo d’una corta e allegra processione in fila andina…p1050330-2 p1050331-2 L’autostrada o pseudotale dicevamo infila i vicoli di Chiquian e ne muore in piazza, donde il torpedone fatica non poco a districarsi nella pastoia sterrrata di stradelli. Uscito l’intoppo percorriamo una carrozzabile terroghiaiosa che in lente serpentine smonta la costa d’un profondo canyon, ne supera l’impluvio su d’una passerella d’assi e tronchi non so bene rinforzata come, poscia rimonta l’opposto versante con altrettante serpentine . La local carenza d’infrastrutture qui è indicativa nell’assenza totale di viadotti, ‘sicchè tocca prima discendere poi risalire le centinaia di metri acclivi e le decine di chilometri vieppiù. Ora la ruta saliscende lungamente i profondi burroni del canyon in piena solitudine. La plaga è gigantesca, pulvirosa, secca e punteggiata di cactus. Il percorso toglie il respiro, ‘chè talvolta m’affaccio al finestrino e mi trovo esposto sul filo debole della banchina senza parapetto alcuno e affacciato a piombo su trecento metri di precipizio che si buttano laggiù nel fiume. Adrenalina e slip quali  sudario a un dipresso del perineo. Cala nel torpedone il silenzio, bravissimo il conducente. Lungamente si procede in tal guisa, poi arriviamo al villaggio di Llamac, e quinci alle bicocche di Pocpa, ove una cobradora (l’incaricat* della locale comunità campesina alla riscossione dei tributi d’accesso al Parco) di taglia picciola fa il suo dovere, scambia due parole con le nostre guide e ci apre il diruto cancelletto che sbarra l’accesso ai mezzi, per l’ultimo tratto quattroruote. Ancora un’orata di lento incedere nel mezzo d’un paesaggio arido, cupo e grandioso, dove anche l’ultimi arboscelli lasciano il posto a vizze praterie guarnite di sassi, poi arriviamo al vaccinieto di Matachancha, 4150 metri, poco più del nulla fatto d’erba e sasse protetto da una cerchia di crode inverosimili per bellezza. Qui salutiamo il torpedone e montiamo il campo 1…p1050333-2 L’aria è fredda e sottile, ‘chè un poco gira la testa. Quivi Emilie, una ragazza francese della masnada escursionistica, prova il coefficiente di gravità d’alta quota e n’esperisce la brezza…p1050336-2 l’ambiente è già splendido. La compagnia pare gustosa e ben assortita, ‘chè stiamo prendendo confidenza interpersonale perlopiù anglofonicamente mentre allestiamo il campo 1 nel crepuscolo lisergico. Ricardo (la guida) ci promette che incontreremo spesso Elvis, ossia il Condor più bello; non finisce la frase che questi occhieggia, benchè acclive in cielo…p1050341-2 Scippato da tanta selvaggia bellezza, butto l’occhio a nord, verso le gibbe steppaci e le vacche, nel chiaroscuro del vespero…p1050338-2 Mai visto cielo più grande. L’aria sa di sterco vizzo e gramigna. La bellissima desolazione fa l’animo tra il quieto e il trepidante. Montato il campo l’accolita si divide in due  gruppi che occuperanno due rispettive tende di refezione. La cena, preparata dal cocinero Marco Aurelio e sodali, sarà squisita, fatta di frugali e gustose specialità peruviane. Il desco è pervaso da un clima relazionale divertito, rilassato e piacevole, ‘chè la masnada sta prendendo confidenza in sè medesma, e scopre d’avere voglia di fare questo trekking. Due italiani (io e la Fra), sei francesi (una coppia di sposi, una di fidanzati e una d’amiche), una coppia di coniugi tedeschi, un ragazzone svedese, un gentleman peruviano, un giovane backpacker statunitense e un pastore d’anime alaskano residente in Perù. Ci sarà da ridere. Dopocena qualche altra chiacchiera, la voglia impossibile e tosto censurata d’una sigaretta, una tempesta di stelle che spaventano il buio. Molto freddo. Buonanotte.

 

GIORNO SECONDO: da Matachanca (4150 mt) a Mitucocha (4230 mt), via Cacanan Pass (4700 mt);  6 ore circa di trekking 

La notte passa fredda ma buona, forse non ancora sottozero, tuttavia ho il primo rendez-vous col notturno fantasma mordiglande in occasione della prima minzione buia. Il campo è stato allestito lontano (per fortuna) dalla stamberga delle toilette, piuttosto malconce,  ‘sicchè la notte tocca pisciottare in zona, ovviamente discostandosi quanto basta dall’area tende. Il gelo che coglie quando scopri le pudenda è ficcante ‘sì come il morso d’uno spettro che le stesse addentasse a sorpresa nel buiore. Alle 6 Le guide Edgar e Ricardo svegliano la compagnia berciando “GOOD MORNIG, COCA TEA!” accompagnando il motto con un fracasso molesto di cucchiaj battuti con nerbo sulle gavette. Il risveglio è improvviso e atroce, m’appena caliamo la zip un poco ingessata di gelo della tenda s’offre allo sguardo questo, e tutto ritorna tosto in bolla…p1050346-2 Smontiamo le tende, carichiamo l’acqua bollita dalla brigata dello staff e ci s’infila sdruciti di freddo nelle tende refettorio per la squisita colazione. Segue un salto alle toilette, poi le guide ci chiamano a raccolta per istruirci sull’odierna camminata. Si parte. Comincia ora l’avventura pedestre del Huayhuash, non prima d’aver fatto due coccole ai burritos che indefessi porteranno il fardello tecnico di suppellettili e vettovaglie d’approvvigionamento…p1050352-2 La traccia, non segnata ma sempre evidente, rimonta la costa soprastante in salita inizialmente moderata…p1160169-2 Fa freddo e silenzio per via della quota che va rispettata risparmiando fiato. Arranco di già, che devo carburare. Mezzora e a una curva mi tocca sostare a pigliare aria. Intanto butto lo sguardo a tergo; laggiù nell’impluvio era il campo, i chiaroscuri giocano con la steppa e un cielo cartoon…p1050354-2 Ora la pendenza si fa più sostenuta. Arranco ma raggiungo in breve i compari che poco più colà fanno il primo pitstop. il sole vince la timidezza e tocca spogliarsi. La quota si sente, procediamo con la  calma del buon passo…p1050359-2 Intanto la guida Ricardo c’indica un Elvis che fluttua suso le nostre cape: eccolo (angolo in basso a destra); secondo giorno, secondo Condor..p1050357 Nei paraggi frattanto il cielo comincia ad accogliere verticacia su pietra e lontananze glacionivali; tutto molto dizzy…p1050358-2 Al pari del paesaggio comincio a sentirmi pigliato pei capegli e mi prendono sollazzevoli levissime vertigini. Quinci la via è chiara: bisogna rampare colassù…p1160180-2 Il segmento presenta strappi faticosi, allunghi più docili, strette ripide serpentine e un paio di passaggi blandamente esposti, comunque su ottimo pestato. Nel tratto più duro annaspo, tuttavia si verifica una faccenda surreale: Helmut, il  gioviale professore tedesco mi è alle spalle, e comincia a canticchiare in marcato accento teutonico ma con grande competenza intonale  “se bastasse una sola canzoneeee”, l’incipit della pop hit di Eros Ramazzotti.Trasecolo per la bizzarra comicità dell’evento, che mi dona linfa nuova; ossia le risate che provoca (ad entrambi) fungono da propulsore e riprendo rinvigorito il cammino. Gli chiederò quest’intervento performativo più volte nel corso del trekking, nei momenti più duri. Elli risponderà sempre e sempre funzionerà.  Arranco determinato nel ripido zigzag, sento la quota che sale, così aspetto il passaggio dei simpaburritos, che di me son più lesti…p1160183-2 p1160184-2 Gli arrieros incalzano le bestiole con dolce piglio, e vengo presto superato. Il gruppo d’escursionari è smembrato per passi e fatiche diversi. Ora si dee attaccare l’erta prima umbrata poi solace che conduce al passo. Siamo tutti zombies, ognun* col suo proprio stile. Arranco, inciampo, vo in modalità mantice. Mi deposito sull’intaglio di  Cacanan Punta due ore e mezza dopo lo start, ossia nei tempi previsti. Al passo mi piglia mal di capa e vo a nausea, come da copione. Il vento schiaffeggia freddo il ceffo, la Fra mi guata col cipiglio dei 4700 metri…p1050361-2 Di là è un mondo ferruginoso e primordiale, glabro, sconfinato e franco d’omeni…p1050362-2 Di spalle mi godo l’empireo retrostante; laggiù nell’impluvio era il campo, tutt’attorno respira profonda una bellezza naturale da togliere il fiato ‘sì come l’aria sottile.. p1050360-2Sostiamo una buona mezzorata di rifocillo. Divoriamo i deliziosi panini e i manicaretti all’avocado preparatici da Marco Aurelio; intanto Ricardo fue di parola, ‘chè un altro Elvis tiene monitorati i nostri livelli di ATP…p1050365-2  Per la discesa; il percorso tradizionale prevede di pigliare una comoda mulattiera che digrada verso la manca…p1160191-2 noi, che facciamo una spicciatoia, ci caliamo a destra su buona traccia, per un brevissimo tratto in assai modesta esposizione (retrospettiva)p1160188-2 La traccia sempre evidente prima serpeggia poi si distende per assecondare un cengione zolloso a mo’ di ballatoio che cinge lo sperone…p1050368-2 al termine del quale occhieggia tosto il Nevado Jirishanca (6094 mt), in una sfida cromatica fra cielo e terra…p1050369-2 …mentre alla manca sonnecchia la steppa ferruginosa, sicuramente indisturbata…p1050372-2 Intanto Christelle, una dell’escursioniste francesi, accusa un forte mal di montagna che le impone di proseguire in sella al cavallo d’emergenza; buon caso volle che la brigata di ciuchi, arrieros e cavalli seguissero il nostro medesmo cammino nel frangente in questione. Ora tocca superare la sella erbosa in centrofoto, che ne occulta una successiva e declive…p1050371-2 Quando non evidente, la traccia è intuitiva; intanto ci accostiamo e perveniamo in una mezzorata lentopede alla prima sella; il colpo d’occhio è d’una spazialità commovente …p1050378-2 Ravviciniamo il colosso, con deferente gradualità…p1050379-2 p1050377-2 ..particolare della cuspide glaciale dell’accosto Nevado Mituraju (5750 mt)..p1050383-2 Fa un freddo delizioso, ‘chè il sole ci biscotta irradiando tepore gratuito.Tira un vento freddo e piacevole. Raggiunto il colle divalliamo dolcemente, mentre William, il gentleman peruviano, accusa le prime dismetrie da stanchezza..p1050386-2 Segue un tratto in piano, dove una Viscacha (Lagidium Viscacia, tipico roditore andino di taglia coniglia) scapicolla tra i sassi con intenti mimetici…p1050394-2 trova la Viscachap1050400-2 Al tratto pianeggiante segue dolce scivolo per zolle pettinate, che deposita su di un acrocoro teneramente rorido di ruscelli e fondiglio palustre…p1050404-2  in quella scorgiamo due magnifici esemplari di Ibis della Puna (Plegadis ridgwayi, pennuto limicolo sudamericano) intenti a scandagliare di becco…p1050406-2 Si lasciano accostare senza tema, poi s’involano. Siamo dentro l’incantagione naturale degli elementi, che  quivi scherzano e si divertono…p1050412-2 ..e fanno i virtuosi quando smontiamo l’altipiano e irrompe lo Jirishanca fiero di venustà roccionivale, omaggiato ai pie’ dalla blueggiante Laguna Mitucocha; la spazialità è così peculiare che mi par d’inalare il cosmo…p1050416-2 Omaggiamo anche il Nevado Rondoy (5870 mt) e il più accosto alfiere Nirashanca (5607 mt)…p1050419-2 Caliamo con dolcezza verso l’ acrocoro erboso dove monteremo il campo…p1050422-2 Non ho favella per descrivere tal e tanta bellezza di Terre Alte..p1050424-3 ..mentre il sole va in fade out troviamo il campo già montato; il respiro è calmo e profondo malgrado la quota…p1050428-2 …fade in di sole, momento di relax…p1050430-2 Seguirà un breve riposo in tenda; mentre sonnecchio stanco e contento mi fluttua nell’orecchie la melodia di “Blowing in the wind” soffiata da un’armonica. E’ William che zufola intratenda. Viene voglia di cantare. Compare professor Helmut con una chitarra presa in prestito a un gruppo d’escursionisti altoatesini (!) accampati poco distante. Mi viene l’uzzolo di cantare “I Talk to the wind” dei King Crimson, brano perfetto per accompagnare la delicata bellezza di tempo e luogo. Helmut la consce! Gli rammento la sequenza d’accordi e partiamo..photo courtesy of PEKKA ANDERMANN, lo svedese del gruppo…img_3255. Mi commuovo, penso che la strozza di Helmut a sua volta abbia sussultato d’emozione; escono cori dolci e molto belli. Impugno la zuccheriera e fo lo shaker nel ritornello; photo courtesy of PEKKA ANDERMANNimg_3256. Applausi da tutta la brigata. Seguirà Jam session con spiaggiata sonante d’alta quota (siamo a 4230 mt), cori di tutt* su varie canzoni (“Lucky Man” di EL&P, “Because” dei Beatles, “The lion sleeps tonight” e tante altre. S’andrà di canto anche dopocena. A proposito, desco squisito. Chiacchiere, canti, molte risate. Qui un’immagine di tenda 1 refettorio, ossia metà gruppo…p1160199-2 Siamo partiti bene. La notte sarà buona, e sono così enfojato che sfrutto la minzione notturna per piantare il cavalletto e scattare verso il paradiso buio, argentato di luna pingue…p1050432-2 Buonanotte.

 

GIORNO TERZO: da Mitucocha (4230 mt) a Laguna Carhuacocha (4138 mt) per la valle nascosta e il passo innominato (4800 mt); circa 6 ore di trekking

((BONG BONG, BONG BONG) “GOOD MORNING, GOOD MORNING, COCA TEA! Mannaggia. Però buongiorno…p1050433-2 Sottozero, freddo mordace. Mi risgrano l’occhi; lo Jirishanca ha l’oro in bocca…p1050435-3 Coca tea, svuotiamo le tende in silenzio crepitante. Intanto i cavalli d’emergenza brucano la grama pampa…p1050439-2 …e lo Jirishanca s’imbelletta di cipria…p1050440-2 Colazione e briefing.  Oggi il gruppo si divide: chi vuole seguire il percorso tradizionale, che si sviluppa lungo mulattiere in una tappa facile e relativamente “comoda” seguirà la guida Edgar; chi preferisce un pizzico d’avventura seguirà Ricardo lungo le labili tracce che conducono alla valle nascosta e alla lagunetta Alcaycocha, percorso che prevede passaggi su roccette e strappi faticosi, e che si sovrappone a un segmento dell’Alpine Circuit. Io e la Fra scegliamo questa opzione. I due gruppi s’incontreranno al campo 3 di Laguna Mitucocha. Si parte. Bisogna raggiungere quel falso colle…p1160204-2 ..pensando coi piedi dentro un presepe naturale ad acquarelli di grande respiro…p1160205-2 L’erta si fa sentire ma si procede agevolmente, siamo ben acclimatati. La traccia è labile ma il percorso evidente ed intuitivo. A metà rampa Ricardo ci mostra il teschio d’un povero bovino che ha ruminato un’erbetta venefica di quelle lande…p1160209-2 Perveniamo al falso colle, che invero s’allunga in una valletta pianeggiante…p1160211-2 Al sommo della quale riposiamo un poco…p1050449-2 p1050451-2 in quella Ricardo medita in punta di roccia…p1050445-2 ..e appare con evidenza il percorso da calcare per giungere alla sella innominata, ancora lontana…p1050453-2 Procediamo sulla magnifica pampa della valle nascosta; un saluto al Nirashancap1050455-2 …e uno sguardo al magico mondo che ci lasciamo alle spalle…p1050460-2 ‘sicchè poi c’imbattiamo negli avanzi d’un banchetto di Condor..p1050456-2 ..che ci han lasciato le penne (enormi)…p1050457-2 Si procede lungamente in falsopiano, ‘chè ora la passeggiata è rilassante, piacevole; poi l’atmosfera si fa terrea’sì come il suolo vizzo e scaglioso. Siamo nell’impluvio e ci accostiamo ai pie’ dello sbalzo che dobbiamo rimontare. In quella scapicollano tre bellissime Vigogne (vicugna vicugna, simpatico camelide andino, selvaggio parente del più domestico Lama); i limitati mezzi fotografici ne restituiscono parzialmente l’adocchio…p1050462-2 Pausa brunch, poi s’attacca lo sbalzo roccioso; si tratta di rimontarlo in faticosa divertente quadrumania scrambling (ravanamento); il percorso sfrutta i punti deboli della costa, invero piuttosto appoggiata, e la supera in breve presentando pochi passi d’elementare arrampicata…p1050463-2 essendo tuttavia molto ripido e trovandoci a quasi 4800 metri di quota, cala il silenzio…p1050464-2 un battito di sole rinfranca la ravanata fra le crete…p1160214-2 Coraggio, l’ultimo muretto…p1050466-2 Riprendo fiato…p1160218-2 Regina (la moglie di Helmut) affronta il gradone terminale…p1160221-2 …e siamo in coppa al passo innominato (4800 mt); ove s’apre un desertico mondo tetro di rocce scure che spaventano il sole. Dimenticavo di riportare che Ricardo e William hanno collocato le penne di Condor sul berretto in modalità Bravi Alpini…p1050468-2 Rapidi caliamo verso la sottostante recondita  Laguna Alcaycochap1050471-2 Il cammino, malgrado l’assenza di tracce e il fondo zolloso, torna sereno tra l’erba…p1050473-2 a un dipresso del laghetto sguazzano due pettorute Oche delle Ande (Chloepaga melanoptera)p1050475 Ci fermiamo per il pranzo e fa tosto pioviggine, prima lieve poi pungente. Non vi è possibilità di riparo e indossiamo l’antipioggia. Ora bisogna calare senza traccia verso la verzicante Quebrada Yanayanap1050479-2La discesa è ripida e veloce; perveniamo a un tugurio fra i pascoli…p1050480-2 p1050481-2 Giù a destra (sud), lungamente per la brulla quebrada (valle), incalzati  dalla pioviggine ora in guisa di granelli ghiacciati; incrociamo armenti bovini….p1050485-2 viva la mamma…p1050487-2 …e finalmente sulle sponde di Laguna Carhuacocha (4138 mt), ove un’altra colorita spedizione ha già piazzato il campo…p1050494-2 La plaga è titanica, grandiosa malgrado le nubi dense, ma la vedremo meglio l’indomani. Fa un freddo becco…p1050506-2 Si ricompone il gruppo. Coca tea, stanchezza, riposino. Emilie gioca con due simpatici local perrosp1050499-2 Prima di cena vo un po’ a farmi stordire dalla bellezza vespertina del Nevado Yerupajà.(6617 mt,) la vetta più acclive della Cordillera Huayhuash, che ora gioca di chetichella coi nembi…p1050508-2 p1050509-2 p1050512-2 rabbuia vieppiù, sgrana la sensibilità…p1050515-2 …e infine il Nevado s’abbozzola nel piumone. Buonasera Yerupajà, a domani…p1050516-2 Cena con pochi lazzi e facezie, siamo stanchi. Eppure il clima del gruppo è saporoso di agio e piacevolezza. Buonanotte, domani sarà più dura.

 

GIORNO QUARTO: da Laguna Carhuacocha (4138 mt) al campo Huayhuash (4300 mt) via Paso Siula (Siula Punta)(4830 mt) circa 8 ore di trekking

  Notte turbolenta. Freddo, diverse impellenze urinarie, vacche e somari che berciavano inquieti zoccolando con grande strepito fra le tende al campo. BONG BONG! “GOOD MORNING, COCA TEA!”. Mannaggia. Le prime voglie di spiaggia. Eppure l’incantagione scippa la favella; occhieggia fra roccia e ghiaccio un titanico lupo bianco…p1050526-2 ..in una rapsodia psichedelica d’astri, empireo e cuspidi; la Trinità minerale con sombreri ghiacciati: da sinistra i Nevados Yerupajà (6617 mt), Yerupajà Chico (6089 mt), e Jirishanca (6094 mt); baila morena sotto questa luna piena…p1050529-2 ancora Jirishanca, la chica mas linda, la vetta più sexy che abbia mai visto…p1050532-2 lo Yerupajà si copre d’oro…p1050533-2 tutto arrossisce d’emozione, la natura si eccita…p1050534-2 e irradia fusa erotiche  ‘si come borborigmo profondo di Bellezza, mentre cadono i veli…p1050536-4 …appena 20 minuti poscia…Lady Jirishanca m’ha stregato il terz’occhio…p1050539-6…Natura Viva con Cielo e Trinità…p1050543-2 Natura Viva con Cielo, Trinità e campo 3..p1050548-2 Dopo quest’orgia di bellezza monumentale scatta colazione, doppia razione di coca tea e si parte. Scendiamo in riva alla splendida Laguna, di cui tocca compiere mezzo periplo  alfine di risalire la quebrada che verso sud conduce al Paso Siula. L’odierna tappa è per intero in comune all’Alpine Circuit. Intanto l’incanto tiene ancor la favella sequestrata…p1050554-2 Ciao bella, come ti chiami? Perchè ti nascondi? Non avere paura…p1050556-2 Continua la promenade lungolago; la sinfonia paesaggistica s’arricchisce ora dei riflessi, e il crescendo si fa strepito…p1050557-2 La traccia ora sale, di pari passo con la stupefazione; aspetto che da un momento all’altro sfili un bestiario inedito di creature titaniche…p1050567-3 Aggirato il bacino calchiamo pampa in piano…p1050573-2 Seguono dieci minuti di dolce salita e perveniamo a uno stazzo malconcio che ospita ovini armenti di taglia picciola…p1050577-2  p1050582-2 Un orto commovente langue tra le bicocche; in quella una Viscacha tenta di travisarsi a pietra…p1050583-2 Si prosegue nell’impluvio di un ameno valloncello, con pendenza frattanto moderata…p1050584-2Quaranta minuti di piacevole cammino e la valletta si strozza un poco; Ricardo suggerisce di risalire il pendio morenico alla nostra destra lungo traccia evidente; assecondiamo e fatichiamo; poi, giunti sull’orlo, ecce Laguna Gangrajanca (4245 mt)..p1050588-2 L’ambiente è così tanto che le limitate prestazioni della fotocamera faticano a contenerlo…p1050590-2 sfumature lisergiche, la psichedelia monta al frastuono di seracchi e slavine che  precipiti rovinano nel crogiuolo colmo di smeraldo liquido…p1050592-2 Dalla cresta della morena occhieggiano i colossi a guisa plastica…p1050600-2 Al cinema intanto danno “Aspettando il Seracco”…p1050601-2 ..cucù…accumulo prezioso tepore col mio pannello frontale…p1050602-2 …seraccopoli…p1050608-2 Caliamo di nuovo al sentiero e apparecchiamo un brunch, che quinci la via si fa erta e faticosa. In questo scatto sfoggio con malcelato narcisismo la mia guisa più sexy mentre cùpido divoro un frutto succulento, tra il melograno, il caco e l’arancio (non ricordo il nome)…p1050611-2 Ripartiamo. La traccia risale con decisa ripidezza la costa alla nostra manca (est). Fatica, silenzio, pause, sono presto l’ultimo; oggi ho meno risorse. La via taglia la spiovenza in acclive traverso…p1050616-2 Si prende quota molto rapidamente, qualche tratto lievemente esposto richiede attenzione ambulatoria per via dell’ambascia d’alta quota; la vista sui seracchi antistanti regala tuttavia linfa novella…p1050614-2  Vado così piano che potrei essere doppiato dai miei sodali malgrado il percorso lineare. Cerco d’avvicinarli con lo zoom. Tocca raggiungere quel poggio, dove i più lesti del gruppo hanno già messo piede, e colà faremo sosta..p1050619-2 Frattanto lo strepito dei seracchi sbriciolantisi di là richiama l’attenzione…p1050617-2.Infine arrivo, accolto dall’applauso dell’intera compagnia. Da questo belvedere si beccano d’infilata le tre Lagune; quinci a colà, QuesillocochaSiula, e Gangrajancap1050623-2Marco Aurelio cuoco e collega ci avevano preceduto di corsa per preparare un  delizioso tortino espresso a base di avocado, uova, verdura e guacamole, accompagnato da arroz (riso), squisito, commoventep1050628-2 Gustarsi un piatto raffinato al cospetto di uno scenario naturale di tal colossale bellezza è impagabile; vieppiù performativo per via della modalità e lo stile con cui viene servito; splendido, ironico, un pranzo gourmet a 4800 metri di quota. Indimenticabile…p1050637-2 Con le guide Edgar e Ricardo nei panni dei camerieri; chapeau…p1050627-2 Ci coglie un’euforia colma di gratitudine…p1050633-2 Mentre mangiamo ci si gusta lo show: qui giganteggia plastico il Nevado Yerupajà (6617 mt)…p1050651-2 giovane alieno impaurito tenta di nascondersi tra i seracchi…p1050647-2 Rinfrancati dal desco delizioso ripartiamo; il Paso Siula non è lontano ma tocca rimontare un’erta faticosa, superata la quale calchiamo un acrocoro sospeso e pianeggiante. Ecce il passo, mannaggia…p1050656-2 La quota ora si sente di brutto, ‘sì come l’erta; se ricordo bene lungo il segmento in questione ho solo emesso borborigmi. Divido il fanalino di coda con i placidi (e simpatici) Anne e Sebastien…p1050657-2 Finalmente, a cinque ore e mezza lorde dalla partenza, arriviamo al passo; di là si apre uno scorcio sulla remota Cordillera Raura e il Leon Dormido, suo alfiere glaciale…p1050658-2 Intanto un simpatico falconide aspetta le miche della merenda…p1050670-2 Ora divalliamo e scendiamo lungamente per lande brulle rivestute a muschio rigido.e pozze di brodo freddo…p1050678-2 p1050680-2 Rotolo nella steppa, e scorgo un drappello di Vigogne a merenda…p1050683-2 In ambiente molto aperto (fossero stati chiusi i precedenti) deambuliamo verso Laguna Huaracococha (4540 mt)…p1050685-2 Ancor quasi un’ora di steppa sconfinata da calcare poia docchiamo il campo, laggiù in centro foto, nell’acrocoro di Huayhuash (4300 mt)..p1050687-2 Arrivati. Tappa spettacolare, lunga, faticosa…p1050690-2 La spossatezza non precluderà tuttavia alla masnada di camminieri le grasse risate durante la cena al solito squisita, nè a me medesmo di sperimentare la prima avventurosa evacuazione nel diruto casopino toilette. ‘Notte.

 

GIORNO QUINTO: da Huayhuash (4300 mt) a Pampa Cuyoc (4320 mt) via Trapecio Punta (Trapecio Pass) 5010 mt; circa 8 ore di trekking

Anche oggi sarà dura. Buona parte della tappa corrisponde al percorso dell’Alpine Circuit, almeno fino al Passo Trapecio, ‘sicchè coraggio; altresì tocca esuberare i 5000 metri di quota, ‘chè giunti al valico dovremo risalire vieppiù la costa rocciosa. L’atmosfera al briefing è onirica…p1160234-2 ….’sì come durante il primo allungo in piano della quebrada; brughiera caledonandina…p1160232-2 …temo un agguato dei mannari, malgrado lo svaporìo di nembi…p1160231-2 Abbandoniamo il tratturo del circuito tradizionale e su labile traccia viriamo a destra per lungamente rimontare il pendio in pendenza moderata dai zigzag. Perveniamo a un vasto acrocoro con bellavista sul  Nevado Trapecio (5653 mt) provvisto di sombrero…p1050694-2 ..mentre William pondera lo sviluppo del percorso in compagnia della solitudine di queste plaghe…p1050697-2 Dopo la piana bussa la ripidezza, ‘sicchè cedo il passo a burritos arrierosp1160241-2 il sole buca la timidezza, ma che fatica quivi…p1160243-2 Meritiamo infine lo spalto, e l’elegante Trapecio toglie il cappello…p1050699-2 Risaliamo la rampa di zolle, cangia la luce e il gigante scorcia le distanze…p1160242-2 Frattanto Elvis & friends ci tengono d’occhio; i Condor pasan e sai mai che salti fuori uno spuntino, ‘chè quel ricciolone claudica parecchio…p1050704-2 p1050706-2 Annaspo; trascuro un dolore all’alluce manco e faccio male; intanto la piramide del Trapecio s’avvcina…p1050707-2  …’sì come l’algido alito del su ventre di ghiaccio…p1050712-2 Ristabiliamo le distanze; eppoi facciamo intendere ai Condor che va tutto bene, con due souvenirp1050714-2 p1050717-2 Mentre calchiamo la rampa ghiaiosa fugge la luce un momento, e la vedretta ruggisce di plasticità…p1160244-2 sul ghiacciaio (per gioco, ‘chè la traccia lo lambisce soltanto); ora i visceri cristallo cerulei del Trapecio sfiatano algore…p1050721-2 design raffinato senza tempo…  p1050722-2 murales…p1050723-2 holyday on ice… p1050729-2 ..il rugghio plastico di cui sopra…p1050724-2 Ricreazione…p1050727-2 Non sento più male al piede, uzzolo di salire..p1050735-2 p1050742-2 selfie non selfie…p1050744-4 Torniamo adulti e torna il dolore all’alluce, che piglia un sapore minacciosamente tendineo. La rampa morenica da rimontare, malgrado la fatica bestia e la quota estrema, è viandare da sogno…p1160247-2 p1160249-2 p1050749-2 La luce svapora e s’accende con barbagli repentini, stimolando vampe lisergiche…p1160250-2 tracce sul ghiacciaio..p1050753-2 mentre il Trapecio ancheggia i seracchi…p1050751-2 sarei curioso di ponderare i contrasti in b/n…p1160249-2 L’erta incalza su pestato rossastro e sdrucciolo, e si discosta un momento dal ghiacciaio…p1160252-2 ..per tornarvi di fresco…p1160255-2 p1160258-2 Un passo avanti due a tergo e siamo ai 5010 metri del policromo Passo Trapecio; un ometto di pietre vigila sullo stretto intaglio petroglaciale…;p1160260-2 p1160262-2  …raffiche sgarbate di inca blizzard ci pigliano a schiaffi; qui l’Alpine Circuit traversa a destra sulla lingua glaciale, noi continuiamo a salire, mannaggia, sul crestone a sinistra…p1160261-2 Salgo imprecando in idioma sconosciuto, preso a manrovesci da raffiche di micropunte ghiacciate. La doglienza podale ora è tendinea e virulenta, e zoppico. Arrivo finalmente al punto più acclive, saranno 5100 metri di quota, e mi si presenta il vero guaio; la discesa spiccia e accidentata per un tetro angusto canale detritico, ben provvisto ahimè di sbalzi e saltini rocciosi da farmi ululare per il dolore al povero arto vulnerato, che deve contenere la mia quantità di moto rotolante nella ripidezza…p1160265-2 Digrigno e incespico. Malgrado l’ambascia presto supero Anne e Sebastien, colti entrambi da un attacco acuto di mal di quota, per il quale stanno virando al verdastro in volto. Ricardo risale per assisterli e mi vede in panne, io fo il fenomeno e gli dico che per me è tutto ok. Balle. La Fra è preoccupata, divento sgarbato, finchè il buon Vincent s’offre di portarmi lo zaino. Accetto e lo ringrazio, ‘chè forse va meglio. Arrivo finalmente rotolando fra rocce rotte, pietrisco e tornanti a un pianoro dove la traccia si fa sentiero, ma non vado più. Ogni passo prevede una sosta. La Fra e William sono in pensiero per me, e mi aspettano, io dissimulo imbronciato…p1050754-2 la Fra intanto mi sequestra la fotocamera, ‘chè malgrado l’infortunio continuo a compulsare foto da stupidotto; ecco il mesto viandare del gringo bolso e sciancato…p1160270-2 Passa intanto Vincent col mio zaino in grembo. Bench’io stia soffrendo, la grandiosità minerale e la coloritura di questa venustà naturale fanno piangere il terz’occhio di commozione…p1160272-2 La Fra, nonostante la situazione un po’ critica e malgrado le piaccia poco, prende foto per me, tesoro…p1160273-2 Pausa e mi riprendo lo zaino; merci Vincent…p1160274-2 la magnifica gemma lattementa della laguna innominata e la foggia dolomitica del Nevado Puscanturpa Cuyoc (5652 mt)…p1160278-2 Mi fermo sul pianoro. Ricardo mi raggiunge con Anne e Sebastien che dal verde stanno virando all’ocra; già meglio, scendendo. La guida mi dice che non posso proseguire così, ‘chè rischio di compromettermi la restante parte del trek. Ei corre giù al campo per pigliare il cavallo d’emergenza. Mi trascino poco più in là ove il gruppo tutto è fermo ad aspettare gl’infermi. Edgar vuol vedere il mio piede, che non è un belvedere; gonfissimo e livido. Mi applica una fasciatura perfetta, i sodali mi donano arnica e ibuprofene che calo avidamente. Così arriverà il cavallo a soccorrermi, solo che non può risalire fin qui per via del terreno troppo irto e accidentato, ‘sicchè dovrò trascinarmi e ruzzolare fin laggiù, presso le sponde turchesi di quella bella laguna…p1160280-2 Rinfrancato riparto e arrivo al rendez vous con il caro equino, condotto fin qui dal fido arriero p1160285-2 Il cavallo si chiama Cocco, e sarà il mio salvatore…muchas gracias lindo Cocco!p1160288-2 Un saluto verticale ai Puscanturpasp1160289-2 Così l’ultima buona mezzorata di tappa la trascorrerò a dorso di Cocco, e per fortuna. Egli seguirà fedelmente l’arriero nei passaggi più complicati. Alcuni punti saranno un poco adrenalinici, che mi trovo sollevato a strapiombo sugli sbalzi, ma Cocco è bravissimo. Finalmente scorgiamo il campo…p1160292-2 Arrivati. Riposo e cena. Anne e Sebastien hanno ripreso la loro tinta naturale. Tappa estenuante, 8 ore, terreno disagevole, alta quota e forti dislivelli.Antidolorifici e forte doglienza. Sono vulnerato e preoccupato, ‘chè temo dover percorrere le restanti tappe del trek a dorso di Cocco, sul tracciato basso. ‘Notte.

 

GIORNO SESTO: da Pampa Cuyoc (4320 mt) a Cutatambo (4265 mt) via Paso Jurau (5100 mt) e Laguna Jurau (4343 mt); circa 7 ore di trekking

Notte fredda (il termometro da polso segnava -1 al calduccio della tenda). Minzioni notturne prima con volpi furtive nell’ombre, poi con allucinazioni: nel lucore di luna ho visto un guerriero nanoide da star wars impugnare ristante una picca e fissarmi dall’alto d’una rupe. Al mattino era un ometto di pietre. Ha nevicato…p1050757-2 Tende  croccanti al risveglio…p1050759-2 Ho un primo moto (e la Fra meco) idiosincratico nei confronti del Huayhuash. Siamo stufi di lavarci poco e male nell’acque glaciule dei torrenti, d’evacuare in cacatoj malconci e fumanti d’algore, di dormire imbustati sottozero, di soffrire crampi e altitudine. La Fra inoltre ha un acchito  di ripugna verso il tè alla coca; il sapore acredolce dell’alcaloide le fa nausea, ‘sicchè decide di non pigliarlo, oggi almeno. Ripartiamo con questo entusiasmo per l’odierna tappa,, fra le più dure malgrado il corto sviluppo e forse perciò, che tocca il punto più acclive dell’intero trek ai 5100 metri del Paso Jurau, uno degli highligts più celebrati. Fasciatura idonea del piede, che gonfio ancora duole, analgesici e arnica; ci voglio provare, incoraggiato da tutt*.  Partiamo con uno strato di ghiaccio sbrisolone sotto i pie’,  la salita è subito decisa e molto ripida, benchè su buona traccia. Arranco zoppamente, ma pel momento gliela fo. Raggiunto il primo poggio pigliamo fiato. Quinci dobbiamo prima raggiungere il falso colle poi risalire lungamente la quebrada. La Fra accusa…p1050760-2 Ecce la quebrada che tocca rimontare…p1160301-2 Attacchiamo il ghiajone, che la traccia rimonta con estenuanti serpentine. Mi fermo a riposare, e fo uno scatto alle spalle per cogliere la lunarità della plaga in cui vagoliamo…p1160302-2 Rimango indietro, dolente il piede. La Fra però accusa vieppiù, imbroncia e impreca, si piega, si ferma. Fece male a non doparsi nature di tisana alla coca. Ricardo ci assiste, c’incoraggia. La pendenza e la quota gambizzano…p1160304-2 L’ultimo sdrucciolo è pettinato con forza da un vento algido che sibila e copre il mio mugghio e il rugghio della Fra. Pochi passi ancora, dài. Siamo accolti dall’applauso degli altri e da una vampa di luce incandescente che ci biscotta le gote arse dall’algido blizzard; ecco il trompe l’oeil di feroce bellezza che ci vede ora umili figure o spettatori…p1050762-2 Il Vuoto policromo di Joe Simpson ci riempie gli occhi d’intensità. Ci piglia un’euforia ridanciana, la quota pungola d’esilarame; Edgar e Ricardo vogliono celebrare l’impresa dello zoppo e dell’esausta con una bella quadriglia all’altezza dei 5100, indicatore dei quali è il mio piglio giulivo da bertuccione. Ricardo indica il mio eroico piedone sinistro..p1050767-2  Ma tocca meglio ammirare queste gigantesse gentili; da destra il Nevado Sarapo (6127 mt), il Nrvado Siula Grande (6344 mt), su cui svetta la cuspide glaciale del Nevado Yerupajà (6617 mt), e il più discosto il puntale di lame del Nevado Rasac (6017 mt). Anche le chiappe si mettono a plaudire…p1050769-3 Colossi glaciominerali…p1050765-3 ..algida verticacia abbruscata di sole; sauna in vetta allo Yerupajàp1050771-2 La meringata deluxe del Sarapop1050777-2 sbianco e snero di stupefazione..p1050777-2 smoking the void…p1050778-3 Ancora in preda alla sbornia di meraviglia tocca scendere. Fin qua il piede non c’è male, ma ora si dee frenare, che la traccia, ancorchè buona sul ghiaione, è molto scivolosa. Indicativa è la mia cinetica da grande atleta, ripresa dalla Fra. Un manichino lanciato nello sdrucciolo; cinquemila piaghe sopra i mari (e sotto ai piedi)…p1160307-3 Mi volto a tergo per gustare il tocco di luna e il magnifico belvedere pulviroso da cui stiamo calando…p1050773-2 La bolgia euforica d’elementi che accompagna la discesa è saporosa d’orgia delicata e naturale. Siamo pria divorati poi ruminati dalla luce. Concluso il tratto più disagevole, sostiamo per il delizioso pranzo al sacco presso un poggiolo panoramico (ma dài?). La Fra non è proprio in estasi, ‘chè le toccherà far pace col coca tea se vuole proseguire l’avventura in piacevolezza…p1050781-2 p1050794-2 …intanto l’arrosto del Sarapo va in fumo, mettiamoci un poco d’alloro…(o chi per esso)…p1050790-2 Seguirà un lungo spettacolare traverso declive su comodo cengione detritico zolloso; io gliela fo malgrado l’acuirsi della doglia podale, la Fra si pianta più volte. Per assurdo l’assenza d’alcaloide nei suoi vasi la psicoattiva in modalità diversamente stupefatta, et ella ridancia franando le chiappe ‘sì come umbriaca; io e Ricardo l’assistiamo a turno nel disagio (che invero pare agio)…p1050796-2 p1050797-2 Così ci possiamo gustare la convulsa seraccata del Nevado Carnicerop1050792-2 La mia sposa si ripiglia un poco, io adesso deambulo claudicace. Abbiamo da tempo perso di vista Il resto del gruppo. Il traverso ci deposita infine su altro  comodo ballatojo d’erbaroccia, da percorrere a destra, ove occhieggiano di nuovo i sodali, in cerchio seduti ad aspettarci…p1050800-2 Colà giunti si andrà giù per una spicciativa scorbutica discesa, ‘chè la traccia prima smonta lungo un terrazzamento naturale poi s’infila nell’impluvio d’un canale che s’imbuta al rovescio in valletta morenica; eccoci al punto, vedo il campo di Cutatambo (4265 mt) laggiù, zoppico…p1160312-2  Il campo è al solito ubicato in posizione amena…p1050808-2 p1050802-2  ..con vista sontuosa sul Nevado Rasacp1050804-2 Tutto sommato col piede andoe bene. Sono fiducioso circa la possibilità di completare il trek. Poi ci pensano Helmut (a destra in foto) e Pekka (a sinistra) con questa favolosa attitude a rimettermi in bolla…p1050812-2 Ravviciniamo…In una filigrana performativa statica fra Beckett, Pirandello, Kaurismaki, Cinico TV e il Muppet Show , al mio “Hey comrades, what’s up?!” Pekka risponde, quasi ventriloquamente a fior di labbra, ossia mantenendo la guisa ridanciana: “..not much…”; con tempo e spazio comici da fuoriclasse…p1050811-2Comincio a ridere (e loro con me) fino ai singulti. La preziosa gag mi donerà nuove risorse,  e al pari delle canzoni di Ramazzotti e Venditti interpretate da Helmut, fungerà da pozione magica nei momenti difficili.  Buona cena e buonanotte. Nel corso delle minzioni notturne, osservo il furtivo e cauto sopralluogo al campo di ombrose Zorro de los Andes volpi delle Ande.

 

GIORNO SETTIMO: riposo (più o meno); esplorazione della Quebrada Sarapococha con salita facoltativa al Cerro Gran Vista (5152 mt) nel caso, circa 8 ore di trekking

Oggi è “rest day”, ossia giorno di riposo; lo si può passare bighellonando al campo e/o faticando per conquistare il celebre Cerro Gran Vista (omen nomen), superbo belvedere. L’ambito è quello mitico di “Touching the Void”, “La morte sospesa” di Joe Simpson,  incredibile moderna epopea d’alpinismo estremo, di cui suggerisco l’approfondimento; qui vi lascio il link Wikipedia (al film) per una sommaria ma efficace introduzione alla faccenda Touching the void (La morte sospesa) docudrama  . Fra ed io faremmo bene a riposare, lei per energie basse io per il pie’ malconcio, tuttavia decidiamo di provare a salire verso il Cerro, ‘chè l’intera compagnia intende farlo. Prima di partire, però, devo andare in bagno, è impellente. Una persona compagn* di trekking già occupa il water affianco, e le postazioni sono separate da un assai poco isolante paretina di laterizi, ‘chè s’ode infino la più lieve variazione di respiro. Siamo così messi in parallelo. Produco un frastuono di schioppi e petofonia industriale, con un rugghio di slavine da mettere paura. Disponessi di una tanica di combustibile, mi darei fuoco per l’imbrazzo. Finalmente partiamo. Bisogna risalire la crestina morenica (passaggi esposti, attenzione), non prima d’aver guadato il torrente con qualche difficoltà…p1160314-2 Photo courtesy of DAN ARNOLD, il compare statunitense,del cui magnifico Huayhuash  fotoreport lascio qui il link …www.darnoldhiking.com; Cordillera Blanca & Huayhuash dsc07263_orig Superato lo sbalzo calchiamo lungamente il magnifico piancito pampero della Quebrada Sarapococha, dentro una luce d’incantagione mattutina…p1160315-2 p1050827-2  Tocca guadare ancora; qualcuno si bagnerà parecchio; qui Sophie sgamba con l’aiuto di Ricardo e del compagno Vincent;  photo courtesy of PEKKA ANDERMANN (il compare svedese)…img_3508 Ora si dee rimontare la strozza a sinistra; occhieggiano intanto il Rasac (a sinistra) e lo Yerupajà; ci stiamo avvicinando al campo base di Joe Simpson e Simon Yates…p1050837-2 Aumenta la pendenza, duole il piede, la Fra langue, rimaniamo indietro; consoliamoci con questa visione dello Yerupajàp1050844-2 Deferenti ravviciniamo…p1050843-2 Tosto erompe in scena Laguna Sarapococha (4482 mt) cerulea, smeralda, bellissima…p1050851-2 La luce stordisce, ‘sì come la brezza. Il piede fa male. La  Fra, che insiste con lo sciopero del coca tea, è stesa.Ci fermeremo qui; ne va del nostro prosieguo. Intanto però consumiamo un indimenticabile panino saporoso di Ande…p1050855-2 ..dentro un cinemascope da urlo…p1050852-3 p1160319-2 l’elegante profilo del Rasacp1050857-2 Facciamo una siesta sollazzevole. Gli altri vanno su, e per completezza restitutiva posto qui alcuni scatti di Dan che documentano l’ascesa al Cerro Gran Vista; Photo couresy of DAN ARNOLD  www.darnoldhiking.com; Cordillera Blanca & Huayhuash …dsc07291_orig sulla cresta del Cerro Gran Vista (5152 mt) photo courtesy of DAN ARNOLD  www.darnoldhiking.com; Cordillera Blanca & Huayhuash  …dsc07388_orig Laguna Sarapococha  per intero; photo courtesy of DAN ARNOLD  www.darnoldhiking.com; Cordillera Blanca & Huayhuash dsc07285-fotor_orig Riapriamo gli occhi sul gigantesco Yerupajà… p1050858-2 Ripigliamo il cammino a ritroso per il campo; la calata sarà un susseguirsi di visioni titaniche; quella gran testa di ghiaccio bollente del Sarapo, che qui contrasta in candore con lo scuro cipiglio della spalla rocciosa…p1050859-2 …particolare della cresta glacionivale che lo collega al Siula Grande attraverso un torrione minerale…p1050860-2 …soli nella quebrada…p1050861-2 Il Sarapo e la sua cravatta di seracchi…p1050862-2 …a mezzobusto; dress code abito chiaro…p1050863-2  Scendendo talvolta mi giro a fare il pieno di vuoto…p1050867-2 Lentopede siamo presto raggiunti da Anne e Sebastien, che a loro volta hanno rinunciato al Cerro Gran Vista. Mi prodigo da esperto sedicente a individuare i passaggi migliori per il guado; nell’aiutare Anne a superare un punto delicato porgendole i bastoncini a mo’ di sostegno le faccio fare un bagno fino alle ginocchia. Riposino al campo nell’attesa degli altri, che arrivano parecchio dopo deambulando, piuttosto provati. Cena deliziosa, chiacchiere e buonanotte. Domani ci spetta una tappa moderatamente più comoda, con parecchia discesa. Ci stiamo avvicinando alla conclusione del trek, e ho fatto bene a non forzar troppo il piede oggi..

 

GIORNO OTTAVO: da Cutatambo (4265 mt) a Hutiac (4300 mt) via quebrada Calinca e Huayllapa; circa 8 ore di trekking

L’odierna tappa è un poco bugiarda, poichè prevede una lunga dolce discesa lungo la quebrada Calinca fino alle porte del villaggio Huayllapa, e quinci tocca risalire lungamente fino al campo di Hutiac, ovvero si perdono prima 800 metri di dislivello poi bisogna rimontarne altrettanti. Andiamo. Pochi passi e mi  giro di spalle a salutare il bel sito del campo 7, ancor sopito al freddo umbrato…p1160323-2 Si cammina lungamente in dolce declivio per la vallata ora cofortata dal sole; il piede si sente sollevato e ringrazia…p1160325-2 …magnifica pampa, relax; tra poco torneremo a vedere anche gli arboscelli…p1160327-2..e addirittura fioriture, campi terrazzati e bicocche in ambiente rurale! p1160329-2 Non c’è dubbio, la tappa declive e l’abbassarsi di quota rinfranca. Anche i polmoni tornano a ruggire, ‘chè (quasi) vien voglia di correre. Presso una bella cascata faremo una sosta brunch, poi continueremo a scendere verso Huayllapa. Pekka lo sa…p1160328-2 Il sentiero piglia ora la foggia d’un bel camino inca acciottolato e stretto fra murate a secco, saporoso della prossimità ai villaggi rurali. Arriviamo al ponte sul Rio Calinca; veniamo dalla vallata di destra..p1160331-2 e a destra prenderemo ancora. Il borgo di Huayllapa è vicino, e si presentano due opzioni: chi volesse può scendere al villaggio e farsi una birretta, comprar due cose, gustarsi un po’ d’antropia; la tentazione è brusca e violenta, ma so bene che se scendo colà poi non risalgo, ‘sicchè meno dritto per la salita che ci spetta. Il gruppo si dividerà in due, ci ricompatteremo al campo di Hutiac…p1160333-2 In breve perveniamo ai sontuosi cancelli che dischiudono il varco al corazòn del gran circuito; un gruppo assortito di cobradores formato famiglia ci aspettano gioviali per la riscossione del tributo…p1160334-2 C.C. sta per “Comunidad Campesina”.. p1160335-2  Varcato il cancello sale subito l’erta che va presa di petto. In quella Sophie dee montare a dorso di Cocco (il cavallo d’emergenza, ricordate?); ieri l’escursionista di Francia fe’ il bagno nell’acqua fredda del torrente, e ne patì alquanto in diffuso e generale nocumento, con febbre certa. Lungo l’odierno  cammino declive  se l’è cavata, ora che l’erta frusta i polpacci e fiacca i polmoni le tocca preservare le vulnerate risorse…p1160336-2 Si rimonta lungamente la bella Quebrada; la salita è talvolte dura talaltre moderada; nell’impluvio del vallone giacciono campi coltivati a mano e zappe da pochi indefessi campesinos; robusti eucalipti ci raccontano storie di quote più basse…p1160339-2 Sale la via, e Cocco non fa una piega; poc’oltre questo ponticello ci fermeremo a pranzare assieme a una simpatica grossa giovenca i cui vitellini ci faranno trasalire per temerarietà lungo il sentiero; spaventati dal nostro passaggio e vieppiù da Cocco scapicolleranno sull’erta sbrisolona a picco sulla forra; suspence, ma nessuno si fe’ male…p1160341-2 Seguirà un lungo arranco su per la quebrada; dopo i riguadagnati 4000 metri comincerò a vacillare, ‘sì come il mio piede a far le bizze; qui un colpo d’occhio retrospettivo sul nostro cammino, ben evidente a destra del riquadro…p1160342-2 Ora invece una prospettiva del viandare di pampa in quota che ci spetta; incespico…p1160344-2 Un lungo tratto pianeggiante lungo il quale perlopiù striscio ci mena ai 4300 metri del bellissimo acrocoro di Huatiac, giaciglio del campo 8…p1160346-2 Approfittiamo di un lembo di sole per sciacquarci nel torrente; Helmut e Regina aspettano Godot…p1050878-2 Occhieggia intanto il Diablo Mudo (5350 mt), vezzeggiato da un alito di sole vespertino…p1050872-2 p1050873-2 La pampa desnuda di Huautiac…p1050875-2 Cristelle medita…p1050882-2prima di cena passo un’oretta da imbalsamato…p1050886-2 Domani è penultima tappa, invero ultima delle faticose. Tocca valicar due passi altialti. C’è palese stanchezza nella compagnia, m’ancorchè più fiacche, le risate sgomitano tra gli affanni. ‘Notte.

 

GIORNO NONO: da Huatiac (4300 mt) a Laguna Jahuacocha (4066 mt) via Tapush Punta (4800mt), Yaucha Punta (4850 mt) e Cerro Huacrish (4750 mt); circa 8 ore di trekking

Buondì. Notte fredda, ho dormito con tutto addosso, cuffia, paracollo e piumino compresi, pantacalza e braga pesante. Walter vorrebbe cambiarsi le mutande, che qual filettone di baccalà surgelato elli agita in segno di saluto, ma esse ristanno d’un algido rigore photo courtesy of DAN ARNOLD www.darnoldhiking.com/Cordillera Blanca & Huayhuash..dsc07466_orig La giornata è splendida; risaliamo a lungo la bella e brulla quebrada Huatiac, che si alterna in tratti dolci e ripidi; mettiamo la crema solare… ..p1050888-2 Retrospettiva: in fondo alla piana era il campo; fra l’altro un brutto cielo, come sempre…p1050891-2 …Heyyyyyyy Ricardo…p1050893-2 Ora la salita per il Passo Tapush si mantiene moderata e su buona mulattiera, mentre le Viscache sfrecciano quinci e colà. Ci siamo quasi, sempre in ambiente molto aperto….p1160347-2 Perveniamo al Tapush Punta (4800 mt) dopo due orette di buona marcia. Il sito è disseminato di simpatici ometti di pietre. La plaga è brulla, erbata  di giallo, solare. Occhieggia verso nord Laguna Susucocha, le cui sponde andremo a lambire…p1160352-2 Dopo un rapido brunch caliamo verso il bacino per una mulattiera pulvirosa. Il paesaggio benchè  paia ripetersi nei die, sorprende ancora; sempre uguale e sempre diverso a sè stesso…p1160353-2 Il bel Diablo Mudo visto di qua; ieri e stamane lo guatavamo di là…p1160356-2 Più largo, please…p1160360-2 Segue un simpatico intermezzo pianeggiante d’acquitrini policromi, qui visti ancora dall’alto…p1160367-2 raggiunto e superato il quale si doppia il contrafforte in lieve salita su buon sentiero; ci affacciamo nella quebrada Angocancha, appena macchiata di rada pubica lanugine arborea…p1160368-2 Poco dopo sostiamo presso uno stazzo provvisto di malinconico cancello, e colà ci prepariamo alla salita…p1160370-2 …che a guatarsi mi tremano un poco le coscia…p1050894-2 la rimonta sarà interminabile. 350 metri di schietta penitenza in alta quota, benchè su ottimo pestato. Incontreremo anche un armento di furious cows, le vacche facinorose che molestano i radi viandanti di queste plaghe. Sì, la faccenda è molto particolare, e dabbene una manza col piglio del toro ci caracollerà incontro minacciosa, ma Ricardo le fa un bercio e la bestia recede. Il manrovescio di pura bellezza che arriva tosto al valico lascerà lividi da acuire con fobica passione; ecce in lieta schiera disposti nei loro colossali torsi di settentrione i nevados (da sinistra) Rondoy, Jirishanca, Yerupajà Chico Yerupajàp1050895-2 panoramizziamo…p1050896-2 Il clangore tra la materia ferruginosa dei contrafforti e il glacionivale dei titani strepita di meraviglia.mentre l’empireo cobalto schiamazza garrulo coi nembi polputi…p1050897-2 Ravviciniamo deferenti la corazza glaciale dello Yerupajà, sovrano della Cordillera, con elegante sombrero…p1050898-2 L’incantagione si compie col magnifico pranzo, fusilli al sugo saporoso preparati espressi dal mitico Aurelio col solito stile fuoriclasse; strepitoso, e sorseggiare il caffè su questo balcone…p1050903-2 Non resisto; lo Jirishanca sprizza erotismo d’ovunque lo si ammiri; una monte afrodisiaco, ‘chè rosseggiano eccitati li bastioni ai suoi pie’…p1160371-2 Anche lo Yerupajà Chico però, malgrado il vezzeggiativo, fa la sua porca figura; la Viennetta dei Titani…p1050909-2 Dopo il pasto lauto riprendiamo il cammino su sentiero a pietrisco fine; mannaggia ci spetta un saliscendi per doppiare il contrafforte. La Fra, che anche oggi è in sciopero coca tea, non ne ha più e mette il broncio, ‘chè ambulando rumina borborigmi di sconosciuto idioma, del quale tuttavia sono chiare le intenzioni comunicative di stato d’animo. Superato a fatica lo spigolo, il cammino sfila su di un glabro crestone di rocciasfoglia e stentorea gramigna; nel prossimo scatto William cerchiato di rosso indica la via di crinale che conduce alla modesta cippa del Cerro Huacrish (4750 mt)…p1050912-2 Bullizzato da un algido e aggressivo vento andino, il cammino è una promenade tra le più stupefacenti che mi sia capitato di pestare; un comodo trampolino, una piratesca passerella che conduce al fulcro dove abisso ed empireo scambiano la dimensione, ‘sì come il pieno e il vuoto; qui guardando innanzi…p1160379-2 …qui a destra (est), verso le convulsioni glaciominerali dello Yerupajà Chicop1160373-2  …e dello Jirishanca fumigante …p1050921-2 Lo spettacolo a est è talmente magnetico che dimentico d’apprezzare la rincorsa senza fine di gnude crode a schiere verso ovest, ‘sicchè mi guardo indietro per una marziana retrospettiva della promenadep1050922-2 Tosto avverto una frusta che schiocca nel cielo più basso, poco sopra la mia capa; alzo lo sguardo e due Condor giganteschi squaleggiano a venti metri dal mio carcame ambulante; trasalgo e cerco a maldestrezza di cavar fuori la fotocamera e centrarli, ma solo riesco a beccarne uno che volteggia ora paziente sulla Fra. Certo hanno fiutato le nostre risorse in esaurimento, e garbatamente aspettano d’esser noi per essi lauto pasto. Nello scatto seguente il Condor è cerchiato (in nero) ‘sì come la Fra (in bianco) per evidenziare le proporzioni imbarazzanti, e sebbene il pennuto più in qua, la prospettiva non inganna…p1160381-4 Intono “El Condor pasa” con un fischio da gomma bucata, seccato dalla fatica e dal fiacco bordone d’ossigeno, e i regali pennuti se ne vanno delusi. Lo splendido ambulacro ci porta in vetta al Cerro Huacrish, donde la vista sprofonda su Laguna Jahuacocha, smeralda polla d’una tavolozza lisergica di tinte ustionate d’algore; il campo è laggiù …p1050924-2 Quinci la via si butta in picchiata, senza fronzoli, su traccia cattiva, pulvitosa e sdrucciola; in quella occorre attenzione, data la pendenza con piglio ripidiximo; Nel cerchio la meta, l’ultimo sospirato campo tendato del Huayhuash Circuit Trekking…p1160386-2 Con cautela e freno a mano ben tirato ci caliamo; perveniamo a un poggiolo d’erbaroccia che spicca nel vuoto; il campo è ancora lontano…p1050931-2 Quinci la via, sempre su traccia cattiva piega a destra e infila un erto canale smontandolo  per cengette erbose..p1050935-2 Concluso il ripidissimo segmento la traccia si fa sabbiosa e cala per lunghe monotone serpentine, ove le più volte mi acculo a terra sollevando spessi nembi pulvirosi. Dopo interminabile declivio raggiungiamo esausti la piana, brucata di bovini armenti, evitiamo un paio di furious cows in atteggiamento un po’ aggressivo allargando la marcia, varchiamo un ponte di cui qui restituisco lo sguardo a valle…p1160391-2 … e perveniamo al campo, che giace su di uno splendido acrocoro impressionista…p1160393-2 ci laviamo nell’algore del torrente, poi mi gusto la plaga indorata dal vespero, mentre le Oche delle Ande biancheggiano nell’acquitrini e a mezz’aria…p1050936-2 Lo Jirishanca cala il sombrero, il Rondoy bigioneggia…p1050939-2 ..mentr’io stupefatto fo l’ombre cinesi…p1050941-2 E’ stato un tappone micidiale, per sviluppo e dislivello complessivi, altresì per i meravigliosi ambulacri di paesaggio calcati. Abbiamo tutti le gambe di cemento. Questo è l’ultimo campo,  domani ci spetta l’ultima tappa, cinque ore di viandanza  prima in dolce salita poi brusca discesa, e si chiude il cerchio. Un bizzarro saporoso retrogusto di melanconia e gaiezza mi distende il respiro.

 

GIORNO DECIMO: da Laguna Jahuacocha (4066 mt) al pueblo (villaggio) di  Llamac (3300 mt) via Paso Llamac (4300 mt)

 

Una gassata euforia scuote la compagine. Oggi si conclude il circuito. La giornata è bellissima. Raccogliamo le mance per le maestranze, le consegniamo grati e soddisfatti ricevendo altrettanta commossa gratitudine. Vo a salutare Cocco il mio equino soccorritore; ancora lo ringrazio e gli offro una bella carota. Il cammino è prima lungamente in levissima discesa e divalla lungo la quebrada…p1160398-2 In quella due volte mi giro a salutare l’acrocoro dell’ultimo campo, con i colossi da sfondo…p1160399-2 p1160400-2 Poi di nuovo verso valle, lietamente, le stoppie abbruscate da un sole generoso; è un dolce camino Inca lungo il torrente……p1160405-2 Perveniamo a un simpatico stazzo disegnato da muretti a secco…p1160406-2 Non mi riesce di voltar le spalle alla titanica Cordillera, ‘sicchè ancora le volto al cammino e vado di retrospettiva sui giganti…p1160408-2 Più a valle la quebrada s’interrompe con un salto roccioso impraticabile che ospita una bella cascata.  La via non smonta l’ostacolo e piglia a salire con dolcezza il fianco destro del contrafforte lungo una’buona mulattiera che ne taglia il versante..p1160415-2 Lungamente si traversa e quasi in piano, fino ad un intaglio poscia il quale si doppia il contrafforte e si sparisce dietro al monte. Il momento è significativo, poichè girato l’angolo non si vedrà più la Cordillera, e questo è l’ultimo colpo d’occhio disponibile sui colossi; non mi fo mancare la retrospettiva, e con certa emozione; dopo dieci die a pestarne i calcagni, con l’occhi sempre gonfi del loro bagliore, sapere che dietro la curva non si potranno più vedere i Nevados mi scola nella strozza una dolceacre  nostalgia preventiva…kushi kushi…..p1160420-2 Altrettanto significativo è che proprio qui c’è surreale transeunte campo.di ricezione telefonica, e chiamo i miei dopo dieci giorni d’oblìo pregno di vuoto incantesmo. Uno scampolo di civiltà s’avvicina. Noi bene, tutti bene, anche i gatti. Girato quindi l’angolo il paesaggio torna incaico e rispuntano i fusti, benchè di statura modesta..p1160421-2 Il tratturo si fa comodo cengione, lungamente traversa il pendio fino a un ripiano prativo dove pranzeremo, poi tosto si butta giù con strette ripide serpentine..p1160423-2….ricompaiono le cactacee, mentre occhieggia l’impluvio vallivo che dobbiamo raggiungere…p1160426-2 Perdiamo quota rattamente, ‘chè i polmoni fanno i grossi dopo tante umiliazioni. Fa caldo. La mulattiera serpeggia perentoria e smonta il pendio. Di curva in curva spuntano le agavi, mentre la tavolozza si fa verzicante…p1160429-2…e dietro l’agavi occhieggiano gli eucalipti arruffati dalla brezza tiepida…p1160430-2 ..e oltre l’ennesima svolta erompe la civiltà  – contestualmente incaica e sempiterna – del villaggio di Llamacp1160431-2 …e fa proprio strano rivedere un borgo dopo una saporosa odissea  nella wilderness andina…p1160432-2 Il vico sonnecchia piacevolmente abbruscato nella canicola meridiana, ‘chè siamo i soli a pestarne le aduste calli; l’euforia del “missione compiuta” muove a ridancia…p1160433-2 Avre’ tanto bramato costì di fare barba e capelli, ma era chiuso…p1160443-2 Arriviamo nella simpatica piazza centrale del pueblo, dove il pullmino di QUECHUANDES aspetta già i suoi eroi. Fine trekking, missione compiuta. Commozione, scambio di cinque, abbracci e baci, Inka Kola! Sì! Perchè c’è una botteguccia aperta presso la quale riposiamo un poco…p1160445-2 Prima di salire in pullman vo a salutare e ringraziare  i cari arrieros burritosp1160446-2 SSHH! (servicios igienicos) un salto alla toilette…p1160448-2 …un’occhiata al locale “puesto de salud”…p1160449-2 …e alla “zona escolar”…p1160451-2 E’ finita. Il viaggio di ritorno a Huaraz in pullmino sarà vieppiù adrenalinico. la sera ci troveremo tutti in pizzeria, escursionisti, guide, cocinerosarrieros e titolari di Quechuandes per i saluti, piuttosto commossi. Il gruppo era forte, divertente, variopinto, bellissimo; le maestranze di Quechuandes competenti e appassionate, per un servizio eccellente. Il giorno dopo abbiamo preso il pullman della Cruz del Sur per Lima. Questa è la guisa fronteretro zaini del nostro viaggio in Perù…p1160455-2 A Lima trascorreremo tre piacevolissimi giorni, e ceneremo assieme al mitico William, il compare di trek da Lima, uomo di cultura profonda e grande appassionato di Progressive Rock italiano.

Come chiosare il racconto? In due parole, anzi una che si fa l’eco. KUSHI KUSHI (in lingua Quechua “bellissimo”). E’ stata un’avventura faticosa, impegnativa, spesso disagevole. Più volte in quelle notti di gelo sognavo cupidamente la tranquillità domestica e/o le spiagge assolate. Ancorchè splendida, la dura e lunga viandanza in quota per quelle plaghe titaniche di natura primordiale pigliava talvolta lievi sfumature d’incubo, il sapore della deriva,  il senso della penitenza ingiustificata. Ora pressochè ogni notte sogno quei luoghi e momenti, e mi risveglio con i brividi sollazzevoli dell’avventura, e il magico sentore dell’incantagione naturale. Mi sto commuovendo.

Alla prossima

YOYODEL

 

 

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