DOLOMITI CENTRALI: due giorni attorno al Passo Giau, con salita al Nuvolau per la ferrata “Ra Gusela” e al Monte Cernera per l’omonimo sentiero alpinistico, passando per le Cinque Torri, il Lago di Federa e il Mondeval; o della Luce Mesolitica.

 

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SCHEDA ESCURSIONE 

Premessa

Non avevo mai frequentato l’area in oggetto, tanto nota e celebrata, nemmanco di passaggio. La faccenda mi creò curiosità, e il bisogno d’incrementare il vigore per l’imminente trekking andino mi ha portato a immaginare questo largo anello di cammino in due giorni, provvisto di salita a due cime importanti della plaga, il Nuvolau e il Cernera; la prima inclusa nell’anello (peraltro facoltativa), e la seconda in digressione, quindi facoltativa giocoforza rispetto all’anello. Ottimo allenamento, e ne valse la pena.

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta Escursioni KOMPASS”, foglio 617 “Cortina d’Ampezzo/Dolomiti Ampezzane”, scala 1:25000
  • L’anello si apre e si conchiude a Passo Giau, importante valico in ambito bellunese che connette il bacino ampezzano con la Val Fiorentina e l’ambito cadorino/zoldano.
  •  SPAZI e TEMPI: Giorno 1 Passo Giau 2236 mt-sentiero 443-deviazione ferrata Ra Gusela (sentiero 438) (0.30 h circa); ferrata Ra Gusela (segnavia 438)-Cima e Rifugio Nuvolau 2575 mt (1 h circa); sentiero 439-Forcella Nuvolau-a destra sempre 439-deviazione sent 437 (1 h circa); a destra sentiero 437-Ponte di Rucurto1708 mt ( 0.45 h); attraversamento strada-sentiero 437-trivio sentiero 434 (0.40 h circa); sentiero 434 -Lago di Federa (Rif. Palmieri)2042 mt (1.15 circa) 
  • TOTALE TEMPI Giorno 1 5.30 h circa
  • DISLIVELLI: salita 750 mt circa; discesa 850 mt circa
  • Giorno 2  Rifugio Palmieri 2042 mt- sentiero 434-Forcella Ambrizzola 2277 mt ( 0.50 h circa); a destra sentiero436-Forcella Col Piombin 2239 mt (1.40 h circa); a sinistra sentiero Alpinistico Cernera-cima Monte Cernera (2.15 h circa); ritorno a Forcella Col Piombin (1.30 h circa); a sinistra sentiero 436- Passo Giau 2236 mt (0.20 h circa)
  • TOTALE TEMPI Giorno 2  6.30 h circa
  • PUNTI D’APPOGGIO : Rifugio Nuvolau 2575 mt; Rifugio Averau 2413 mt;  Rifugio Palmieri alla Croda da Lago 2042
  • cartina topografica con tracciato del percorso escursionistico: in blu cobalto ho tracciato il nostro anello, cerchiando il punto di partenza (Passo Giau), il sito di pernottamento (Rifugio Palmieri) e le cime raggiunte, indicando la digressione a/r del sentiero alpinistico al Monte Cernera P1060545 (2)
  • DIFFICOLTA’: EEA (per escursionisti esperti, con attrezzature) la ferrata Ra Gusela e il sentiero alpinistico del Cernera entrambi facili nell’ambito dei percorsi attrezzati, ma da non sottovalutare; E (per escursionisti) il resto della lunga escursione, su ottimi sentieri.

Caratteristiche: Siamo nell’ambito del comprensorio dolomitico Nuvolau/ Cernera/ Mondeval, provincia di Belluno, plaga di alpeggi, pascoli e acrocori verzicanti di Grande Bellezza, incantevole sedime per vette di quota contenuta (siamo sui 2500/600 mt se si eccettua la Croda da Lago che appena sfora i 2700), eppure a lor modo imponenti e di soddisfazione. Nondimeno, la peculiare ubicazione al centro del sistema dolomitico e e la grande spazialità che caratterizza l’area in questione consente di gustare amplissimi panorami sull’intera corona dei Monti Pallidi con colpi d’occhio a giro d’orizzonte. Pertanto si tratta d’un contesto turistico/escursionistico celebrato e frequentato, accosto all’impiantistica per l’uso invernale, invero d’impatto abbastanza contenuto nella percezione, provvisto di efficienti rifugi e punti d’appoggio,  impreziosito vieppiù  da una magnifica rete di ottimi sentieri, con l’interessante opzione di tre facili (ma non banali) ferrate che conducono in vetta al Nuvolau, all’Averau e al Monte Cernera. Dal Passo Giau. L’ampio scenografico anello che abbiamo conseguito in due giorni ha contemplato digressioni ferrate (facoltative) per le vette del Nuvolau e del Cernera. Entrambi i percorsi attrezzati, di modesto eppure non banale impegno, presentano sezioni attrezzate di breve sviluppo, facili paretine appigliate da rimontare, comode cenge protette da fune, canalini e crestine dall’esposizione contenuta epperò effettiva, pertanto si prestano all’esperienza di chi voglia avvicinarsi al mondo delle ferrate con impegno fisico e tecnico limitati. Di norma per questa ragione la ferrata “Ra Gusela” del Nuvolau pare sia molto frequentata; nella contingenza noi eravamo pressochè i soli a percorrerla. Più selvaggio e desolato l’ambito del sentiero alpinistico del Cernera, comunque piuttosto semplice da intraprendere; forse ci ha domandato più impegno per via della stanchezza complessiva in accumulo. Per il resto il percorso si snoda su bellissimi e comodi sentieri (affollato quello turistico che  saliscende al rifugio Nuvolau posto in vetta all’omonimo picco, comoda via d’accesso al presidio). Si passano in rassegna le bizzarre Cinque Torri, cui si vanno a pestare i pie’, si attraversano pregiate foreste conìfere, si sfiorano i calcagni della bellissima Croda da Lago e si pestano le morbide sponde del magnifico Lago di Federa, assieme alla sentinella calcarea del Bec de Mesdì protagonista di una tra le più celebrate cartoline dolomitiche. Poi la soffice viandanza sui verdi acrocori del Mondeval, d’incantagione caledone, rapiti dalle tante marmotte che scapicollano e zufolano ammalianti ‘sì come sirene. La digressione al Cernera conduce in ambito più appartato e ruffo, selvatico. Se ben ricordo l’acqua la si incrocia di rio presso il Ponte di Rucurto, ma sebbene siano gli anelli lunghi, dovrebbero farsi bastevoli scorte d’ordinanza, tenendo conto dei vari punti d’appoggio/rifugi mentovati provvisti del prezioso elemento anche in guisa di fontana. La mancanza di tempo non ci ha consentito di visitare il sito della Sepoltura Mesolitica, benchè raggiungibile in breve con una digressione dal sentiero 436 o direttamente da Forcella Ambrizzola lungo il 466. Tuttavia, per onorarne il pregio, ho deciso di nominare la faccenda mesolitica in questo report, immaginando lo splendido gioco di luci contrastate e chiaroscure che ha connotato lo spettacolo lungo il nostro vagolare, come tipico e quotidiano nell’evo mesolitico.

Fine luglio, anno 2016 D.C.

‘Sicchè andiamo a camminare un ambito dolomitico celebrato di cui però non abbiamo contezza. Questa sarà l’ultima escursione di allenamento per l’imminente Huayhuash Circuit Trekking, e via via ci è toccato alzare l’asticella dell’impegno energetico per trovarci pronti e adeguatamente corroborati, all’altezza dell’impresa che ci spetta sulle Ande peruviane. Il lungo viaggio in automobile da Bologna è reso più lieve dai magnifici panorami gustati prima in Val Zoldana, poi lungo l’amena Val Fiorentina. Arrivati a Passo Giau non ci sorprende il fitto di turisti e veicoli, ma non intendiamo farci scendere la catena, vieppiù stimolati dall’ampia scena paesaggistica e dalla drammaticità del lucore, che abbrusca quinci le belle Tofane e le più accoste Cinque Torri a plastica foggia (scatto in realtà ripreso più avanti lungo il sentiero)…P1040096 (2) Imbocchiamo il vialetto ghiaioso che sfila dietro al ristoro Giau; troneggia innanzi  un poco tozzo il pilastro de Ra Gusela (2595 mt), avancorpo del Nuvolau, e di questi più acclive benchè meno famosa…P1150761 (2) …e tosto perveniamo alla deviazione; imbocchiamo a destra il sentiero 443, indicato da segnaletica verticale che nomina il Rifugio Nuvolau e la ferrata per accedervi, ossia tra le diverse vie quella più breve ma impegnativa; frattanto i nembi s’addensano e danno qualche pensiero…P1150764 (2) …epperò subito travisato dall’ampiezza del panorama, ove dominano i verdi non incontrastati; qui la sontuosa schiera calcarea della Croda da Lago (2701 mt) mostra il ceffo vespertino…P1150766 (2) Il sentiero si snoda in costa su buona traccia e in lieve salita, fra massi di pastoso calcare aggraziati da belle fioriture di genziana e rododendro. Dopo una mezzorata si perviene a alla deviazione che c’interessa; sulla sinistra s’imbocca il segnavia 438 che impenna piuttosto; intanto la luce piglia un sapore mesolitico mentre la Tofana di Rozes insiste a sbatterci in ceffo la sua plastica venustà…P1150768 (2) Invero non beccammo la deviazione, ma potevamo scorgere la traccia che serpeggia verso un canalone, ‘sicchè intuitivamente risalimmo un ravaneto e tosto la cogliemmo. Essa rimonta un conoide ghiaioso prima in tornanti, poi calca una costa più ripida e s’infila nell’impluvio d’un canale d’erbaroccia che s’esaurisce nella selletta ben visibile nel prossimo scatto…P1150770 (2) Un ultimo strappo di fatica deposita sulla breccia, un’orata scarsa dalla partenza; quinci attacca la prima frazione attrezzata del percorso, mentre con una zoomata evidenziamo di bianco cerchiati gli escursionisti che rimontano un angusto canalino a mo’ di fessura…P1150771 (2) Il percorso si snoda ora su comode cenge in lieve saliscendi e con modesta esposizione, vieppiù mitigata dalle funi pressochè continue…P1150773 (2) Questo segmento, invero piuttosto semplice nondimeno di breve sviluppo, si fa un poco più impegnativo laddove tocca risalire il canalino ritratto in precedenza poichè richiede quadrumania e oppone ripidezza, talvolta verticacia; si tratta comunque di un passaggio molto bene attrezzato, e benchè si svolga a un dipresso dell’orlo del canalino-fessura, ne rimane chiuso all’interno….P1150776 (2) P1150777 (2) Rimontata la parte roccioterrosa, il canale si chiude in una strozza che oppone una paretina rocciosa meno appoggiata, tuttavia bene attrezzata…P1150778 (2) …che da ultimo viene superata mediante una corta scaletta metallica… P1150780 (2) Fuor di canalino mi fermo per una retrospettiva, ove sono ben evidenti l’uscita dal medesmo ed il percorso cengioso per accedervi…P1150781 (2) ,,,segue un breve tratto che saliscende su comoda cengia in ambito verzicante, di cui fo quivi una retrospettiva; intanto si conclude la seconda frazione attrezzata…P1150784 (2) …cui tosto succede l’affaccio al bigio mondo petraceo del Nuvolau, la cui sommità è occupata dall’omonimo rifugio…P1150786 (2) Quinci la traccia va un po’ in confusione; sbiaditi segni rossi poco allineati semmai disorientano in luogo di guidare l’attraversamento dell’acrocoro petroso, benchè si possa d’intuito spiare la più logica e naturale via d’accesso alla cresta terminale, grossomodo…P1150787 (2) Confidenti c’inoltriamo nell’avvallo di foggia carsica ‘sicchè bucherellato di crepacci e sbalzi,  tuttavia di facile percorrenza; mi verrebbe da suggerire particolare attenzione qualora lo si calcasse a inizio stagione o con neve coprente, che potrebbe celare le insidie di buchi perniciosi…P1150788 (2) In breve c’imbattiamo in una scritta di conforto sulla direzione, che ci guida verso destra…P1150790 (2) ….a rimontare una costa d’erbaroccia che presto s’impenna, piglia la guisa d’un cengione e s’allunga verso la cresta finale del Nuvolau, che va rimontata mediante la terza frazione attrezzata; frattanto sbuca in cuspide un escursionista…P1150791 (2) Più ci si accosta meno cattivo pare il pilastro da scalare, benchè verticace…P1150794 (2) Giunti alla base dello sperone lo si attacca dapprima su roccette frammiste ad erba, sprovviste d’attrezzature…P1150798 (2) frattanto due figuri ci guatano salire dalla cuspide di cresta…P1150801 (2) In breve compaiono i primi infissi della terza frazione, che aiutano a rimontare facili gradoni poco esposti, poi vi è la breve comoda scaletta metallica che supera lo spigolo strapiombante…P1150809 (2) P1150812 (2) ..oltre il quale la via cavalca il filo di cresta… P1150813 (2) per il tratto più aereo ed esposto dell’intera ferrata, invero su buona roccia ricca d’appoggi e appigli, vieppiù ottimamente attrezzata…P1150815 (2) Qui una retrospettiva del breve tratto conclusivo, dal pulpito sommitale…P1150817 (2) Siamo in cima, ad appena un’orata e mezza dalla partenza; occhieggia tosto il Rifugio Nuvolau (2575 mt), posto proprio sul cocuzzolo di vetta…P1040103 (2) la vista è spettacolare, solo ci disagevola un poco l’impatto con la tanta moltitudine di pellegrini; lungo la ferrata eravamo pressochè solinghi, e ci pareva strano, data la fama del percorso e la complessiva facilità di percorrenza; forse oggi sono tutti saliti per il comodo accesso abituale, nondimeno vieppiù scorciato nel caso da un tronco di seggiovia che deposita presso il poco giuso Rifugio Averau; fattostà che la bolgia di vetta c’induce a menar passi rapidi oltre. Non prima d’aver catturato un barbaglio di luce mesolitica che sconvolge la titanica schiera di Crode a rincorsa dal Fanis alle Tofane, mentre occhieggiano in basso a destra le Cinque TorriP1040101 (2) …e il mondo verzicante a sud, verso il Monte PoreP1040104 (2)…e mentre completo il giro d’orizzonte indugiando verso le verdi ubertose mammarie del Passo Giau, s’intromette in quadro un simpatico Fringuello alpino in virata…P1040109 (2) …mentre il lucor mesolitico fa tetre le schiere delle Conturines a nordovest…P1040110 (2) Lesti meniamo in discesa per il lastrico del segnavia 439, che divalla verso il Rifugio Averau  mentre l’intenso  traffico pedonale in ambo i sensi rende l’ambulacro quasi disagevole malgrado il fondo ampio e stracomodo; taluni presi a camminare con scarsa consapevolezza franano le chiappe a terra per le scivolate sul ghiaino sdrùcciolo; ecce l’Averau (2649 mt) ristare a guardia dell’omonimo rifugio…P1040113 (2) …mentre le simpatiche Cinque Torri vengono scippate del barbaglio solare…P1040116 (2) In breve siamo a Forcella Nuvolau, laddove il sentiero 439 curva a destra e s’allunga in comoda mulattiera; quinci torna sostenibile il traffico pedestre, mentre il cielo plumbeo minaccia di voler sgravare proprio sui curiosi  blocchi dolomitici…P1040118 (2) Qui la vista sull’elegante schiera della Croda da Lago è bellissima, glorificata dai verdi…P1040120 (2) …e drammatizzata dai nembi…P1040129 (2) Ancora un quarto d’ora di panoramica discesa e perveniamo al bivio che c’interessa; imbocchiamo a destra il buon sentiero 437…P1040131 (2) Qualche passo e accosto al sentiero uno spiazzo ospita una bella baita lignea; curiosi andiamo a guatarla, e sulla magnifica veranda incappiamo nel trastullo ludico ricreativo di una mammamarmotta e del cucciolo intento a servirla d’un grooming peculiare…P1040137 (2) ..dacchè poi ella un poco ne scoccia e con dolcezza scaccia il pargolo che va per giocare altrove; riposo, e intanto ci adocchia….P1040142 (2) Non vogliamo recare seccatura o nocumento, ‘sicchè ripigliamo il nostro cammino, che procede un poco fangoso in mezzo al bosco di larici e pecci…P1040148 (2) ..ora siamo completamente soli, e il cammino silvestre dolcemente scende regalando sùbiti scorci di Croda da Lago  e pendici dei Lastoi di Formin… P1040152 (2) Poi, laddove il cielo ammette strappi turchesi, la muraglia vespertina del SorapissP1040156 (2) Quinci cala il sentiero spicciativamente, mantenendo tuttavia ottima traccia; a quaranta minuti dal suo imbocco sfocia in un delta di sontuosi prati che bordano la Statale 638 in località Ponte di Rucurto (1708 mt), amena plaga costellata di boschi e radure inerbite di fiori. Abbiamo smontato 800 metri di dislivello dalla cima del Nuvolau, tocca rimontarne 300 pel Rifugio Palmieri, abbiamo fame.  Invero il sentiero 437 attraversa l’asfalto e ripiglia il corso nel bosco, ‘si come noialtri faremo…P1040163 (2) A un dipresso del ciglio scorre spumeggiante il Rio Costeana, varcato da ligneo ponticello; ne sediamo le sponde fresche per il pranzo a panini. Rifocillati meniamo i passi ancora lungo il 437, che sale dolcemente su ottimo pestato in un bel bosco d’alti fusti conìferi…P1150827 (2) ..le cui fronde talvolta incorniciano le Tofane dalla testa calda…P1040171 (2) Il cammino supera un risalto e affaccia l’imbocco della Val Formin, ove occhieggia la Croda da Lago in fase di decollo; il luogo, di grande suggestione, corrisponde alla più squisita filigrana dolomitica; peccato lo scatto ne restituisca il sapore solo in parte, forse per via della luce non complice…P1040176 (2) Ancora pochi minuti di cammino in costa e il 437 esaurisce il suo corso nel 434, che  imboccheremo quinci a manca, mentre la Val Formin è risalita a destra dal 436; siamo a una sorta di trivio…P1040181 (2) …situato dappresso a una magnifica radura, sedime d’incantagione per un baitello attrezzato a ricovero di cui purtroppo mi sfugge il nome…P1040185 (2) Ora il sentiero sale serpiginoso con più decisone mentre fa pioviggine; urla il cielo su Cristallo e Tofane scovolti di fumo, mentre mugugna la giogaia del Pomagagnon rattenuta dal buiore temporalesco…P1040188 (2) …affrettiamo il passo arrancando un poco mentre spiove e ripiove; in un’orata risaliamo la costa, doppiamo il contrafforte della Croda da Lago che ha nello sperone del Ciadenis il suo pilastro d’angolo e divalliamo in versante Val Negra. Cessa quinci la salita e la buona traccia riposa in piano in mezzo a un rado bellissimo bosco di larici, mughi e cirmoli, trapunto al tappeto da millefiori e genziane, con polputi cuscini di rododendri a complemento; la Fra ringrazia il meteo per la clemenza piazzando una Mossa…P1040200 (2) Ancora dieci minuti di sollazzevole viandanza e perveniamo al primo scorcio sul magnifico Lago di Federa; colto costì a foggia insolita e uggiosa se lo si pensa nel sembiante da cartolina, eppure così bello, malgrado il Bec de Mesdì nascosto dal cappuccio…P1040203 (2) ..cerco banalmente di cogliere i diversi riflessi lacustri, mentre mi seccano le fauci…P1040209 (2) La psichedelia mi pungola i sensi, e l’onirico lucore mesolitico pare ospitare un canto di sirene crodacee; lo udiamo solo noi? Sarà perchè siamo soli e obliati dentro questa incantagione? P1040206 (2) Lo specchio fa le grinze; forse una fata birichina ci spernacchia? P1040211 (2) No, sono solo i pesci (Trote Fario e Salmerini alpini) a saltare da un albero all’altro; il biotopo del Lago di Federa ospita una bella torbiera subalcalina….P1040219 (2) Ecco il Rifugio Palmieri alla Croda da Lago (2042 mt); la nostra ultima meta odierna, ubicato  in posizione incantevole; mi aspetto una notte da fiaba, vieppiù forse per la stanchezza, ‘che siamo in cammino da sei ore esatte, macinato dislivelli, e dopo levataccia albestre a Bologna e le quattro ore quattroruote…P1040224 (2) Al rifugio ci gonfiamo un po’ di birra con l’idea di recupero sali, corichiamo i nostri carcami stanchi una mezzorata e sortiamo per gustarci l’enrosadira in attesa della cena; benchè non rosseggiante di fuoco, l’incantagione ci rapisce comunque; la plaga è splendida, favolesca, l’acrocoro verdeggia i pie’ al Bec de Mesdì, che frattanto ha tolto il cappuccio…P1040229 (2) ..un baleno e la luce si fa saporosa di tenero…P1040236 (2) ..mentre al Sorapiss fuma la testa d’amore per l’Enrosadira, e ne spasima, tentando di rubarle un bacio…P1040239 (2) ..e vi riesce, benchè si tratti d’un bacetto affettuoso piuttosto che un languido scambio di mucose…P1040249 (2) Un ultimo sguardo crepuscolo al trompe l’oeil di magrittiana filigrana…P1040251 (2) ..poi la cena, lauta, saporosa, ‘sì come il sodo il sonno a venire. ‘Notte

 

L’INDOMANI

Buondì. colazione robusta, usciamo fuor di rifugio il ceffo che viene accarezzato da una tenue brezzolina presa nello spolverare siffatto scenario d’incantagione alpestre, mentre il Bec de Mesdì abbruscato dal sole mattutino fuma in santa pace…P1040286 (2) …’sì come il severo ceffo dell’incombente Croda da LagoP1040294 (2) Il nostro itinerario prevede d’imboccare il sentiero 434 diretto a Forcella Anbrizzola, quindi a manca (sud)…P1150833 (2) Salutiamo i simpatici gestori del rifugio e c’incamminiamo, completamente soli, forse per via dell’ora prestiva. Il sentiero rimonta con dolcezza la costa declive del bastione della Croda, per una squisita viandanza solinga su ottimo pestato dentro una scena di bucolica filigrana…P1040307 (2) La rampa ospita una promenade di commovente bellezza; talvolta tocca sostare per gustarsi la scena; qui, oltre l’acrocoro di Malga Federa occhieggiano sul pèlago di cirri e vi galleggiano le ombre rocciose del Cristallo a manca, delle più remote Tre Cime al centro, e del Sorapiss più accosto a ritta…P1040310 (2) Il cammino è ingentilito vieppiù da polloni di rododendri e colorite fioriture altre; l’ambulacro è meraviglioso, e magnetica l’immanenza del Bec de Mesdì, quinci colto con piglio differente, in foggia siderale…P1040336 (2) Eccoci a Forcella Ambrizzola (2277 mt), a nemmanco tre quarti d’ora dal rifugio; il nostro cammino seguirà il segnavia 436 verso Passo Giau. P1040340 (2)Il colpo d’occhio dall’intaglio è sorprendente; lo sguardo divalla tosto verso il maniero della Civetta svestito di nembi, mentre una colata di pascoli verzicanti mette l’uzzolo di una corsa puerile…P1040338 (2)  Il respiro fa il pieno di vuoto ‘sì come il terz’occhio, e l’abbraccio dell’Alpe si fa tenero e profondo…P1040339 (2) …La Civetta, quivi zoomata ad insaputa, mette il cipiglio e brontola con borborigmi primordiali…P1040341 (2) Il cammino divalla ora per l’acrocoro bellissimo del Mondeval, e vi si abbandona  felicemente. Siamo soli, persi e ritrovati nell’incantesmo d’erbaroccia che la plaga dischiude; ‘sì come sirene le marmotte ci ammaliano quinci e colà. Anche le chiappe si mettono a plaudire…P1040343 (2) Par di fluttuare sui teneri verdi, mentre uno stabbio diruto declama un racconto d’acclive pastorizia; è invero inconsueto viandare solinghi per plaghe dolomitiche saporose di antico Appennino…P1040344 (2)  P1040348 (2) …mentre a destra Cima Ambrizzola mostra il ceffo più arcadico e mite…P1040354 (2)Una retrospettiva del cammino favolesco; il Bec de Mesdì e Forcella Ambrizzola ( un poco a manca nello scatto) nel barbaglio controsole…P1040353 (2) …e la prospettiva, nondimeno verzicante; frattanto è un viavai di marmotte che scapicollano giocando a nascondersi e trovarsi fra l’oro in bocca del mattino…P1040355 (2) Tralasciamo a manca la diversione per il sito della Sepoltura Mesolitica; benchè sia poco distante ci preme non fare troppo tardi per il rientro a Bologna, e fra le due preferiamo  salire la cima del Cernera, ‘sicchè procediamo accostando placidi le falde ghiaiose dei Lastoi di Formin a destra…P1040358 (2) …mentre a manca occhieggia tosto il Caregon del Padreterno; il Pelmo, qui colto da un insolito eppure sontuoso colpo d’occhio…P1040359 (2) L’incanto di verdi racconta di un ambulacro da sogno; ecco il laghetto delle Baste che infresca i piedi ai mammelloni sommitali del Mondeval…P1040361 (2) ….poco più colà, per completare la schiera di Highlands dal gusto caledone….P1040363 (2) Perveniamo a una sella che si affaccia in versante Giau; quinci è visibile Forcella Col Piombin (2239 mt), nostro prossimo punto intermedio di transito. Per arrivarci osta prima una discesa spicciativa in tornanti su sentiero con tratti bagnati, poi tocca meritarla con la rimonta d’un pendio erboso frammisto a scaglioni calcarei, ben evidenti ne prossimo scatto, preso però dopo aver divallato e prima di risalire…P1040368 (2) Quinci anche un colpo d’occhio sull’alpeggio, il Nuvolau e le Cinque Torri; lo scatto abbraccia parte dell’itinerario pestato ieri, e sommariamente indicato…P1040367 (2) Risaliamo il pendio su buon sentiero che presenta qualche sgambata su gradoni alfine di rimontare gli sbalzi rocciosi quando non dribblati ( è presente  un passo lievemente esposto inserito in un contesto d’escursionismo basic, perciò guardare dove si mettono i pie’anche se l’incedere è facile in luogo ameno). Dopo circa due ore e mezza di marcia dalla partenza siamo a Forcella Col Piombin. Energie ne abbiamo, ‘sì come disponiamo di tempo, perciò avalliamo la diversione prevista e scegliamo di salire il Monte Cernera per l’omonimo sentiero alpinistico, che diparte proprio in forcella…P1040385 (2)  Imbocchiamo la traccia che mena a sinistra (in foto la vedete indicare la destra, ma il cartello è posto in visione a chi sale da Passo Giau, ossia dal senso di marcia opposto al nostro, e quindi a destra dovrà prendere mentre noi pigliamo a manca) e tosto la rileviamo poco frequentata (e siamo di fatto soli); il fondo è franaticcio in qualche punto, talvolta si perde fra i massi e la segnaletica pareva (allora) poco manutenuta, tuttavia la traccia traversa lungamente la costa del Cernera in bellissimo e aperto ambulacro alpestre (lo scatto, puramente indicativo, non ne restituisce la poesia); a un tratto vira bruscamente a sinistra e comincia la rimonta del ripido costone d’erba e rocce, anche mediante i primi tratti attrezzati che poi vedremo; ripeto, lo scatto è solo indicativo del percorso che grossomodo corrisponde alla mia tracciatura …P1150839 (2) Dopo una mezzorata in traverso a saliscendi ecco la brusca svolta mentovata, in corrispondenza della quale diparte la prima frazione attrezzata; si tratta di superare una placca ripidella dal piglio verticace; l’intero passaggio è un poco scomodo ma piuttosto semplice, in blanda esposizione, moderata questa dal sentiero alla base che in guisa di cengia interrompe la continuità d’inclinazione declive… P1150845 (2) …la roccia offre poco attrito, pare un po’ sdrucciola e non proprio ricca d’appigli, tuttavia rimane bastevolmente appoggiata che vien comodo far leva sulle funi…P1150844 (2) Superato lo sbalzo cessano i cavi e si prosegue su comode cengette in falsopiano; pochi minuti e la traccia presenta la seconda frazione attrezzata, stavolta un po’ più lunga; si tratta di superare una paretina con tratti molto ripidi alternati ad altri più appoggiati, sempre su ottima roccia inerbita; l’attacco ha il piglio verticale…P1150870 (2) …poi si modera in guisa gradinata e appigliata; l’esposizione rimane modesta…P1150846 (2) Poche decine di metri articolati e si risolve in poggio erboso, peraltro mi pare raggiungibile da una traccia di sentiero (non indicata) che risale ripida il canalino accosto a sinistra del  salto di roccia rimontato con le funi. Dal poggio il sentiero s’impenna pigliando di petto il pendio, e lungamente, per il segmento più faticoso dell’intera escursione. Sicchè si guadagna quota rapidamente fino a meritare una bella banca erbosa che il sentiero rifiatando un poco solca verso destra (sud)…P1150852 (2)  Arriviamo a un piccolo bivio; lasciamo a destra la traccia che mena verso Forcella Ciazza e pigliamo a sinistra, laddove in breve si perviene all’ultima frazione ferrata; in quella si fa la roccia un poco bagnata e scivolosa, tale da rendere il passaggio più impegnativo di quanto esso stesso non s’opponga; si tratta di superare una fascia rocciosa di circa di venti metri prima di petto e successivamente sfruttando un canalino che s’apre a destra; la faccenda si presenta così…P1150856 (2) Vuoi per la stanchezza che ora bussa, vuoi per il bagnato che insidia appigli e appoggi, arranco un poco e uso molto le braccia sui cavi, che (sempre per stanchezza) trovo disposti in modo poco logico; anche la Fra è meno camoscia del solito…P1150860 (2)  P1150861 (2) Superata la placca e il successivo canalino terminano le attrezzature; all’uscita del passaggio troviamo a riposare una coppia di simpatici escursionisti che ci precedeva; ora tocca risalire lungamente per tracce tutta la spalla detritica del Cernera, fatta di rocce inerbite a pietraia; intanto lassù è la croce di vetta; …P1150865 (2) La Fra cade genuflessa e dice mi aspetta qui. Lo strappo del Cernera ci ha fatto consumare molto; impreco borborigmi che traduco in parole di conforto per la mia sposa e la convinco a proseguire, che manca poco; il vento frattanto sferza d’algore. Forza…P1150867 (2) Infine la vetta. faticosamente raggiunta dopo due ore di cammino da Forcella Col Piombin. Lo sforzo è ripagato da scenari di grande respiro malgrado l’addensarsi di scure nuvole; questi è il Pelmo, dietro le quinte inerbite del MondevalP1040374 (2)Più a nordest, il cosmo minerale dei Monti Pallidi qui colto nella fuga di Crode che vede trasalire i Lastoi di Formin e la Croda da Lago, sconvolti dall’inquieto bigiore dei nembi con l’uzzolo di sgravare…P1040375 (2) ..souvenir di vetta…P1040379 (2) …e un colpo d’occhio verso nordovest, con il Passo Giau che raccoglie cupidamente scampoli di sole; non fosse per i fitti cumulnembi la vista quinci spazierebbe su tutto il sistema dolomitico a giro d’orizzonte…P1040376 (2) Due chiacchiere coi compari di vetta e scendiamo, malgrado l’appetito, ‘chè non vogliamo imbarcare acqua e non è presto. In discesa si fa prima, e giunti alla frazione attrezzata ne ponderiamo l’impegno; non è banalissima e non avevo notato  che presentasse passaggi un poco strapiombanti; dall’alto è più evidente…P1150868 (2) La smontiamo con calma e sveltiamo il passo lungo la bancata erbosa, badando a non banalizzare i segmenti ferrati successivi, ed evitando comunque di scapicollarci nei tratti ripidi, che sebbene privi di esposizioni significative presentano passaggi nei quali una caduta sarebbe nel miglior dei casi rovinosa. Raggiunto il lungo traverso semipianeggiante approfittiamo d’una sorpresa di sole per mangiare il panino in compagnia di marmotte fischianti. Siamo soli. Un colpo d’occhio a Ra Gusela e Nuvolau, con l’omonimo rifugio in cuspide a nido d’aquila; più discosto l’Averau…P1040384 (2) ben evidente in questo zoom il rifugio, ‘sì come la cresta terminale attrezzata per accedervi (percorsa ieri)…P1040383 (2) Arranchiamo stancamente verso Forcella Col Piombin, e quinci ripigliamo a sinistra il sentiero 436 che in breve in piano conduce a Forcella di Zonia, donde gustiamo l’ultimo atto paesaggistico della due giorni dolomitica in oggetto di report, con tanto di ritrovata Tofana di Rozes in ravvivato lucore mesolitico…P1040390 (2) ..e da lì brevemente a Passo Giau, due ore (pasto compreso) dopo aver lasciato la vetta del Cernera, e quasi sette ore lorde dopo la partenza mattutina dal Rifugio Palmieri. Il viaggio di ritorno a Bologna sarà lungo e reso più tedioso dall’accumulo di fatica e acido lattico. ‘Sì come per ogni anaerobica sgroppata finesettimanale in Dolomiti per due bolognesi quai siamo, però, ne val sempre la pena. 

Alla prossima!

Yoyodel

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