DOLOMITI, gruppo Puez/Odle; giro del Sass Putia con salita alla cima, o dell’anello con pietra preziosa

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SCHEDA ESCURSIONE 

Premessa

Nel titolo parlo d’anello, e di questo si tratta. Invero però non ricalca il classico percorso del celebrato Putiarunde, poichè ci accompagnavano due amiche poco allenate, e nel contempo volevamo salire in vetta al Sass de Putia. Il Giro del Putia classico parte dal Passo delle Erbe e colà si conclude, compiendo il periplo dell’isolato colosso dolomitico lungo i rispettivi fianchi e varcandone i versanti alla Forcella Putia e al Passo di Goma (vedi stralcio della mappa sottostante). Di norma questo facile (e splendido) tour circolare comporta 4/5 ore di comodo e placido cammino. Chi volesse aggiungere appunto all’anello il diamante, può salire in cima al Sass de Putia sommando circa tre ore al cammino, per un totale di 8. Troppe per le nostre amiche compari d’escursione, ‘sicchè per non farci mancare nulla ce la siamo presa comoda; dal Passo delle Erbe siamo saliti a Forcella Putia, ricalcando il primo quarto dell’anello. Quinci siamo saliti in vetta, ridiscesi alla forcella per deviare fuor d’anello al bellissimo Rifugio Genova, dove abbiamo cenato e passato la notte. Il dì seguente abbiamo raggiunto i lembi dell’anello senza tornare alla Forcella Putia, con tangente sentieristica. Poi confluendo nel Giro classico siamo tornati al Passo delle Erbe. Quantunque si tratti d’una interpretazione un po’ eretica e spezzata del classico Putiarunde, di fatto abbiamo compiuto il periplo della montagna, vieppiù salendone la cima senza patire fatiche oltremodo. Leggete e vi sarà più chiaro.

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta Escursioni TABACCO, foglio 030 “BRIXEN-VILLNÖSSERTAL; BRESSANONE-VAL DI FUNES” scala 1:25.000
  • Il giro parte e si conchiude al PASSO DELLE ERBE/WÜRZJOCH, valico stradale che connette la Valle di Eores (tributaria della Val d’Isarco) alla val di Longiarù, convalle di Val Badia. Siamo nell’ambito sudtirolese della provincia di Bolzano, al confine linguistico germanofono/ ladino. Indicazioni Google Maps per il Passo delle Erbe
  •  SPAZI e TEMPI: Giorno 1 Passo delle Erbe 2008 mt- sentiero 8A-Munt de Furnela 2067 mt (0.20 h circa); a destra sentiero 8A-confluenza nel sentiero 4-Forcella Putia (Peitlerscharte) 2357 mt ( 1.10 h circa); a sinistra sentiero 4B-cima del Sass Putia 2875 mt (1.30 h circa); ridiscesa in forcella (1 h circa); sentiero 4-Rifugio Genova (Schlüterhütte) 2297 mt (0.30 h)
  • TOTALE TEMPI Giorno 1 4.30 h circa
  • DISLIVELLI: salita 800 mt circa (con salita alla vetta, sennò appena 300); discesa 500 mt circa (ugualmente, altrimenti nulli)
  • Giorno 2  Rifugio Genova 2297 mt- sentiero 35- alpeggio di Vaciara 2100 mt-Passo di Goma (Gomajoch) 2111 mt ( 1.20 h circa); a sinistra sentiero 8B-Munt de Furnela 2067 mt (1 h circa); a destra sentiero 8A-Passo delle Erbe 2067 mt (0.15 h)
  • TOTALE TEMPI Giorno 2  2.40 h circa
  • DISLIVELLI: salita 100 mt circa, discesa 300 mt circa
  • PUNTI D’APPOGGIO :il bellissimo RFUGIO GENOVA/SCHLÜTERHÜTTE ; e il magnifico albergo ligneo trestelle al Passo delle Erbe ÜTIA DE BÖRZ/RIFUGIO PASSO DELLE ERBE
  • cartina topografica con tracciato del percorso escursionistico: in giallo ho evidenziato il nostro anello, che corrisponde quasi per intero al giro classico del Sass Putia (includendo la salita alla vetta); noi abbiamo fatto asola al Rifugio Genova; il segmento del tradizionale Putiarunde che non abbiamo percorso è quello puntinato, sempre in giallo P1100669 (3)
  • DIFFICOLTA’: E (per escursionisti) l’anello; gita facile e poco faticosa su ottimi sentieri e mulattiere. EEA (per escursionisti esperti, con attrezzature) la salita alla cima del Sass da Putia. Si tratta di un breve e semplice percorso abbondantemente attrezzato, ideale per pigliare confidenza con l’ambito. Rimonta un centinaio di metri di parete invero appoggiata lungo facili cenge ascendenti, canalini e pendii rocciosi, con esposizione sempre assai modesta. Un solo breve tratto verticale un poco più impegnativo (sempre ottimamente attrezzato). Il tutto, però non va banalizzato; il tipo di terreno e qualche affaccio aereo richiedono fermezza di piede e di non patire vertigini oltremodo.

Caratteristiche: Siamo nell’ambito del comprensorio dolomitico Puez/Odle, rispettivamente nel settore più settentrionale dell’omonimo Parco Naturale. Plaghe ove la forza e la grazia dei Monti Pallidi si sposano felici, regalando scenari di struggente bellezza. L’equilibrio estetico è infatti la peculiarità più rimarchevole. Colossi rocciosi dalle forme ardite ed eleganti fanno da contrappunto a distese di pascoli fiabeschi, a lor volta protetti da sontuose foreste di pecci, larici e cembri secolari. Ma la cartolina non è posticcia o artefatta, tutt’altro. Tanta di quest’armonia si deve al paesaggio culturale dei prati sapientemente falciati e dei masi bucolici. Pare quasi che la locale secolare cura del territorio abbia seguito criteri promozionali, mentre il risultato estetico di Grande Bellezza è solo il frutto plusvalente di un grande amore per la natura e il razionale, sagace e rispettoso sfruttamento della stessa. Detto questo, l’anello escursionistico del Sass da Putia è roba di grande piacevolezza;   come quello qui presentato, leggermente alternativo all’ortodosso e spezzato in due giorni per includere la salita alla cima, altrimenti conquistabile con soperchio di ore da fare in giornata. Bene. Compiere il periplo di questo superbo e isolato sollevamento roccioso comporta camminare su ottimi sentieri e comode mulattiere che indugiano nell’incantagione di acrocori verzicanti, splendidi pascoli fioriti e pettinati, con profondi e sontuosi panorami su gran parte dell’arcipelago dolomitico, in dolcissimo e sollazzevole acclivio che par sempre di pianeggiare. Solo uno strappo si fa un filo più sgarbato, quello che mena a Forcella Putia. l’omonimo Sass mostra i suoi ceffi a tuttotondo, in un graduale eppur fantasmagorico cangiare. Prima pilastro bellissimo dal severo cipiglio, poi giunonica mamma di roccia inerbita fino al simpatico panettone calcareo. Qualche ora di grande piacere ambulatorio, senza fatica, con l’uzzolo dei sensi e la pace nel cuore. Chi volesse conquistare la cima del Sass da Putia può farlo con relativa facilità (occhio però che salirlo e scenderne comporta circa tre ore da sommare nel caso all’anello, noi come detto abbiamo spezzato le fatiche in due). Dalla Forcella Putia parte un sentiero assai ben concepito, che gradualmente senza richiedere troppa lena conduce in un’oretta all’appicco roccioso cuspidale, il quale si erge per un centinaio di metri. Quinci la via è abbondantemente attrezzata, e sfrutta i punti deboli della parete lungo facili cenge ascendenti,  canalini e pendii rocciosi, fino alle dolci ghiaie sommitali. Si tratta di un breve percorso attrezzato piuttosto semplice, adatto a chi volesse prendere confidenza moderatamente con il mondo delle ferrate. Eppure presenta un passaggino bello verticale per superare un canale/camino di circa 6 metri (sempre abbondantemente attrezzato). insomma, facile sì, ma non va comunque banalizzato; richiede piede fermo e di non patire dicevamo vertigini oltremodo per via di qualche affaccio aereo, benchè l’esposizione rimanga sempre modesta. Volendo, dalla base della parete si può in pochi minuti senza patemi su comodo sentiero salire in cima all’accosto Piccolo Putia, d’un centinaio di metri più basso ma ugualmente panoramico. Per concludere, gran bel giro, con plusvalenze enogastronomiche di gran qualità  riscontrabili presso gli stessi rifugi e le varie malghe attrezzate a ristoro che s’incontrano lungo il cammino. Un anello con diamante, ma anche senza diamante è un grande gioiello.

 

Fine giugno, A.D. 2018

Eccolo lì. Dalle vivide praterie di Passo delle Erbe decolla maestoso, isolato, regale. Un titanico sollevamento polputo di roccia, tumido e bellissimo. Il Sass de Putia. Quinci pare impensabile che lo si possa conquistare con una gita di carattere escursionistico plusvalente d’un pizzico d’avventura.  Al parcheggio lasciamo l’auto e imbocchiamo subito la comoda mulattiera che ospita diversi segnavia. Noi seguiamo l’8A, diretti a Forcella Putia e alla cima dell’omonimo Sass Da (Peitlerkofel)..P1100027 (2)

Pochi minuti e tra i radi cembri s’apre una finestra; eccolo gigantesco il Sass da Putia, con il fratellino di fianco e le terre di scaglie rosseggianti diffuse in questa plaga..P1100028 (3)

Dieci minuti di mulattiera deliziosa e occhieggiano i primi lembi dell’acrocoro che porta il nome del monte. Luce intensa, profumo, bellezza…P1100032 (2)

Eccoci al Pra de Putia. Una sinfonia di roccia e prati fatati, fiori e petraie, cielo e terra. intensità e pace. Plaga d’una bellezza commovente, dentro l’incantagione…P1100037 (2)

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Il colosso Putia veglia sul suo prato e ne protegge severo la serenità. Qui la verticacia si ama con il piano, il giallore con la verzura e il turchino col minerale. Mentre l’opera umana da naturale tinge il paesaggio in culturale, facendone poesia…P1100403 (2)

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Al Pra de Putia pigliamo verso destra il sentiero 8A, per compiere l’anello in direzione ovest-est…P1100035 (2)

la mulattiera s’allunga in piano e spennella di ghiaia il bellissimo acrocoro in vista delle Odle di Eores…P1100041 (2)

…sempre coccolata verso manca dal bastione del Sass…P1100042 (2)

…fino a incontrare i primi radi cirmoli…P1100047 (2)

A mezzoretta dal bivio del Pra di Putia la mulattiera si fa sentiero, e sempre su buon sedime prende a salire con dolcezza, assecondando l’ampio contrafforte del Piccolo Putia, e lentamente infilandosi nella valletta che separa i Putia dalle giogaie di Eores; cambia frattanto il paesaggio che s’inasprisce con delicatezza e presenta nel quadro inserti di roccia…P1100063 (2)

A saliscendi raggiunge l’impluvio e lo rimonta, laddove la pista si fa più friabile e faticosa, benchè sempre ottima…P1100072 (2)

Quinci tocca lungamente risalire il valloncello, talora nell’alveo secco del rio. Qualche strappo ingentilito da vezzose fioriture…P1100075 (2)

..e perveniamo a Forcella Putia (2357 mt), arioso valico che divide i Putia dalle Odle di Eores; un’ora e mezza di cammino lentopede dalla partenza. Splendido l’affaccio a sud, verso i sottostanti alpeggi polputi di verde e le giogaie dell’Alta Badia; Cima Dieci, Sasso della Croce, Lavarella e Conturines; più lontani Pelmo e Lagazuoi…P1100077 (2)

..e più accoste, a sudovest, le misteriose schiere del Puez…P1100076 (2)

Sostiamo per il pranzo persi nel quadro bucolico che s’offre a meridione. Quinci per la cima del Putia pigliamo il marcato sentiero che un po’ verso sinistra, in leggera pendenza taglia il pendio traversando; si tratta di un segmento diversivo del segnavia 4B, contrassegnato allo stesso modo. In ogni caso non ci si sbaglia poichè la segnaletica verticale è molto chiara…P1100089 (2)

L’ottima pista prima traversa dolcemente il contrafforte…P1100093 (2)

frattanto il declivio di verdi infonde la retina di calda speranza, mentre occhieggiano a sudovest le Odle con la Furchetta e il compare Sass Rigais, felicemente alla pari nel capeggiare il gruppo…P1100095 (2)

Doppiato il morbido spigolo rimonta il sentiero con più decisione il valloncello pratile, mantenendo tuttavia un carattere dolce, uno sviluppo graduale nel piglio ascendente…P1100099 (2)

L’ottima pista sale a dolci serpentine il pendio, ‘sicchè guadagniamo dislivello con poca fatica. Talora fra una curva e l’altra ci ferimiamo a gustare lo scorcio che respira placidamente alle nostre spalle…P1100102 (2)

Dopo circa circa 40 minuti di cammino dalla forcella piega il sentiero a destra e s’infratta in un ripido canalino roccioso il cui superamento può richiedere l’ausilio delle mani per qualche passo d’elementare roccetta…P1100109 (2)

Nel prossimo scatto una retrospettiva del passaggio, in uscita dal canalino…P1100112 (2)

Ora ci troviamo sul sedime d’un pulpito panoramico; la via svolta quinci a manca e s’allunga su comodo cengione di roccia inerbita; dobbiamo raggiungere il sommo del vallone, ossia lo sbalzo pianeggiante che ospita la sella divisoria fra Sass de Putia eil rispettivo Piccolo…P1100113 (2)

Ci avviciniamo; sono ben visibili frattanto gli escursionisti cimenti sulla cuspide rocciosa del Sass, dove sono presenti le frazioni attrezzate…P1100118 (2)

Pochi minuti ancora e siamo alla sella; un’orata di cammino acclive poco faticoso da Forcella Putia; Rossella e Ilaria, un poco stanche poichè fuori allenamento desistono e s’accontenteranno dell’accosto Piccolo Putia, egualmente panoramico e facilmente raggiungibile con breve comoda camminata. La Fra solidale decide d’accompagnarle, mentre io proseguirò in solitaria per la cima del Sass. Indosso casco e imbrago. Quinci è visibile la via di salita del castello roccioso, in buona parte attrezzata; nel ricerchio due escursionisti….P1100123 (2)

Proviamo nel prossimo scatto a metterla meglio a fuoco mentre qualche soggetto attacca la prima frazione attrezzata, che rimonta con facilità una ripida cengia che direste quasi canalino ; in alto ancora in cerchio altri escursionisti…P1100124 (2)

La ferrata nel complesso è davvero semplice, adatta per chi  vuole accostare con gradualità il mondo dei percorsi attrezzati. Per agevolare ulteriormente la rimonta nell’ultimo tratto del diedrino appoggiato compaiono anche delle staffe…P1100128 (2)

La via non perde le attrezzature anche dopo aver doppiato lo spigolo; i cavi guidano serpiginosi a manca per facilitare la rimonta d’una placca gradinata  e appoggiata…P1100129 (2)

…superata la quale s’offre verso destra il primo tratto verticaleggiante della via; una rampa-cengia che volge a doppiare altro spigolo; finora l’esposizione è assai modesta, e comunque sempre ben protetta…P1100131 (2)

Segue un’altra breve rampa ghiaiosa, il cui orlo inferiore è appena un poco più esposto; mi fermo a tirare il fiato e a gustarmi il patrimonio paesaggistico alle spalle…P1100134 (2)

La rampa mena verso un muro. Una paretina verticale di pochi metri, srvita di cavo e un paio di fittoni e staffe. La si rimonta quasi sul filo dello spigolo esterno, comunque al di qua del precipizio e dentro una sorta di caminetto. Si tratta del passaggio più impegnativo, che però direi non impensierisce. Anzi, stimola una progressione intelligente alla ricerca di appigli e appoggi che non mancano, in favore della semplice trazione col cavo che si fa più faticosa, benchè ovvio nulla vieti di limitarsi a quest’ultima. Nei prossimi scatti la sequenza, con protagonisti un avventore che mi precede e due che ne calano…P1100137 (2)

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Superato il passaggio le funi guidano a una comoda zigzagosa rimonta d’una susseguente rampa rocciosa per esaurirsi alla base del pendio finale di ghiaie, ove terminano le difficoltà. Quinci gli  ometti conducono rapidamente in vetta…P1100146 (2)

Sono in cima, ad appena venti minuti dall’attacco della cuspide. Siamo in quattro a calcare la sommità, data l’ora tardivella. Il giro d’orizzonte lascia senza parole; qui verso est le bastionate quinte del Sass dla Crusc/Conturines…P1100148 (2)

Sudest, verso Valparola; occhieggiano Pelmo e Civetta mentre più accoste le schiere del Puez si godono la luce meridiana…P1100149 (2)

Continuiamo a ruotare verso ovest; Marmolada con la corazza glacionivale, il Sella, il Sassolungo…P1100150 (2)

Ravviciniamo ammirati; la Regina e il Piz Boè orgogliosi…P1100152 (2)

Anche a nordovest poi nord la vista spazia verso l’infinito, con le belle interferenze dello Stelvio, delle Alpi Venoste ed Austriache. Firmo il sodo libro di vetta, saluto gli avventori e calo, poichè non è presto e devo essere al Rifugio Genova entro le 18 tassativamente, laddove mi aspettano le mie compagne di giro. Smonto la rampa roccioghiaiosa e arrivo alle attrezzature, che  si presentano facili e comode; la calata depositerà in forcella, ben visibile nello scatto, ora occupata da tre tardivi al par mio  escursionisti…P1100155 (2)

Scendo con calma; anche il caminetto in discesa non impegna severamente. Posto qui un breve video che sintetizza il percorso…

video: sintesi calata dal Sass Putia

Uno scatto in discesa sulla rampa – cengia che deposita in forcella…P1100157 (2)

In meno di venti minuti di calata con calma sono alla base. Da lì a Forcella Putia saranno dolci visioni dolomitiche, tra il morbido pratile e lo screziato di crode…P1100166 (2)

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Giunto in forcella imbocco il segnavia 4, che in una mezzorata di delizioso traverso in falsopiano su eccellente sedime conduce al Rifugio Genova…P1100174 (2); un cammino dolce, costellato di scenografie naturali commoventi…P1100178 (2)

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..e magnifiche retrospettive sul lato femminile del Sass de Putia testè salito; è ben evidente la bella via d’ascensione alla vetta, con il buon sentiero e l’appicco finale…P1100196 (2)

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Ignorando tutte le deviazioni, una delle quali per il celebre sentiero attrezzato “GÜNTHER MESSNER STEIG” dedicato al fratello di Rheinold, pervengo al Rifugio Genova, bellissimo riparo posto in luogo incantevole, dove ritrovo le compagne d’escursione. Malgrado l’affollamento, sarà una sosta piacevole, con cena squisita e ottimo pernotto. Rifugio gestito con proverbiale cortesia e rimarchevole efficienza.

LINDOMANI

Ecco il rifugio, e il colpo d’occhio dallo spalto che lo ospita verso la sottostante Val di Funes…P1100209 (2)

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Andiamo a completare l’anello; seguiamo il segnavia 35…P1100211

…che sfila dolcemente verso est e in pochi passi raggiunge il Passo di Poma (2340 mt), salutando la Furchetta che risponde piegando il cappello…P1100213 (2)

Il segnavia indugia verso est in falsopiano; ignoriamo le deviazioni al crocicchio mentre occhieggia il Sass de Putia salito ieri…P1100214 (2)

La giornata è splendida, ‘sì come il cammino che stiamo pestando. Al successivo incrocio di segnavia insistiamo sul 35, che piega leggermente a destra…P1100217 (2)

Una retrospettiva; qui la plaga delle Odle ricorda invero il Gran Sasso e Campo Imperatore…P1100219 (2)

l’alpeggi saturi di verde vengono a un tratto spettinati da repentini movimenti in più direzioni, e il paesaggio sonoro s’arricchisce d’intensi fischi a cadenza; un drappello di simpatiche marmotte, pittosto confidenti; la sentinella ci regala posture proverbiali e una schietta prossimità…P1100238 (2)

Dopo il divertente siparietto prosegue il cammino verzicante…P1100242 (2)

…con belle viste sulle schiere del Puez…P1100240 (2)

..mentre rannuvola un poco e il sole talora si fa diafano; l’effetto però è suggestivo…P1100243 (2)

A mezzoretta di lento cammino dalla partenza perveniamo a uno spalto panoramico, da cui trionfano i verdi degli acrocori di Cialneur e Vaciara; quinci mostra il Sass da Putia il ceffo morbido e gentile del versante meridionale, quantunque troneggiando imponente…P1100253 (2)

Lascio libera di pascolare la mia tendenza nerdeggiante e vi ripropongo il tracciato di salita alla cima, zoomando un poco…P1100252 (2)

Seguiremo lungamente il nostro segnavia 35, diretti agli alpeggi di Vaciara e Goma; pochi passi declivi e presso un baitello un cartello ce lo conferma…P1100264 (2)

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il sole spare e appare, mentre in dolce discesa la via si fa mulattiera e solletica una serie di rustiche deliziose contrade fatte di bellissime bicocche…P1100265 (2)

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Si vagola dentro un ambulacro di pittorica bellezza; l’acrocoro di Cialneur è incantevole. Talora volgo le spalle per gustarmi la scena, laddove il cielo turchino svigorito di sole assume tonalità tenerissime…P1100295 (2)

..mentre a mezzodì le nubi ‘mbronciano il Pelmo…P1100293 (2)

Bello guardarsi attorno, i prati trapunti di fioriture policrome…P1100309 (2)

…ma ogni due passi sento l’uzzolo di voltarmi a compulsare foto retrospettive, per catturare i repentini cambi di luce che fanno incantagione…P1100303 (2)

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La mulattiera rimonta ora sempre dolcemente un poggio di radi cirmoli e cala verso l’alpeggio di Vaciara, servito dell’omonimo ristoro, dentro scene che rinfrancano lo spirito…P1100317 (2)

Bello frattanto pregiarsi del paesaggio culturale che arricchisce la foggia inerbita sudorientale del Sass da Putia…P1100320 (3)

..mentre innanzi, verso est butta così; il sole travisato acidifica un poco la luce…P1100321 (2)

…tuttavia regalando scorci e atmosfere fiabeschiP1100329 (2)

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Stiamo procedendo assai lentopede, impiegando così maggior tempo di quello previsto (dal Rifugio Genova a Vaciara sarebbe un’orata). Non abbiamo alcuna fretta, e ci godiamo a fondo ogni passo. Poco dopo la contrada si mantiene la mulattiera del segnavia 35  in piano, mentre a destra stacca una carrozzabile che scende verso Longiarù. In quella stiamo per doppiare il Sass da Putia, che occhieggia sempre a manca beato fra i pascoli e gli scampoli di sole…P1100331 (2)

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Quinci asseconda la mulattiera il contrafforte, e lo doppia con dolce traverso un poco ascendente…P1100337 (2)

…mentre giù a destra ci gustiamo il declivio della carrabile verso altre contrade..P1100344 (2)

Ormai siamo al Passo di Poma, ove si varca e si cambia versante; un ultimo saluto al colpo d’occhio verzicante verso il Puez..P1100341 (2)

…ed eccoci al Gomajoch (Passo di Goma), 2111 mt; qui piglieremo il segnavia 8b, diretti all’Utia Goma e al Passo delle Erbe…P1100345 (2)

La via cala ora serpiginosa nel rado bosco di cembri e larici in versante nord, offrendo del Putia un ceffo diverso..P1100351 (2)

Ignoriamo le deviazioni e caliamo sempre con moderazione traversando un ghiaione su ottimo sedime; lo scenario è un filo meno bucolico del precedente, quantunque di grande pregio…P1100353 (2)

Presto il sentiero rimette la guisa della mulattiera e indugia fra pascoli teneri, pianeggiando…P1100364 (2)

La camminata è placida e sollazzevole; incontriamo qualche baitello e  pregiamo le guise bizzarre del Putia…P1100368 (2)

Poco prima di giungere all’alpeggio di Goma tralasciamo la mulattiera che piega a destra e manteniamo il nostro segnavia 8b, che ripiglia la guisa di sentiero…P1100371 (2)

E il Putia, quinci tozzo panettone minerale, si fa ingentilire dai prati…P1100372 (2)

..e dalla bella bicocca lignea del ristoro/rifugio Goma…P1100373 (2)

Ora il cammino torna splendido e assolato e sfila  sotto la bastionata settentrionale del Sass; il giallore dei fiori s’ibrida con la verzura dei prati per un’alchimia naturale d’incantagione…P1100375 (2)

Pochi passi e il sentiero piglia la via del bosco, dribblando enormi massi erratici col toupè di soffice muschio fra bellissimi cembri monumentali. Una mezzorata e risbuchiamo sui prati di Munt de Furnela, prossimi al Pra de Putia laddove questi riprende il ceffo più blasonato, e chiudiamo così l’anello. P1100392 (2)

L’ultimo segmento di mulattiera ci riconduce al Passo delle Erbe ove riposa l’auto. Tre orette e mezza dal Rifugio Genova. Un cammino sinfonico direi, ove la musica è una pastorale di struggente bucolica. Il paesaggio naturale, di per sè già favolesco, qui risente profumatamente dell’opera culturale. I prati non sono pettinati per far bella figura, ‘sì come le baite rustiche non sono elevate lì per caso, ne’ i fiori policromi sono stati posati ad arte. Un profondo criterio di bella cultura materiale regola queste faccende, plusvalorizzando il paesaggio e traducendolo a culturale nel pieno rispetto  della sua splendida naturalità. Gran bel giro, consigliato. Ricordo che chi volesse compiere l’anello completo del Putia senza salirne la cima e altresì evitando il pernotto al Rifugio Genova (che peraltro prevede una deviazione) può cavarsi grandi soddisfazioni estetiche attravderso un placido e facile cammino di 4/5 ore con dislivelli assai moderati. Pensateci.

Alla prossima

Yoyodel

 

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