APPENNINO TOSCOEMILIANO: traversata anulare Libro Aperto-Cima Tauffi per il Passo della Morte; o del fosco eppur corrusco viandare di crina.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

SCHEDA ESCURSIONE
  • N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.
  • CARTOGRAFIA: Ho utilizzato la carta “Alto Appennino modenese; Palagano-Gaiato-Abetone-Corno alle Scale”, foglio 11 Monte Cimone, editrice IL SENTIERO (www.ilsentieroeditore.com), scala 1:25.000
  • L’escursione inizia presso la contrada I Taburri, che ospita l’omonimo bel Rifugio, nell’alto appennino modenese, pochi chilometri a monte di Fellicarolo, villaggio montano del comune di Fanano (MO). Indicazioni Google Maps per I Taburri La località è raggiungibile in auto su stradello montano un poco tortuoso quantunque asfaltato fino a poche centinaia di metri dal Rifugio, ‘sicchè l’ultimo tratto è su carrozzabile sterrata ghiaiosa.
  • SPAZI e TEMPI: Rifugio I Taburri 1220 mt-sentiero 433- crinale sotto la cima-a sx sentiero 00 – anticima-Cima Libro Aperto 1938 mt (2.15 h); sentiero 00 di crinale-Monte Lancino 1676 mt-Cima Tauffi 1798 mt (1.30 h); a sx sentiero 425-il Colombino (0.50 h); a sx sentiero 445-Rifugio I Taburri 1220 mt (1 h circa)
  • TOTALE TEMPI: 5.30/6 h. circa
  • DISLIVELLI: salita 850 mt. circa, discesa 800 mt. circa;
  • PUNTI D’APPOGGIO : RIFUGIO I TABURRI   ; bivacco La Pilaccia
  • cartina topografica con tracciato del percorso escursionistico: in giallo il nostro cammino P1080515 (2)

 

  • DIFFICOLTA’: E+ (per escursionisti, con impegno lievemente maggiorato); un paio di brevi passaggi e la lunghezza complessiva giustificano il segno +, poichè si risale una rampa di facili roccette sul I grado non esposte e si supera un gradone roccioso verticale di pochi metri con l’ausilio d’uno spezzone di catena pendula; niente di che, passaggi peraltro evitabili con aggiramenti sui versanti. Il breve traverso che conduce al Passo della Morte presenta un tratto di blanda, modesta esposizione,  ‘sì come l’intaglio stesso. Per il resto gita facile su ottimi sentieri. Di norma la salita del Libro Aperto è classificata EE (escursionisti esperti); lungi da me il voler contraddire l’orientamento delle guide cartacee in tal senso, nè tantomeno banalizzare la gita, solo trovo che l’impegno da essa richiesto possa corrispondere  al grado E (escursionistico) della Scala delle difficoltà escursionistiche del Club Alpino Italiano , alla quale appunto vi rimando per una consultazione (cliccandoci su)
  • Caratteristiche: Siamo nell’ambito del Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese, zona di grande pregio ambientale, che in termini di flora, fauna e peculiarità naturali di queste plaghe appenniniche offre quanto di meglio, e vieppiù. L’escursione infatti parte dalle radure alpestri de I Taburri, sale con moderata intenzione fra boschi di splendidi faggi rutilanti d’autunno, sbuca nelle torbiere più acclivi fra le mirtilete, rimonta la crina parzialmente rocciosa, s’allunga sulla dorsale inerbita, cala fra declivi acrocori imbionditi, si ributta nella boscaglia prima di mughi e faggi, poi d’abeti bianchi e pecci. Questo è quanto, e non è poco. L’evo autunnale ha pungolato la natura a sciorinare tinte di pasta lisergica, ossia gustose psichedelie per il terz’occhio. Il cammino è lungo (6 ore pause comprese, lentopede), tuttavia mai severo e la fatica ottimamente spalmata sullo sviluppo, ‘sì come il dislivello complessivo. Un altro elemento di grande interesse consiste nelle vicine cascate del Doccione, visitabili su bel piancito a lignee passerelle che diparte in prossimità d’un tornante poco prima del Rifugio ai Taburri. L’acqua la si trova di fonte al rifugio a inizio giro  e presso il bivacco della Pilaccia, verso la conclusione. S’incontrano altresì diversi ruscellamenti, che noi trovammo vizzi per stagione, ma con breve diversione dal crinale basso di Pizzo delle Stecche, poco dopo l’orata di cammino la si può trovare di naturalissima sorgente nel mezzo d’un prato delizioso ben visibile dal crinale, verso manca salendo. Più discosta è la sorella che si trova sulla destra del crinalino.

 

fine ottobre, anno 2017 D.C.

…..Questa volta ci accompagnano due amici, Valeria e Biagio, che hanno lasciato i figlioli alle proprie venture d’adolescenza domenicale, portando però seco un pezzo di prole diversa, ossia la simpatica Nerina, un cagnolo di schiatta Bolognese a dispetto del nome invero candida…P1080262 (2) Viaggio da Bologna non lungo e piacevole, arriviamo in località I TABURRI ove l’autunno seppure in ombra già sfoggia con maestria i suoi colpi…P1080253 (2)

Pochi passi lungo la mulattiera che s’appoggia sul bellissimo pianoro e perveniamo al primo snodo segnaletico; noi piglieremo a destra il sentiero 433, che costituisce una sorta di “direttissima” per il sommo del Libro Aperto…P1080257 (2)

Non inganni la direzione a manca indicata da questo cartello; così lo trova chi stia muovendo in opposto senso…P1080258 (2)

Varchiamo un ponticello malconcio che supera un rio secco e pieghiamo curvando a destra. Pochi passi nel bosco già corredato di un vello crepitante di fogliame secco e scartiamo a sinistra in salita; occhio all’indicazione poco chiara…P1080263 (2)

Proseguendo invece diritto si farebbe il giro più lungo per il Pizzo delle Stecche e la Capanna Gran Mogol, guidati dal segnavia 445. Il nostro 433 stacca invece quivi e piglia senza fronzoli l’acclivio del bosco. Le indicazioni malcerte sono confortate da ulteriore pannello…P1080264 (2)

..e bandierille su corteccia volgendo lo sguardo a manca…P1080266 (2)

Lungamente quinci sale il cammino in pendenza moderata, talora con strappi, lungo un buon sedime su tappeto di foglie che rimonta serpiginoso la costa silvestre; il sole si desnuda e regala tepore ai faggi che rispondono col proverbiale piglio elegante…P1080267 (2)

Più su piglia il sentiero la guisa di vialetto delizioso, indorato d’autunno…P1080275 (2)

Alzando lo sguardo si completa la tavolozza d’un celeste pastellato…P1080277 (2)

Ancora una mezzorata di comodi tornanti e il bosco si dirada; si rimonta ora la costa brecciosa che innerva il contrafforte di cui pesteremo il filo pressochè fino in cima…P1080278 (2)

Sibila un’algida bora, mentre il sole regala ora cromature di lisergica filigrana verso il Cimone, la vetta più acclive dell’Appennino settentrionale…P1080279 (2)

Inerpichiamo il contrafforte rimontando una gobba in pochi minuti; al sommo la brughiera fuma d’algore nel blizzardP1080283 (2)

Il sentiero cala poi a una sella scagliosa, spettrale di lucore terreo che rende la plaga selvaggia vieppiù di solitudine; taglieremo poi di traverso la gobba umbrata del  prossimo scatto, in cui è ben visibile la via secante la falda…P1080284 (2)

Eccoci dunque nel simpatico traverso; quinci la via seguirà grossomodo la nervatura di contrafforte fino alla cocuzza dei Sassi Bianchi, che verrà dribblata sul fianco destro (sinistro d’orografia) poi un’ultima rampa d’erba e sasse condurrà sulgli appicchi della bifida cima Libro Aperto…P1080289 (2)

Segue una piacevole saliscesa in ambiente aperto e di grande pregio naturale…P1080291 (2)

Il dorso del contrafforte oppone qualche sbalzo di roccette inerbite, che si superano di slancio con un passo d’elementare arrampicata oppure seguendo una buona traccia che le aggira sulla sinistra; in ogni caso nessuna difficoltà…P1080296 (2)

Ora la rampa sale più decisa, quantunque con pendenze moderate, e respiriamo corrusche visioni aduste d’autunno…P1080300 (2)

P1080299 (2)

Lasciamo poi a manca la gibba dei Sassi Bianchi e rimontiamo verso destra una rampa con più ripidezza, sempre su buon sentiero, guadagnando quota rattamente; meritiamo dunque il pianoro sottostante la crina che a nord sfila verso il Cimone, ancora di qua dal confine col pistoiese…P1080303 (2)

Pochi passi e siamo sulla crina, a un dipresso d’una sella innominata; ci accoglie sgarbato un ventaccio gelido. Quinci sono ben visibili la cuspide sommitale del Libro Aperto e la crestina dirupata che diparte a sinistra per l’anticima, bollata di minio, che andremo a salire…P1080304 (2)

Comincia ora il breve tratto più impegnativo dell’escursione, ossia la salita agli appicchi di cima ed anticima del Libro Aperto; passaggio peraltro evitabile con un breve divallo ad asola lungo il sentiero 495, come indicato dalla segnaletica vericale protagonista del prossimo scatto (aiutatevi con la cartina riportata a inizio report)…P1080307 (2)

Procediamo. Il segmento è faticoso ma invero breve; oppone qualche passo di I grado su rocce inerbite di facile superamento, in assenza d’esposizione…P1080305 (2)

P1080310 (2)

P1080315 (2)

A conferma del modesto impegno che caratterizza i passaggi, anche Nerina zampacorta, il simpatico cagnolo di schiatta bolognese che ci accompagna, non incontra difficoltà di rilievo…P1080317 (2)

P1080319 (2)

Conchiuso il passaggio perveniamo a una falsa cima dell’anticima, difesa quest’ultima da uno sbalzo ulteriore, che non oppone peculiari difficoltà…P1080322 (2)

Ecco allora la cuspide acclive del Libro Aperto (1938 mt), detta localmente Monte rotondo; andiamo…P1080324 (3)

A un tratto il sole strappa il vello di nubi e irradia barbagli che imbiondiscono la brughiera messa in piega dal ventaccio…P1080326 (3)

..e sento forte il sapore vecchio dell’Appennino, passito di monte…P1080328 (3)

il castello di vetta è difeso da un appicco roccioso che oppone un muro verticale di pochi metri sul II grado, tuttavia serviti  da una comoda catena che ne consente il superamento senza patemi; nel prossimo scatto in evidenza il passaggio, con puntinismo del segmento a catena…P1080327 (2)

L’esposizione è parecchio mitigata dal basamento zolloso dell’appicco, che svasa lo strapiombo, e risulta pertanto assai modesta e vieppiù contenuta dalla presenza risolutiva della catena. Approcciamo il muro…P1080329 (2)

Superiamolo…P1080330 (2)

Agevoliamo Nerina, qui giocoforza impotente…P1080333 (2)

Una retrospettiva del passaggio, appena superato il tratto verticale…P1080338 (3)

e dalla corta cengetta che ne segue…

P1080339 (3)

In cima è psichedelia eolica di vampe luminose; qui volti al Cimone…P1080341 (3)

A sud, la brughiera pistoiese compresa nella bolgia e scarmigliata dalla bora…P1080343 (3)

A nord, verso il Frignano, con meno contrasto e nondimeno suggestione…P1080347 (3)

In vetta il Blizzard stordisce, ‘sicchè ratteniamo l’appetito e procediamo verso est lungo il sentiero 00 GEA (Grande Escursione Appenninica) che si mantiene sulla crina. Pochi passi nel vento e perveniamo allo snodo collare del Libro Aperto; noi manteniamo la direzione Cima Tauffi , che insiste sulla crina…P1080349 (3)

Quinci sarà una magnifica viandanza di crinale tra fumide spire caliginose e repentini colpi di luce che rispondono alle feroci sfuriate del vento. Il cammino, sempre comodo, talora deborda nei versanti laddove la crina si affila…P1080352 (3)

..e riprende la dorsale…P1080357 (4)

..regalando scorci selvaggi sul versante pistoiese…P1080359 (3)

..e lisergici verso il modenese, ove una bruma cerulea sa d’incantagione…P1080366 (3)

Saliscende la via, mentre turbini di foglie faggiasche risucchiate dal vento accentuano la fantasmagoria…P1080369 (3)

..è bellissimo…P1080371 (3)

Talora il versante pistoiese si rivela scoprendo l’autunno…P1080376 (3)

Superata la zucca del Monte Cervinara facciamo pausa pranzo presso una sella innominata; Abbiamo lasciato la vetta del Libro Aperto da circa 40 minuti. La plaga sconvolta di piacere dagli elementi regala corrusche visioni di contrasto per il terz’occhio…P1080383 (3)

P1080381 (3)

..e una bella prospettiva sul Monte Lancino e sulla più discosta e travisata Cima Tauffi, le mete prossime; approfitto di un baleno turchese di cielo graffiato…P1080385 (3)

Mangiati riprendiamo la viandanza di crina, sempre suggestiva…P1080389 (3)

..e in breve perveniamo a un paio di crocicchi ove snoda la sentieristica; è presto per tornare ai Taburri, abbiamo luce ancora e gambe, ‘sicchè trascuriamo e insisitiamo sullo 00; tenere presente l’opzione di taglio spicciativo qualora non se avesse più..P1080395 (3)

Peraltro Cima Tauffi dice appena 20 minuti…P1080396 (3)

la bruma ora fagocita lo scibile, ‘sicchè trascuriamo la rimonta del Monte Lancino in favore del taglio basso, che ospita invero lo 00 ufficiale; in quella si traversa per manca e un paio di passi presentano esposizione assai modesta, e comunque su ottimo pestato. Stiamo infatti per sbucare sull’intaglio del Passo della Morte, detto localmente cotalmente…P1080397 (3)

Certo, meglio non sperimentare la caduta…P1080401 (2)

P1080399 (3)

Certamente luogo aspro, selvaggio…P1080400 (3)

P1080403 (3)

Qui una retrospettiva; si noti lo scagliame selcioso che tipicizza questi profili montani; ben visibile il sentiero che aggira sulla destra il filo di cresta; ovviamente venendo in qua lo avevamo a sinistra…P1080404 (3)

Oltre il Passo della Morte il sentiero riprende il filo e oppone uno sbalzino superabile con una sgambata; così rimontiamo il pilastro che consta nella spalla di Cima Tauffi…P1080406 (3)

Occhieggia un paletto che indica il maggior impegno richiesto dallo 00 tout courtP1080410 (2) ….in effetti rimonta il sentiero senza fronzoli l’erta di scaglie brecciose che conduce in vetta; il tratto è breve, ma dopo le ore di cammino tocca meritarlo un poco a fatica…P1080412 (3)

Siamo in vetta, circa due ore dopo aver lasciato quella del Libro Aperto, comprensive di buona  mezzora di sosta pranzo. Quinci la scena è stupefacente; si apprezza parte della dorsale cavalcata…P1080413 (3)

P1080416 (3)

Proseguendo sullo 00 si andrebbe a cavalcare la crina verso Croce Arcana, Spigolino e Corno alle Scale…P1080417 (3)

Noi però si prende a sinistra (sudest) il sentiero 425 che cala sulla dorsale di Scaffa delle Rose/Colombino, che quivi netta si staglia contro il cielo ceruleo…P1080420 (3)

P1080423 (3)

Tiriamo un poco il fiato gustandoci la sontuosa lisergia che travisa il Cimone…P1080421 (3)

Tocca muoversi. Il segnavia 425 cala sul dorso del contrafforte in una deliziosa promenade imbiondita dal sole. Lungamente si vagola di letizia per una plaga incantevole, fatata. La pendenza è dolce, morbido il sedime, stupefacente la filigrana luminosa…P1080428 (3)

Uno sguardo verso le turbolenze a sudest, ove il grano di crina ospita pigramente il cammino dello 00…P1080429 (3)

..e noi meniamo lieti per il 425, tra sole e lucore quando l’astro si travisa fra i nembi…P1080431 (3)

fantasmagoria per il terz’occhio lungo la via…P1080432 (3)

A un tratto si rende visibile buona parte del nostr’odierno lungo cammino…P1080433 (3).

Ora fischietto e canticchio…P1080436 (3)

…e bighellono giocando con la luce…P1080438 (3)

Natura viva con Cirsi Spinosi, altresì dette Carline, grandi protagonisti di questi acrocori..P1080440 (3)

La via ora cala dolcemente traversando la costa imbiondita…P1080441 (3)

..in un regno d’estetici contrasti…P1080442 (3)

Un quarto d’ora di sollazzevole calata da Cima Tauffi e incontriamo il primo fiero faggio d’avanguardia…P1080446 (3)

seguito dal collettivo di compari che in boscaglia ospitano la via in guisa di vialetto mantato a foliageP1080449 (3)

Il sentiero divalla con dolcezza consueta, ‘chè Nerina gaudiosa ne corre; occhieggiano frattanto dei mughi…P1080453 (3)

che presto si mettono in riga sulla manca, e folti, mentre il sole ripiega…P1080454 (3)

Bello e inconsueto per queste plaghe il vialetto di baranci, ‘sì come l’effluvio che rilasciano…P1080455 (3)

seguono interessanti policromie…P1080456 (3)

Pochi minuti e perveniamo alla sella del Colombino, in ambiente aperto e suggestivo…P1080457 (3)

P1080458 (3)

A cinquanta minuti di cammino declive lentopede da Cima Tauffi, Colombino è importante crocevia di sentieri; noi piglieremo a sinistra il 445 per i Taburri, a chiudere l’anello…P1080459 (2)

Segnaletica di soperchia sicurezza …P1080460 (2)

P1080461 (2)

P1080462 (2)

Il sentiero entra un bel boschetto di faggi piccioli e gagliardi sulla costa declive, orlato a monte dalla mugaia…P1080463 (3)

Ambito silvestre davvero suggestivo; dimenticavo, per tutto il dì abbiamo incrociato solo due camminatori sulla cima del Libro Aperto, per il resto piena solitudine…P1080464 (3)

Due minuti e la boscaglia cede il posto a radure pettinate che il sentiero traversa con ordine; i faggi raccolti a boschetti compìti fanno pensare a un terreno gestito, e con specifiche geometrie…P1080465 (3)

Pochi minuti di saliscendi e torna la foresta, questa volta commista d’abeti bianchi e pecci, che presenta un salto nel buio per via dell’incipiente crepuscolo di versante…P1080469 (3)

Malgrado il buiore per contrasto all’accesso, la via è ben evidente, larga, comoda e serpiginosa muove nel profumo d’aghifoglie…P1080473 (4)

P1080475 (2)

Il sentiero perde quota con dolcezza proverbiale, ‘chè dieci minuti dopo ancora occhieggiano i faggi e regalano scene d’onirica filigrana…P1080480 (3)

P1080479 (3)

Il bellissimo cammino fa ora una curva e siamo al bivacco della Pilaccia (1426 mt), bel ricovero forestale aperto, provvisto di camino, di piancito ligneo per le brande al piano soppalcato e fonte d’acqua fresca di fianco alla struttura; il tutto in luogo incantevole…P1080481 (3)

La via procede comoda e larga; dieci minuti e perveniamo ad altro importante crocicchio di sentieri, ove la segnaletica è un filo più precaria; noi dobbiamo insistere sul 445, che dovrebbe piegare a destra; superiamo il ponticello diruto visibile nel prossimo scatto…P1080491 (3)

…e pochi passi dopo compaiono le indicazioni, che in effetti ci menano a destra, sempre lungo il 445; sono passati 40 minuti dal Colombino…P1080492 (3)

P1080495 (2)

Quinci ai Taburri sarà una mezzorata di piacevole mulattiera, sempre in dolce discesa, talora in modalità viale a foliage, per il sollazzo di una stanca eppur felice Nerina…P1080503 (3)

Sei ore di marcia pause comprese, un poco faticosa per via della lunghezza complessiva, purtuttavia con pendenze sempre moderate, scevre di chissà quali strappi. Una viandanza pregna di solitaria naturalità, franca d’infrastrutture impattanti, che attraversa gli ambiti via via più acclivi di questo fiero e selvaggio Appennino. Foreste, ruscelli, vaccinieti, acrocori e praterie, fioriture vizze di stagione, rocce scagliose eppure invitanti, petraie lichenose, vento e luce d’incantagione, la magia dorata e vermiglia dei faggi e il raffinato foliage di pertinenza. La bruma e le nubi caliginose che a strappi hanno reso il vagolare fosco eppur corrusco. Il profumo di  saporosa gastronomia che aleggiava nei locali del Rifugio Taburri alla birra conclusiva, faccenda che ha fiaccato l’urgenza del ritorno a casa generando non poche indecisioni, alfine risolte. Una bellissima giornata di scambio energetico.

Alla prossima

Yoyodel 

 

2 pensieri su “APPENNINO TOSCOEMILIANO: traversata anulare Libro Aperto-Cima Tauffi per il Passo della Morte; o del fosco eppur corrusco viandare di crina.

  1. Grazie! Inaspettato…grande sorpresone….Siete grandi….Mi fate tornare indietro di tanti anni, quando col mio gruppo organizzavo qui, in casa mia, i programmi….Posso solo ammirare le vostre foto e programmi. Appennino Toscoemiliano e’ molto bello…conosco bene, anche l’interno stupendo, gente gentile e tanta storia…Un augurio di buon proseguimento amici cari…Clementina

    Liked by 1 persona

  2. Ciao Maria Clementina, grazie! Il tuo apprezzamento è sempre sentitamente gradito. In effetti questo territorio è sempre bellissimo, saporoso e ricco di sorprese.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...