APPENNINO BOLOGNESE (appena fuoriporta); Sentiero degli Amici al Monte Rosso di Livergnano, o delle cenge dei Sabipodi

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SCHEDA ESCURSIONE

Premessa

Altra escursione in ambito Contrafforte Pliocenico bolognese. Un amico di comunità virtuale mi suggerisce questo itinerario sconosciuto ai più e assai poco frequentato.  Simile per luogo e caratteristiche al precedentemente raccontato APPENNINO BOLOGNESE (appena fuoriporta): anello di Monte Adone con salita per la Cengia del Frate (altresì nota come “Sentiero Nando”), o del Viaz pliocenico nell’incipiente Primavera cui tosto vi rimando. Giro di grande soddisfazione che si sviluppa ad anello per le cenge che secano a metà parete lo scoglio d’arenaria di Monte Rosso a Livergnano, basso Appennino bolognese a due passi da casa, in ambiente selvaggio e ispido, con tracciato discontinuo, talora da interpretare sebbene perlopiù intuitivo.

 

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la Carta Escursionistica  “Alte valli del Sillaro, Idice, Zena e Savena, Terre dei Celti” de L’Escursionista Editore, C.A.I. Emilia Romagna, foglio 03 BO, scala 1:25000.
  • L’escursione ha inizio a Livergnano (BO), contrada del basso Appennino Bolognese, posta sulla Provinciale 65 della Futa, tra Pianoro (Comune di pertinenza) e Loiano, raggiungibile in una mezzorata d’auto da Bologna; indicazioni stradali per Livergnano ; se ben ricordo, nello specifico, una volta giunti in paese s’imbocca l’unica strada che mena verso est (a sinstra per chi proviena da Bologna, a destra per chi percorre la direzione opposta); dovrebbe trattarsi di Via di Bortignano (osservare la mappa in dettaglio di google maps allegata) purtroppo non ricordo; poche centinaia di metri dopo averla imboccata si lascia l’auto presso uno spiazzo sulla destra, in corrispondenza d’una sbarra malconcia; proprio colà si trova l’attacco del Sentiero degli Amici, contrassegnato da una scritta su un albero che ne riporta il nome su fondo arancio, esattamente in corrispondenza della sbarra; si tratta d’imboccare la mulattiera che qui diparte, perdendosi presto invero in tracce.
  •  SPAZI e TEMPI: Nota bene: avendo allungato il giro e pertanto ricucendo il Sentiero degli Amici dopo un’asola, riporto tempistiche indicative del segmento che  non abbiamo percorso (che nella sottostante scheda spazi/tempi troverete in giallo ) ma grossomodo dovrebbero corrispondere. Sottolineo vieppiù che si tratta d’un percorso “esoterico”, segnato discontinuamente da bolli rossi e ometti, e talora da interpretare
  • Livergnano 556 mt- Sentiero degli Amici- crocicchio località Casola (1.10 h); Sentiero degli Amici parte bassa-brevemente dritto-a destra sentiero 809a-attacco Sentiero degli Amici di ritorno (0.30 h ?)-Livergnano 556 mt (2 h circa)
  • TOTALE TEMPI 3.5 /4 h circa; la nostra asola d’allungamento descritta nel testo e sulla mappa comporta circa un’ora e venti ulteriore.
  • DISLIVELLI: salita/discesa non facilmente rilevabili, comunque molto contenuti, direi circa 200 mt; si tratta di viandanza orizzontale, perlopiù a modesti saliscendi
  • PUNTI D’APPOGGIO : nessuno; il paese rimane comunque sempre vicino; acqua assente, portatene.
  • cartina topografica con tracciato del percorso escursionistico: in blu il tracciato del Sentiero degli Amici, con i relativi dubbi; in giallo il nostro percorso completo, comprensivo dell’asola d’allungamento P1090196 (2)
  • DIFFICOLTA’: EE (per escursionisti esperti) ‘Sì come per il Sentiero Nando, il Sentiero degli Amici al Monte Rosso di Livergnano è un viandare orizzontale per cenge comode, talora anguste, che striano la poderosa giogaia d’arenaria del Contrafforte Pliocenico Bolognese, in questo caso la porzione di sollevamento più a oriente, verso il vicino Monte delle Formiche. Il tracciatore di questo sentiero è lo stesso appassionato vate del C.A.I. di Bologna che ha concepito il Sentiero Nando sulle cenge del Frate. La tipologia di percorso è pertanto simile; tracce perlopiù orizzontali che si snodano in grembo alle pareti sedimentarie, secandole a metà. La segnaletica è discontinua, spesso faceta e divertente tramite ometti e lazzi simpatici, un tantino esoterica quanto il percorso che contrassegna. Per contro il dislivello è assai contenuto. La via presenta diversi tratti un poco esposti, liberi d’attrezzature. L’esposizione è a piombo solo in brevi segmenti, laddove s’acuisce per via del restringimento di sedime, ma occorre procedere sempre con la dovuta concentrazione per via del fondo spesso inclinato e soprattutto ricoperto da uno strato croccante di foglie secche di carpino, che possono rendere l’incedere scivoloso perciò delicato (contingenza forse acuita dalla stagione medio primaverile). Non mancano però alberi cui appigliarsi e appoggiarsi per procedere più sereni, salvo che per i passaggi di cengia del tratto di ritorno, esposti sulla Val di Zena e Sadurano, che presentano restringimenti, offrono il solo appoggio verticale della nuda parete screziata e oppongono un fondo più scabroso e sabbioso (perciò le ho mentovate “Cenge dei Sabipodi, vedi testo). Un paio di traversi delicati presentano corde tese da sfruttare ( i soli tratti “attrezzati”). Si devono superare sbalzi e dislivelli che oppongono passi di facile arrampicata, direi sul I-I superiore, perlopiù non esposti e spesso provvisti di alberi e arboscelli che ne facilitano il superamento. La vera difficoltà sta nel “tenere” lo sviluppo della via laddove le segnalazioni scarseggiano, in particolare verso la conclusione della “parte bassa” di sentiero. Forse noi le abbiamo perse, ma nel caso l’intuito del buon escursionista può bastare a ricucire i segmenti, sempre accompagnato dal buon senso poichè si vagola comunque in terreno scomodo che solca le scarpate ove la parete attenua la verticalità. Insomma, un percorso nel complesso non difficile, di grande soddisfazione, alla portata di buoni escursionisti dal piglio esplorativo. Un tracciato di bellissima naturalità. Requisiti per gustarsi la gita senz’affanni: senso dell’orientamento, competenza e comunque disponibilità  nell’interpretare il terreno e scegliere la via migliore quando le segnalazioni si fanno precarie e/o ambigue le tracce, non patire oltremodo il vuoto e/o le vertigini, pertanto piede fermo e passo sicuro.

Caratteristiche della plaga: Siamo nell’ambito della Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico, area di pregio ambientale e biodiversità così vicina a Bologna e a limitrofe zone densamente antropizzate, eppure  piacevolmente selvaggia. Durante il Pliocene (5-2 milioni di anni fa) le arenarie delle pareti rocciose si sono depositate sul fondo dell’antico mare, perciò ivi sono presenti testimonianze fossili importanti, plaghe rocciose articolate in rupi, pareti, torrioni e grotte. L’ambito si pregia di rara avifauna, in particolare i rapaci rupicoli tra cui il Falco Pellegrino, ungulati a Cervi Caprioli e Cinghiali. Nondimeno la flora sfoggia mille soggetti d’interesse tra cui piante mediterranee, la quercia e le sue declinazioni, faggi, agrifogli, e tanti altri. Paesaggio naturale e rurale ben integrati.

Fine aprile, A.D. 2017 

Giornata soleggiata di piena primavera. Mezzoretta scarsa d’auto e siamo a Livergnano. Il borgo consiste in due file di caseggiati che bordano la statale della Futa, addossati alle gibbe d’arenaria del Contrafforte Pliocenico. A un dipresso del centro due carreggiate staccano a destra e a manca; provenendo da Bologna, noi pigliamo quest’ultima e ne seguiamo la salita per circa mezzo km, ove il manto smette l’asfalto e si fa di ghiaia. Quivi parcheggiamo l’auto presso uno spiazzo sulla destra, proprio in corrispondenza all’attacco del Sentiero degli Amici, distinto da una sbarra che osteggia l’accesso a una mulattiera, e colà indicato da una pittura su arboscello che lo nomina…P1060709 (2)

P1060710 (2)

La traccia, evidente e naturale, calca subito il ballatoio pliocenico d’una larga cengia panoramica, fuor di bosco appena; qui una retrospettiva dei primi passi..P1060711 (2)

e l’ampio colpo d’occhio verso il verzicante mezzogiorno…P1060712 (2)

Indugia poi piacevolmente nella stessa guisa; comoda, logica, soleggiata…P1060713 (2)

…e talvolta cambia il sedime in terra sabbiosa laddove il sentiero serpeggia fra cespi e ginestre  olezzanti di primavera…P1060714 (2)

poi torna il fondo roccioso e talvolta ristretta e inclinata la sede; tuttavia l’esposizione ancora non impensierisce…P1060716 (2)

E’ davvero bello questo selvatico cammino che in dolce acclivio alterna tratti umbrati nel bosco e passaggi assolati su banca rocciosa…P1060717 (2)

Altra peculiarità di questa via consiste nella simpatica provvisione di ometti, composti dalle tipiche sasse locali ruminate dall’arenaria…P1060720 (2)

Presto però alcuni brevi tratti s’affacciano schietti sul dirupo, e richiedono attenzione per il terreno un poco insidioso d’arenaria inerbita…P1060728 (2)

Laddove il cammino è sbarrato da salti impraticabili prende a salire a manca per gradini terrosi…P1060732 (2)

..che in breve depositano al sommo d’un poggio panoramico, affacciato su campi verzicanti, donde si può intuire, ancora ignari, lo sviluppo (grossomodo) del percorso, in andata e ritorno, lungo le frondose cenge plioceniche; siamo a circa 20 minuti dalla partenza…P1060734 (3)

Quinci la traccia cala per serpentine al campo visibile nello scatto precedente, poi si fa tratturo e lo cinge al margine superno…P1060737 (2)

…poi un bollo rosso pittato su palo invita a staccare dalla cavedagna per infilare di nuovo il bosco…P1060739 (2)

..riprende così la traccia solcando un ambito simile al precedente; bolli rossi e ometti guidano sul sedime in arbusteto…P1060740 (2)

…e su comode assolate banche d’arenaria, nell’effluvio di ginestre…P1060743 (2)

Quantunque agevole, il cammino talvolta si restringe presentando passaggi un poco esposti, ‘sicchè occorre badare a dove si mettono i piedi…P1060745 (2)

Uno sguardo retrospettivo all’appiccato ambito rupestre che si va calcando…P1060746 (2)

Segue ora un tratto a pie’ di rupe, che ricalca uno zoccolo intermedio; in quella offrono le rocce sedimentarie la foggia più curiosa…P1060747 (2)

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..spettinata di roverelle…P1060750 (2)

…Segnaletica verticale in guisa orizzontale…P1060752 (2)

…e ometti composti con facezia…P1060753 (2)

Quinci si alternano strappi nel bosco a tratti soleggiati a belvedere…P1060755 (2)

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..che talvolta presentano passi un poco esposti; attenzione…P1060761 (2)

retrospettiva del suggestivo passaggio rupestre..P1060763 (2)

…e la prospettiva…P1060764 (2)

Si fa lo struscio con la parete, che offre spaccati della sua peculiare guarnizione di sasse…P1060768 (2)

…e di semiotica fra il mistico e il divertente…P1060769 (2)

La sede ambulatoria rimane perlopiù larga, ma spesso piuttosto inclinata e ricoperta di fogliame secco che può rendere  la progressione un poco insidiosa; in quella occorre prestare attenzione, poichè una scivolata scomposta porterebbe assai vicino il ciglio del burrone sottostante…P1060772 (2).JPG

La plaga è suggestiva; si procede in petto al contrafforte, su traccia selvatica in ambito rupestre; qui una retrospettiva indicativa…P1060782 (2)

Numerosi gli affacci panoramici rivolti a mezzodì…P1060775 (2)

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Si esce poi al sommo d’uno sprone ove il bosco si fa più rado; la traccia ne calca la capoccia e la saliscende; a manca riposa obliquo un campo…P1060786 (2)

A destra (est) Monte delle Formiche troneggia vestito da fitto vello silvestre; i suoi bastioni segnano il capo levantino del Contrafforte Pliocenico…P1060791 (2)

Indugia la traccia in discesa fra le roverelle…P1060792 (2)

…finchè meritiamo lo spalto che guarda Casola, corcevia di sentieri; siamo in cammino da un’orata buona…P1060795 (2)

La prosecuzione del Sentiero degli Amici, ovvero del rispettivo segmento basso, asseconda in quella il segnavia 813a diretto a Zenarella/bivio per Bigallo; siccome ho memoria un po’ confusa del posto specifico, se state percorrendo il Sentiero degli Amici badate semplicemente a seguire la chiara indicazione ritratta nel prossimo scatto, molto ben evidente in loco P1060796 (2)

Pochi passi su mulattiera…P1060797 (2)

…e  troviamo questa segnaletica verticale…P1060798 (2)

Orbene, per allungare un poco il giro indugiamo sull’813a fino alla strada di fondovalle anzichè prendere a destra l’809a diretto al bivio per Bigallo, al quale verosimilmente il Sentiero degli Amici si sovrappone in assenza di indicazioni specifiche. Per l’813a raggiungiamo con piacevole passeggiata nel bosco e belle vedute la fondovalle Zena e ne risaliremo l’asfalto fino all’attacco del sentiero 809,  che giocando con le parole stacca sulla destra ben indicato e per bel bosco rimonta la falda del contrafforte allungandosi poi a manca per Sadurano poi fino a Livergnano. Per intercettare la parte bassa del Sentiero degli Amici noi imboccheremo a destra la  bretella di sentiero con segnavia 809a- T5V laddove l’809 si biforca in guisa di T. La scelta fu intuitiva e azzeccata, poichè dopo una breve risalita in direzione ritrosa rispetto al naturale andamento dell’anello, cogliamo sulla sinistra un paio di sbiadite segnalazioni a vernice rossa su rami pencoli, del tutto assimilabili a quelle afferenti al Sentiero degli Amici; queste invitano a imboccare una traccia larga ma trascurata che s’inoltra nel bosco a sud sud, ossia nuovamente verso la falda del Contrafforte. Occhio, affinare lo sguardo per coglierle..P1060845 (3)

..ancora messaggistica peculiare…P1060846 (2)

NOTA BENE: poco dopo il  crocevia di Casola il Sentiero degli Amici verosimilmente si sovrappone al segnavia 809a-T5V che ora stiamo percorrendo in senso opposto; chi lo imboccasse nel verso “giusto” e lineare troverebbe queste indicazioni più in ceffo e facilmente, senza doversi guardare attorno, quantunque siano deboli e travisate dalla verzura della plaga.

Appena entrato il bosco ci accolgono arbori stupefatti di spettrale allegria… P1060850 (3)

Rapidamente la traccia volge a destra (ovest) per assecondare l’andamento del Contrafforte su sedime terroso ancora  sentiero che via via volge a cengia; qui una retrospettiva…P1060851 (3)

…e un colpo d’occhio in avanti; quinci la Fra si stufa delle mie soste fotografiche perciò mi sottrae la macchina e penserà lei a scattare; troverete le foto in modalità verticale, e con me quale insolito modello; Il tappeto di foglie cadute ai carpini rende spesso scivoloso l’incedere, già un poco brigoso per via del fondo a terrosabbia; fin qui non è un problema, poichè l’esposizione è ancora nulla o blanda……P1060855 (2)

Sbuchiamo su una banca più ampia; la traccia è ora intuitiva e naturale, anche senza segnalazioni…P1060856 (3)

Stiamo calcando una svasatura pencola nel bel mezzo della parete del Contrafforte, da cui s’apre a mezzogiorno il panorama con primi piani di ginestre fiorite…P1060857 (3)

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La via è obbligata, inequivocabile; si percorre ora una cengia stretta, talvolta esposta sul dirupo che piomba spettinato verso la strada di fondovalle, in ambiente integro, ispido, suggestivo; viene buono appoggiarsi alla parete d’arenaria…P1060865 (3)

nell’assecondarne l’andamento, talora si strozza la cengia sul muro sedimentario, obbligando a movimenti peculiari…P1060868 (3)

….scusate le spalle…

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Poi tocca rimontare dritto per dritto qualche gradone con l’ausilio d’arboscelli, per cucire i tratti di cengia percorribili, mentre tornano i segni; i passaggi, di pochi metri, li direste di I grado superiore…P1060876 (3)

Ancora piani intermedi…P1060882 (3)

..e muretti di di giungla d’Appennino a bosco fogliato e sdrucciolevole, ove ci s’aiuta con l’arbusti…P1060884 (3)

Sbuchiamo al piano superiore, ove torna la cengia, talora molto esigua e inclinata…P1060888 (3)

A un tratto udiamo il grido del Falco Pellegrino! Ci stanno volando sulla testa, un poco allertati dal nostro passaggio; sono bellissimi. Siamo sospesi nel grembo verticale della falesia, ovvero sull’uscio di casa loro, e di pellegrini che non sian falchi di qui ne passano pochi assai o forse mai, pertanto è comprensibile la loro sorpresa…P1060889 (3)

Questi è il tratto più selvaggio e spettacolare dell’intero percorso; la cengia bellissima si allunga stretta e rasente la verticacia dell’arenaria, a picco sulla scarpata sottostante. Il segmento è semplice, tuttavia presenta passaggi delicati, per via del sedime precario e angusto e per l’esposizione più severa di qualche affaccio in corrispondenza di restringimenti…P1060892 (5)

Poi l’incedere torna in breve più sereno, ma d’affrontare comunque con la dovuta concentrazione…P1060896 (2)

La Fra si ferma un istante, alza gli occhi e fotografa l’alloggio dei Pellegrini situato nel condominio di falesia…P1060899 (3)

Girato uno sperone ci aspetta un susseguente tratto di cengia spettacolare; in quella ripiglio possesso della mia fotocamera, e il formato ritorna quadrato. Qui un colpo d’occhio sul passaggio che ci attende; la plaga è ispida, verticale, satura di selvatichezza…P1060900 (4)

…e io ritraggo la mia sposa mentre la calca in grande stile; anche qui preocedere con attenzione, il tratto è scabrosello perciò delicato, con fondo precario e l’esposizione che non perdona…P1060902 (4)

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Dopo il breve tratto ristretto s’allarga la cengia di nuovo e consente di tirare il fiato. Nel prossimo scatto è chiaro il perchè ho nominato questi cammini sospesi Cenge dei Sabipodi, sempre che conosciate la versione cinematografica della saga di Guerre Stellari (Star Wars); nel primo episodio cronologicamente inteso per la cinematografia compaiono questi personaggi bizzarri che abitano il deserto terrosabbioso del fantomatico pianeta; vestiti di stracci e malepezze, nomadi bercianti e predoni, la tribù dei Sabipodi deve il nome composto e derivativo al fatto di ristare su piedi adusi alla sabbia desrtica. E questa plaga del Contrafforte Pliocenico ben si presta a una simile associazione fantasiosa per via della pasta rocciosa d’arenaria, tale da farmi pensare d’essere abitata da esseri di quella schiatta…P1060904 (3)

Oltre lo slargo la cengia sfila in falsopiano e torna stretta per altro breve segmento,  di facile percorrenza tuttavia da calcare sempre con attenzione…P1060905 (2)

Poi s’inclina il sedime, laddove però s’attenua l’esposizione alquanto…P1060908 (3)

Doppiato lo sperone visibile nello scatto precedente la cengia s’esaurisce in parete ‘sicchè la traccia, quinci ribollata in rosso sbiadente, piglia di petto la muraglia sabbiosa – comunque abbastanza appoggiata – e la rimonta via sbalzi a roccette che comportano facili e brevi passaggi continui di I grado…P1060910 (3)

…interrotti da più riposanti ammezzati spioventi…P1060911 (3)

…e ulteriori sequenze di paretine, superabili con facile arrampicata quantunque faticosa, in esposizione invero assai blanda…P1060912 (3)

Il tratto è divertente ma non dà tregua; arrivano gli alberi a dare una mano..P1060914 (3)

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All’angusto ammezzato superiore troviamo altre simpatiche facezie segnaletiche…P1060917 (3)

Poi di nuovo su a rimontare muretti gradinati di I grado…P1060920 (2)

…fino a un suggestivo ballatoio cengiato più ampio, confitto di esili roverelle; lo si percorre brevemente a sinistra in piano (ovest)…P1060921 (2)

…con spunti di riflessione…P1060924 (2)

…fino all’ennesimo sbalzo da rimontare a fatica…P1060925 (2)

Segue poi, nella medesima direzione, un traverso servito di corde tirate un poco lasche lequali agevolano il passaggio reso delicato dal fondo inclinato, malfermo pergiunta ricoperto di fogliame secco che lo rende sdrucciolevole, pendulo sullo scabroso dirupo sottostante…P1060926 (3)

P1060927 (2)

Oltre il passaggio tocca di nuovo ravanare sul I grado di scaglie inerbite…P1060928 (2)

Quinci perdiamo un poco le tracce, che si fanno rade, confuse mentre scompaiono le segnalazioni a minio e gli ometti; ristiamo a tre quarti della parete di Contrafforte in altezza, penduli nelle svasature spioventi. Convinti d’essere prossimi al riaggancio col percorso alto del Sentiero, intuitivamente ravaniamo in su, e perveniamo brevemente al sommo della giogaia sedimentaria, ove in effetti ritroviamo segnalazioni, quantunque sbiadite. Sono trascorsi circa tre quarti d’ora dall’imbocco del segmento basso del Sentiero degli Amici. Sostiamo per il panino e finalmente possiamo indugiare con lo sguardo verso lo spazio aperto a mezzodì…P1060931 (2)

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Ripigliamo il cammino, seguendo a manca (sinistra, ovest) deboli tracce sul crinale, che  scorrono sopra al sistema di cenge calcato in mattinata. Ripropongo qui lo scatto già postato; stiamo percorrendo le banche sommitali; il tracciato inferiore corrisponde a quello dell’andata…P1060734 (3)

Evidentemente, nel viandare lungo la “parte bassa” del sentiero, abbiamo intersecato, non scorto e superato la superna “parte alta”, poichè a quest’ultima invero stiamo vagolando sopra. Nel prossimo scatto il controcampo di quello appena ripostato; orbene si tratta di tangenziare l’ampio coltivo, stavolta forse da basso, per ricucirsi al segmento inziale; almeno le deboli tracce portano a calare gradualmente verso questa prospettiva…P1060940 (2)

La gradualità rattamente precipita nel bosco acclive, mentre occhieggiano di nuovo sbiaditi segni arancioidi sugli arboscelli, poi tosto si perdono ‘sì come le tracce. Intuitivamente caliamo verso la base della scarpata boschiva, visibile tra le fronde e corrispondente al campo inclinato punto di riferimento. La raggiungiamo in assenza di segnalazioni tuttavia senza particolari problemi e la scontorniamo da basso verso ovest (a manca), ossia nell’opposta direzione tenuta in andata. Nel prossimo scatto è visibile il margine acclive calcato appunto in mattinata…P1060944 (2)

Raggiunto l’angolo del coltivo anzichè risalirne a sinistra il margine per innestarci nel percorso d’andata scegliamo d’indugiare su bella carrareccia contadina, qui ripresa in retrospettiva P1060946 (2)

certi che corrisponda al segnavia 813a-T5V; siamo nei pressi d’una contrada che dovrebbe coincidere con la località Bortignano di SopraP1060947 (2)In effetti, benchè sprovviste di specifica numerazione, compaiono le bandierine rossobianche del CAI P1060951 (2)

Tralasciando la deviazione a destra che mena verso la contrada, insistiamo sulla carrabile che rimonta un poco la costa boscosa. Quantunque ancora senza numerazione indicata, la strada sale con dolcezza ( presentando ancora bandierine rossobianche) fino a un bivio secco; intuitivamente, senza tema di sbagliare, piglieremo a sinistra, ossia verso l’auto e Livergnano… P1060953 (2)

La carrabile pigliata piega in direzione Livergnano e scorre in dolce acclivio a margine dei coltivi…P1060952 (2)

Non dispongo di altri riferimenti cronologici, ma se ben ricordo in circa 20 minuti dall’ultimo bivio perveniamo all’auto, conchiudendo il contorto e suggestivo anello escursionistico. Bellissimo e godevole percorso di grande naturalità. Questo Contrafforte Pliocenico regala piacevoli sorprese.

Alla prossima

Yoyodel

 

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