APPENNINO BOLOGNESE (appena fuoriporta): anello di Monte Adone con salita per la Cengia del Frate (altresì nota come “Sentiero Nando”), o del Viaz pliocenico nell’incipiente Primavera

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SCHEDA ESCURSIONE 

Premessa

Dopo diversi racconti di viandanza in plaghe lontane, torniamo a una dimensione d’escursionismo più local; talmente da essere appena fuoriporta. La voglia matta di calcare una cengia ci ha spinto ad approfondire la curiosità per questo Sentiero Nando, misteriosa e semisconosciuta “passeggiata di croda” nel singolare ambito del Contrafforte pliocenico afferente al basso Appennino bolognese. Abbiamo scoperto con piacevole sorpresa un “Viaz” dolomitico in trasferta, in una plaga rocciosa e vegetale di qualità certamente diversa, eppure gustoso e appagante, a due passi da casa.

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la carta compresa nel volume “Traversata delle Cinque Valli (Lavino, Reno, Savena, Zena, Idice) a piedi, in bicicletta” del Club Alpino Italiano sezione “Mario Fantin” di Bologna; Provincia di Bologna, Assessorato al turismo; Grafis Edizioni
  • L’escursione ha inizio a Badolo (BO), contrada del basso Appennino Bolognese, poco distante da Sasso Marconi e raggiungibile in una mezzorata d’auto da Bologna indicazioni stradali per Badolo 
  •  SPAZI e TEMPI: Badolo 400 mt circa-sentiero 110- a dx attacco Sentiero Nando (Cengia del Frate) (0.10 h); Cengia del Frate-Campiuno (1.15 h circa); a dx sentiero 110-Monte Adone 654 mt (0.45 h);  seguito sentiero 110-bivio per Brento (0.25 h circa); a sx sentiero 110- Campiuno (0.10 h);  a dx sentiero 110-crinale del Frate- Badolo (0.45 h circa)
  • TOTALE TEMPI 3.5 /4 h circa
  • DISLIVELLI: salita/discesa 250 mt circa 
  • PUNTI D’APPOGGIO : Bed&Breakfast SULLA VIA DEGLI DEI www.sullaviadeglidei.com ; Agriturismo PICCOLA RAIEDA www.piccolaraieda.it
  • cartina topografica con tracciato del percorso escursionistico: non disponevo di mappa poichè conosco bene la plaga in questione; qui uno stralcio della cartina compresa nel volume “TRAVERSATA DELLE CINQUE VALLI” Lavino, Reno, Savena, Zena, Idice a piedi, in bicicletta” del CLUB ALPINO ITALIANO (Sezione “Mario Fantin”),  PROVINCIA DI BOLOGNA (Assessorato al turismo) GRAFIS EDIZIONI, 1990. La segnatura in rosso fa parte dell’edizione originale, in violetto ho tracciato il nostro percorso (molto simile a quello indicato nel volume), mentre in verde ho tracciato il segmento indicativo della Cengia del Frate P1060544 (3)
  • DIFFICOLTA’: EE (per escursionisti esperti) la Cengia del Frate, E (per escursionisti) la restante parte del giro. Il Sentiero Nando, che calca la Cengia del Frate, presenta tratti esposti (sempre piuttosto brevi). La delicatezza sta non tanto nell’entità del salto su cui ci s’affaccia, che nel punto più acuto sarà poco più di 10 metri (gli altri presentano salti diretti di pochi metri, che però è bene non sperimentare in quanto poi la caduta facilmente proseguirebbe in dirupi e forre molto ripidi e irsuti di rovi e frasche), quanto nel fatto che lo spazio di cammino è talvolta stretto assai, e direttamente a strapiombo; tuttavia l’incedere non è mai difficoltoso, non oppone passaggi d’arrampicata, e nei punti di ambulazione più esigui sono presenti ferle metalliche (fittoni, chiodi) confitte nella parete  che facilitano la progressione, potendovisi appigliare con le mani. Alcuni di questi passaggi sono peraltro evitabili tramite sentierino che scorre alla base dei salti. Il tratto più esposto, però, ne è sprovvisto, e benchè lo si cammini in piano su fondo buono e regolare va superato con cautela e attenzione, vieppiù per il fatto che oppone una parete un poco aggettante. L’unico passaggio che prevede di smontare un gradone tramite un passo esposto d’arrampicata è servito da un corto ma comodo spezzone di catena che consente di calare in tranquillità. La Cengia del Frate rimane quindi un percorso facile e divertente, ma non va banalizzato ed è bene percorrerlo con la dovuta concentrazione per gustarsi il pizzico d’avventura che offre. Il resto della camminata si svolge su comodi sentieri e mulattiere.

Caratteristiche: Siamo nell’ambito della Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico, zona di pregio ambientale e biodiversità così vicina a Bologna e a limitrofe zone densamente antropizzate, eppure  piacevolmente selvaggia. Durante il Pliocene (5-2 milioni di anni fa) le arenarie delle pareti rocciose si sono depositate sul fondo dell’antico mare, perciò ivi sono presenti testimonianze fossili importanti, plaghe rocciose articolate in rupi, pareti, torrioni e grotte. L’ambito si pregia di rara avifauna, in particolare i rapaci rupicoli tra cui il Falco Pellegrino, ungulati a Cervi Caprioli e Cinghiali. Nondimeno la flora sfoggia mille soggetti d’interesse tra cui piante mediterranee, la quercia e le sue declinazioni, faggi, agrifogli, e tanti altri. La quota, che in questo settore del vasto comprensorio culmina nei 654 metri di Monte Adone, rimane modesta. Certo, non siamo al certificato di patrimonio naturale dell’umanità Unesco, ma la plaga in oggetto può offrire piacevoli sgambate in ambiente pregevole, difatti è molto frequentata. Il giro quivi presentato è suggestivo, e per meglio apprezzarlo forse conviene compierlo  in primavera inoltrata. Si parte da Badolo, s’imbocca il sentiero 110 e tosto si piglia la seminascosta deviazione per il Sentiero Nando, che ricalca l’intera Cengia del Frate, esaurientemente descritta nel paragrafo DIFFICOLTA’. La cengia taglia longitudinalmente tutta la parete ovest del Monte del Frate, occupandone lo zoccolo mediano, e si snoda su sentiero a tratti cattivello e molto suggestivo, un poco in bosco e un poco in parete, con passaggi in modesta esposizione che però strapiombano dritti su un vuoto dicevamo sì contenuto, ma potenzialmente molto pericoloso e/o fatale, pertanto vanno affrontati con la dovuta concentrazione, anche nei tratti serviti di fittoni metallici cui ci si può appigliare.  La cengia si esaurisce in bosco nei pressi di Campiuno, dove si piglia a destra il comodo segnavia 110 che prima in guisa di mulattiera poi di sentiero conduce in vetta al Monte Adone. Quinci sempre il 110 divalla nell’opposto versante e in breve cinge il groppone sommitale dell’Adone e lo stringe ad anello ricongiungendosi a Campiuno. Da costì lo si ripiglia in direzione opposta all’andata, però in luogo d’infilare a ritroso la cengia si continua lungo il suo corso ufficiale, che rimonta il crinale del Frate in ambiente aperto ed aereo, scorrendo parallelo alla cengia percorsa prima in senso opposto, un poco sopra. Poi si butta nel bosco e in breve perviene a Badolo. Gita molto bella, complessivamente breve e appagante, nondimeno per il fatto che ricalca diversi tratti della celebre Via degli Dei, l’antico Cammino che connetteva Bologna e Firenze, ora prestigiosa Viandanza escursionistica.  Sulla Cengia del Frate non abbiamo incontrato nessuno; penso sia davvero poco frequentata e ancor meno conosciuta, mentre il resto della passeggiata è invero itinerario molto frequentato. Per la contenuta lunghezza dell’escursione l’acqua non è un problema, è bastevole una scorta d’ordinanza, e comunque la si può facilmente reperire presso i punti d’appoggio mentovati.

Metà marzo, anno 2017 D.C..

L’uzzolo di camminare in plaghe naturali s’è fatto bisogno, per via dell’astinenza e dello stress lavorativo, nondimeno per le prime fioriture primaverili che occhieggiano quivi e colà. Così decidiamo di muovere i passi per la prima gita fuoriporta, invero assai vicino,  alla volta del mitico (omen nomen) Monte Adone. Di norma piacevole anello d’escursionismo leggero, meta molto frequentata; stavolta scegliamo d’esplorarne l’ambito più selvaggio pigliandolo per il misterioso e poco noto “Sentiero Nando”, ardito camminamento che calca e asseconda lo sviluppo naturale della Cengia del Frate, ossia un vero e proprio “Viaz” saporoso di basso Appennino, che s’allunga per tutto lo zoccolo mediano dell’arenario Monte del Frate, suggestivo bastione afferente al local Contrafforte Pliocenico. Nemmanco mezz’ora d’auto e siamo alla Pieve di  Badolo, dove lasciamo il mezzo. Pochi passi a ritroso lungo la strada per Brento, al bivio pigliamo a manca la provinciale per Pianoro; nemmanco cento metri e campeggia il pannello della Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico.. P1060385 (2)…e pochi passi oltre occhieggia sulla destra il Trailhead del nostro sentiero 110, contrassegnato da palina e cartello…P1060386 (2) La via sale con moderazione su comoda cavedagna fra le roverelle…P1060387 (2) Poi tosto i segnavia biancorossi guidano a imboccare il sentiero a sinistra; la primavera si direbbe ancora uterina, il bosco e il sotto sono adusti, la luce forse la meno suggestiva per escursionare, ‘chè la pann’acida del cielo nasconde il sole e irradia lucore un poco smorto..P1060388 (2) Appena un minuto di sentiero e adocchiamo l’arcana scritta incavata in un quercioide paciugato di rosso…P1060389 (2) La bislacca segnaletica verticale è integrata da quella orizzontale, nondimeno bizzarra; per la Cengia di Nando tocca seguire la traccia che stacca a destra…P1060390 (2) ..mentre Il comodo sentiero 110 prosegue diritto e segnato; noi quinci diversiamo a destra e pigliamo Nando, che indugia tra le roverelle; cucù…P1060391 (2) Due minuti di cammino in falsopiano e occhieggia l’ambito di terreno che andremo a pestare; qui l’arenacea è vulnerata da morbillo….P1060392 (2) Il sentiero prosegue nel bosco et ivi s’infratta; si direbbe poco usato, tuttavia evidente e talvolta segnato…P1060394 (2) Il tratto iniziale si mantiene in quota e in frasca. Si libera delle sponde vegetali presso un paio di passi esposti sul dirupo d’arenaria, poi torna tosto ad imboscarsi. La traccia si fa più cattiva e  zollosa,  un poco malagevole pochè talvolta vieppiù inclinata; qui una retrospettiva del tratto, indicativa dell’ambito…P1060395 (2) ..e la prospettiva di coerenza presenta la medesima spettinatura…P1060396 (2) ..e presto, allorchè pesta lo zoccolo intermedio del Contrafforte, piglia la foggia del Viaz…P1060398 (2) La sede si fa stretta, diventa cengia vera e propria, benchè l’esposizione sia quivi ben modesta, quasi nulla e vieppiù mitigata dalla vegetazione arbustiva e silvestre sottostante. La traccia sale un poco fino alla selletta visibile nello scatto precedente, poi si sgarrupa un poco e supera un intreccio d’arbori. In quella occhieggia il primo dei tratti più impegnativi, peraltro evitabile su traccia che scapicolla a destra; si tratta di superare una placca rocciosa per stretta cengia inclinata (visibile nel prossimo scatto a sinistra; a destra scende la traccia alternativa mentovata)…P1060400 (2) P1060401 (2) Il passaggio è provvisto di ferle metalliche confitte nella roccia; il tratto è assai breve, l’esposizione mitigata dalla brevità del salto che cade a pochi metri sulla cengetta  sottostante, oltre la quale perà scapicolla tosto un orrido e ripido dirupo di cespi, rovi e crete, per cui è meglio non testare la caduta e procedere con attenzione, senza banalizzare il passaggio…P1060402 (2)  P1060403 (2) P1060404 (2) Ecco come si presenta il passaggio all’occhi e ai pie’…P1060405 (2) …e la sua retrospettiva, una volta superato…P1060406 (2) Conchiusa la tratta, buttiamo un occhio a quel che sta sopra…P1060409 (2)  ..e procediamo, sempre a ridosso dell’arenacea; la plaga è selvaggia e suggestiva, l’ambito di verticacia dignitosa, e il cammino scorbutico e sollazzevole, per quei che amano i sentieri pelosi…P1060410 (2) P1060412 (2) Il Viaz del Frate prosegue angusto a blandi saliscendi per qualche minuto…P1060414 (2) P1060415 (2) …e perviene alla seconda strettoja di cengia, per contesto e impegno assimilabile alla precedente….P1060417 (2) P1060418 (2) …retrospettiva…P1060420 (2) Quinci però, in loco di stemperare la difficoltà il passaggio si allunga nel tratto più impegnativo, esposto epperò suggestivo dell’intero percorso; la cengia si mantiene in piano ma si fa molto stretta, senza ferri d’appiglio e a strapiombo su di uno sbalzo  non così alto,  direi poco più di 10 metri, ma certo degno di rispetto; nel ricerchio rosso la Fra gira l’angolo…P1060421 (2) ..bellissimo e aereo cammino sulla friabile spugnosità dell’arenaceo Contrafforte; respect per la Cengia del Frate… P1060422 (2)Girato lo spigolo del contrafforte il Viaz si restringe vieppiù; lo spazio ambulatorio si fa troppo esiguo per il mio incedere corpulento, ‘chè la parete piglia la guisa aggettante e non riesco a procedere eretto in sicurezza, ‘sicchè m’invento un “passo del gatto” e gattonando vo dove la Fra nel prossimo scatto smonta la cengia… P1060423 (2) Allorchè la cengia s’esaurisce in parete v’è un corto e provvidenziale spezzone di catena che facilita la smonta d’uno sbalzo roccioso verticace che altrimenti darebbe noja. Qui una retrospettiva del passaggio; la catena pencola in alto a destra…P1060425 (2) …e quinci, ancora retrospettivamente, l’esaurimento della cengia…P1060426 (2) Dopo la parte rocciosa la via si fa larga e comoda su sentiero pianeggiante…P1060428 (2) e perviene rattamente a uno spiazzo grossolanamente attrezzato a guisa di bivacco plen air, con tanto di griglietta d’asporto, legna accatastata, sede ricavata per il focherello, gavette semmai a disposizione, simpatico essenziale appendicose di rudimento, assi sovrapposte a foggia di panche…P1060429 (2)  ..in una nicchia è stata ricavata la dispensa…P1060432 (2) …il tutto accosto a un bel pollone di profumato rosmarino…P1060434 (2) …con vista sull’incipiente primavera…P1060433 (2) Il Viaz prosegue a calcare lo zoccolo intermedio grossomodo in piano, sempre a ridosso di muro pliocenico…P1060436 (2) ..del quale s’apprezzano le peculiarità minerali…P1060437 (2) P1060438 (2)  P1060439 (2) P1060441 (2)  Talvolta la traccia un poco si sfrasca e consente squarci panoramici verso ponente, ancora caliginosi di debole primavera…P1060449 (2) …mantenendo la guisa di cengia, invero comoda e talvolta in modesta e mitigata esposizione…P1060448 (2) Un colpo d’occhio retrospettivo, indicativo dell’ambito naturale del Contrafforte Pliocenico…P1060451 (2) …e un prospetto, indicativo parimenti…P1060452 (2) Si scende un poco, la traccia è sempre buona…P1060456 (2) …e si risale, fra ripide loppe d’erbame…P1060457 (2) La plaga è sempre suggestiva…P1060465 (2) Doppiato l’ulteriore contrafforte del Contrafforte il Viaz vero e proprio s’esaurisce in pendio boscoso, a circa cinquanta minuti dal proprio attacco; noi lo salutiamo con una retrospettiva…P1060469 (2) Quinci la segnaletica va un po’ in confusione;  seguiamo diritto per “le Balze, crinale di Monte del Frate”, ‘chè veniamo dal Sentiero Nando, cioè il tratto indicato in questo cartello come “anello di Monte del Frate”, di cui è infatti un segmento…P1060468 (2) Il sentiero, bollato di rosso, divalla placido per il pendio a farneto e roverelle, poi risale un poco…P1060473 (2) ..e imbocca una mulattiera che mena, più  in costa, verso la direzione da cui proveniamo, ossia tende a conchiudere l’anello di Monte del Frate risalendo di quest’ultimo il crinale…P1060474 (2) Presto si giunge ad un bivio; la segnaletica rimanda a sinistra, verso nord, la direzione da cui proveniamo, e andrebbe a percorrere il crinale di Monte del Frate per completare l’anello verso Badolo; un’altra mulattiera stacca verso sud, in direzione Campiuno e Monte Adone, ossia nelle nostre intenzioni lo sviluppo del giro; benchè non segnalata, intuitivamente la imbocchiamo, certi che conduca al vicino acrocoro di Campiuno…P1060476 (2) Un buon riferimento è l’edificio del Bed & Breakfast “Sulla Via degli Dei”, ben visibile poco distante sulle nostre cape  in coppa al crinale; per proseguire verso Monte Adone (sud) basta quinci superarlo a vista e lasciarlo a sinistra (nord), e la cavedagna asseconda l’intuito. Nel frattempo gustiamo sontuose fioriture di primule e violette diversamente tali…P1060480 (2) P1060485 (2) Perveniamo così al crocicchio di vie in guisa di pianoro che ospita Campiuno e le tre case che ne fanno una contrada; fin qui un’ora scarsa di cammino dall’inizio…P1060487 (2) Si lascia a sinistra il Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica – Monte Adone , (presidio meritorio d’approfondimento, date un’occhiata cliccandovi sopra); sfrecciano due cavalli al galoppo e tagliano sul prato in luogo di seguire la cavedagna,  ‘sicchè noi si taglia pure senza tema d’arrecar nocumento all’erba giovane; il taglio a destra (sud) consente di scorciare un poco la via … P1060489 (2)e ci deposita nuovamente sulla carrareccia un poco a monte; non vi sono indicazioni in loco, ma quinci sappiamo che pigliandola verso destra seguiamo il corso del sentiero 110; intanto belle fioriture…P1060491 (2) P1060492 (2)  Si passa accanto al bel presidio agrituristico della Piccola Raieda, intonacata di un bel Rosso Bolognese per antonomasia…P1060494 (2) La sterrata scende un centinaio di metri e muore sull’asfalto di una strada vicinale; qui riprende la segnaletica del 110 che a sinistra sale con ripidezza nel bosco di roverelle…P1060497 (2) Il buon sentiero quinci rimonta la dorsale vespertina di Monte Adone, il cui castello di vetta irsuto di primavera cucciola si rende adocchiabile… P1060503 (2)..’sì come il paesaggio di caligine verso Monte Venere…P1060501 (2) Si calca una buona pista un poco sabbiosa che talvolta serpeggia fra le nodose radici degli arbori…P1060504 (2) P1060510 (2) Una retrospettiva; sono ben visibili il B&B “Sulla Via degli Dei” e la rupe del Frate lungo il cui zoccolo mediano si sviluppa l’omonima cengia; nel prossimo scatto una zoomata (indicativa) del tracciato, che comprende il sentiero di ritorno lungo il Crinale del Frate, (però dopo essere saliti in coppa a Monte Adone)…P1060514 (2) Il sentiero alterna tratti comodi e di leggera salita…P1060515 (2) ..ad alcuni strappi…P1060518 (2) Dopo una mezzorata dalla deviazione in bosco si perviene al pianoro sommitale, ove occhieggiano le belle sgretole Torri a sfoggio di bizzarria…P1060519 (2)   P1060520 (2) P1060521 (2)  P1060522 (2) In cima (654 mt) campeggia la croce di vetta, di norma provvista di libro. Memoria della fotocamera piena, mannaggia, ‘sicchè non la ripresi e quinci ho pensato di tenere gli scatti salienti alfine di documentare il percorso.  Due ore lentopede dall’inizio. Panino di vetta e riprendiamo il cammino ‘chè si dee tornare a preparar lezioni. Panorami, con tanto d’Autosole da basso…P1060527 (2)  …e in questo scatto è sommariamente visibile  l’intero percorso calcato finora…P1060525 (2) Ora scendiamo per l’opposto crestone SE, sempre lungo il 110. Discesa un poco ripida su balze terrose, ma comoda. Poco dopo si calca in piano a sinistra (nord) un bel cordone erbosilvestre…P1060528 (2) ..che smonta il versante orientale del Monte; la buona traccia divalla per bosco visibilmente grufolato da cinghiali fino al bivio per Calzinare /Brento, a nemmanco mezzora dalla vetta; noi pigliamo a sinistra, sempre lungo il 110, per chiudere l’anello attorno all’Adone…P1060529 (2) Il sentiero si fa mulattiera in bosco, lambisce due campi e in breve perviene nuovamente a Campiuno. Eccoci al B&B “Sulla Via degli Dei”; stavolta seguiamo il 110 (il quale calca la nota Viandanza che dà il nome alla struttura ricettiva) verso il crinale del Frate, tenendoci quindi a destra…P1060530 (2) …la mulattiera s’allunga ora per campi ondulati, tipici della plaga e suggestivi; nello scatto vedrete una panca presso un bivio; il 110 sale a destra, (segnaletica verticale, targhetta confitta in quercia) ove potete osservare la Fra in cammino…P1060531 (2) Pochi minuti in dolce salita e s’arriva dipresso a un trivio; pigliamo il 110 a sinistra, per Badolo…P1060534 (2) La mulattiera divalla dolcemente boschereccia, e offre sontuose fioriture di Primule…P1060535 (2) Presso una sella boscosa la traccia vira a destra e rimonta il crinale del Frate, direzione Badolo, ossia verso l’auto; il cammino si fa panoramico e sfila in ambiente di selvatico pregio; stiamo vagolando sulla dorsale del Frate, paralleli al cammino dell’omonima cengia percorsa in andata, che scorre poco giù nel dirupo…P1060536 (2) Il cammino in falsopiano è rado, bello et aereo, e consente d’apprezzare le peculiarità del Contrafforte; il Viaz del Frate dicevamo scorre poco sotto di noi…P1060537 (2) ..una retrospettiva, con l’ora discosto Monte Adone…P1060538 (2) Il crinale viene doppiato in un quarto d’ora, poi la traccia lo smonta buttandosi spicciativamente nel bosco, a tratti con sgarbo e gradoni e radici. Ecco Badolo…P1060540 (2) ‘Sicchè altri dieci minuti di calata per il bosco e siamo sull’asfalto nemmanco dopo un’ora e mezza dalla cima; anello chiuso, quinci all’auto, non prima d’aver preso questo scatto…P1060541 (2).JPG Ottima gita in ambiente prossimo all’urbe tuttavia sempre bello e piacevole, malgrado l’uggia della giornata e la primavera in fasce. Divertente, suggestiva la Cengia del Frate, nondimeno un pizzico avventurosa. Quattro ore lorde spese molto bene, e con comodo.

Alla prossima

Yoyodel

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