DOLOMITI DEL COMELICO: giorni della merla e solleone vagolando per Malga Nemes, o del Biancomelico

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Un finesettimana di dolci e acri meditazioni nivali. Lo sleddog un poco sofferto nelle piane prative imbiancate di Valgrande a Padola, delizioso villaggio alpino del Comelico Superiore, plaga dell’alto Bellunese.  Una cura di saporosa gastronomia locale con dolcenotte al delizioso agriturismo Moiè. Una passeggiata di puro sollazzo ambulatorio nel quadro bianco e incantato di scorci e foreste a raggiungere lo splendido acrocoro che ospita Malga Nemes, magnifico balcone sulla giogaia delle Dolomiti di Sesto e Auronzo. Un vero piacere, corroborato dalla generosa e squisita cucina dei malgari.

Il sapore glassè delle Dolomiti meticce.

indicazioni google maps per Padola

indicazioni google maps per Agriturismo Moiè

Agriturismo Moiè sito web

Poichè l’escursione a Malga Nemes diparte dal Passo di Monte Croce Comelico (Kreuzbergpass) ecco qui le indicazioni per raggiungere quest’ultimo

indicazioni google maps per Passo di Monte Croce Comelico

indicazioni google maps per Malga Nemes

Malga Nemes sito web

SPAZI E TEMPI: Passo di Monte Croce Comelico (1636 mt)-segnavia 131-Malga Nemes 1877 mt) ore 1.20 con calma, e tenendo conto della cinetica più lenta pestando la neve

DISLIVELLI. 250 mt circa, salita e discesa

DIFFICOLTA’: T/E (turistico/escursionistico); facile camminata su ottime mulattiere, contestualmente alla neve molto ben battute. Pendenze moderate, acclivio dolce.

CARtOGRAFIA: ho utilizzato la Carta Topografica per escursionisti TABACCO scala 1:25.000, foglio 010 “Sextener Dolomiten, Dolomiti di Sesto”.

Stralcio della mappa con tracciato in giallo il nostro percorso, invero corrispondente al segnavia 131, per convenzione stampato in rosso P1090088 (2)

 

I GIORNI DELLA MERLA, fine gennaio anno 2018 D.C.

Da tempo spingeva l’uzzolo di tornare a guidare una slitta trainata dai cani, dopo l’intensa esperienza nell’Artico Norvegese. Farlo poi nell’incantagione bianca delle Dolomiti di Comelico mi eccitava vieppiù. A coronamento poi una bella passeggiata su neve per la malga, con deliziosa sosta ristorativa; programmino interessante, molto in linea con l’andare in bianco delle meditazioni diversamente nivali. Coinvolgiamo Betta e Rosi, prenotiamo all’Agriturismo Moiè, che oltre a vantare bellissime recensioni di servizio ospita presidio e scuola di sleddog, ossia la mobilità con i cani da slitta. Il proprietario e conduttore del’agriturismo è appassionato campione di mushing (sinonimo di sleddog); assieme ai suoi fidati cagnoli  ha partecipato con successo alla mitica Finnmarksløpet sito web della manifestazione, una gara di oltre 500 km fra l’estreme plaghe artiche del Finnmark Norvegese, altopiano vestito d’algore.

Il soggiorno presso l’agriturismo è stato delizioso. L’edificio, pressochè integralmente in legno chiaro, è situato in posizione bucolica lungo la rotabile che solca i dolci prati pusterni all’ameno borgo di Padola. Servizio impeccabile, accoglienza calorosa, cortesia e uno stile amabile espresso dal conduttore dell’esercizio. Cucina eccellente, camere confortevoli, d’elegante frugalità. L’esperienza di sleddog ci ha per converso lasciati perplessi.  Confesso d’essere ipersensibile all’emotività espressa dalle bestiole, ‘sicchè m’impressiona il berciame di latrati che scuote i cani quando essi avvertono che stanno per sgambare. E pare che si tratti di pura eccitazione, d’euforia per la corsa imminente. Successe pure alla muta che conducemmo nell’Artico norvegese; guaivano e ululavano come posseduti prima della partenza, turbandoci profondamente poichè associavamo questi agiti a patimento e disagio. Poi, appena partiti, solo silenzio e corsa. Tuttavia non ci prese bene vederli defecare sgambando, solo rallentando giocoforza imbrigliati la cinetica. E’ successo anche in Comelico. Premetto che amo le bestie, e forse non sono abbastanza empatico verso l’amore che per loro provano i conduttori (non amo definirli padroni). Un affetto espresso altresì da strattonamenti, schiaffi forse strumentali al necessario contenimento per disciplinare una muta. Ammetto, ho una rappresentazione naif della salute d’un cane, che vedo provvisto di ciccia, pelo e cappottino, sdraiato comodo davanti al camino. Orbene, un poco m’han turbato la magrezza e l’agitazione convulsa delle nostre mute, i latrati e e gli agiti convulsi che hanno scosso i cani nel prolungato allestimento di circa un’ora, i piccoli incidenti occorsi durante l’escursione in slitta, frutto perlopiù di malintesi con il maestro, che forse a ragioni di sicurezza e responsabilità ha mostrato ben altro brusco cipiglio da quello gentile offerto come locandiere. Fattosta che abbiamo deciso d’interrompere a metà la nostra corsa (lui avrebbe inteso proseguire), perchè il disappunto prendeva oltremodo posto alla piacevolezza. Voglio comunque documentare con breve video la virtuale bellezza dello sleddog in Comelico. Telecamerina posta in fronte

video: sleddog in Comelico 

Qualche foto dei cagnoli; trepidazione… P1080754 (2)

Latrati, ululare ‘sì come lupi…P1080756 (2)

dolce, bella e invero claudicante, poverina…P1080763 (2)

Le nostre slitte individuali attendono d’esser provviste di muta… P1080741 (2)

Nel corso del tratto di rientro, quello restituito in video, s’è avuta e vissuta in breve intensità la sensazione d’aggraziata bellissima cinetica del mushing. Ma sarà per un’altra volta, e forse, poichè a bilancio lo strazio mi fu più pesante del sollazzo. Peccato, perchè il soggiorno a casa Moiè fu davvero per contro bellissimo, gustoso, e ci siamo sentiti coccolati.  

Ora veniamo a cose pienamente liete. Dopo la cena sontuosa, l’ottimo sonno e la robusta colazione aggraziata di torte indimenticabili, salutiamo l’agriturismo e ricomponiamo serenamente i rapporti col gestore, ieri un poco burrascosi nel corso dell’uscita coi cani. Egli fermamente non intende farci pagare il rispettivo servizio, poichè la sortita non è stata completa e s’è conclusa con chiaro nostro disappunto rispetto alle modalità di gestione. Eppure insistiamo perchè  accetti almeno una sostanziosa donazione, a riconoscimento dell’impegno comunque messo in campo e vieppiù a beneficio espressamente indicato per i cani. Pigliamo l’auto e ci rechiamo a Passo di Monte Croce Comelico (Kreuzbegpass, 1636 mt), ove parcheggiamo. La giornata è perfetta; nei colori, nella luce, nell’aria, sulla pelle. Quinci mostra  Punta dei Tre Scarperi l’elegante ceffo levantino, merlato di spuntoni; notare la densità cobalta della campitura di cielo..P1080775 (4)

Anche la Croda Rossa di Sesto (Sextener Rotwand) pretende giustamente attenzione…P1080774 (2)

…’sì come Cima Bagni e le sorelle crode che affianco le ristanno, ossia il Monte Popera sulla destra e Cima d’Ambata a manca…P1080773 (3)

..che qui sta per essere trafitta in costato da uno strale di scia chimica…P1080776 (2)

Dal Passo di Monte Croce in’ora e poco più di dolce cammino sulla nivea mulattiera battuta del segnavia 131 si merita Malga Nemes. Non si può sbagliare; il percorso è ottimamente segnalato e un filo soverchio in tal senso; pure si presta a diversi tagli e spicciatoie battute di traccia nel bosco. C’è poco da aggiungere, la passeggiata è deliziosa. Ducencinquanta metri acclivi di puro sollazzo ambulatorio…P1080779 (2)

Le segnalazioni verticali s’avvicendano…P1080780 (2)

La via sale con dolcezza costante, piacevolissima, per nulla faticosa…P1080782 (2)

….e blandamente serpiginosa rimonta la costa boschereccia, laddove a ogni tornante s’aprono scorci peculiari…P1080785 (2)

..saporosi di Biancomelico, mentre i Campanili di Popera fan le orecchie da coniglio…P1080789 (2)

Si procede in grande tranquillità sulla comoda pista…P1080786 (2)

P1080793 (2)

..potendo gustare le pingui dune nivali mentre il solleone dei giorni della merla t’abbrusca la pelle…P1080792 (2)

…laddove apri una finestra di pecci e vi s’inquadra la magnifica Croda Rossa di Sesto che indossa la cuffia da bagno…P1080794 (2)

P1080796 (2)

…pochi passi e la cava…P1080801 (2)

Che bel vagolare; la moglie e l’amiche…P1080803 (2)

indicazioni per asole diversive interessanti, a malghe bellissime…P1080805 (2)

P1080806 (2)

Poi si procede in falsopiano, nell’incanto del bosco niveo massaggiato dal sole…P1080812 (2)

mentre occhieggiano a levante le morbide Creste di Confine, con lo scaglione puntuto di Col Quaternà qui protagonista…P1080813 (2)

Gibbe di neve, campi di cielo, pecci contenti…P1080817 (2)

Poc’oltre la mezzora di cammino da Passo Monte Croce, imboccate un paio di spicciatoie battute nel bosco, si calca un bellissimo acrocoro di sapore canadense…P1080823 (2)

…da cui, volgendo a tergo lo sguardo, si ammirano i Campanili di Popera pungolare la spessa bambagia di nembi…P1080822 (2)

Controsole, un poco più a sud, Cima Bagni spicca nella campitura pastellata…P1080826 (3)

Ci si rialza pochi metri su dosso bianco, rapiti ancora dal colpo d’occhio di spalle…P1080827 (2)

Poi si riprende il piano dolcemente…P1080835 (2)

Mi fermo ancora; il terz’occhio è scippato dalle quinte panoramiche delle Dolomiti di Sesto; qui la rispettiva Croda Rossa…P1080839 (2)

Diversamente luce verso il massiccio Cima Bagni/Cima d’Ambata..P1080841 (2)

Campanili di Popera, ancora…P1080847 (2)

…e il profondo incanto del Biancomelico…P1080844 (3)

Questa magnifica prateria bianca è nota come Hochmoos (Moso Alto); la mulattiera del segnavia 131 ne solca serpiginosa il respiro, quinci piegando in dolce acclivio verso il pascolo di Malga Nemes, di cui ora occhieggia il rustico edificio; calcarne la pasta nivea è splendida meditazione pedestre…P1080850 (2)

Diverso eppure non da meno indugiare verso le Creste di Confine…P1080849 (2)

Quinci la via piega con decisione a destra (sudest) e rimonta con proverbiale dolcezza una rampa secando la costa; occhieggia ora il baitone di Malga Nemes, ormai a due passi…P1080861 (2)

Incanto bianco verso le Creste, con bucolica bicocca…P1080862 (2)

L’ultima curva…P1080867 (2)

in contemplazione di Croda Rossa e Tre Scarperi, nel sole a un tratto diafano…P1080864 (2)

Con zoomata progressiva sui Tre Scarperi, che quinci mostra i denti…P1080871 (2)

 

P1080872 (2)

Dopo circa un’ora e mezza di piacevole cammino lentopede, con soste e deviazioni suggestive, perveniamo a Malga Nemes, ove ci ristoriamo ai tavoli del piancito esterno; rapidamente arrivano canederli, tagliatelle conciate al cervo, uova speck e patate. Il tutto caldo e magnificamente saporoso malgrado l’algida brezza…dav

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La luce regala intanto contrasti d’algore ceruleo…P1080885 (2)

Consumato il pasto, conchiuso da una fetta di strudel da leggenda, ci sollazziamo un poco al sole poi pigliamo la via del ritorno. Nota di merito allo staff di Malga Nemes; sempre cortesi e gentili malgrado la massa mobile di clienti affamati, rapidi ma sempre a fior di labbra. E la cucina deliziosa. Scendiamo per piste battute che fanno asola con l’itinerario di salita , e mettono una voglia di slittino che soddisfiamo palliativamente con fanciullesche scivolate sulla pancia…P1080894 (2)

Per il resto, scenari d’incanto bianco; giorni della merla e neve ridensP1080895 (2)

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Un caro saluto al Col Quaternà, che non tradisce la schiatta vulcanica sfiatando lembi turchini…P1080925 (2)

Salutiamo caramente anche la giogaia del Popera, ora biscottata; notare un razzo che decolla ortogonale dagli speroni settentrionali..P1080926 (2)

di cui qui una scena ravvicinata…P1080928 (2)

Insomma, passeggiata deliziosa, di grande soddisfazione sotto tutti gli aspetti, favoriti da condizioni climatiche ideali. Un modo semplice, ricreativo e rilassante di gustare la neve, l’aria secca dell’inverno, i profumi stagionali un poco inibiti dall’algore, i piatti speciali di una tradizione gastronomica esuberante di sapori.

Siamo così contenti che rilanciamo per due settimane dopo in Val di Funes, per altre spettacolari  camminate bianche , corroborate dall’uzzolo frizzante delle discese in slittino. A presto quindi!

Yoyodel

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