COSTA RICA: la Pura Vida della Natura; o del Bestiario fantasmagorico ‘sì come l’Erbario (parte 1)

 

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Premessa

Il viaggio di nozze; dopo le splendido Huayhuash Trekking sulle Cordillere andine del Perù nell’agosto 2016, nondimeno calcate ancora diverse Terre Alte, abbiamo deciso di far luna di miele in Costa Rica, crogiuolo pazzesco di  fauna e flora da fantasmagorici bestiari, protette da riserve naturali che coprono il 27% del territorio complessivo. A questo s’aggiunga che il Paese per scelta politica/economica non dispone di forze armate dal 1949, e che affaccia le coste sugli Oceani Atlantico e Pacifico accogliendone il vigore con spiagge srotolate a perdita d’occhio; abbiamo scelto senz’indugi di visitarne il patrimonio naturale e culturale. Peccato per il meteo; ad agosto colà siamo in piena stagione umida, e ne avevamo contezza, ‘sicchè ci aspettavamo i piovaschi quotidiani puntualmente occorsi; solo uno scorbutico anticiclone ha corroborato lo sfavore climatico agendo cateratte intervallate a pioviggine, pigliando il sole in ostaggio e guastando così le aspettative balneari spiaggiasche.

Il clima sgodevole non ci ha impedito tuttavia di avventurarci con profitto in quasi tutte le riserve naturali del paese, che ospitano dicevamo galassie animali e vegetali declinate in centinaia di specie. Ho pensato pertanto di presentare l’esperienza in guisa di Bestiario, alfine di restituire l’impressione psichedelica delle foreste tropicali.

Il seguente sarà un piccolo portfolio didascalico e puerile, sprovvisto di troppe note tecniche e logistiche per le quali rimando all’ottima guida Lonely Planet del Costa Rica, o a semplici ricerche online. Il viaggio è stato talmente articolato e complesso che son certo  verrebbe a noia districarvi tra le note, link, e informative. Vi posso dire che ci siamo limitati a prenotare i voli d’andata e ritorno, la prima e l’ultima notte, l’automobile per tutti e 23 i giorni (fuoristrada 4*4). Per il resto non abbiamo avuto problemi a trovare sistemazioni dignitose ogni notte, spesso utilizzando la piattaforma booking un dì per l’altro; agosto colà è bassa stagione, ‘chè l’alta va da dicembre ad aprile. Da tener comunque presente che il periodo in oggetto corrisponde grossomodo alla feriabilità europea, pertanto discreta era la presenza di turisti del Vecchio Continente.

Occhio alla gestione spese, il Costa Rica è caro.

N.B: questo brogliaccio presenta diversi contributi video; riprese effettuate con videocamera palmare molto basic e mediante smartphone, vieppiù da mano tremosa per l’emozione, pertanto il valore è solo indicativo e documentale, senza la pretesa della foggia documentaristica, ci mancherebbe; per fugare ogni presuzione in tal senso non ho apportato alcuna modifica (tagli, montaggi, stabilizzazioni) alle clips video, lasciandole ‘sì come sono state riprese, Per quanto concerne le fotografie, la fuggevolezza della fauna selvatica e la sua repentina rattitudine di movenze mi hanno indotto ad impiegare spesso la fotocamera dello smartphone (comodo, rapido, pratico) la cui qualità, specie in modalità zoom ( e non lo sapevo, disponevo dell’oggetto da una sola settimana), accusa lacune paragonata a quella della mia bella Lumix Panasonic, per contro poco maneggevole contestualmente.

 

LINK UTILI

visitcostarica.it in italiano

visitcostarica.com website ufficiale, in inglese

Rough Guides Costa Rica in inglese

Lonely Planet Costa Rica in inglese

Costa Rica Guide sito pazzesco, denso eppure chiarissimo, focalizzato in particolare sull’approccio più avventuroso, ma non solo; in inglese

La mappa del nostro viaggio, resa con qualità tecnologica di ultima generazione; in blu ho segnato il nostro itinerario, le tappe facenti capo ai siti visitati sono cerchiate e numerate in ordine cronologico e di spostamento. Si noti la bizzarra tortuosità del tracciato, apparentemente poco logico; essa corrisponde allo stato delle strade in Costa Rica, precario alquanto in termini di connettività pratica delle tappe; per cucire l’itinerario abbiamo dovuto muoverci seguendo le strade praticabili almeno da un 4×4 noleggiato, con discrete probabilità di preservarlo. P1080737 (2)

 

AGOSTO, ANNO 2017 D.C.

Di qua l’Oceano Atlantico, in foggia Mar dei Caraibi; di là l’Oceano Pacifico, ambedue muscolari e aggressivi. In mezzo una jungla tropicale inestricabile, che si spinge tale a ricoprire gibbe montuose fin quasi a quattromila metri. Dacchè prima i nativi poi i coloni v’han messo piede, va così. Questa è la ragione per cui il Costa Rica conserva poche testimonianze del passato remoto. Le civiltà precolombiane, quella mesoamericana e l’andina, vi hanno solo transitato, lasciando alle tribù locali la grama faccenda di antropizzare una plaga così inospitale. I conquistadores hanno poi sempre faticato a contenere la sempiterna verzicante invadenza delle foreste tropicali nebulari. Non vi sono pertanto siti di spiccato interesse archeologico, ‘sicchè pervenuti alla capitale San Josè, e recatici all’ostello per la notte, il dì seguente ne abbiamo soltanto passeggiato l’urbe, impazienti di recarci ad esplorare l’eoniche  testimonianze naturali del Paese. La Catedral Metropolitana…P1070572 (2)

Si respira piacevole cordialità; Pura Vida, ossia il motto dei Ticos costaricensi, che appunto grossomodo significa godersi l’attimo in armonia con l’ambiente in empatia col prossimo, senza stress o complessificazioni. “Bienvenidos, Pura Vida”; l’accoglienza saporosa pure campeggia in un cartello all’aeroporto di San Jose. Allora passeggiando c’imbattiamo in un delizioso sipario danzereccio di Cumbia in salsa boteriana…P1070580 (2)

..poichè par vi sia festa folclorica; è un piacere gustare il talento dei ballerini, che ci fanno capire la Cumbia  in un batter di tacchi….P1070576 (2)

Passeggiando perveniamo al Teatro NacionalP1070595 (2)

La via e una pittografia murale…P1070586 (2)

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Il trek urbano ci riporta verso la festa folklorica, dove gustiamo un ottimo Gallo Pinto (riso fritto e fagioli con guarnizione in carne o pesce) in modalità stradaiola, e apprezziamo un altro momento musicale danzante, questa volta in costumi tradizionali…P1070593 (2)

in quella assistiamo a un gioco di motti d’arguzia, lazzi e facezie, in rima e a botta e risposta; di volta in volta il declamante di turno  bercia “Bomba“! prima di sciorinare la sua filastrocca; l’esclamazione, tipica del registro folklorico costaricense, riveste la funzione d’innesco dei botta e risposta, quasi a licenziare il prendere parola. Compriamo due ombrelli, ‘chè il cielo polputo sembra voler sgravare d’urgenza, e usciti  dal supermarket rilascia la cateratta. Cerchiamo il Mercado Central, ma nel caos del traffico battuto da pioggia violenta zigzaghiamo tra i buchi nel bitume e le profonde scoline colme in un baleno, ‘sicchè forse sbagliamo strada e ci troviamo in un barrio diruto a laterizi ove donne, vecchi, bambini e gioventù sono intenti a farsi di sostanze in salsa varia con meticolosa cupidigia. Roridi ne abbiamo abbastanza e torniamo in ostello lentopede. Domani pigliamo la macchina e andiamo verso il verde.

Mattina soleggiata, l’auto è un bel fuoristradino 4×4 compatto; usciamo senza patemi dal traffico di San Josè dirigendoci verso l’area protetta dell’Arenal. L’Interamericana è buona strada, l’arteria d’asfalto che serve i vasi carrabili del Mesamerica. Ci sorprende la nettezza dell’ambiente che traversiamo, scevro di detriti e rifiuti, e quasi spaventa lo smargiasso strapotere della potestà vegetale, che sembra fagocitare in jungla sontuosa i pochi sparuti insediamenti di simpatiche stamberghe monofamiliari. Lasciata  la carretera principale si fanno più anguste le strade, serpiginose sui monti benchè ancora mantate di bitume. Nel paesaggio verzicante di rilievi ruminati da vacche magre perveniamo a La Fortuna, ridente cittadina con soperchio di servizi turistici; siamo ai calcagni del Vulcano Arenal, cil quale tuttavia indossa un colbacco di nembi che travisa la sezione conica. Imboccchiamo la sterrata buchi e gibbe per il Parco Nazionale, e tosto due simpatici Pizotes (Coati, procionidi locali) ci traversano la carretera…

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Un tortuoso e solitario tragitto nella jungla ci porta infine a El Castillo, il grazioso villaggio montano presso cui soggiorneremo due giorni. Quinci la vista sul Volcan Arenal infine desnudo è stupenda, malgrado l’uggia tropicale…P1070664 (2)

Facciamo due passi e pigliamo pioviggine; la plaga è pervasa d’un lucore livido che le scippa tinta e bellezza, tuttavia ci accolgono i primi Colibrì caleidoscopici malgrado il bigio ( li fotografai, ma essi sono fuggevoli e lo scatto  è brutto, penalizzato vieppiù dalla luce meschina), e una flora lisergica, rorida di bruma…P1070612 (2)

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La breve passeggiata verso il lago dell’Arenal consterà di un pazzesco Uccellario; Tucani, Parrocchetti garruli e chiassosi, pennuti culogiallo dal sound elettronico, passeriformi della Stabiloboss; in quella purtroppo mi riuscì solo di fotografare questo mesto Avvoltojo, avicolo di stazza robusta presente in gran quantità nei cieli e a ruspare nei suoli del Costa Rica…P1070623 (3)

Il paesaggio sonoro da sala giochi anni novanta prodotto dall’avifauna addenserà l’etere di psichedelia per tutto il corso del nostro viaggio, ‘sì come il cielo plumbeo e sempre incinto di piovana tropicale…P1070626 (2)

 

PARQUE NACIONAL VOLCAN ARENAL

Abbiamo dormito un paio di notti presso la simpatica venue  delle CABINAS LOS TUCANES , appunto delle cabinas (alloggiamenti per stanze ricavate in semplici ed essenziali casupole tirate su con frugalità e gusto) comode, pulite, accoglienti, con sontuosa vista lago e vulcano, fosse stato l’empireo sgombro di nebbia e gravidi nembi.

Abbiamo dedicato una giornata alla visita del Parco, approfittando di una mezza mattinata senza pioggia torrenziale, dopo la tempesta notturna. Ne abbiamo percorso i tre principali sentieri (Los Heliconias, 1km; Las Coladas, 2km; Los Tucanes, 3km). Per mancanza di tempo , meteo schifosello e fango soperchio non ci siamo avventurati lungo il Sendero Chato, considerato il più bello, lungo  e impegnativo. Tuttavia i semplici cammini pestati ci hanno introdotto senza fronzoli nel verde umidore inestricabile della foresta tropicale…P1070630 (2)

II camminamenti dell’Arenal, ‘sì come i sentieri dei Parchi più noti e frequentati, sono sempre evidenti e perlopiù ben battuti; ricavati a sfalcio di machete, in pratica non v’è modo di uscirne ad avventurarsi per via della muraglia vegetale che li astringe soffocandoli…P1070631 (2)

Segue un esempio della sconfinata vista a giro d’orizzonte, e siamo ai primi passi dal piazzale…P1070633 (2)

Eppure il paesaggio sonoro fatto di performances psichedeliche ad opera di bizzarri caleidoscopici pennuti, e le rane e le cicale a non frinire, la polputa pulsazione vegetale fagocitante regalano emozioni forti di naturalità in piena salute. Abbiamo indugiato a lungo ad  ascoltare, per travisarci nella verzura e sorprendere qualche animale d’esotica schiatta, aspettando che gli sporadici gruppetti di turisti con guida s’allontanassero. Abbiamo scelto per tutti i parchi di non avvalerci del servizio guida per fruire di maggiore indipendenza ed agilità; pare comunque che dotarsene aumenti vieppiù l’opportunità di avvistare fauna, in virtù della profonda conoscenza delle plaghe in forza agli operatori. Abbiamo invero adocchiato Tucani , gli effimeri Colibrì e vari altri pennuti culgiallo, quantunque distanti perciò non apprezzabili restituiti tramite fotografia. Ramarri d’altri pianeti e un paio di grossi tacchinimorfi vestiti a festa che non mi riuscì di fotografare. Un sacco di Formiche Tagliafoglia, (Atta columbica),  diffuse nelle zone a clima tropicale. Praticano orticoltura d’avanguardia, in quanto coltivano il micelio d’un fungo all’interno del nido, fungo che consiste nella loro principale risorsa alimentare. Le foglie servono a nutrire e meglio crescere il micelio. Un plauso alla forza straordinaria profusa da quest’insetti gagliardi. Posto qui una ripresa video dell’impresa (cliccateci su)

VIDEO: le Formiche Tagliafoglia

Flora di foggia favolesca in tali  quantità e qualità che non ci fu modo per documentarcene; questa, grossa più d’una pannocchia..dav

Quest’altra..dav

Funghi del calibro d’una Fiorentina con osso, o d’una pizza margherita spianata…bst

Rametti secchi a uso ventaglio…dav

…ed esemplari monumentali di Ceiba, albero della famiglia Bombacaceae, comune in Costa Rica e nella Mesamerica Tropicale…dav

C’imbattiamo pure in un interessante tutorial gratuito di puntocroce, offerto dal webmaster della plaga,grosso quanto una piccola mano…

VIDEO: tutorial di puntocroce

 

Talora, sui belvedere in altura fuori dall’ispida chioma del canopy giunglesco, fugaci visioni del vulcano concesse da una nebbia lattea e riluttante… P1070645 (2)

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Par di annegare nell’umidore, la strozza ne risente ‘sì come l’incedere che s’affanna. Verso fine giro, la sorpresa d’una Vipera delle Palme Cigliata (Botriechis schlegelii), altresì detta Vipera Gialla Crotalo delle Palme. Aspide di taglia picciola d’un giallore assai vivido, dal veleno mortifero. Occhieggia tranquilla dallo spallone d’un albero, un paio di metri sopra le nostre zucche, pare in siesta. Bellissima. P1070656 (3)

Soddisfatti, rientriamo. L’impatto con la jungla e con la sollazzevole aggressione ai sensi che questa wilderness agisce sui nostri, sono stati piacevoli e buon viatico per il resto dell’avventura. Domani ci spostiamo in zona Monteverde, qualche ora d’auto, benchè assai accosta in linea d’aria; tocca circuire verso ponente l’ampio bacino lacustre di Laguna Arenal. Andremo a conoscere le Foreste Nebulari.

 

RESERVA BIOLOGICA BOSQUE NUBOSO MONTEVERDE/RESERVA SANTA ELENA

Pernotto: al magnifico Rainbow Valley Lodge

Il viaggio in auto è piacevole; si divalla e si rimontano pendii montuosi vellati d’un verde pazzesco, mai visto. Talora occhieggiano campi da calcio dal manto polputo, che mettono voglia di giocare. Pochi veicoli, frinire di cicale assordante. Foreste, colli a spesse chiome di pascolo smeraldo, empireo ancora denso di nubi gravide, qualche sprazzo di sole. Passiamo qualche contrada che manco direste villaggio, e i Ticos affaccendati nei campi o a far Pura Vida sotto la veranda che protegge le deliziose policrome stamberghe monopiano. In quella ci fermiamo per un gustoso gallo pinto; purtroppo non ricordo il nome del vico. Sulla manca riposa il nostro bianco e grintoso 4×4…P1070670 (2)

P1070672 (2)Perveniamo poi alla cittadina di Canas e colà  pigliamo verso sud l‘Interamericana (Ruta 1), lucida e scorrevole, fino allo svincolo di Rancho Grande, ove pigliamo a sx (est) su asfalto dignitoso fino al borgo di Guacimal.  Quinci  la ruta si fa rude, smette i panni di bitume per indossare gli sterrati. Arranchiamo in salita col nostro gippino, talora innescando le ridotte. In cielo sfrecciano pennuti che non riesco a identificare, malgrado la passione per l’ornitologia. Paiono rondini di taglia gabbiana e di tale foggia biancastra. Arriviamo al villaggio di Monteverde, bucolico ma invero denso di movimento turistico assortito e plurilingue. Non abbiamo prenotato nulla, e la questua di vacancies ci risponde picche le più volte. Infine proviamo al Rainbow Valley Lodge, convinti che sia un po’ fuori dalla nostra portata di budget. Invece no, e il gentilissimo e molto friendly conduttore, dopo averci accolto con un caloroso Pura Vida, la Pura Vida ci offre sistemandoci in uno dei magnifici cottages palafitti della venue, immersi nella costa boscosa. Panorama mozzafiato sulla foresta nebulare, terrazzo commovente, una stanza da bagno ‘così bella che mentre la Fra si doccia può gustarsi dal finestrone a parete gli stormi di Are Scarlatte e Pappagalli Verdi che sfrecciano garruli a pochi metri. La nostra casetta, qui colta in un raro baleno di sole…P1070734 (2)

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Subito un simpatico Coato viene a curiosare proprio sotto al balcone…dig

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Saranno due giorni deliziosi, ‘sì come le notti, malgrado il tedioso maltempo.

RESERVA BOSQUE NUBOSO MONTEVERDE ; il sito web del Parco

la mappa dei sentieri

Proprio all’ingresso del Parco, in alto sui rami v’è una famigliola di Scimmie Urlatrici (Alouatta), che provo di fotografare ma meglio mi riesce di riprendere poichè non stanno ferme;

VIDEO: la Scimmia Urlatrice 

Tornando ai sentieri, mi par che li percorremmo tutti, quantunque non ricordi l’ordine con precisione; il Sendero Bosque Nuboso (1,9 km); El Camino (2km); Sendero Rio (2 km); Sendero Chomogo (1,8 km); Sendero Cascada,  Sendero ChuecaSendero Roble; forse non percorremmo il solo Sendero Pantanoso . Saliscendi continui che si perdono e si ritrovano nel rorido cuore della foresta nebulare, sempre su ottimo sedime, talora lastricati. Atmosfera d’incantagione vegetale, roba da Avatar; concerto polifonico di spessa filigrana psichedelica eseguito di migliaia di pennuti eccitati dal semplice vivere in questo gioiello verde di forza naturale. E la palpabile presenza del Genius Loci travisato in chissà quali verzicanti sembianze. Ammetto, la solitudine che ci ha tenuto compagnia per gran parte dei percorsi può avere un poco amplificato il senso di plaga incantata; certo ne abbiamo respirato a fondo l’umido potere. La cascatella…P1070686 (2)

Giochi di prestigio della Flora; anche questa grossa qual pannocchia di granturco…P1070703 (2) …Quindi ponderate le foglie…P1070705 (2)

 

La rorida e felpata magia della nebulaP1070695 (2)

Altri exploit floreali…bst

..anche in guisa d’esotiche Orchidee…bst

Piccole foglie crescono…P1070700 (3)

A un tratto c’imbattiamo in una combriccola di Ent, mentre un canto maliardo piove dalle fronde…dav

Ci salutano cordialmente, ma quest’esemplare ci racconta che Barbalbero, il Genius Loci, è fuori per commissioni verso Gondor…dav

Arriviamo alla Ventana (finestra); un poggio panoramico situato a dorso di Continental Divide: quinci è il versante Pacifico, anche dei corsi d’acqua contestualmente tributari, e colà quel che guarda verso l’Atlantico; la modalità nebulare e il meteo scorbutico però non aiutano a discernere nello scatto; fitto è fitto…dav

Ancora sotto un diluvio di berci delle scimmie urlatrici e d’uccellame attizzato perveniamo al bel ponte rosso che consente di gustare l’àmbito Canopy (il “tetto verde” della foresta pluvialtropicale) dall’alto del medesmo livello, dopo averne sostenuto l’immanenza dal basso.. P1070709 (2)

Tanta roba. Con gli occhi e lo spirito colmi di verde potente finiamo il giro, e pazienza se non abbiamo beccato Bradipi, Puma, Ocelotti e visto solo le simpatiche scimmie urlatrici, che ci hanno vieppiù tenuto compagnia berciando dall’alto del Canopy; però  notiamo un certo convulso e leggiadro movimento dell’aria presso una casupola posta accanto all’ingresso; Colibrì (Trochilidae Vigors)! Una conventicola  dei lisergici nanopennuti sciama intorno a dei posatoi contenenti acqua e zucchero, di cui questi uccelletti trochilidi, di taglia variabile tra il moscone palestrato e il passerotto svigorito, sono ghiotti. E allora è come se l’aria si scomponesse in prisma per ricomporsi a caleidoscopio…bst

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Cerco di coglierne gli effimeri movimenti d’ala…dav

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Talora dividono pacificamente il ghiotto glucosio con dei cincioni pettoruti di giallo…bst

 

VIDEO: Colibrì

Così, con questo trip di naturalissima lisergia concludiamo la nostra esperienza di Monteverde. Prima di salutarla postiamo volentieri un ricordo della bella Reserva Curi-Cancha RESERVA CURI CANCHA; il sito web   ove camminando in piena solitudine, con tanta emozione abbiamo scorto i primi Cebi Cappuccini (magnifiche scimmie) penduli e acrobanti sugli alberi; li adocchiammo poichè uno fra essi pisciò lungamente da un ramo, generando una cascatella a spruzzo e pertanto palesando la sua presenza. Preferii gustarmi l’incontro piuttosto che fotografarlo. A ricordo però dell’escursione postiamo un souvenir con una piccola Agave bst

 

PENINSULA DE NICOYA; Sàmara, Refugio Nacional de Vida Silvestre Camaronal, Reserva Natural Absoluta Cabo Blanco, Montezuma

Per un’imperizia del gestore saltò la nostra prenotazione della Cabina d’alloggiamento a Sàmara,  e  non fummo soddisfatti dell’hotel in cui trovammo ripiego, pertanto mi limito a fornirvi il link del distretto turistico di Nicoya Peninsula, ove potete trovare indicazioni contestuali, con riferimento specifico a Sàmara 

alloggiamento a Sàmara

Vi lascio altresì il link all’infoweb generale della Peninsula 

nicoyapeninsula.com

Nondimeno, vi consiglio di provare nel caso questa venue, Ahora si, condotta da Silvia, una piacevole ragazzona italiana e dal figliolo; abbiamo colà mangiato il miglior fritto di pesce di sempre, accolti deliziosamente, e la struttura dispone di simpatiche stanze a ottimi prezzi. Non vi abbiamo alloggiato solo perchè scoprimmo il posto al momento di lasciare Sàmara. Questi è il link

 AHORA SI


 

 Ci spostiamo così a ponente, per visitare la Peninsula de Nicoya. Qualche ora di viaggio in automobile, sempre lungo e piacevole per i paesaggi a vivida verzura, e finalmente vediamo l’Oceano Pacifico, malgrado il meteo ancora dispettoso. Arriviamo al pittoresco villaggio di Sàmara, e appena scesi dall’auto due Iguane dai Tubercoli (Iguana iguana) ristanno circospette sul marciapiede, quasi aspettassero una nostra mossa…bst 

Mentre pappagalli chiassosi mettono gaiezza, dei simpatici scoiattoli costaricensi codaruffa zampettano garruli…dig

..e si divertono in acrobatica modalità zipline lungo i cavi dell’alta tensione…dig

Ci buttiamo in spiaggia (bellissima); palme a boschi indugiano fin quasi al bagnasciuga, giocando nel tempo con le maree…P1070740 (2)

Piccole deliziose capanne a uso lido si susseguono a litorale, fra sabbia e palmizi…P1070737 (3)

…e tosto scatta il primo bagno nell’Oceano Pacifico, profittando del momentaneo sole…P1070735 (2)

Seguirà giornata di sollazzo e Pura Vida, passeggiando in spiaggia fra scoiattoli e berci delle scimmie urlatrici; spuntino umbrato con show di questa simpatica Gazza dal Ciuffo Golabianca dig

digL’indomani torna il meteo pessimo; passeggiamo un poco in bassa marea, ove c’imbattiamo in questo eccentrico granchio rubizzo e grossettino…P1070747 (2)

Ci pregiamo della tipica edilizia riparia dei Ticos, fatta di capanne rustiche in soperchio di jungla sulla spiaggia..P1070748 (2)

..fingiamo di gustare il tropico, sotto un cielo triste..P1070751 (2).

Ora fa freddo pure, e piove. Nel pomeriggio ci trasferiamo in auto all’accosto  Refugio Nacional de Vida Silvestre Camaronal, ove aspetteremo l’oscurità della sera per assistere alla covata delle Tartarughe Olivacee. La plaga è bellissima, selvaggia da inquietare; forse per via della piena solitudine, dell’Oceano vigoroso e del tempo che pare Scozia. In quella fortuna ci colse, ‘chè uno strepito tra i rami ci cattura l’attenzione; uno stupendo esemplare d’Ara Scarlatta (Ara macao) sta facendo merenda…P1070761 (3)

…tosto raggiunto dal /dalla compare…P1070766 (3)

Magnifici. Un metro di pennuto dai colori surreali. Si lasciano fotografare e avvicinare un poco; tirano fuori una vocalità esilarante, dei borborigmi e borbottii di dolcissima comicità. Guardarli poi spiccare il volo è come vedere Van Gogh, Pollock e Mirò che giocano a freesby con le proprie tavolozze colme…P1070763 (2)

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Passeggiamo poi a lungo in spiaggia, pienamente soli; in tutto il Costa Rica visitato non ci siamo imbattuti in una che una caletta protetta, solo Oceano di soperchio vigore che spazza e plasma i litorali sabbiosi, prendendo a sberle sonore quelli rocciosi; perdonate in questi scatti l’effetto spianata, collaterale della modalità panoramica in dotazione alla fotocamera telefonica…IMG_20170804_171952 (2)

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Col buiore assisteremo alla liberazione della schiusa tartarugica; quivi come in molte altre spiagge costaricensi volontari d’enti e associazioni per la salvaguardia ecologica raccolgono le uova deposte in sabbia dalle varie declinazioni di tartaruga; quantunque le mamme scavino la buca di protezione, facilmente gli agenti atmosferici scoprono il crogiuolo esponendo pertanto la covata, che diviene ghiotto e facile boccone dei numerosi predatori, poichè finita la covata, come vedremo poi a video, la madre torna all’Oceano. Colà vengono quindi raccolte le uova e messe in ovario a incubare; quando i cuccioli schiudono, i volontari li raccolgono e accompagnano all’istintiva, commovente e accorata corsa verso il mare. Qui una foto indicativa dei tartarughilli appena usciti; è notte, la luce  rossa è la sola che non li disturba…mde

Sono infanti di Tartaruga Bastarda Olivacea (Lepidochelys olivacea). La loro corsa convulsa e a un tempo gagliarda verso la salvifica spuma dell’Oceano sarà commovente. Dopo cerchiamo a lungo e a buio con le guide dotate di torcia rosseggiante qualche testudine puerpera, e la incontriamo! Con la netta sensazione d’arrecare disturbo (benchè le guide ci tranquillizzino sul contrario) osserviamo prima l’insabbiamento della covata poi la ripresa del mare a opera di una madre;

VIDEO: la madre insabbia la covata

VIDEO: la tartaruga puerpera riprende il mare

Bene. Fine giornata. Il tempo fa ancora schifo, ma è Tutto Molto Bello.

L’indomani ci trasferiamo lungamente per bell’itinerario fra costa e sterrati entroterra verso Montezuma, bel villaggio di foggia fricchettona che riposa sulla costa meridionale di Nicoya. Cabinas Mar Y Cielo, La nostra venue pluristellata in recensioni eppure non cara, è bellissima; http://www.montezumabeach.com/mar-y-cielo-hotel/

In ripa d’oceano, tutta in legno, fra le palme; facciamo un po’ di Pura Vida in giardino, sfruttando un break di solleino nella pioggia sempiterna…dav

…dividendo lo spazio con Iguane..dig

…un Coato, un magnifico Formichiere biondo (non son riuscito a fotografarli), gustandoci l’evoluzioni degli Scoiattoli Ticos

VIDEO: gli Scoiattoli delle palme

La località è deliziosa; passeggiamo un poco lungo la spiaggia guarnita di palme, e torniamo in contrada per un apertitivo; in quella, sulla playetta un poco difesa dalle rocce, nella malia d’un lucore pastello tropicale, scoppia un fantastico delirio di suoni canori a filigrana elettrosintetica, profuso da una folla di pennuti eccitati, su bordone fluttuante di sciabordio. Questi è una ripresa del paesaggio sonoro d’incantagione. Dicevamo par d’essere dentro una sala giochi a pieno regime dei primi novanta…

VIDEO: paesaggio sonoro di Montezuma 

Poco prima nel pomeriggio, magnifica passeggiata, benchè avara di sole con cielo bigio, lungo il selvaggio ambiente ripario; quinci la spiaggia infinita, colà foresta di palme…P1070783 (2)

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A pochi passi dal borgo, sulla playa un centro di tutela delle tartarughe marine, con la stessa mission e l’analoga metodologia/operatività di quello del Camaronal…P1070780 (2)

Buon caso volle che c’imbattessimo costì proprio al momento del rilascio dei tartarughilli verso il mare; strepitoso, commovente…dig

Uscir dall’uovo e diventare adulti con un respiro; già vi dissi della massima esposizione a ogni pericolo di questi gagliardi nanorettili neonati; non vi dissi però di qual e quanta percentuale ne ammara al sicuro, e non ve lo dirò, per via della trestizia che vi coglierebbe. Nel prossimo scatto godiamoci la meritata conquista dell’Oceano salvifico…dig

 

…e vieppiù gioiamo dell’impresa seguendola trepidanti a video…

VIDEO: la conquista dell’Oceano salvifico da parte dei tartarughilli

Trattasi ancora di Tartaruga Bastarda Olivacea (Lepidochelys olivacea). Quanto abbiamo fatto tifo ultrà per gli ultimi due cuccioli, e lo scoppio repentino di gioia che ti scuote quando vengono accolti e abbracciati dai flutti…

VIDEO: l’impresa degli ultimi

RESERVA NATURAL ABSOLUTA CABO BLANCO

La prima area protetta istituita in Costa Rica (nel 1963), su impulso d’una coppia danese/svedese d’ambientalisti (Karen Morgensen e Olof Nicolas Wessberg). Per info ulteriori e approfondimenti questo è il link specifico di Visitcostarica (in italiano)

 RESERVA NATURAL ABSOLUTA CABO BLANCO

Ambiente splendido, grande solitudine. La Jungla tropicale al sommo sfoggio di naturalità, spiagge selvatiche di farina dorata e incantagione. Due sentieri transitabili ne solcano la densità forestale, il Sendero Sueco (sentiero svedese), lungo 4,5 km che conduce alla magnifica Playa Cabo Blanco; fangoso, saliscendico, talora impegnativo per i passaggi sdruccioli e l’invadenza vegetale in radici nodose; e il Sendero Danes (sentiero danese), 2km di asola dal sentiero precedente. Li abbiamo percorsi entrambi, assieme a una coppia giovani simpatici  escursionisti d’Italia colà incontrati.  Eravamo i soli esseri umani quel dì all’interno della riserva e abbiamo preso una sbronza di naturalità che ancora ne sento i postumi.P1070792 (2)

Un ricordo/encomio dei due fautori…P1070791 (2)

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Vagolare per il sentiero ispido è stupendo. Un profluvio di canti avicoli,  berci di scimmie urlatrici, talora sùbiti fruscii nella macchia densa e strepiti forse afferenti a grossi mammiferi, che ci fanno trasalire ‘sì come certo rugghio di pasta felina che ci pare udire. E un cosmo vegetale d’almanacco favolesco. Qui ragazza e CeibaP1070796 (2)

Nel cuore della foresta, uno stormir di fronde prelude all’occhieggiare d’una masnada di Cebi Cappuccini (Cebus capucinos), simpascimmie davvero carine; i primi esemplari scorti che riusciamo a fotografare, benchè guardinghi tra i rami…P1070797 (2)

Taluni dei quali occupati a contare…dig

L’arrivo in spiaggia è roba da Isola del Tesoro. Una baia colma di mare perlaceo turchesigno che robusto eppur dolce irrora la piaggia impastata di farina biondocastana. In ammollo e a volo una combriccola di Pellicani Bruni (Pelecanus occidentalis Linnaeus, 1766), e tutto attorno una Jungla che mastica pure le rocce…P1070801 (2)

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Scatta tosto il bagno assieme ai Pellicani, invero perplessi eppure non scapparelli. Risaliamo e una simpatica Iguana dalla buccia in guisa metallica ci osserva e si blocca…dig

la plaga è meravigliosa, ‘sì come il soundscape che ne fa colonna sonora; vien da ballarne, vieppiù per il quinto minuto di sole della nostra vacanza…dav

Ora una clip video che riprende il tuffo dei Pellicani Bruni e il bellissimo loro volare.

VIDEO: il tuffo dei Pellicani Bruni

Una folla di Paguri scava e ricava nuovi domicili, freneticamente…

VIDEO: folla di Paguri

Tocca rientrare. Nella foresta c’imbatteremo nel repentino fuggi fuggi d’una comunità di Coati, coi cuccioli deliziosi a emetter sonagli esilaranti. Mannaggia per errore ho cancellato la clip video. Ai cancelli del Parco un Coato invece anziano ci si fa incontro questuando con insistenza bocconi e miche; noi però risponderemo picche, in ottemperanza alla buona pratica di non viziare la fauna selvatica…P1070805 (2)

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Bene. Cabo Blanco mi è rimasto proprio fisso nel terz’occhio. Domani lasceremo la penisola di Nicoya e ci sposteremo verso sud, lungo il litirale pacifico, destinazione Parque Nacional Manuel Antonio, e quinci per il Parque Nacional Corcovado, la punta di diamante fra i gioelli naturali tutelati del Costa Rica. Questa prima settimana è stata fitta d’emozioni e piogge torrenziali, e il meteo si prospetta in peggioramento. Tuttavia, la Pura Vida  s’è lasciata vivere dal nostro uzzolo di naturalità. Rilanciamo quindi a fior di labbra intonando il motto!

 

 

 

 

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