DOLOMITI ZOLDANE (Gruppo Spiz di Mezzodì): Viaz dei Banditi e anello Dantre gli Spiz (di questi per il Belvedere, la Porta e il Giaron); o del Boogie Mughi Like a Rolling Stone

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SCHEDA ESCURSIONE 

Premessa

Nel primo autunno 2016 ci recammo per la prima volta in questo comprensorio montano, con l’idea di percorrere il Viaz dei Banditi e compiere l’anello dantre Gli Spiz. Escursione di due giorni, con pernottamento al Rifugio Angelini Sora el Sass. Il primo dì salimmo anzitutto al Bivacco Carnielli, per visitarne la plaga selvaggia, poi arrivammo al rifugio per il sentiero 534, sezione settentrionale, quella con la breve “ferratina”. Cenammo e pernottammo al delizioso rifugio, soli e ultimi ospiti stagionali di desco e pernotto, ‘chè l’Angelini chiudeva l’indomani. Il giorno seguente il cattivo malotempo c’indusse a rinunciare ai progetti di Viaz e anello degli Spiz, ‘sicchè lemme lemme tornammo a casa. L’intera escursione è reportata su questa piattaforma virtuale, e vi ci rimando linkandovela direttamente DOLOMITI ZOLDANE, gruppo Mezzodì/Prampèr; aperitivo di prim’autunno a base di Spiz, o del ravanar solinghi fra Mughi, Camosci e Raponzoli. , poichè la presente relazione ad essa va integrata per una piena restituzione dell’arcano mondo degli Spiz di Mezzodì; nondimeno vi troverete paragrafi divulgativi e informativi d’esaustiva introduzione. Ciò detto, quest’anno per il ponte festivo del 2 Giugno ci colse l’uzzolo di tornare colà, e provar di completare quel che in autunno rimase in sospeso. ‘Sicchè abbiamo chiamato e prenotato al Rifugio Angelini, con l’orgoglio simpatico di scoprirci quali primi ospiti stagionali assoluti, e ancor i soli per la notte . E abbiamo risolto i sospesi escursionistici, con grande sollazzo e un pizzico d’avventura. Vorremmo inoltre difendere il singolare primato d’essere i primi ospiti e gli ultimi del rifugio, in apertura e chiusura stagionale. La plaga è incantevole, la cucina saporosa e di grande soddisfazione, l’accoglienza di Silvia e Paolo deliziosa, ‘sì come l’atmosfera del rifugio. Gli accessi e i giri da fare diversi e molto belli, dai più semplici e rilassanti a quelli più avventurosi. Il mio Rifugio del Cuore!

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta topografica per ecursionisti TABACCO, foglio 025 “Dolomiti di Zoldo, Cadorine e Agordine”, scala 1:25000.

Il trailhead dell’escursioni (ossia il punto di partenza) si trova in località “Castelaz”, in Val Pramper, raggiungibile in auto lungo la carrozzabile di fondovalle che s’imbocca (ben indicata da cartello turistico marrone) dalla strada principale a Forno di Zoldo (BL), seguendo la direzione Pralongo, dopo circa 2 km; troverete sulla sinistra uno spiazzo e un ponticello in legno, a destra una casera diruta; in ogni caso è ben evidente la segnaletica verticale della sentieristica  INDICAZIONI PER FORNO DI ZOLDO

 

Caratteristiche: Siamo nel magico mondo intatto e friabile degli Spiz di Mezzodì, così vicino a colossi dolomitici e convalli di fama mondiale eppur così lontani dai clamori turistici con cui gli stessi vengono celebrati. Si tratta di piccoli grandi  Monti Pallidi, Crode dal fiero cipiglio che decollano in un’area dolomitica intatta, libera da impianti di risalita e infrastrutture impattanti, poco nota poichè oscurata dai vicini e celebrati colossi Pelmo e Civetta, tuttavia di grande pregio ambientale, ricca di flora e fauna endemiche e preziose, vieppiù inserita nel territorio protetto del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.  Non ingannino le quote modeste dei rilievi nel comprensorio in oggetto; gli Spiz di Mezzodì donano al camminatore curioso scenari di grande verticacia in guisa d’arabeschi e poderosi pilastri rocciosi, che in grembo proteggono gemme di saporosa naturalità e offrono degustazioni di wilderness. Qui metterete un momento da parte le Dolomiti patinate e pettinate, per trovarvi a calcare ambulacri scapigliati ove i baranci si mangiano le tracce, la roccia sgretola e sfoggia forme bislacche, il verdone silvestre riconquista terreno.  I percorsi presentati hanno il sapore forte di questa filigrana. Il Viaz dei Banditi, per quanto piuttosto semplice come Viaz, è pur sempre un Viaz . I “Viaz”, peculiarità delle montagne zoldane, sono percorsi perlopiù orizzontali che traversano il monte per cenge e passaggi utilizzati dai camosci e in passato dai loro cacciatori; di norma non sono segnalati, se non da ometti e tracce di passo; spesso molto esposti e  non attrezzati, possono presentare passaggi d’arrampicata. La loro percorrenza richiede esperienza di montagna e talvolta competenze alpinistiche, a seconda del grado di difficoltà e rischio. Quello dei Banditi si snoda su terreno non malvagio, ha uno sviluppo piuttosto breve, presenta tratti  esposti e delicati; l’esposizione diretta è però spesso mitigata dalla presenza di folti mughi le cui chiome terminali spuntano da sotto l’orlo del sedime. La bella via orizzontale consente di visitare l’arcano Antro dei Banditi. L’anello dantre gli Spiz ha luogo in ambiente selvaggio, friabile, originario, presenta tratti attrezzati semplici ma non banali, alcune cenge talvolta esposte non sempre attrezzate, passi delicati su terreno scabroso. I passaggi per qualche tratto sono arditi, ma certo accessibili a buoni escursionisti. L’ambiente è recondito e selvatico, l’ho trovato magnifico. Detto questo, non manca la possibilità di comodi, rilassanti e piacevoli accessi su ottimi facili sentieri alla splendida radura del Rifugio Angelini.

MAPPA DEI PERCORSI: in blu l’itinerario per Sora el Sass passando per il Viaz dei Banditi, quest’ultimo indicativamente puntinato; in nero l’anello Dantre gli Spiz P1070524 (2)

A SORA EL SASS PER IL VIAZ DEI BANDITI

  • SPAZI E TEMPI: Castelaz 1000 mt-sentiero 525-Casera Mezzodì 1349 mt (1h circa); a destra sentiero 534-attacco Viaz dei Banditi (0.15 h circa); Viaz dei Banditi-Antro dei Banditi (0.30 h circa); Antro dei Banditi-Rifugio Angelini Sora el Sass 1588 mt (0.20 h circa) TOTALE TEMPI 2 ore circa
  • DISLIVELLI :salita 650 mt circa; discesa 50 mt circa

Difficoltà: EE (per escursionisti esperti); Il Viaz è di breve sviluppo e non presenta passaggi difficili, occorre tuttavia intraprenderlo con l’opportune cautela e concentrazione, trattandosi pur sempre di un Viaz. Diversi tratti sono decisamente esposti, benchè l’esposizione diretta sia spesso mitigata dai ciuffi di mughi affioranti sott’orlo (si tratta di cengia baranciosa). Requisiti: piede fermo e non patire le vertigini.  Una volta individuato l’attacco, la traccia risulta evidente, e laddove si sviluppa in cengia, obbligata e inequivocabile. La sede ambulatoria in alcuni punti si fa molto stretta, e va calcata con calma, piede fermo e concentrazione. Per camminatori di taglia XL (qual sono), alcuni punti della roccia a monte possono farsi un poco aggettanti, e suggerire quindi la gattonata o il rasochiappe, alfine di ottenere maggiore stabilità. Lo sviluppo della cengia è pressochè in piano e verso l’Antro si fa declive, ‘chè tocca poi faticosamente riguadagnare quota per raggiungere Sora el Sass, fra verdi molto molto ripidi e baranci disposti a essere agguantati. Qualche ometto di sassi aiuta nell’orientarsi. Se si esclude il Viaz (che bisogna proprio andarselo a cercare), il resto della passeggiata è facile, su ottimi sentieri e poco faticoso.

 

PRIMI DI GIUGNO, ANNO 2017 D.C.

 

Arriviamo in località Castelaz dopo un buon viaggio di tre orate da Bologna. Come da meteo report, fa molto caldo, c’è forte umidore mentre in cielo s’addensano cumuoli sul grigio, sebbene qualche sprazzo celeste rallegri ancora l’empireo. Varchiamo il torrente Prampera su bel ponticello in legno e pigliamo il sentiero 525 diretti a Sora El Sass e all’omonimo delizioso Rifugio Angelini…P1070175 (2)

Il sentiero prima indugia in lieve pendenza nel bosco misto di pecci, larici e faggi…P1070176 (2)

…poi decolla più deciso, rimontando serpiginoso la costa fra i mughi, che in queste plaghe si dànno al protagonismo. Dopo una mezzorata d’erta torna la via più dolce; in quella occhieggia la bizzarra tumoralità di quest’arbore  sul verzicame dello sfondo..P1070178 (2)

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Il bosco si fa più rado e a un’ora dalla partenza perveniamo al ricovero di Casera Mezzodì, che riposa nello radura prativa; in posizione incantevole, la bicocca è chiusa ai viandanti a cagione di passati stupidi vandalismi, e attualmente disponibile solo per i valligiani che la manutengono peritamente…P1070183 (2)

Quinci pigliamo il sentiero 534 a destra (senso di marcia, sud)…P1070184 (2)

…che solca in dolce acclivio il bosco ancora piacevolmente misto ma in aumento conìfero…P1070185 (2)

..venti minuti dopo siamo alla deviazione per il Viaz dei Banditi; l’attacco è piuttosto esoterico, indicato allora da quest’ometto petraceo posto sulla bifida ceppaja di faggio secato…P1070186 (2)

donde pochi passi a monte diparte a destra  l’incerta traccia, segnalata da queste pietre sovrapposte poggiate sul larice in piega, e da ulteriore ometto diruto visibile a sinistra nello scatto seguente…P1070187 (2)

Scrutando il terreno attentamente si può scorgere la debole traccia, (grossomodo al centro-centro sinistra del prossimo scatto), accentuata nella contingenza dal passaggio di due manutentori di Casera Mezzodì che ci hanno preceduto sul Viaz; nel ricerchio giallo potete notare la Fra procinta a inoltrarsi seguendola…P1070188 (2)

…ma punti di riferimento ‘sì deboli vengono facilmente cancellati da una stagione, ‘sicchè tocca fare affidamento su elementi più imperituri o almeno stabili, ossia lo sbalzo roccioso visibile nel prossimo scatto (dove la traccia è ancor più evidente; notare vieppiù la Fra in giallo)….P1070189 (2)

La traccia traversa la ripida  costa in saliscendi, poi doppiato il contrafforte si fa più marcata…P1070192 (2)

..e in breve calca il sedime inclinato d’una banca folta di vegetazione, mettendo i panni della cengia, che diventa un autentico Viaz incapigliato…P1070193 (2)

…e presto barancioso…P1070196 (2)

La traccia ora è inequivocabile, ‘sì come la via obbligata; la cengia sfila in tratto pianeggiante su terreno discreto, talvolta stretta ma non così scomoda ; mentre a monte fa comparsa la roccia, a valle la severa esposizione è mitigata dai mughi penduli sottobordo, i cui ciuffi travisano un poco l’abisso bello e buono su cui si va camminando, che talvolta precipita strapiombante su Val Pramper; occorre procedere con cautela e attenzione, piede fermo e concentrazione…P1070197 (2)

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L’ambiente è magnifico, severo, aereo, selvaggio, ‘sì come l’ambulacro che in esso si distende…P1070199 (2)

Il percorso non è tecnicamente difficile, rimanendo tuttavia impegnativo. Tocca fermarsi a gustare i colpi d’occho; siamo su di un bellissimo angusto ballatojo spalancato sul vacume; il vuoto d’aria che ci separa dal magnifico Pelmo è infuso d’olezzi pungenti…P1070200 (2)

ravviciniamo…P1070201 (2)

Segue ora un tratto più delicato; la cengia si restringe vieppiù, il fondo si fa zolloso, la roccia a monte un poco aggetta, mentre a valle il colmo dei mughi si dirada scoprendo l’esposizione diretta e notevole; attenzione…P1070205 (2)

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L’esiguità dell’ambulacro e la mia corpulenza m’impongono qui di procedere pressochè in aderenza; qualche passo avanti la traccia pare tornare più comoda…P1070207 (2)

mentre mi tocca nuovamente aderire un poco alla roccia, peraltro chinandomi…P1070208 (2)

Doppiato lo spigolo riposa un poco la Fra in cengia, e aspetta il suo sposo corpacciuto…P1070209 (2)

Quinci è il tratto più impegnativo del Viaz, almeno per me. La cengia scende un poco e molto si stringe, ‘sicchè lo spazio ambulatorio perde volume vieppiù. Parimenti si diradano i baranci sottobordo, talvolta scoprendo affacci d’esposizione strapiombante, ortogonale sulla valle. Il mio ingombro corporeo mi suggerisce di procedere talvolte gattonando di passo, talatre rasochiappe, comunque in quadrumania. In questa guisa pervengo colà dove la Fra ritta procede…P1070210 (2)

Uno sguardo retrospettivo all’angusto selvaggio ambulacro che stiamo calcando…P1070211 (2)

Superato il passaggio scorbutico, torna il cammino nei ranghi più sereni del bosco, benchè sempre spettinato e selvatico…P1070213 (2)

..e tosto erompe tra le fronde la schiera degli Spiz, che orgogliosamente firmano l’aria del proprio severo decollo…P1070214 (2)

..’sì come ora possiamo godere più distesi della profondità prospettica di Val Pramper, protetta dalle quinte della Gardesana e del Moschesin, piccole Crode dal grande cipiglio; un bellissimo trompe l’oeil da inalare con calma profonda…P1070215 (2)

Occhieggia un ometto…P1070217 (2)

che invita a rimontare ora la costa erbosa a monte, pressochè verticace; la traccia la piglia di petto e ne scivola un poco, che fatica…P1070218 (2)

Guadagnata spicciativamente quota, si perviene a un piccolo pulpito panoramico, che viene doppiato su cengia…P1070223 (2)

Oltre lo spigolo ecco che occhieggia l’ANTRO DEI BANDITIP1070224 (2)

al quale in breve si perviene su comoda cengia….P1070227 (2)

L’ubicazione della grotta è davvero suggestiva, selvaggia, recondita e sospesa; “Da qui, Messere, si domina la valle” ; non a caso cito la canzone del Banco del Mutuo Soccorso; questo covo remoto, raggiungibile con  un percorso da Carboneria, è posto in anfratto acclive che consente di scrutare non visti tutto lo sviluppo della valle, e della via che la percorre; la Fra intanto s’impanina…P1070228 (2)

Tornando sui nostri passi ripigliamo la traccia per Sora el Sass…P1070234 (2), che invero va un po’ interpretata e intuita fra i fitti baranci, poichè la traccia per l’Antro è una digressione, ma  gli ometti tornano in soccorso. Ancora dieci minuti di faticosa rimonta inerbita nella macchia e sbuchiamo sull’amena radura di Sora el SassP1070239 (2) P1070242 (2)

….che ospita il Rifugio più bello del mondo, l’Angelini Sora el SassP1070244 (2) P1070247 (2) P1070278 (2)

Circa tre ore lentopede dalla partenza, peraltro comprensive di soste e panino. il Viaz vero e proprio, dall’attacco al rifugio, ci ha impegnato circa un’ora, sempre con molta calma. 

Adoro questa plaga, e il colpo d’occhio che offre sul maniero degli Spiz, cuccioli ma severi, simpatici e poderosi, con le mostrine di barancio a impreziosirne la crodacia…P1070250 (2)

Colà ci ristoreremo dal caldo afoso, saluteremo Silvia e Paolo, i simpatici competenti gestori, schiacceremo un pisolone in mezzo al bosco per far venire ora di cena. Meraviglioso. Come lo scorso autunno nell’ultimo giorno di apertura del rifugio, saremo il soli ospiti a pernottare in questo primo giorno inaugurale della stagione. Cena deliziosa, saporante di Canederli, Pastin e grappa di ginepro. Domani ci aspetta una severa viandanza per crode friabili e baranci nerboruti, con meteo birbone al primo pomeriggio, stando alle previsioni, ‘chè noi vogliamo chiudere il cerchio prima. Notte squisita d’un sonno sodo. 

 

ANELLO DANTRE GLI SPIZ

 

  • SPAZI E TEMPI: Rifugio Angelini Sora el Sass 1588 mt-sentiero 532 -bivio con variante non attrezzata (0.10 h); diritto seguendo il segnavia 532 “sentiero attrezzato”-Giaron Dantre gli Spiz 1800 mt (0.25 h); a sinistra per Belvedere-Belvedere di Mezzodì 1964 mt (0.30 h circa); a destra ancora sentiero 532-prossimità di Forcella Col Pelos 1900 mt (0.30 h circa); a destra sentiero 533-La Porta degli Spiz 2178 mt (1h circa); giù per il ghiaione-Giaron Dantre gli Spiz 1800 mt (0.50 h circa); Giaron Dantre Gli Spiz-Rifugio Angelini 1588 mt (0.20 h) TOTALE TEMPI: 4 h circa; N.B: SE SI INTENDE COMPIERE IN GIORNATA IL GIRO PARTENDO DA CASTELAZ O DA PIAN DE LA FOPA, AGGIUNGERE CIRCA 3 ORE COMPLESSIVE PER I SEGMENTI DI SALITA E DISCESA PER IL RIFUGIO ANGELINI.
  •  DISLIVELLI: salita/discesa 600 mt circa

DIFFICOLTA’: EEA (per escursionisti esperti, con tratti attrezzati); giro complesso e di sviluppo articolato, non lunghissimo eppure faticoso e impegnativo per tipologia di terreno. Segnaletica non ineccepibile, carente da Forcella Col Pelos, per via degli scarsi accessi e dei frequenti smottamenti che modificano la foggia superficiale del terreno, cancellando forse sistematicamente le segnalazioni declinate in bolli rossi e ometti di sassi, circostanza che con l’apporto della neve stagionale potrebbe rendere poco efficaci eventuali riposizionamenti. Va detto comunque che verosimilmente siamo stati tra i primi percorritori di stagione, dacchè non va escluso  che nel corso dell’estate qualche volonteroso manutentore si occupi della faccenda.  Oltre al buon senso dell’orientamento, il percorso richiede impegno per alcuni tratti un po’ scabrosi, friabili e delicati su cengette brecciose. Il superamento  di un corto canalino nella faticosa risalita alla Porta degli Spiz comporta qualche passo d’arrampicata non esposto ma non banale. L’irta discesa nel tetro Giaron degli Spiz richiede confidenza nella calata su terreno molto ripido e scivoloso, e colpo d’occhio nell’individuare i passaggi migliori per evitare insidiosi sbalzini rocciosi. I tratti attrezzati sono brevi e facili, tuttavia non vanno banalizzati, in quanto talvolta esposti e in un caso verticaci, quello del superamento di un camino bello dritto cui segue un muretto più appoggiato. Qualche passo su cengia comoda ma sprovvista di funi richiede attenzione. Come detto in precedenza, l’escursione presenta passaggi talvolta arditi ma certo accessibili a buoni escursionisti, che senz’altro potranno in queste plaghe scomode e selvagge apprezzare il carattere forte delle piccole grandi Crode che le proteggono. E facilmente in piena solitudine.

…;Mattina presto, cielo densamente velato, forte umidore. Lasciamo il rifugio e oltre lo spiazzo prativo ci rechiamo al crocicchio dov’è posta la segnaletica verticale della sentieristica locale. Pigliamo il 532 per il Belvedere…P1070287 (2)

Piena solitudine, è mattino presto. Tuttavia solinghi saremo per il resto dell’escursione. Dieci minuti di bosco afoso e perveniamo al trivio; insistiamo sul 532, che rimonta una valletta baranciosa…P1070292 (2)

…e tosto decolla nell’impluvio d’un canalino, mentre occhieggiano le poderose quinte degli Spiz…P1070294 (2)

L’erta si fa ripida e il pestato friabile, ancorchè su buon sentiero; la via cinge la base delle pareti e ne rimonta lo zoccolo ghiaioso; la plaga si fa severa e bigia, molto impervia…P1070296 (2)

…’sì come la plastica e un po’ tetra verticacia dei bastioni che incombono…P1070297 (2)

Pochi minuti d’affanno e perveniamo allo sbocco/imbocco del GIARON DANTRE I SPIZ, plaga recondita ed originaria di roccia sgretola e poco frequentata, ove gli spuntoni degli Spiz mostrano il loro carattere arcigno, spigoloso e pugnace; bellissimo…P1070298 (2) P1070299 (2)

Quinci noi si prosegue sul 532 a manca…P1070300 (2)

Rubiamo uno scatto alla chiusura dell’anello, ripreso a un dipresso dello sbocco del Giaron Dantre i Spiz, scendendo; è indicativo del tratto che stiamo per calcare… P1070378 (2)

…ancora su buon sentiero, che oltrepassa lo sbocco del circo e rimonta il contrafforte a venire; in breve la via si fa comoda cengia baranciosa…P1070302 (2)

…che tuttavia presenta un paio di passaggi esposti, da superare con cautela e attenzione opportune…P1070303 (2)

Giro l’angolo e osservo il meteo, che pare volgere in peggio; molto afoso, plumbeggiante…P1070304 (2)

Doppiato il piccolo contrafforte la cengia continua, servita quinci da comode attrezzature. Pochi metri e la via rimonta questo facile canalino appigliato, peraltro con l’ausilio delle funi…P1070307 (2)

…dacchè poi si prosegue ancora su comoda cengia, si doppia un altro spigolo e ci troviamo nel grembo petraceo del sottogruppo…P1070308 (2)

Ora si presenta la breve parte attrezzata più impegnativa; il superamento del canalino/fessura verticace e la prosecuzione su cengia esposta, ma ben protetta dalle funi…P1070309 (3)

Il cavo mancorrente protegge l’accesso al passaggio;P1070313 (2)

…segue un corto tratto friabile, sprovvisto di cavo; fare attenzione…P1070316 (2)

Il passaggio nel camino: frontale, avaro d’appigli e appoggi comodi, tuttavia facilmente rimontabile con un po’ di forza di braccia grazie alla fune ben tesa…P1070318 (2)

Il tratto sarà lungo una decina di metri, ben protetti, i primi cinque dei quali verticaci e i restanti più appoggiati, con possibilità di riposino…P1070319 (2)

Superato l’ostacolo s’appieda su di un terrazzino, da cui si percepisce la verticacia dello sbalzo rimontato…P1070323 (2)

si procede su comoda cengia ottimamente attrezzata…P1070324 (2)

..ed esposta; qui un colpo d’occhio retrospettivo del passaggio nel camino e dei primi passi sulla cengia che vo calcando…P1070327 (2)

Si rimonta poi un corto gradone bene appigliato e attrezzato, e si prosegue sempre su cengia meno ardita, con attrezzature discontinue, della quale fo una retrospettiva dal crocicchio del Belvedere (1964 mt), cui siamo or ora pervenuti; lo scatto esalta l’aspra frantumeria della plaga, così selvaggia, bigia e recondita…P1070331 (2)

Abbiamo lasciato il rifugio un’orata fa, siamo al Belvedere nel tempo previsto; il cielo è poco friendly, ma decidiamo di proseguire per conchiudere l’anello,  rinunciando però alla breve deviazione per il sommo del Belvedere.  Insistiamo così sul 532, che quinci stacca nettamente verso sud…P1070333 (2)

Segue un bellissimo traverso lievemente declive a mezzacosta, in ambiente davvero selvaggio, magnifico e aperto, chiaramente poco frequentato; il sentiero, per quanto buono, è talvolta smangiato dai baranci nodosi… P1070336 (2)

Tra belle fioriture di genziana, la via sfila con colpo d’occhio sugli Sfornioi a est; non fosse per il cielo bigio e il lucore tetro sarebbe fantastico…P1070338 (2)

Pregevoli a monte le bizzarre stratificazioni degli Spiz…P1070343 (2)

Dopo una mezzora scarsa dal Belvedere siamo quasi a Forcella Col Pelos; prima che il sentiero la raggiunga traversando su sponda friabile, su di una masso a destra del cammino sono presenti indicazioni sbiadite del segnavia 533, ossia quello che intendiamo seguire. La traccia sale ripida sulla destra affrontando direttamente l’erto pendio a monte; quinci la segnaletica s’indebolisce alquanto e dirada; segni rossi discontinui, poco lineari e sbiaditi  guidano la faticosa rimonta della rampa…P1070344 (2)

Malgrado la carente segnaletica, disponendo di cartina intuitivamente s’imbocca la direzione giusta; il punto di riferimento , a mezzora scarsa dal Belvedere, è l’ultima rampa inerbita che si spinge a ridosso delle rocce e sale a destra fino a stringersi in canale; bisogna semplicemente rimontarla, scartando quindi a destra di 90 gradi rispetto al sentiero 532. La traccia si mantiene grossomodo sempre a ridosso della parete rocciosa, e piglia di petto il pendio…P1070345 (2)

Ecco la rampa stringersi a canale barancioso in ambiente molto selvaggio; su, su, fatica..P1070346 (2)

Fin qui la via si dipana su pestato friabile ma discreto; …P1070347 (2)

I radi segni rossi ci condurranno a un bel landro sottoparete, utile riparo in caso di maltempo; quinci si farà il terreno più scomodo e accidentato…P1070348 (2)

Ci s’infila dentro la strozza visibile nel prossimo scatto…P1070352 (2)

..che va superata con passaggi d’arrampicata non esposta poichè “chiusa dentro”, ma nemmeno banale, con tanto di sollevamento e opposizione…P1070353 (2) P1070354 (2)

Il tratto si risolve in pochi metri verticali, che depositano poi su di una brughiera baranciosa spettinata e suggestiva, resa desolata dalla nebbia incipiente…P1070355 (2)

Quinci la traccia si fa incerta vieppiù parimenti ai segni molto radi, incongrui e sbiaditi; tocca di base risalire la china per zolle, saltini e cengette brecciose, che tirano a dribblare salendo gli ostacoli rocciosi;  questo tratto comporta un po’ d’interpretazione del terreno. Mi fermo a guardarmi attorno, e a tergo in paticolare; tra gli spuntoni m’aspetto l’irruzione in brughiera di mannari feroci…P1070356 (2)

Invece innanzi l’incerta via prima traverserà quel canale terroso, poi tendendo a destra ne rimonterà l’orlo sulla costa baranciosa displuviale…P1070358 (2)

In capo al canale perveniamo faticosamente a una selletta, a destra della quale sbriciola il tetro canale del prossimo scatto; le deboli tracce ne guideranno la calata lungo la sponda sinistra (senso di marcia, anche nella foto); poi toccherà rimontare la costa seguente su cengette brecciose, che ora si perdono nell’uggia …P1070359 (2)

Intanto in selletta la nebbia scala isvaporando dalla gola; la plaga è ora lugubre, primordiale; mi piace tanto…P1070360 (2)

Da qui la camoscia Fra comincia a produrre borborigmi a disappunto; in effetti la discesa è irta, sdrucciolevole, scabrosella; le passo avanti, ‘chè in calata sono più confidente; si  tocca il fondo della strozza in modo così spicciativo da richieder l’uso delle mani per facilitare/stemperare la ruzzola; a fine pendio riprendo la Fra che impreca sommessamente…P1070362 (2)

La traccia va poi a lambire la base delle pareti e ne asseconda l’andamento snodandosi alquanto incerta su cenge friabili e brecciame scivoloso; nel prossimo scatto una retrospettiva del segmento dalla selletta a qui, ove la Fra un poco incrodata vorrebbe piangere…P1070364 (2)

In effetti siamo un po’ incrodati; banchi di nebbia, brutto meteo, traccia pessima, segnalazioni rade e sbiadite, per giunta terreno sbrìciolo e insidioso (meglio non immaginare dove potrebbe condurre una scivolata), dubbi sull’ubicazione e sulla direzione per cui insistere; la tensione sale vieppiù, e questo è l’ambito tetro, petroso, acclive, pendulo e remoto in cui stiamo vagolando incerti…P1070365 (2)

la Fra è incazzata e preoccupata, ma non ci perdiamo d’animo. Confido che ci salteremo fuori; se non siamo certi dello sbocco possiamo sempre tornare indietro con calma; insisto sulle deboli tracce che si perdono e ritrovano ancora su cengette friabili e delicate…P1070366 (2)

…finalmente indugiano poi nel mezzo d’un ripido canalino che sale a sinistra; ci sta che quella in cima sia la sospirata Porta degli SpizP1070367 (2)

Arriviamo faticosamente all’intaglio di cresta; non vi sono più bolli o segni, solo un sasso riporta la scritta sbiadita “Col Pelos”, ma verosimilmente indica un moto a luogo sprovvisto di freccia contestuale visibile, non uno stato, ‘chè l’altitudine (siamo oltre i 2100 mt) non è quella di Forcella Col Pelos, nè questa la sua ipotetica ubicazione orientativamente parlando, che piuttosto pertiene a quella di Porta degli Spiz. Il mio senso dell’orientamento mi dice che siamo giusti, corrisponde pure il tetro ghiaione che ci scapicolla sotto: dovrebbe trattarsi del Giaron Dantre i Spiz, e per esso dovremmo calarci. Non vi sono però tracce, bolli, neppure ometti, e la strozza lugubre che presenta scuote un po’ i visceri; soprattutto sembra opporre un ambiguo salto nel vuoto…P1070369 (2)

Eppure dev’essere lui. Ci lanciamo risoluti e trascuriamo le deboli tracce che salgono in cresta a sinistra. Se lo scopriremo invalicabile torneremo sui nostri passi, malgrado il cruccio della probabile pioggia che renderebbe il percorso a ritroso molto ostico e delicato. Via! P1070370 (2)

E’ una bolgia di franamenti, siamo spesso culo e mani a terra; cerchiamo disperatamente ometti e segni ma niente, è comprensibile che l’estrema friabilità del fondo li travolga di continuo..P1070371 (2)

Non bisogna tuttavia farsi prendere dalla scivolina, ‘poichè alcuni pericolosi salti di roccia impongono di studiare con calma i passaggi migliori. Nondimeno, è opportuno distanziarsi e non rimanere in scia dell’altro per evitare pericolosi smottamenti, che comunque copiosamente occorrono. la Fra mi precede, e a un tratto prende la ruzzola in malaguisa e bercia forte. Like a rolling stone. Arresta la rovina diversi metri più a valle; si mette a sedere e ancora mi mostra la mano manca sanguinolenta, e il plasma vermiglio cola copioso. Temo il taglio serio. Per fortuna l’emorragia si ferma presto, pare solo un graffio molesto. Preoccupato per il suo stato d’animo decido di scendere rapidamente fino allo spalto che sembrava presagire il salto roccioso. Mi dico che se non scorgo vie d’uscita sostenibili ci faremo forza e torneremo indietro, malgrado l’immonda frustrante fatica che comporterebbe, e nonostante il meteo sembri preparare la pioggia. Scapicollo un poco e arrivo sul bordo del salto, nel punto più stretto dell’impluvio a strozza. Esulto. Vedo in fondo al Giaron il sentiero dell’andata, proprio all’uscita del ghiaione, e soprattutto scorgo la sostenibilità del terreno d’affrontare per arrivarci, che quinci pare più comodo, uniforme di ghiaie nonchè meno ripido. Conforto la Fra, l’aspetto e ci caliamo più sereni. Più sotto mi volto per una retrospettiva del Giaron; in centro foto è visibile lo spalto da cui ho scorto la via d’uscita, poco sotto la Fra che deambula vulnerata…P1070372 (2)

Ora il fondo consente di scivolare in modo sereno e divertente, malgrado le sasse che s’infilano negli scarponi; intanto posso gustarmi le pinnacole chiomate di questo mondo Spiz con più tranquillità…P1070374 (2)

Coraggio, siamo quasi fuori dalle pene petrose; riconoscete il sentiero costaggiù, che poi diventa cengia?P1070375 (2)

..mentre sfilano altri bizzarri fantaccini calcarei…P1070376 (2)

Mi volto ancora per mirare il tetro Giaron che abbiamo disceso, di cui però non si vede il sommo; l’intaglio visibile nello scatto è appena lo spalto da cui ho deciso che avremmo proseguito a calare…P1070377 (2)

Presso lo sbocco del Giaron, alla confluenza con il sentiero 532 che piglieremo a ritroso per il Rifugio Angelini, si chiude l’anello; uno sguardo di sottinsu al teatro di Croda sul cui palcoscenico abbiamo faticato…P1070379 (2)

Dal trivio in una serena mezzora di stanco lentopede siamo al Rifugio Angelini, ove ci spetta una meritata birra prima di salutare Silvia e Paolo e dar loro appuntamento per la chiusura di stagione. Per la discesa a Castelaz pigliamo il sentiero dell’andata (Viaz dei Banditi escluso), poichè pare il cielo voglia sgravarsi d’acqua pesante, e preferiamo nel caso evitare la ferratina con il rischio temporale. In effetti arriveremo all’auto appena un secondo prima del violento nubifragio che s’abbatterà sulla plaga. Dal parcheggio butto un occhio zoomando sull’ardimentoso tracciato del Viaz dei banditi, calcato il giorno prima…P1070389 (2)

Nel complesso un finesettimana di grande ricambio energetico, e un po’ di (sana?) avventura in un ambiente cocciutamente ispido e selvaggio, fiero della propria integra naturalezza, eppure amabile, ricco di dolci spunti e piacevolezze. Sono infatuato degli Spiz di Mezzodì, che ci posso fare?

Alla prossima,

Yoyodel

 

 

 

 

 

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