DOLOMITI: tre giorni a vagolare in bianco nel Regno dei Fanes, o del canto di Dolasilla sul coro delle Anguane

Questa presentazione richiede JavaScript.

CARATTERISTICHE

Una magnifica Winterwanderweg, un vero e proprio trekking nivale ad anello di tre giorni. Il progetto iniziale prevedeva lo slittino a traino per godersi le discese su mulattiere battute, ma la neve non bastevole ci ha fatto ripiegare sulle più naif padelle sottonatica, comunque divertenti. Le mitiche Dolomiti di Fanes – che con pertinenza dir si possono leggendarie – non le avevo ancora frequentate, e la prima esperienza ne capita d’inverno, per giunta con scarso innevamento. Eppure la guisa un poco spoglia degli ambienti ha favorito un gustoso aversi di contrasti cromatici, scaturiti dallo struggimento di pecci e baranci scoperti e verdoni sull’esiguo vello nivale; manto ‘sì tenue da impolverare appena le magnifiche crode sotto cui abbiamo sfilato. Vieppiù,  l’inattesa solitudine che ci ha accompagnato nella viandanza ha reso possibile la piena degustazione del sapore selvaggio di queste plaghe, di norma piuttosto frequentate anche in quest’evo d’inverno per via dei bellissimi rifugi contestualmente aperti. Linee dolci, crode possenti ma rilassate dallo smusso erosivo, sontuosi acrocori carsici, giochi d’acqua intrappolati nel ghiaccio. E l’aura palpabile del mito ladino dei Fanes, l’arcano popolo che abitava queste contrade alpestri. La preziosa opera filologica dell’antropologo austriaco Carl Felix Wollf ha reso possibile la divulgazione di questo arcadico suggestivo retaggio culturale, a cui faccio riferimento nel titolo della presente relazione escursionistica nominando le anguane – creature mitiche quali ninfe delle acque alpestri – e Dolasilla, figlia del Re dei Fanes. Per approfondimenti e curiosità invito alla consultazione del sito http://www.ilregnodeifanes.it/

Ambito alpestre franco da impianti a fune e da infrastrutture impattanti, servito da ottimi rifugi che offrono accoglienza e riparo anche nella stagione invernale per chi volesse viandare in bianco e godere di presidi efficienti e gustosa ospitalità. Noi abbiamo pernottato al Rifugio Fanes e al Rifugio Sennes

L’escursione ha inizio in località Sant’Uberto, a pochi chilometri da Cortina d’Ampezzo lungo la SS51 D’Alemagna, poco oltre le contrade di Fiames e Podestagno, presso la piazzola parcheggio che presidia l’ingresso al Parco Naturale Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo in corrispondenza  del tornante secco che mena verso il Passo di Cimabanche.

indicazioni Google Maps per Sant’Uberto,

PUNTI D’APPOGGIO (n.b. in idioma ladino il termine il rifugio viene detto ÜCIA)

RUFUGIO FANES

RIFUGIO LAVARELLA

RIFUGIO SENNES

RIFUGIO PEDERÜ

MALGA RA STUA

 

Breve considerazione sulle scale di difficoltà escursionistiche in ambiente innevato. In Italia non esiste ancora una scala ufficiale per classificare la difficoltà degli itinerari con le racchette da neve. Il Cai si è limitato ad affiancare alla classica scala di difficoltà escursionistica (T, E, EE, EEA) la sigla EAI, che indica “escursionismo in ambiente innevato”, cui corrisponde ufficialmente questa descrizione standard: Itinerari in ambiente innevato che richiedono l’utilizzo di racchette da neve, con percorsi evidenti e riconoscibili, con facili vie di accesso, di fondo valle o in zone boschive non impervie o su crinali aperti e poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscano sicurezza di percorribilità. Orbene, il trekking su neve qui presentato corrisponde al grado FACILE di questa classificazione. Attualmente, l’unica scala di difficoltà precisa e esaustiva, pensata e realizzata appositamente per gli escursionisti invernali, è quella ideata nel 2005 dal Club alpino svizzero. il Cas ha infatti elaborato una “Scala delle difficoltà escursionistiche con racchette da neve” che unisce le difficoltà tecniche dell’escursionismo e dell’alpinismo facile con i pericoli legati alla neve. Ve lo riporto qui sotto

 GRADO  TERRENO PERICOLI  REQUISITI
WT1 Escursione facile con racchette <25° Nell’insieme piatto o poco pendente. Non ci sono pendii ripidi nelle immediate vicinanze. Nessun pericolo di valanghe. Nessun pericolo di scivolamenti o cadute esposte. Conoscenze di valanghe non necessarie.
WT2 Escursione con racchette <25° Nell’insieme piatto o poco pendente. Pendii ripidi nelle immediate vicinanze. Pericolo di valanghe. Nessun pericolo di scivolamenti o cadute esposte. Conoscenze di base nella valutazione del pericolo di valanghe.
WT3 Escursione impegnativa con racchette. <30° Nell’insieme poco o moderatamente pendente. Brevi passaggi ripidi. Pericolo di valanghe. Pericolo di scivolamenti corti non escluso. Conoscenze di base nella valutazione del pericolo di valanghe.
WT4 Itinerario alpino con racchette. <30° Moderatamente pendente. Brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti, parzialmente cosparsi di roccette. Ghiacciaio povero di crepacci. Pericolo di valanghe. Pericolo di scivolamenti con rischio di ferimento. Pericolo di cadute esposte non escluso. Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Conoscenze di base nell’ambiente alpino. Buona tecnica di progressione.
WT5 Itinerario alpino impegnativo con racchette. <35° Ripido. Brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti e/o passaggi rocciosi. Ghiacciaio. Pericolo di valanghe. Pericolo di cadute esposte. Pericolo di cadute in crepacci. Pericoli alpini. Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Buone conoscenze dell’ambiente alpino. Sicurezza nella progressione.
WT6 Itinerario alpino difficile con racchette. >35° Molto ripido. Passaggi molto impegnativi e/o traversate di versanti e/o passaggi rocciosi. Ghiacciaio ricco di crepacci. Pericolo di valanghe. Pericolo di cadute esposte. Pericolo di cadute in crepacci. Pericoli alpini. Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Ottime conoscenze dell’ambiente alpino. Sicurezza nella progressione su roccia, nevai e ghiacciai.

DIFFICOLTA’:EAI (escursionismo in ambiente innevato): F (facile) ; facili camminate su ottime mulattiere, contestualmente alla neve molto ben battute. Racchette da neve di norma non indispensabili (per quanto sia consigliabile contattare previamente i rifugisti per informarsi circa le condizioni del terreno). Invero il solo lungo tratto iniziale – sempre su buona mulattiera –  da Sant’Uberto al Rifugio Fanes può talora non trovarsi battuto, e nel nostro caso non lo era. Lo scarso innevamento ci ha tuttavia consentito di procedere agevolmente anche senza ciaspole, con le sole ghette di copertura. Tappe talvolta lunghette in condizioni invernali, con dislivelli discreti ma decisamente laschi e mitigati dall’esteso sviluppo dei segmenti.

Relativamente alla scala delle difficoltà escursionistiche con ciaspole del Club Alpino Svizzero, la seconda tappa e la terza sono di norma classificate WT1 anche secondo l’autorevole (e bellissima) rivista MERIDIANI MONTAGNE che proprio di recente ha pubblicato una monografia sull’escursionismo invernale in Dolomiti, col suggerimento di un itinerario che comprende la seconda e la terza tappa presentate in questo report. Non ho informazioni specifiche sulla nostra prima tappa che mi pare possa corrispondere contestualmente alle restanti due.

CARTOGRAFIA: ho utilizzato la Carta Topografica per escursionisti TABACCO scala 1:25.000, foglio 03 “Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane.

Stralcio della mappa con tracciato in giallo il nostro percorso P1110406 (2)

 

GIORNO PRIMO

da località Sant’Uberto (1449 mt) al Rifugio Fanes (2060 mt)

segnavia 10 fino a Malga Fanes Grande poi a destra segnavia 11

tempi: 5 h lentopede

disivelli: salita 600 mt, discesa 100 mt

 

PRIMI DI GENNAIO, A.D. 2019

Lasciata l’auto nel piazzale parcheggio della contrada Sant’Uberto, porta d’ingresso del Parco Naturale Dolomiti Ampezzane, imbocchiamo la corta bretella di sentiero, invero ghiacciata, che ci conduce all’innesto del segnavia 10, che imbocchiamo a destra…p1110044 (2)

Pochi passi e perveniamo al ponte sul Boite qui ancora impùbero; malgrado lo scarso innevamento la plaga è bellissima e invitante, corroborata dal nitore del cielo e dalla piena solitudine. Oltre il ponte la comoda mulattiera, parzialmente ghiacciata nelle zone d’ombra, rimonta con dolcezza…p1110050 (2)

Una mezzorata d’algida e lieta viandanza nel bosco e perveniamo al Ponte Outo (ponte alto); splendido luogo pensile sui profondi orridi del Ru de Fanes…p1110052 (2)

Un bel vuoto d’aria sulle forre ornate di ghiaccioli…p1110059 (2)

Insistiamo sul comodo segnavia 10, ignorando le deviazioni per i sentieri attrezzati che serpeggiano nei visceri del canyon. La via sale lungamente con dolcezza per tornanti; talora s’offrono begli scorci assolati sulla poderosa zucca del Taburlo…p1110065 (2)

A un paio d’ore assai lentopede e con soste dalla partenza perveniamo alla digressione segnalata per la cascata Sbarco de Fanes; la imbocchiamo sulla destra procedendo con cautela per via dell’esiguità scivolosa della traccia che taglia il pendio e affaccia un poco sull’orrido, espostamente. Doppiamo una gibba e occhieggia il salto d’acqua, bellissimo e densamente ghiacciato. In quella partono le funi che menano dietro alla cascata con percorso assai suggestivo , ma il fondo ghiacciato ci scoraggia dal procedere. Orbene abbiamo tralasciato lìimbrago per evitare soperchio di pesi e ingombri. Torneremo senz’altro a visitare questa delizia nella stagione adeguata…p1110067 (2)

Da notare il cavo metallico che scorre a tergo del cascame d’acqua e ghiaccio a proteggere una bella cengia..p1110068 (2)

particolare…p1110072 (2)

L’attacco del tratto attrezzato, contrassegnato da targa metallica; il percorso, ideato e realizzato a proprie spese dal cortinese Toni Zanettin nei primi anni ’70, è intitolato all’allora bimbetto Mattia (ora adulto), figlio del notaio bolognese  Dionigi Rossi, grande amico del Zanettin…p1110070 (2)

La plaga, recondita e selvaggia, sapora forte di tana d’anguane ‘sicchè mi scappa l’uzzolo d’intonare un cantico diplofonico per Dolasilla, chissà che non senta e risponda…

 

 

 

 

Torniamo sulla mulattiera segnavia 10 che rimonta il salto di roccia costeggiandolo e smette le curve per adagiarsi in moderata salita poco sopra l’impluvio del rio assopito d’algore. Qui la Val di Fanes si fa propriamente tale e si restringe offrendo bei colpi d’occhio sui bastioni abbruscati del Col Bechei de Sora…p1110079 (2)

paricolare del pregevole contrasto…p1110078 (2)

Segue un tratto in piano, bellissimo; siamo nella plaga che ospita il Lago de Fanes, parimenti coperto di neve; occhieggiano sullo sfondo i profili della giogaia rocciosa di Lavarella e Piz Parom, tormentati da un blizzard che anche qui si fa scorbutico…p1110084 (2)

Calziamo le ghette. Arriviamo in località Pantane presi a schiaffi dal vento algido. Il freddo è intenso, siamo a -11° percepiti -25°, ma è un gelo che non guasta le ossa poichè molto secco. Prosegue frattanto la sauna fredda sulle creste…p1110085 (2)

La piena solitudine, lo scenario di selvaggia bellezza e il blizzard prepotente rimandano ad atmosfere polari…p1110087 (3)

La via s’impenna di nuovo e rimonta una costa boscosa più soleggiata…p1110089 (2)

…con belle retrospettive sul ceffo pusterno del Cristallo…p1110090 (2)

Lungamente rimontiamo e un poco affondo, finchè non perveniamo a un crocicchio. A destra diparte la spicciatoia per il Rifugio Fanes con segnavia 10A. Noi vogliamo però allungarci a Malga Fanes Grande ‘sicchè insistiamo sul 10 colà diretti…p1110093 (2)

E facciamo bene. La mulattiera piega un poco a manca e scopre via via uno scenario d’incantagione con i Monti Pallidi in panni artici. Il sole bercia d’entusiasmo invernale, il blizzard spettina euforico le coltri bianche dell’alpe; Irrompe il profilo fumigante del Piz Taibon…p1110097 (3)

A ogni passo l’ambulacro acuisce di bellezza; La neve croccante si lascia crepare in lastre argentine mentre il vento sconvolge in turbini cristalli e schegge che pungono il ceffo piacevolmente; occhieggiano frusti la sagoma del Monte Ciaval e la tozza gibba quadrosa del Ciastel…p1110100 (3)

…e al coro s’uniscono le liete schiere delle Furcie Rosse, mentre fa capolino la baita di Malga Fanes Grande.  La buriana scarmiglia il sedime bianco e solleva nugoli d’algida polvere gettandole negli occhi al sole polputo, che divertito risponde a prismi colorati. Un solo cirmolo svetta fra i baranci che sparuti si fanno coraggio stringendosi. Bellissimo..p1110102 (3)

Pochi passi prima della Malga imbocchiamo a destra il segnavia 11 che ci promette l’arrivo a meta in 40 minuti…p1110106 (2)

sempre per comoda mulattiera rimontiamo lo spalto che difende il Passo di Limo, con belle retrospettive sulla Val di Fanes testè calcata, che mette in profondità di campo Cristallo e Pomagagnon…p1110109 (2)

Col ceffo preso a manrovesci dal vento contrario arranchiamo sull’acrocoro che ospita il Lago di Limo. Irrompono i sommi biscottati del Sass delle Nove a manca e del Piz de Sant’antone a ritta, ‘chè vagolando animiamo un dipinto d’artica filigrana…p1110114 (2)

..mentre occhieggia l’elegante Furcia dai Fers perveniamo al Ju del Limo (2124 mt), ossia di Limo il Passo, che presenta l’omonimo laghetto in guisa ghiacciata e coperto…p1110117 (2)

Oltre il giogo la pista cala verso il Rifugio (visibile poco sotto) per bei tornanti; sperimentiamo il piano B della padella da chiappe; tutto sommato niente male…P1110122 (2)

Frenatiche  all’ultimo sdrucciolo e siamo al Rifugio Fanes (2060 mt), ubicato in splendida posizione sull’omonimo acrocoro. Dotato di tutti i comfort e vieppiù, mangeremo bene e dormiremo meglio. 

 

GIORNO SECONDO

dal Rifugio Fanes (2060 mt) al Rifugio Sennes (2116 mt) via Rifugio Pederù e Fodara Vedla

segnavia  7 e 7a

tempi: 3.30 h lentopede

dislivelli: salita 600 mt, discesa 500 mt

Dopo colazione vo fuori nell’algore mattutino, invero baciato dal sole. malgrado lo scarso innevamento lo spettacolo mozza il fiato. Il Sasso delle Dieci, con bandierine da preghiera tibetane in primo piano e il Parlamento delle Marmotte in ombra e vacuo per letargo…P1110144 (2)

Cresce la soligine sul Sass da Le Nu…P1110147 (2)

…e sul più basso Piz de Sant’Antone, appena pizzicato…P1110155 (2)

Partiamo proprio mentre il Piz indora vieppiù nel cielo campito di turchese…P1110159 (2)

Imbocchiamo il segnavia 7 diretti a Pederű; comoda mulattiera che cala a destra in laschi tornanti; lungamente scivoleremo di padella con sollazzo….P1110165 (3)

In piena e un filo surreale solitudine perveniamo in pochi minuti a un pianoro che ospita un baitello e onora la venustà delle crode; qui la Furcia dai Fers…P1110168 (2)

..e qui ancora una fetta del Piz de Sant’Antone…P1110169 (2)

Lungamente caleremo nel Valun de Fanes, talora scivolando a padella.  una mezzorata e calchiamo un magnifico tratto in piano; occhieggia sullo sfondo il severo alabastro bigio della Croda del Becco…P1110182 (2)

…che merita una ravvicinata digitale…P1110184 (3)

P1110185 (2)

Il pianoro s’esaurisce in una strozza laddove il Valun casca in una costa dirupata che i tornanti della mulattiera secano comodamente. Di fronte s’alzano i dirupi dei Pici Pareis, che approfondiscono il campo per un altro bel colpo d’occhio sulla Croda del Becco…P1110191 (2)

La luce e la poca neve favoriscono contrasti bizzarri e suggestivi mentre scivoliamo lungo la mulattiera segnavia 7, sempre ben battuta…P1110201 (2)

P1110211 (2)

Il fondo ghiacciato laddove la pendenza s’acuisce ci consiglia il pedibus; meditiamo di calzare i ramponi ma non lo faremo, chè con attenzione ambulatoria perveniamo al pianoro che ospita il Rifugio Pederű, a poco più di un’ora dalla partenza.  Colà insistiamo sul segnavia 7, diretti a Fodara Vedla e quinci al Sennes…P1110213 (2)

La via non smette i panni della mulattiera ma s’impenna in stretti ripidi tornanti su sedime coperto da uno spesso manto ghiacciato. Lungamente rimontiamo una stretta gola umbrata e algida, indecisi se calzare i ramponi, ma non lo faremo. Si guadagna rapidamente quota lungo la via serpiginosa, meritando 300 metri di dislivello positivo allietati da bei colpi d’occhio sui turgidi ghiaccioli ..P1110215 (2)

P1110219 (2)

Uscita la gola s’addolcisce la pendenza, il fondo si fa più croccante ‘sì come spesso il vello di neve che copre l’alpe. Trascuriamo la spicciatoia per il Rifugio Sennes che stacca a sinistra e con dolcezza si risale la costa boscosa. Un cartello ligneo ci comunica che siamo a 15 minuti dall’alpe di Fodara Vedla. La scena si apre vieppiù, mentre due curve secche rimontano uno sbalzo scapigliato di baranci. Tosto un’arietta celeste accompagna il barbaglio del sole che arruffa i profili dei Lavinores…P1110229 (2)

Perveniamo al pulpito che protegge il delizioso alpeggio di Fodara Vedla (1966 mt); quinci occhieggia la Croda Rossa d’Ampezzo imporporata dalle ricadute violette del cielo….P1110230 (2)

Un meritato primo piano con filtro naturale di caligine nivale; la grama copertura rende tutto più fatato e surreale…P1110231 (2)

Panoramica dal poggiolo…IMG_20190104_121929 (2)

Il silenzio d’ovatta e la pregna solitudine rimpolpano l’incantagione della plaga. Muti contempliamo e compulso foto…P1110233 (2)

L’omonimo rifugio…P1110236 (2)

Scivoliamo a padelle verso la contrada di pochi bucolici rustici. Un simpatico cartello plurilingue: ladino, italiano e tedesco con italica fonetica; l’ho trovato tenero…P1110239 (2)

Abbruscati al sole, delizioso panino in mezzo alla via…P1110243 (2)

La contrada riposa beata protetta dall’algido niveo piumone. Il silenzio polputo è rotto dal nostro ruminare, ‘sì come la densa solitudine…P1110244 (2)

P1110251 (2)

Insistiamo sul segnavia 7 sempre a guisa di mulattiera, che in curva piega a manca e rimonta con dolcezza la costa dell’alpe. Un ultimo colpo d’occhio a tergo sulla contrada, saporosa di gusto bucolico. Ottimo e appassionato lavoro del Genius loci dei Fanes, qui davvero ispirato..P1110257 (2)

Oltre il poggio la via indugia in piano e croccante penetra un bel bosco misto a cirmoli, pecci e ciuffi di baranci…P1110263 (2)

Trascuriamo la deviazione per il sentiero 7 che spicciativo entra la selva, in favore del sedime battuto della mulattiera, che quinci riporta a mo’ di bretella sul segnavia 7a, comunque diretto a Sennes. Dolce viandare in placidi saliscendi, nessuno a parte noi e le garrule cincie bigie. Superiamo un paio di vallette fino a una blanda sella donde occhieggia tosto la Croda Rossa d’Ampezzo, vellata di nivea forfora e dolomica porpora; meravigliosa…P1110275 (2)

Da qui al Sennes vagoliamo per un ambulacro stupendo, pazzesco malgrado la poca neve e forse proprio perciò ricco di contrasti favoleschi. la pista indugia in ambiente aperto, direi spalancato sugli sfondi tormenti e purpurei del Cristallo con la sua schiatta…P1110280 (2)

..e ancora di Croda Rossa, che quinci offre le falde a coccio…P1110278 (2)

…mentre i cocciuti baranci verdoni si battono col bianco nivale per una tavolozza inconsueta e suggestiva, forse premiata dal tenue turchino del cielo…P1110277 (2)

La mulattiera taglia poi le gibbe dell’alpe a mezzacosta in modesta pendenza e quando perveniamo all’orlo dell’acrocoro che ospita il rifugio Sennes, quinci visibile e vicino, s’alza una buriana violenta e algida che ti reimbocca il respiro. Siamo soli, è bellissimo. La Fra prova di ristare al Blizzard…P1110281 (2)

Qui e ora la plaga sapora forte del remoto Pamir; gibbe nude martoriate dal vento, e screziate d’un pudico vello di neve svigorita eppure gagliarda, sconvolta per nugoli dalle raffiche cattive. Piccolo contributo video indicativo…

Panoramica dal bordo del pianoro verso meridione…IMG_20190104_134811 (2)

Ancora uno sguardo retrospettivo una volta sul tavoliere…

P1110294 (2)

Arriviamo al rifugio Sennes (2116 mt) dopo complessive quattro ore e mezza di cammino lentopede, comprensive delle numerose e prolungate soste. Sguardo dal terrazzo del riparo verso l’accosto alpeggio e le bicocche fienili…P1110298 (2)

Birrona, doccia calda e riposino in attesa della cena. Verso il vespero esco a godermi lo spettacolo di un’Enrosadira peculiare, avara di bianco, insolita, corrusca; la Croda Rossa…P1110304 (2)

Ora concedetemi una cronocromosequenza dal tramonto al crepuscolo fino al cianotico imbrunire; saluti dal Pamir d’Ampezzo, con l’alopecia di neve ma tanta bellezza…P1110306 (2)

P1110307 (2)

P1110309 (3)

Sposto lo sguardo sul romantico e lontano Sorapiss, che freme di lucore violetto riflesso…P1110310 (2)

…e paziente aspetta di coricarsi fra le porpore, mentre taluni fan due passi e talaltri tardeggiano…P1110318 (2)

Giornata stupenda, corrusca, tersa. Pochi ospiti, Ottima cena a base di canederli e goulash, con la delizia del sorprendente gelato al cirmolo!

 

GIORNO TERZO

dal Rifugio Sennes (2116 mt) a Sant’Uberto (1449 mt), via Cianpo de Crosc e Malga Ra Stua

segnavia 6

tempi: 3 h lentopede

dislivelli: salita nullo, discesa 650 mt

L’incendio albestre che scoppiò in cielo dietro al Sorapiss…P1110326 (2)

…le cui vampe giunsero a scapigliar di fiamma Croda de r’Ancona…P1110324 (2)

Partiamo comodi alle otto e mezzo. Imbocchiamo la placida mulattiera segnavia 6 (invero non battuta nel primo tratto ‘chè affonderò talora fino alle coscia) la quale scenderà piacevolmente. L’empireo frattanto pare compattarsi di bigio, la solitudine nostra compagna…P1110339 (2)

Mentre caliamo per l’amena Val Salata risuona idealmente il primo movimento dell’Inverno di Vivaldi…P1110342 (2)

La plaga, stupenda, prima ignuda poi vestita di bosco sempreverde viene solcata con dolcezza dalla mulattiera ora battuta che avvicina l’impluvio e talora offre lo svago di scivolare d’ebbrezza con la padella sottochiappa. Laddove la valle si chiude in una strozza la pendenza aumenta e la pista si fa ripida e serpiginosa; sarebbe stupendo scivolare in slitta, ma la padella non la fa rimpiangere troppo; qualche ansa oppone sedime ghiacciato e si fatica a manovrare…

Lungamente indugiamo smontando Val Salata, finchè avvistiamo un acrocoro poco sotto, di promettente bellezza…P1110355 (2)

si tratta dell’alpe magnifica di Cianpo de Crosc (1760 mt), a un’oretta di lenta calata da Sennes. Culla del Boite che qui bercia i primi vagiti e gattona in rivoli deliziosi e polle. La plaga è di una bellezza favolesca. Odo la nenia di Dolasilla, nascosta nella selva, mentre l’eco ne risuona fra i dirupi rosseggianti. Sentiamo pure la fatua cantilena delle anguane, così vicine benchè travisate fra i cespi e l’etere niveo. Siamo noi e loro e basta. Bellissimo..P1110357 (2)

A tarda primavera/estate questo sito deve avere una coefficienza bucolica d’acuto carattere, una fiaba pratile; ora mi ricorda un poco l’ambito delle Montagne Rocciose nordamericane, Yellowstone e Glacier National Park nello specifico….P1110362 (2)

Complimenti al Genius Loci (e alle anguane per l’ottima manutenzione)..P1110371 (2)

Un puer Boite sinuoso con mia moglie rapita dal canto delle anguane…P1110369 (2)

proseguiamo, nondimeno fatico a lasciar andare questo luogo; colpo d’occhio retrospettivo…P1110372 (2)

Quinci la Val Salata si chiamerà Valòn Scuro e fa un dispetto al nome poichè favella d’ambiente aperto e colmo di luce; l’ambulacro del segnavia 6 è ora bellissimo, e talvolta ne scivoliamo piacevolmente…P1110376 (2)

..fino al delizioso pianoro bianco di Malga Ra Stua (1668 mt), che raggiungiamo a padella…P1110380 (2)

P1110381 (2)

Quinci ha inizio l’ultimo segmento di questo cammino trigiornaliero. In luogo d’insistere sulla mulattiera – ora d’asfalto e coperta di ghiaccio – fino a Sant’Uberto (dove riposa l’auto) indugiamo sul segnavia 6 che ora infila il bosco e piglia la foggia di sentiero; non sarà una gran scelta per via del fondo umbratile sconnesso e gelato, arboscelli crollati e insidiose radici placcate di ghiaccio. La faccenda rallenterà parecchio il passo e opporrà qualche disagio, regalando tuttavia scorci potenti sulla Tofana terza…P1110388 (2)

sdr

…con filigrana ambientale di sapore canadense americace; paiono davvero i picchi acclivi del Glacier National Park nel Montana on the border col Canada; vasta la profondità di campo, titanici gli spazi vacui e i volumi rocciosi …P1110390 (2)

Più innanzi tra i pecci s’aprono belle finestre sui picchi del Col Becchei, che quinci mostra il ceffo più irto…P1110391 (2)

Prima di reincrociare la carrabile per confluirvi  sostiamo a pranzare a un dipresso di un pulpito, laddove hanno collocato una magica panca lignea protetta da una simpatica struttura a mo’ di baldacchino, affacciata sul profondo strapiombo che casca verso la sottostante falda di Sant’Uberto. Orbene, il vuoto d’aria che s’oppone verso i colossali sollevamenti dolomici delle Tofane, l’ampiezza della profondità di campo e il giro d’orizzonte che offre questo pulpito magico non sono restituibili degnamente con foto, vanno esperiti di fatto. Provo comunque con una panoramica che inquadra l’incipiente Val di Fanes con le Tofane a manca…IMG_20190105_114537 (2)

Senza panoramica, sempre dal telefono…sdr

..e con la Lumix, stessi soggetti; scegliete voi quella che convince vieppiù…P1110402 (3)

Grande boccata di wilderness, da Montagne Rocciose, ripeto, sia per la foggia estetica degli ambienti montani sia per il cubismo pieno e vuoto dei gigantici spazi. E non mi riuscìo di riprendere i lembi estremi del colpo d’occhio a manca, che conterrebbero anche i lontani profili della Croda da Lago. Bene, riprendiamo il cammino stavolta sull’asfalto e in breve siamo all’auto. Per nulla stanchi, deliziati, ebbri d’aria pulita e squisitamente fredda, profumata di grandi monti. Colmi di di poetiche pittografie naturali di bellezza montana, sordi del silenzio incontrato, storditi dalla saporosa densità della solitudine incontrata, che invero ritenevo insolita per queste plaghe. Tre giorni di cammino dolce, stupendo, bianco sì di stagione ma non tanto da vellare al colmo suoli e superfici, che hanno respirato di grandi contrasti cromatici. E l’uzzolo di tornare in stagioni diverse fra queste dolomiche plaghe di Fanes così peculiari e magiche. Mi mancano già

Alla prossima!

Yoyodel

 

Un pensiero su “DOLOMITI: tre giorni a vagolare in bianco nel Regno dei Fanes, o del canto di Dolasilla sul coro delle Anguane

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...