GRAN SASSO D’ITALIA; Corno Grande dal Vallone delle Cornacchie (via comune da Prati di Tivo), o del tetto della Penisola e un ghiacciaio per cortile

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PREMESSA

Questo racconto si riferisce a un’escursione compiuta circa 7 anni fa, pertanto al presente la situazione relativa all’area in oggetto può essere un poco diversa rispetto ad allora. In primo luogo lo stato dell’arte e di salute del ghiacciaio del Calderone, attualmente ridotto a “glacieret (due placche di ghiaccio disgiunte senza movimento gravitativo)” (da wikipedia).  Inoltre risulta modificata la numerazione dei sentieri che hanno tuttavia mantenuto gli stessi percorsi. Al tempo raccoglievo immagini senza lo scopo di utilizzarle per fotoracconti escursionistici, perciò potrebbe in questo report mancare qualche scatto indicativo prezioso. Son certo però dell’immutata bellezza di queste plaghe. V’incuriosisse, il racconto in oggetto è per tema collegato al precedente GRAN SASSO D’ITALIA: anello Campo Imperatore-Sella dei Grilli-Passo del Lupo con salita a Pizzo Cefalone, o dell’incantagione d’erbaroccia tra i berci dei Camosci d’Appennino ; entrambi favellano di splendide salite compiute nell’ambito, durante una deliziosa settimana di vacanza pedestre.

 

SCHEDA ESCURSIONE
  • N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.
  • L’escursione ha inizio in località Arapietra (2012 mt) raggiungibile per cabinovia da Prati di Tivo (TE) (1450 mt), celebre località turistica della montagna teramana, in alta Val Vomano, qualche km a monte di Pietracamela. indicazioni Google Maps per Prati di Tivo
  • Poichè attualmente la cabinovia è aperta in modo discontinuo, vi lascio qui il link al sito di riferimento per accedere a informazioni in tempo reale su prezzi, giorni di apertura e orari http://www.pratiditivo.it/ 
  • E’ altresì possibile raggiungere la stazione a monte dell’Arapietra (detta della “Madonnina”) a piedi per sentiero dalla contrada di Prati di Tivo; nel caso s’andrebbero a sommare ulteriori 600 metri di dislivello ai già 900 acclivi previsti.
  • SPAZI e TEMPI: Stazione a monte della cabinovia “Madonnina” all’Arapietra (2012 mt)-sentiero 3-Passo delle Scalette -Rifugio Franchetti 2433 mt (1.10 h); sentiero 3-Sella dei Due Corni 2547 mt- a sinistra sentiero 3-Passo del Cannone 2679 mt (1h circa)-Conca degli Invalidi-innesto con via comune da Campo Imperatore-anticima-cresta-Vetta Occidentale 2912 mt ( 1 h circa)
  •   TOTALE TEMPI: 3h circa
  • DISLIVELLI: salita 900 mt. discesa 900 mt. circa;
  • PUNTI D’APPOGGIO: il bellissimo Rifugio Franchetti  ubicato in magnifica posizione panoramica su di uno spalto roccioso nell’acclive Vallon delle Cornacchie
  • Qui posto il pannello stralciato della cartina “Edizioni il Lupo”, presente sul sito web del rifugio. In giallo ho tracciato il percorso di salita/discesa Franchetti[1]
  • DIFFICOLTA’: EE (per escursionisti esperti); qualche tratto su roccette e sbalzi con passi di I grado; due brevi e semplici tratti attrezzati, rispettivamente su cengia un poco esposta e su paretina dritta di II; qualche passo in modesta esposizione su  buon terreno.
  • Caratteristiche: Questa è la via comune di salita alla Vetta Occidentale del Corno Grande (2912 mt, la più alta) per il versante settentrionale, ossia quello teramano; meno celebre e frequentata della rispettiva da Campo Imperatore del versante aquilano, ma invero direi più variegata, suggestiva e un poco più impegnativa per difficoltà. Salita di grande soddisfazione, in ambiente severo e bellissimo, del tutto franco d’alberi e con poca erba quantunque vigorosa. Perlopiù sasse, frantumi e grande calcare, in una plaga che ricorda molto l’ambito dolomitico. La via rimonta l’austero selvatico Vallone delle Cornacchie, merita la Sella dei due Corni e quinci rimonta lo spallone settentrionale del Corno Grande, ne colma l’antecima lambendo il ghiacciaio del Calderone e ne risale infine la cresta fino in vetta.  Prima buon sentiero, poi terreno più complesso e breccioso ma non troppo scomodo; due brevi e semplici tratti attrezzati aggiungono un pizzico d’avventura, con la complicità di qualche passo di facile arrampicata priva d’esposizioni particolari e talora passaggi aerei sul filo della cresta conclusiva. L’ambito di Vallon delle Cornacchie, la visione spettacolare delle Fiamme di Pietra del Corno Piccolo, la  possanza rocciosa del trino castello di vetta del Corno Grande, la simpatica plusvalenza di poter accedere con breve digressione al mitico Calderone, il ghiacciaio più meridionale d’Europa, e la faccenda di poter sedere sul punto culminante dell’Italia Peninsulare fanno di questa una Grande Salita escursionistica.

 

Primi d’agosto, A.D.2011 

Un sollevamento calcareo che scarica una parete orientale alta oltre mille metri. Una montagna titanica; il tetto peninsulare, la cima più acclive degli Appennini travisata da possente croda dolomitica. Questo è il Corno Grande, bestione roccioso del massiccio che porta il nome più schiettamente azzeccato: Gran Sasso d’Italia. qui ripreso nel suo ceffo sudorientale dall’intaglio del Vado di Corno…gran sasso agosto 2011 200 (3)

Mettiamoci anche un poco di pascolo, ‘chè in queste plaghe non manca mai un tappeto…gran sasso agosto 2011 205 (3)

Pare o non pare una Signora Croda dei Monti Pallidi? gran sasso agosto 2011 206 (2)Nell’agosto 2011 abbiamo soggiornato qualche dì a Santo Stefano di Sessanio, delizioso borgo medievale a un dipresso dall’acrocoro incantato di Campo Imperatore. Approfittammo per curiosare la zona con qualche incursione escursionistica, una delle quali è reportata in questo contenitore multimediale; per un approfondimento tematico sulle caratteristiche ambientali del comprensorio vi ci rimando qui GRAN SASSO D’ITALIA: anello Campo Imperatore-Sella dei Grilli-Passo del Lupo con salita a Pizzo Cefalone, o dell’incantagione d’erbaroccia tra i berci dei Camosci d’Appennino 

Avevo certo intenzione di salire in cima al Corno Grande, m’incuriosiva però il meno noto e frequentato itinerario che lo rimonta da Prati di Tivo, la via comune dal versante teramano. Sicchè abbiamo pigliato l’auto e ci siamo recati a Pietracamela con trasferimento lunghetto. Avendo i micetti cuccioli in appartamento a Santo Stefano di Sessanio non era cosa l’avventurarsi lungo piste malcerte o indugiare cucendo percorsi troppo lunghi, pertanto abbiamo scelto d’avvalerci della cabinovia che connette la contrada Prati di Tivo al poggio della Madonnina, riducendo il dislivello acclive di camminata a circa 900 metri. Quindi semplice modalità di ascensione andata e ritorno per una via normale, vieppiù con utilizzo d’impianti a fune. Giornata splendida, cielo di pvc turchese franco di nubi.  Smontati dalla cabinovia veniamo aggrediti da calde vampe cromatiche a forti contrasti. Il verde vira lisergico ‘sì come la volta celeste, mentre il Corno Grande (a manca) e il turgido Corno Piccolo (a destra) sfoggiano i loro bastioni; tra i due il Vallone delle Cornacchie, ove andremo a infilarci.gran sasso agosto 2011 223 (3)

Guarnisco lo scatto medesimo con il tracciato indicativo della via di salita, quinci complessivamente ponderabile; non inganni l’apparente tratto di discesa non segnato poichè nascosto da gibbe; esso va invero in falsopiano…gran sasso agosto 2011 223 (3)

Ho ricordi sfocati dell’attacco del sentiero che allora doveva essere il 153  (ora dovrebbe trattarsi del 3), ma la via è chiara e inequivocabile, poichè si tratta d’imboccare  la mulattiera che mena verso le ghiaie basali del Corno Piccolo incombente sulla capa e si dirige verso il Vallone delle Cornacchie. In breve ci troviamo a traversare su buon sedime il pendio inerbito che fascia lo zoccolo del Corno Piccolo, e rimonta infilandosi nel Vallone; l’ambiente alpestre, di grande suggestione, ricorda le plaghe dolomitiche mentre occhieggia imponente la cuspide sommitale del Corno Grande, la nostra meta…gran sasso agosto 2011 228 (3)

Il sentiero solletica i poderosi calcagni del Corno Piccolo, tumido e massiccio a dispetto dell’apposizione invalidante; frattanto il cielo quasi mette in imbarazzo per intensità cromatica…gran sasso agosto 2011 230 (2)

Superiamo uno sbalzo d’erbaroccia con ripide serpentine e meritiamo il Passo delle Scalette (2100 mt), al colmo d’una falsa sella che segna l’ingresso nel Vallone delle Cornacchie. Proseguiamo traversando a mezzacosta in falsopiano, per un tratto blandamente esposto ma su buon sedime, mantenendoci sulla sponda settentrionale del Vallone di cui a una mezzoretta dalla partenza calchiamo l’impluvio sassoso; nel prossimo scatto una retrospettiva del segmento testè percorso, con tanto di striscia turchina del Mare Adriatico a segnare l’orizzonte…gran sasso agosto 2011 232 (2)

Ora la via piega a manca (sud) fra erba e sasse in falsopiano per spostarsi sull’altro versante del Vallone, che qui oppone una strozza e uno sbalzo roccioso. Smessi i panni della stretta mulattiera, il sentiero prima serpeggia fra bellissimi massi erratici poi sbatte sul calcagno d’uno sperone roccioso strapiombante che s’oppone a guisa di muro parietale. L’ambito è saporoso di crode selvatiche…gran sasso agosto 2011 229 (2)nel prossimo scatto l’evidenza del percorso, che puntinato in giallo presenta il primo segmento attrezzato della salita. Il passaggio sfrutta il punto debole nella parete; nel cerchio due gitanti l’hanno testè superato…gran sasso agosto 2011 229 (3)

 Orbene la traccia s’appoggia su cengia ripida e ascendente, che via via si fa esposta e impegna le mani poichè appigliata. Il tratto è breve, attrezzato con funi nei passaggi più esposti , di semplice percorrenza ma non va banalizzato…gran sasso agosto 2011 234 (2)

Al colmo dello sbalzo si prosegue comodi prima sul filo dello sperone, poi laddove questo s’esaurisce la traccia indugia serpiginosa e ascendente fra detriti tondeggianti. Giunti ai margini d’un pianoro inerbito occhieggia tosto il Rifugio Franchetti, posto in bella posizione al sommo d’uno spalto roccioso…gran sasso agosto 2011 295 (2)

Quinci tocca rimontare con ripidezza smorzata dalle svolte un pendio d’erba e sasse; nel prossimo scatto il controcampo del precedente: dal rifugio verso l’impluvio la Fra mi riprende in centro immagine…OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Così, dopo un’oretta e rotti di cammino perveniamo al bel Rifugio Franchetti (2433 mt), di cui mannaggia non dispongo ricordi fotografici, se non questo pannello; noi siamo diretti al Corno Grande Vetta Occidentale, ossia la seconda indicazione partendo dall’alto…OLYMPUS DIGITAL CAMERA

La plaga è aspra, bellissima e selvaggia, nondimeno siano tanti gli escursionisti a vagolarne il paiolo petroso; di fronte s’oppone la compatta muraglia del Corno Piccolo, crogiuolo di vie d’arrampicata d’estrema difficoltà…gran sasso agosto 2011 235 (2)

Alle spalle del rifugio s’eleva meno ardito il complesso castello sommitale del Corno Grande, con le Vette Orientale, Centrale, e l’orlo del catino che ospita il mitico calderone, il ghiacciaio resistente più meridionale d’Europa…gran sasso agosto 2011 240 (3)

…e più a destra l’avancorpo della tozza piramide di Vetta Occidentale, la più acclive (ahimè in sequenza fotografica non panoramica), la nostra meta…gran sasso agosto 2011 237 (2)

Dal Franchetti una buona traccia variamente segnata di rossogiallo ( l’attuale segnavia 3) rimonta serpiginosa verso destra (ovest) il pendio sassoso che difende la Sella dei due Corni, ove occhieggiano le prime vampe rocciose delle cosiddette Fiamme di Pietra; si pregia quinci l’imponenza strutturale del Corno Piccolo…gran sasso agosto 2011 242 (2)

..zoomiamo sulla plasticità delle Fiamme…gran sasso agosto 2011 243 (2)

Il sedime della traccia, quantunque breccioso, è di buona camminabilità…gran sasso agosto 2011 246 (3)

In un quarto d’ora di rustico e magnifico ambulacro perveniamo alla Sella dei Due Corni (2547 mt); punto nevralgico dell’orografia locale, porta scorrevole fra i versanti aquilano e teramano, ombelico d’Appennino e balcone panoramico da stupefarsi; a nord, subito in ceffo, le splendide movimentate Fiamme di Pietra del Corno Piccolo…gran sasso agosto 2011 254 (3)

…a ponente la profondità di campo dell’aquilano, con il Pizzo d’Intermesoli luogotenente d’inerbita verticacia…gran sasso agosto 2011 251 (2)

A levante me che salgo, il vicino rifugio Franchetti, l’agro abruzzese e il Mare Adriatico…OLYMPUS DIGITAL CAMERA

A sud la gobba d’antecima della Vetta Occidentale, con la rampa ghiaiosa che dovremo rimontare fino alle roccette dell’avancorpo, quinci verso la depressione di Passo del Cannone (2670 mt) e da lì sulla cresta che dall’antecima mena in vetta (quest’ultima non visibile invero nel prossimo scatto, che ospita il tracciato grossomodo indicativo di quanto testè descritto)…gran sasso agosto 2011 252 (2)

Il pendio è ripido e breccioso e con fatica ma in breve perveniamo ai gradoni frantumati di roccette, laddove la traccia sfrutta i punti deboli opponendo qualche passo d’arrampicata elementare. Lo sbalzo che difende l’accesso a Passo del Cannone si presenta quale muretto dal piglio verticale; una decina di metri, la prima metà dei quali drittini poi più appoggiati, che oppongono nel complesso difficoltà sul II grado; una fune agevola vieppiù l’arrampicata…gran sasso agosto 2011 259 (2)

gran sasso agosto 2011 281 (2)

Superata la difficoltà meritiamo Passo del Cannone, così mentovato per via d’un grosso buco nella roccia poco sopra. Un’oretta di cammino dal rifugio Franchetti. Dal Passo indugiamo pochi passi diritto verso est e calchiamo l’orlo superno della Conca degli Invalidi, ove il nostro percorso confluisce nella via comune da Campo Imperatore. Si taglia ora decisi a manca (sud) e faticosamente si rimonta il ripido pendio roccioso che attacca l’anticima e quinci la cresta. Brecciame, detriti mobili, ghiaie, roccette faticose, ripide. Indicativa è la piega a 90 della Fra..gran sasso agosto 2011 261 (3).

Muretti scagliosi, caldo, fatica, e un cielo che spacca…gran sasso agosto 2011 262 (3)

Non mancano i segni, ma vanno un po’ in confusione; sostanzialmente si trattò di scegliere il percorso più confacente tra i canalini sgretoli; gran sasso agosto 2011 263 (3)

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Dopo una rimonta che pareva interminabile meritiamo finalmente l’antecima, donde appare la Vetta Occidentale, la nostra meta, difesa da una poderosa muraglia strapiombante. Ora tocca percorrere la cresta che collega i due sommi…gran sasso agosto 2011 264 (2)

Occhieggia tosto un lembo superno del simpatico Calderone, il ghiacciaio più meridionale d’Europa, invero sofferente benchè resiliente; sfoggia pure con orgoglio qualche crepa trasversale; si tratta della residua placca superiore…gran sasso agosto 2011 265 (2)

La cresta, aerea e bellissima, presenta qualche affaccio un poco esposto sul Calderone; talvolta si fa scomoda ma rimane di facile percorrenza; nel prossimo scatto il controcampo dell’immagine ripresa prima dall’antecima, ossia qui dalla cima all’ante, con un tratto della cresta…OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Un sentiero perlopiù ne calca il filo, talora interrotto da piccoli sbalzi; qui uno scatto  rubato alla discesa…gran sasso agosto 2011 277 (2)

Lungo la cresta occhieggiano le Vette Orientale e Centrale, in tutta la loro sorprendente, strepitosa imponenza petracea che par d’essere in Dolomiti…gran sasso agosto 2011 266 (2)

In breve intercettiamo il percorso che cavalca la cresta Ovest, il quale confluisce per l’ultimo strappo nella via comune; molto interessante, annotato per avventure a venire…gran sasso agosto 2011 267 (2)

Pochi minuti di rocce sfasciate e siamo in cima; due orette dal rifugio Franchetti  per un totale di circa tre dalla Madonnina. Fotosouvenir di vetta con affollamento…gran sasso agosto 2011 272 (2)

Il colpo d’occhio a giro d’orizzonte dal tetto più acclive della Penisola è stupefacente; A settentrione Corno Piccolo con agro abruzzese e Mare Adriatico…gran sasso agosto 2011 270 (2)

A levante l’acrocoro di Campo Imperatore sovrastato dalla lunga dorsale che culmina nel Monte Camicia, percorsa dal suggestivo Sentiero ferrato del Centenario, altra gita in taccuino…gran sasso agosto 2011 269 (2)

Purtroppo dimenticai quinci d’immortalare i colossi calcarei delle Vette Centrale e Orientale, troneggianti nella stessa direzione (ma li vedremo dopo, ripresi dai rispettivi calcagni). Spostiamo pertanto lo sguardo a sud, verso la calata della via Direttissima; il verzicante altipiano di Campo Pericoli, l’osservatorio e il complesso di Campo Imperatore…gran sasso agosto 2011 274 (2)

A ponente l’erbaroccia piramidale di Pizzo Cefalone, salito un paio di giorni prima, e le morbide gibbe d’Appennino…gran sasso agosto 2011 275 (2)

A nordest la conca di ghiaccio lenticolare del Calderone, con il rispettivo catino petroso che inquadra la gobba verdastra dell’Arapietra…gran sasso agosto 2011 271 (2)

..particolare dell’orrido che casca sul ghiacciaio…gran sasso agosto 2011 276 (2)

Sosta breve; tempo di scendere, ‘chè ci aspetta pure un lungo rientro in auto. Mangeremo il panino sull’orlo del Calderone, che andremo a visitare tra poco. La via di calata sarà la stessa percorsa in salita. Morderemo un poco i freni sul pendio roccioso che deposita su Conca degli Invalidi. Al Passo del Cannone sontuoso colpo d’occhio sul turgido maniero del Corno Piccolo…gran sasso agosto 2011 278 (2)

Smontiamo la paretina attrezzata a un dipresso dal passo…gran sasso agosto 2011 279 (2)

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Prima di calare sul pendio che mena per Sella dei Due Corni pigliamo a destra (a manca per chi sale) la traccia che in breve conduce al mitico ghiacciaio del Calderone…OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Eccolo, vulnerato eppure gagliardo; lenti di ghiaccio vizzo appena rivestito da un sottile strato di panna nivea, che scivolano sfinite ma tenaci verso l’inghiottitoio d’una conca  travisata da dolina sassosa. Commovente…gran sasso agosto 2011 282 (2)

gran sasso agosto 2011 283 (2)

gran sasso agosto 2011 286 (2)

…e una stupenda corona di crode possenti ne onora i fieri stenti…gran sasso agosto 2011 287 (2)

gran sasso agosto 2011 292 (3)

Ripigliamo la via del ritorno in bellissima luce meridiana, con suggestivi colpi d’occhio sul rifugio Franchetti…gran sasso agosto 2011 293 (2)

..e sui polputi pilastri rocciosi del Corno Piccolo, in quel momento picchiettati di cordate d’ardimentosi alpinisti dell’estremo…gran sasso agosto 2011 296 (2)

Nell’ombra il Vallone delle Cornacchie, in pieno sole l’Arapietra…gran sasso agosto 2011 297 (2)

l’autostrada Roma-Teramo A24 procinta d’infilarsi tra i visceri del Gran Sasso, l’agro abruzzese sullo sfondo e l’Adriatico all’infinito…gran sasso agosto 2011 300 (2)

Dall’uscita del breve tratto attrezzato in cengia occhieggia la Vetta Orientale; lo direste Appennino? gran sasso agosto 2011 301 (2)

Un ultimo sguardo dalla stazione superiore della cabinovia; l’intrigante via di salita e il ceffo imperioso del Paretone, ossia il grattacielo calcareo della Vetta Orientale, che supera i mille metri di strapiombo…gran sasso agosto 2011 302 (2)

Non trascuriamo l’eleganza eclettica e  rigonfia di roccia del  Corno Piccolo, qui ripreso nel suo ceffo settentrionale dalla stazione a valle, presso Prati di Tivo…OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Isomma; l’orgoglio del Calderone, l’ardimento delle Fiamme di Pietra, l’asprezza selvatica di Vallon delle Cornacchie, la possanza del Paretone, immanente fino a trascendere verticacia. Tinte forti per il colosso d’Appennnino, superbo maniero di roccia posto sul culmine acclive dell’Italia peninsulare, eppure accessibile tramite un’accattivante salita di grande soddisfazione. Plaghe di una bellezza struggente queste, e mi riferisco anche a quelle circostanti esplorate i giorni prima, forse meno imponenti tuttavia meno frequentate, più rustiche, selvatiche. Grande Montagna, che nulla proprio ha da invidiare alle più blasonate giogaie alpine. Per intenderci, vi lascio un colpo d’occhio vespertino sul Gran Sasso da Campo Imperatore…gran sasso agosto 2011 005 (2)

Alla prossima

Yoyodel

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