APPENNINO MODENESE; anello del Rondinaio dal Lago Santo, salito dalla Borra al Fosso e calato dalla Borra dei Porci, o dei quattro laghi in quattro passi

 

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SCHEDA ESCURSIONE
    • N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.
    • CARTOGRAFIA: Ho utilizzato la vecchia Carta dei Sentieri e Rifugi: scala 1:25000 Appennino modenese e pistoiese (Appennino toscoemiliano) EDIZIONI MULTIGRAPHIC. FIRENZE
    • SPAZI e TEMPI: Parcheggio Lago Santo 1500 mt-sentiero 519-deviazione sentiero 517 (0.30 h); a destra sentiero 517-Lago Turchino 1600 mt (0.20 h); a sinistra sentiero 517-Lago Torbido- innesto sentiero 00 (0.20 h circa); a destra sentiero 00-Borra al Fosso-Monte Rondinaio 1964 mt (1.10 h); sentiero 00-il Passetto-cresta Altaretto-Grotta Rosa-deviazione sentiero 525 ( 1.15 h); a destra sentiero 525-Borra dei Porci-Lago santo 1500 mt ( 1 h)
    • TOTALE TEMPI: 4.30 h circa
    • DISLIVELLI: salita 550 mt circa, discesa 550 mt circa, 
  • DIFFICOLTA’: EE (per escursionisti esperti); un tratto di cengia lievemente esposta comunque su buon terreno nel traverso della Borra al Fosso; altra breve cengia in modesta esposizione prima dell’Altaretto, qualche facile passo di I non esposto sull’Altaretto e sulla cresta prima della Grotta Rosa; pochi metri verticali di II (serviti però di catena) sull’aereo spigolo di Grotta Rosa, con affaccio esposto e strapiombante nell’ultima falange dello spigolo, tratti aerei ma facili nel cordone conclusivo di cresta. La calata per il sentiero che orla la Borra dei Fossi è un po’ disagevole, ripida ma di facile percorrenza, con qualche affaccio in modesta esposizione sull’orrido e su sentiero chiaro ma un poco sconnesso che semplicemente non va banalizzato. Per il resto gita facile su ottimi sentieri.
  • Caratteristiche: Quanto di meglio la plaga in oggetto può offrire in termini di paesaggio e naturalità. Si parte nel bosco di faggi, si rimontano pendii pratili, si cammina trasognati sull’acrocoro a vaccinieto e torbiera che ospita la gemma policroma di Lago Turchino, tale di nome e di fatto; si pregiano le limpide polle fiorite in roridi anemoni del Rio Tagliole, che qui nasce e gattona. Si apprezzano i vetusti circhi glaciali oraora petraie inerbite, si vianda per crinali aperti e aerei panoramici ballatoi. si rimontano e si cavalcano sul filo creste dentate con accattivanti passaggi su roccia. Il tutto sotto una campitura di cielo sempre godevole, ‘sì come il colpo d’occhio sconfinato e circolare. Valore aggiunto la simpatica faccenda dei quattro laghetti acclivi che si gustano, contrafforte per versante. Insomma una salubre intrigante gita di 4/5 ore. Anni addietro facemmo in senso opposto parte di questo giro, compiendo la traversata integrale Monte Giovo-Monte Rondinaio; v’incuriosisse saperne vieppiù, vi lascio qui il link diretto alla rispettiva relazione 
  •  APPENNINO MODENESE: traversata Monte Giovo – Rondinaio, o del viandare tra fumide spire sulla cresta del Drago Borlengo.
  • Sono bastevoli le ordinarie scorte d’acqua; la s’incontra poco dopo l’inizio in cascatella del Rio Tagliole, più su dove il Rio medesmo s’offre in polle sorgive, che quantunque limpide risentono di corrente ancora lenta e torba d’ambiente, pertanto meglio non berla se sprovvisti di filtro sanificante, ma tanto ripeto che per la relativa lunghezza del giro bastano i normali approvvigionamenti da escursione di mezza giornata. Il Rifugio Vittoria e altre strutture accoste fungono da efficiente  presidio in loco.

 

 

Primi di giugno, A.D. 2018. 

Giornata magnifica. dalla mulattiera a un dipresso del  parcheggio poco sotto al Lago Santo imbocchiamo il sentiero che ospita diversi segnavia; per un po’ il nostro sarà il 519 P1090845 (2)

Pochi passi e insistiamo ‘sì come la segnaletica; a destra la mulattiera mena in breve al Lago Santo; noi badiamo al 519 P1090846 (2)

Rapidamente siamo al primo snodo significativo; il nostro 519 lascia il tracciato 523 per Lago Baccio e stacca nel bosco a sinistra…P1090848 (2)

…per saliscenderne con piacevolezza all’ombra dei virgulti di faggio…P1090849 (2)

Venti minuti e si esce dal bosco in ambiente aperto, con vedute verzicanti sulla dorsale di Foce a Giovo…P1090850 (2)

Pochi passi e perveniamo alla deviazione per Lago turchino, segnalata in doppia guisa sulle sasse; la imbocchiamo a destra…P1090851 (2)

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Il sentiero, che ancora risente della passata copertura nivale e dell’ancora scarso passaggio d’inizio stagione, impenna brusco per zolle…P1090852 (2)

…e rimonta la ripida costa erbosa che sostiene il contrafforte, senza fronzoli, in ambiente che sapora d’alpestre…P1090855 (2)

Pervenuti al sommo dello scivolo inerbito entriamo un boschetto di faggi tarchiati; in quella vanno le indicazioni un po’ in confusione; non badiamo alla segnaletica e intuitivamente seguiamo una traccia comunque segnata che sale spingendosi nella giusta direzione (guardando la cartina)  per il Lago Turchino, dove siamo diretti; scopriremo poi cheil 517 direzione “bosco” si congiungerà poco innanzi con la pista che abbiamo imboccato…P1090856 (2)

…’sì che in breve calchiamo l’aperto acrocoro che ospita la gemma lacustre, a un’ora di cammino dalla partenza…P1090857 (2)

In un trionfo di verdi stagionali esalano la torbiera e il vaccinieto la primavera, mentre le petraie cingono le sponde allo specchio d’acqua, turchino di nome e di fatto; una miniatura saporosa degl’incanti d’appennino e a un tempo dal piglio alpestre…P1090861 (2)

Sul poggio riposa la bicocca rifugio sempre chiusa, mentre fanno da sfondo le quinte del crestone di Borra al Fosso…P1090860 (2)

…verso est,  le gigaie verzicanti della Femminamorta…P1090865 (2)

Assieme al Prataccio delle Sorgenti del Secchia nel reggiano trovo questa plaga tra le più suggestive che abbia mai visto in Appennino settentrionale. Qui un colpo d’occhio sul torrione inerbito del Rondinaio Lombardo…P1090873 (2)

…e sui cromatismi d’incantagione della pozza…P1090870 (2)

Dopo la breve sollazzevole sosta insistiamo sul 517, che qui si biforca; pigliamo il ramo a manca, diretti a Lago Torbido…P1090872 (2)

Quinci solca il sentiero in piano un bel vaccinieto e accosta le limpide polle del Rio Tagliole, che qui nasce e gattona…P1090876 (2)

Roridi ciuffi d’anemoni regalano giallore alla poesia della miniatura…P1090877 (2)

Saliamo un poco e mi volto di spalle a gustare le pennellate di verde polputo…P1090879 (2)

Nel mezzo al vaccinieto indorato spicca un basso paletto di segnalazione; insistiamo per Lago Torbido…P1090881 (2)

…lungo un bella traccia su buon sedime rispettoso del contesto…P1090882 (2)

Pochi minuti di blanda salita e pestiamo un acrocoro superno; qualche passo e calchiamo le sponde sabbiose di Lago Torbido, anch’esso di nome e di fatto; quinci occhieggia la poderosa rupicola parete nordovest del Rondinaio. Luogo alquanto suggestivo…P1090885 (2)

Rimettiamo i passi sulla pista segnata e in breve perveniamo all’innesto col sentiero di crinale 00, che piglieremo verso destra (ovest); colpo d’occhio retrospettivo sul Torbido e verso la dorsale crestosa che connette il Rondinaio all’omonimo Lombardo, qui ritratto a chiudere la schiera impennandola… P1090889 (2)

Lo 00 su blanda salita traversa in costa la dorsale di Borra al Fosso, tenendosi parallelo alla cresta soprastante…P1090894 (2)

..con belle fioriture di turgide Genzianelle…P1090895 (2)

Il sentiero raggiunge il crinale in corrispondenza d’una rispettiva depressione in guisa di larga sella, da cui si gode una bella veduta sugli acrocori dei laghetti appena calcati e sulla teoria di giogaie del modenese a nord…P1090896 (2)

…mentre la montagna pistoiese a sud fuma un poco di nembi…P1090898 (2)

…a ovest un bel colpo d’occhio sulla rispettiva cresta di roccia inerbita del Rondinaio, con tanto di cima, croce ed escursionisti al sommo. Orbene la via non rimonta detta cresta, che dovrebbe presentare passaggi naturali d’arrampicata anche non banali sul II grado,  ma si tiene sul dirupato versante sudest del Rondinaio, pendula sull’orrido di Borra al Fosso…P1090897 (2)

Infatti dalla sella seguiamo i segni piegando a sinistra, (debordando pertanto in versante toscano) su buon sedime. Pochi passi e il sentiero piglia la foggia di comoda cengia che corre in traverso tagliando la scarpata di Borra al Fosso…P1090900 (2)

Superiamo un primo canale, sempre su terreno discreto; l’affaccio un poco esposto sulla voragine della Borra chiama passo sicuro…P1090905 (2)

Doppiato il canale la cengia si restringe, quantunque su buon terreno, e presenta qualche passo un poco esposto; no problem, ma badate a dove mettete i pie’. Colpo d’occhio retrospettivo…P1090906 (2)

…e prospettico…P1090909 (2)

Superata un secondo canale la cengia torna comoda e suggestiva, calcando una bella banca inerbita e poco inclinata..P1090908 (2)

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L’esposizione del passaggio è sempre modesta, ma non va banalizzata; il fondo si mantiene buono…P1090913 (2)

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La via doppia il contrafforte poi si mette a rimontarne la dorsale verso destra (nord) con maggior ripidezza. Il sentiero lascia successivamente il posto a una traccia che agira gli spuntoni di cresta su ripide zolle e talora li supera direttamente con facili passi d’elementare arrampicata priva d’esposizione. Tratto faticoso P1090923 (2)

Qualche esempio guardato in faccia…P1090926 (2)

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La cresta torna a distendersi un poco e rattamente siamo in cima, dopo circa due ore e mezza dalla partenza. Ampio e suggestivo colpo d’occhio circolare; rapisce però strepitoso il Turchino laggiù, mentre occhieggia tra le spire…P1090932 (2)

Lasciatemi indugiare zoomando…P1090933 (2)

Uno sguardo a norovest, verso il sottano Lago Baccio e l’aerea cresta di Altaretto-Grotta Rosa-Monte Giovo, percorsa qualche anno fa e in questa piattaforma raccontata. Anche oggi ne andremo a calcare buona parte…P1090935 (2)

Altra luce, più suggestiva; una delle più intriganti cavalcate di cresta dell’Appennino settentrionale. una dorsale stupenda, elegante, selvaggia…P1090936 (2)

Mentre consumiamo il panino di vetta non riesco a mollare lo sguardo dalla magnetica gemma del Turchino…P1090937 (2)

Abbiate pazienza…P1090938 (2)

…poichè ora occhieggia pure il Monte Cimone laggiù…P1090940 (2)

La ragazza che smezza con noi la solitudine si mette in cammino. Avremo dieci minuti solinghi sulla vetta, ‘chè poi arriverà un gruppo numeroso e guidato d’accompagnatori. Ripartiamo. Quinci seguiremo lo 00 di crinale, dicevamo lungo uno dei suoi tratti più impegnativi e corruschi. Prima di giungere in vetta a Monte Giovo caleremo però a destra per la Borra al Fosso, ‘chè sennò si fa un po’ lunga rispetto ai tempi che ci siamo concessi per impegni serali. Riposto qui la magnifica cresta del Drago Borlengo; così la chiamai quando la percorremmo integralmente, in omaggio alla saporosa specialità gastronomica modenese, di cui sono ghiotto estimatore…P1090942 (2)

Caliamo dolcemente per verdi e sasse fino alla depressione del Passetto; occhieggia frattanto il Lago Torbido là sotto…P1090944 (2)

In quella ometti di pietra e vampe caliginose fanno la plaga suggestiva vieppiù…P1090945 (2)

Ignoriamo il segnavia 523 che a destra cala verso Lago Baccio e insistiamo sullo 00 di crinale; siamo sulla dorsale di confine toscoemiliano. Scende frattanto nebbia di foggia caledone…P1090949 (2)

Una prima gobba di cresta viene aggirata sulla destra (versante modenese) in comodo traverso…P1090950 (2)

Occhieggia lo specchio di Lago Baccio…P1090951 (2)

..mentre la cresta del Drago Borlengo che andremo a cavalcare sfoggia orgogliosa i profili…P1090953 (2)

Rimontiamo il primo spuntone d’erbaroccia sul percorso con facili  passi di I privi d’esposizione…P1090957 (2)

…poi scartiamo a destra con bel traverso in costa; ambiente magnifico e selvaggio…P1090959 (2)

La costa inclinata poi s’esaurisce in pilastri e scarpate a parete, laddove la sede ambulatoria si restringe a farsi bella cengia che sfila sottodenti alla cresta; passaggio alquanto suggestivo, bellissimo; certamente facile ma non va banalizzato; l’esposizione, benchè modesta, è bastevole per cacciarsi eventualmente in guai seri..P1090961 (2)

Nel prossimo scatto è ben visibile, oltre alla Fra cimenta nella salita, il dente roccioso che andremo a salire, su cui sfila una comitiva d’escursionisti…

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Lo spuntone in oggetto non presenta difficoltà di sorta; quando ne calchiamo il sommo irrompe tosto il bel torrione dell’Altaretto; è ben visibile l’ardito sentiero  che ne profila l’orlo, percorso in quella dalla comitiva…P1090965 (2)

Traccia suggestiva, che siamo procinti a salire…P1090968 (2)

Il tratto è ripido e impervio, ma non presenta particolari difficoltà nè significative esposizioni, solo un breve passaggio per superare uno sbalzo comporta un po’ di quadrumania su roccette verticali; pochi facili metri…P1090973 (2)

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Al colmo dell’Altaretto si cala facilmente a un godibilissimo tratto in piano della dorsale, con splendide vedute su Lago Baccio…P1090978 (2)

..e sullo spigolo che andiamo a rimontare con bel percorso sul filo…P1090979 (2)

La plaga sapora forte dell’Appennino più bello, e quinci si offre l’evidenza del percorso, che supera direttamente senza fronzoli tutti i salti di roccia in cresta mantenendo il filo, con passaggi di I grado invero non esposti fatta eccezione per lo spigolo più verticale che presenta pochi metri di II grado, un passo dei quali affacciato direttamente al precipizio verso Lago Baccio, laddove però uno spezzone di  catena facilita e protegge la faccenda; vedremo tra poco. In questo scatto evidenzio il segmento di rimonta; puntinato in rosso il breve tratto su spigolo verticale servito da catena…P1090980 (3)

Il primo salto roccioso; facile, tranquillo; aspettiamo con pazienza che la comitiva lo superi…P1090983 (2)

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..L’ultimo gradone è un filo più impegnativo, ma niente di che…P1090987 (2)

Pochi passi lungo la cresta erbosa più larga e appoggiata e siamo allo spigolo, affollato nella contingenza. Le guide legano a corda qualche escursionista non del tutto confidente con il passaggio, che quantunque appigliato, non difficile e non superiore al II grado (peraltro classificazione apocrifa per via della catena), si presenta verticale e affacciato improvvisamente a strapiombo in versante Lago Baccio proprio quando si sgamba per aggirarne l’ultima falange affilata; facemmo questo passaggio in discesa diversi anni fa e risultò in tal senso un poco più impegnativo…P1090990 (2)

Oltre l’ostacolo ci pregiamo di una bella vista sulla gemma del Baccio…P1090996 (2)

Tocca ora facilmente rimontare gli ultimi spuntoni di cresta con facili passi di I…P1090998 (2)

La cresta si mantiene bellissima, aerea e ora pianeggiante; pochi passi e siamo alla deviazione che c’interessa, dicevamo tralasceremo la salita al Monte Giovo e la discesa per il Passo della Boccaia, gita già compiuta in senso inverso anni or sono, in favore della calata verso destra per il sentiero 525 che orla la Borra dei Porci, mai fatto prima; nella foto vi manderà a sinistra poichè presi lo scatto dopo aver oltrepassato lo stacco; se compiete il giro nel senso descritto lo troverete a destra…P1100002 (2)

la traccia asseconda prima l’orlo dell’irta Borra dei Fossi su fondo un poco instabile; attenzione perchè una scivolata nell’orrido della Borra è meglio fare altro…P1100006 (2)

L’ambiente rimane acclive, aperto, pratile, di grande suggestione; arriviamo a quel pulpito che ospita un linzolo di neve residua…P1100010 (2)

..oltre il quale occhieggia lo specchio cobalto di Lago Santo…P1100015 (2)

Quinci la via scapicolla senza fronzoli buttandosi lungo le scomode gibbe di roccia inerbita che orlano la Borra dei Porci; talvolta smontando gli sbalzi direttamente, talaltre dribblandoli serpiginosa; tratto ripido e un tantino scomodo su fondo anche terroso, con il pregio di potersi gustare i Laghi Santo e Baccio a un tempo…P1100016 (2)

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La discesa sul contrafforte s’esaurisce presso un bel pianoro pratile; Lago Santo è sempre più vicino…P1100018 (2)

L’acrocoro concede un breve tratto in piano oltre il quale torna la discesa brusca in ambiente boscoso di faggi, su traccia ripida, scomoda e sassosa…P1100020 (2)

…che scapicolla senza fronzoli fino a Lago Santo; il tipo di terreno accidentato (comunque ben segnalato) può ricordare quello tipico del GR20 trekking in Corsica, fra sasse, cespi, sbalzi, radici e sdruccioli; nessuna difficoltà di sorta, solo tocca ponderare bene dove mettere i piedi, ‘chè si offrono diverse opportunità di moleste distorsioni…P1100023 (2)

In meno di un’ora dal crinale siamo al bellissimo specchio d’acqua e colà in pratica chiudiamo l’anello…P1100024 (2)

Meritiamo una birretta al Rifugio Vittoria poi ci rechiamo all’auto. Poco più di cinque ore d’anello escursionistico dai dislivelli contenuti, fra plaghe appenniniche tra le più belle e complete in tema di morfologia paesaggistica e pregio ambientale. Ben quattro laghi, il Turchino dei quali un vero gioiello di venustà naturale, boschi di teneri faggi, petraie da vecchi circhi glaciali, aeree creste di crinale, accattivanti passaggi su roccia, cenge panoramiche, torbiere, vaccinieti e flora di pregio. Tantissimo cielo. Davvero consigliato!

Alla prossima

 

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