DOLOMITI,Gruppo dello Sciliar: al Monte Pez per il Bärenloch e giù per la Bärenfalle, o dell’arcaica plaga degli orsi che furono

 

 

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SCHEDA ESCURSIONE 

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta Escursionistica e cicloturistica KOMPASS, foglio 686 “VAL DI FASSA (Marmolada, Gruppo di Sella, Catinaccio/Rosengarten
  • Il giro parte e si conchiude in contrada BAGNI DI LAVINA BIANCA (WEISSLAHNBAD), località di San Cipriano (St. Zyprian), in alta Valle di Tires (Tierser Tal), convalle laterale in manca idrografica tributaria della Val d’Isarco, raggiungibile con breve tragitto da Bolzano su ottima strada panoramica
  • indicazioni Google Maps per Bagni di Lavina Bianca
  •  SPAZI e TEMPI (giorno 1): Bagni di Lavina Bianca 1175 mt – sentiero 3 – Malga Ciamin 1700 mt ( 1.20 h circa); poco dopo a sinistra, sempre sentiero 3 – bivio per il Bärenloch (0.40 h circa); a sinistra, sempre sentiero 3 – gola del Bärenloch – uscita della gola (bivio della Terrarossa) ( 1.30 h); a destra sentiero 3/4 – Rifugio Alpe di Tires 2440 mt ( 0.20 h)
  • TOTALE TEMPI  (giorno 1) 3.50 h
  • DISLIVELLI: salita 1300 mt circa ; discesa quasi nullo, trascurabile 
  • (giorno 2)Rifugio Alpe di Tires 2440 mt – a ovest sentiero 4/3 – Rifugio Bolzano 2450 mt (2 h);  sentiero non segnato per il Monte Pez – Monte Pez 2563 mt (0.15 h); ritorno al rifugio Bolzano – sentiero 2 – imbocco della Bärenfalle (1h); sentiero 2 – Bärenfalle – Bagni di Lavina Bianca 1175 mt (1.40 h)
  • TOTALE TEMPI  (giorno 2) 5 h circa
  • DISLIVELLI: salita 250 mt circa, discesa 1400 mt circa 
  • PUNTI D’APPOGGIO:  RIFUGIO ALPE DI TIRES (TIERSER ALPL SCHUTZHAUS)RIFUGIO BOLZANO (SCHLERNHAUS)
  • cartina topografica con tracciato del percorso escursionistico: in giallo ho evidenziato il nostro anello P1130620 (3)
  • DIFFICOLTA’: l’itinerario ad anello qui proposto consta fondamentalmente nella cucitura di due distinti sentieri, i 3 e il 2 dell’area in oggetto, che presentano qualche tratto attrezzato e in letteratura sono spesso classificati con EE (per Escursionisti Esperti). Non intendo contraddire l’attribuzione, solo ritengo che le difficoltà incontrate corrispondano piuttosto al grado E (escursionisti) della SCALA DELLE DIFFICOLTA’ ESCURSIONISTICHE DEL CLUB ALPINO ITALIANO cui di norma faccio riferimento.  I pochi brevi tratti un poco esposti su comode cenge nella gola del Bärenloch sono protetti da funi mancorrente, vieppiù facilitati con staffe e aggiustamenti del sedime laddove i passaggi non sono in fondo piano. Così come le corte cenge che raccordano le suggestive passerelle della Bärenfalle. Queste ultime poi, benchè affacciate e sospese su tratti d’irta scarpata sono larghe, confortevoli e protette da fune corrimano. Io attribuirei complessivamente un E+ (per Escursionisti, con difficoltà lievemente maggiorate) più per conciliare una mediazione con il grado di norma contestualmente attribuito, e per i forti dislivelli che nel complesso presenta l’itinerario (quantunque ottimamente spalmati). Ciò non toglie che si debba prestare la dovuta attenzione nel superamento dei suddetti passaggi; non vanno banalizzati, poichè una caduta potrebbe comunque comportare conseguenze funeste. Per il resto, la gita si sviluppa su ottimi sentieri, chiari nel segnavia e manutenuti con eccellenza.

Caratteristiche: Gita lunga, a tratti spettacolare, che consente di assaporare appieno la peculiare bellezza paesaggistica della Plaga Sciliar. La lunga, piacevole risalita della Val Ciamin regala scorci di bucolica incantagione alpestre presso l’acrocoro di Malga Ciamin (Rechter Leger), con dolcezze pratili e quinte di crode che paiono disegnate da mano talentuosa; accattivante la rimonta del Bärenloch (il “Buco dell’Orso”, friabile budello calcareo che offre il gusto della passeggiata di croda; magnifica la viandanza sulla dorsale pratile dell’Altipiano, ambulacro prezioso con visuali sconfinate che si snoda al centro esatto del paesaggio; stupefacente il colpo d’occhio a giro d’orizzonte dal culmine del Monte Pez, che riceve l’abbraccio caldo delle titaniche crode circostanti (i Catinacci, il Latemar, i SassiLunghi e le più discoste giogaie delle Conturines); intrigante la calata nella strozza della Bärenfalle (la “Trappola per Orsi), discesa dal retrogusto avventuroso (poichè il sapore forte viene mitigato e stemperato dalle comode passerelle in legno pencole sull’irto della scarpata, che rendono la discesa confortevole). A questo s’aggiunga la visita a due bei rifugi alpini, il rifugio Alpe di Tires (Tierser Alpl Schutzhaus), di fresca ristrutturazione e di ultima generazione all’insegna dell’ergonomia, e il rifugio Bolzano al Monte Pez (Schlernhaus), gioiello architettonico d’asburgica pasta classica, ubicato su di uno spalto da sogno con una vista sui Catinacci che mozza il fiato. Non ultimo incuriosisce il gioco toponomastico che richiama i plantigradi, forse un tempo corpulenti locals di queste plaghe. Insomma, gran bella gita. Dislivelli consistenti e lunghezza di carattere (farla in giornata porterebbe via circa 9 ore per quasi 1600 metri di dislivello positivo (e negativo), ma spezzandola in due con un bel pernotto ‘sì come qui raccontato, ne vale la proprio la dolce pena. 

 

Mezzo luglio, A.D. 2019

Nelle aree parcheggio in contrada San Cipriano c’è fitto d’auto. Troviamo comunque un buon posto. La giornata è buona, per quanto siano presenti quelle velature d’empireo che sterilizzano un poco i contrasti e fiaccano la spinta del sole. Imbocchiamo il sentiero 3, che rimonta la Val Ciamin, diretti al Rifugio Alpe di Tires, posto tappa del primo giorno d’anello…P1120874 (2)

Pochi passi di mulattiera conducono a questa iconica baita, laddove la via cambia il sedime e si fa sentiero, passando a destra dell’edificio. In blanda salita lungamente rimontiamo  la costa boscosa di pecci e larici con larghe serpentine su ottima traccia…P1120881 (2)

Dopo un’oretta scarsa di comodo cammino con saltuari begli scorci sui dirupi pusterni che serrano la Val Ciamin, il sentiero confluisce in mulattiera semicarrabile…P1120882 (2)

…che scorre talora accosta all’impluvio che ospita il torrente Ciamin dalle acque cerulee. A ogni sdoppiamento del sedime ‘sì come presso i crocicchi, la chiara segnaletica previene ogni possibile disorientamento…P1120883 (2)

Quinci l’ambito esce il bosco e si apre, facendosi via via più suggestivo; calchiamo un bell’acrocoro pratile…P1120887 (2)

..per immetterci di nuovo in lembi di boscaglia più rada, sempre in dolcissima pendenza, laddove occhieggiano tra le fronde gli slanciati profili delle Torri e delle Crode Ciamin; frattanto l’alveo dell’omonimo torrente si fa secco per bizzarrìa, chè pochi passi prima spumeggiava d’acqua turchina…P1120897 (2)

Pochi minuti e perveniamo al pittoresco alpeggio di Malga Ciamin (1700 mt circa), dopo  un’ora e venti di cammino lentopede dalla partenza. Qui la cifra estetica della plaga impone una sosta, poichè offre il meglio in termini di peculiarità scenografica delle Terre Alte dolomitiche; prati verzicanti e ondulati cinti da maestose conifere che paiono confitte apposta dalla maestria del Genius Loci, rustici eppure fini  stazzi e bicocche in legno profumato, cavalli fulvi dal crine biondo che oziano saporosamente, per quinte una schiera d’irte crode che decollano eleganti verso l’empireo lattiginoso. Insomma, una miniatura deliziosa…sdr

Presento qui diversi spunti e colpi d’occhio…P1120900 (2)

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..il riposo dell’equino impùbero guerriero… P1120904 (2)

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Dopo questa gustosa sbornia di topos culturale  -eppure magistralmente naturale – indugiamo sulla bella mulattiera che torna in bosco; pochi minuti e perveniamo alla deviazione che c’interessa: il nostro segnavia 3 scarta la capezzagna e a manca ripiglia la foggia del sentiero in blanda, serpiginosa salita…P1120910 (2)

la traccia, sempre su buon sedime e ottimamente segnata, impenna un poco a rimontare la costa destra orografica della Val Ciamin fra pecci e rododendri fioriti; in quella s’offrono talora begli scorci sulla Cima del Vaiolet…P1120916 (2)

Poi doppiamo un contrafforte boscoso tra schiere di baranci ad aiuola; stiamo piegando verso nord mentre s’affaccia il severo restringimento che ospita la gola del Bärenloch (il “Buco dell’Orso”), P1120918 (2)

…fino a un trivio nevralgico di segnavia; noi piglieremo il 3 diretto al Rifugio Alpe di Tires, però via Bärenloch (il “Buco degli Orsi”); questo breve segmento di sentiero vede sovrapposti il sentiero 3 e il 3A, ma si tratta di una corta bretella. Poco oltre il 3 proseguirà verso nord diretto al Rifugio Alpe di Tires via Bärenloch mentre il 3A piegherà a sud verso il Rifugio Bergamo. Notate infatti che nella segnaletica verticale del prossimo scatto la lettera “A” intagliata accanto al numero 3 che indica il Bärenloch pare  sia stata oggetto di un tentativo di cancellazione in chiave rettifica…P1120923 (2)

In effetti pochi passi più avanti troveremo lo svincolo definitivo, ‘sicchè noi s’insisterà sul 3 che s’impenna serpiginoso sui fianchi dell’orrido che sale a sinistra, talora quasi dentro l’impluvio incontro agli spruzzi del ruscellamento…P1120929 (2)

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la buona traccia rimonta poi l’erta baranciosa con ripidi secchi tornanti…P1120935 (2)

Questi è il Bärenloch, ripida gola che più in alto piglierà la guisa dell’orrido; la toponomastica con espresso riferimento agli orsi fa pensare a una plausibile antica frequentazione della plaga in oggetto da parte dei plantigradi. Al sommo della rampa è un pulpito panoramico che lascia intravedere lo sviluppo del cammino pratile verso la fascia rocciosa che difende la strozza pusterna del Bärenloch…P1120938 (2)

..mentre offre a tergo un bel colpo d’occhio sul versante orografico manco di Val Ciamin…P1120946 (2)

Eccoci alla base della barriera rocciosa che osta il passaggio al piano superiore. A osservarla dal pulpito precedente pare insormontabile se non mediante fitte attrezzature o competenze da rocciatori, mentre la traccia invero ne sfrutta i molteplici punti deboli, smorzando la salita con una teoria di comode cenge poco esposte, vieppiù protette da abbondanti funi mancorrente, raccordate da segmenti di sentiero su sedime roccioso e sassoso ma nel complesso sempre buono. Nel prossimo scatto è l’attacco; dopo qualche passo di riscaldamento la via si spinge con decisione verso sinistra; ho tracciato l’andamento (grossolanamente indicativo) della prima rampa…P1120944 (2)

I primi comodi infissi…P1120949 (2)

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L’ambiente è severo, aereo a tratti, tuttavia l’asprezza è mitigata dalla complessiva facilità di progressione che consente di gustarselo appieno rimanendo il segmento d’ambito escursionistico. Colpo d’occhio sulle schiere del Catinaccio…P1120962 (2)

Laddove l’esposizione si fa più tale…P1120958 (2)

..sono presenti gl’infissi a contenerla e proteggerla, vieppiù con qualche staffa per i piedi…P1120959 (2)

Retrospettiva con gruppo d’escursionisti incrociati…P1120960 (2)

Metto qui un breve contributo video indicativo dell’ambiente e della tipologia di terreno che caratterizzano la risalita dell’orrido; ponderate comunque la strozzatura prospettica della telecamerina tipo Gopro, che tipicamente esaspera  la verticacia nella ripresa, restituendo un’impressione un poco distorta dell’ambito e dei passaggi, che sono invero meno arditi e scabrosi di quanto appaiano nel filmato…

 

Superata la fascia rocciosa si ha un bel colpo d’occhio retrospettivo sul budello del Bärenloch, il cui bordo abbiamo testè rimontato…P1120964 (2)

..mentre innanzi ci spetta una ripida rampa inerbita; occhieggiano frattanto le giogaie di Terrarossa…P1120963 (2)

Alla rampa succede una seconda corta e facile frazione attrezzata, che agevola il superamento d’un pendio roccioso friabile…P1120966 (2)

Al termine del quale si trova una bella panca lignea che contrassegna la plaga…P1120974 (2)

…oltre la quale troviamo ulteriore frazione d’infissi che rimontano con facilità una rampa rocciosa invero appoggiata…P1120976 (2)

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Al sommo del pendio sbuchiamo sul basamento erboso inclinato che sostiene la schiera dei Denti di Terrarossa. Confluiamo nel sentiero 4 che piglieremo a destra verso l’ormai accosto Rifugio Alpe di Tires, che occhieggia in bella posizione piantonato dal bastione di Cima di Terrarossa…P1120980 (2)

Conferme di segnaletica; adesso andiamo a destra, domani andremo a manca per il Rifugio Bolzano…P1120981 (2)

Nella comoda passeggiata d’accesso quinci al rifugio incontriamo marmotte che giocano a nascondino…P1120985 (2)

…e osserviamo gli escursionisti che calano da Cima Terrarossa lungo la ferrata Maximillian, quella che vorremmo fare proprio adesso..P1120984 (2)

Uso il condizionale poichè  siamo stanchi oltremodo per intraprenderla. Forse per via del contingente scarso grado di allenamento siamo poco in forma, al punto d’aver impiegato  – per la prima volta nella nostra storia escursionistica – maggior tempo per arrivare alla meta di quanto indicato in tabella ad inzio percorso. Per carità, 4 ore anzichè 3.50, però tant’è. Io in particolare ho deambulato con una certa fiacca per i complessivi 1300 metri di dislivello positivo rimontati. E mi sa che a ben pensarci non la faremo neppure l’indomani questa ferrata Maximillian, perchè allungherebbe oltremodo i tempi di rientro a Bologna. Pazienza se abbiamo portato casco e imbrago nello zaino, sarà per un’altra volta; fra l’altro devo denunciarmi una condizione atletica ‘sì precaria rispetto al consueto da non patir troppa amarezza o rimpianti per la rinuncia. Orbene, pigliamo il nostro posto al rifugio (questi assai moderno, ergonomico, efficiente), facciamo un riposino a recupero dell’esiguo sonno notturno, e usciamo poi a goderci l’Enrosadira dalla Forcella Denti di Terrarossa (a pochi passi dal rifugio) verso le giogaie del Sassolungo; alle 18.20 l’ambito è ancora ceruleo, scevro di rossi…P1120987 (2)

Sbuffa il convoglio del Sassolungo, mentre la croda del Sassopiatto si fa bigia e livida come il cielo…P1120988 (2)

Primo accenno d’Enrosadira…P1120989 (3)

..anche sul più discosto Sella, qui zoomato nel Sass Pordoi che fa da paggio al cupo Boè…P1120990 (2)

Solo dopocena, ossia verso le 19.30, si fa l’Enrosadira più tale mentre abbrusca le ultime schiere del Catinaccio…P1120995 (2)

…particolare dell’eolico accosto al rifugio…P1130001 (2)

Luna quasi piena e travisata…P1120998 (2)

Finalmente un’Enrosadira in panoramica (foto dal telefono); i Monti Pallidi confermano la magia…

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Di cui vi propongo una ripresa ridotta, scattata con la mia fotocamera Lumix…

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Sogni d’oro..

 

L’INDOMANI

Sveglia con calma, colazione e boccata d’aria; la giornata inzia radiosa di sole; mi colpisce la tettoia rutilante del rifugio, che contrasta in piglio iperrealistico assieme alla campitura turchina senza macchia del cielo…P1130009 (2)

,che si conferma in profondità di campo verso ponente, laddove campeggia la mole di Cima Terrarossa e lontane all’orizzonte occhieggiano le giogaie dell’Adamello. Imboccheremo a ritroso il visibile lineare sentiero 4 a doppiare il contrafforte di Terrarossa, fino al Rifugio Bolzano….P1130010 (2)

La passeggiata è piacevolmente in fslsopiano, e offre, oltre alle  gustose ondulazioni dell’acrocro, godibilissime vedute sulle crode del Catinaccio (d’Antermoia e non). Eccoci all’uscita/imbocco del Bärenloch…P1130013 (2)

Visto quinci l’iorrido piglia l’ombra e il sapore della strozza, a mo’ d’inghiottitoio; fa un certo effetto sapere d’essere saliti per di lì…P1130018 (2)

Colpo d’occhio retrospettivo verso il rifugio e il barbaglio fisso del sole…P1130020 (2)

…e innanzi, verso la costa inerbita che andiamo a rimontare…P1130022 (2)

lungamente, con piacevole, panoramica passeggiata su ottima traccia; colpi d’occhio contrastati verso il Catinaccio…P1130025 (2)

…e pochi passi più avanti una bella zoomata sulle canne d’organo del Latemar…P1130031 (2)

La via ora in blanda salita insiste a doppiare in sequenza la teoria di contrafforti che sostengono il bastione di Cima Terrarossa; lo spiega bene il prossimo scatto, che offre una retrospettiva ricca di chiaroscuri…P1130035 (2)

Talora il sentiero presenta rinforzi artificiali al sedime, laddove questi si fa più friabile; breve scalinatura lignea con tanto di ringhiera…P1130034 (2)

La via presenta ora qualche breve tratto più ripido su stretti tornanti; bizzarri fantaccini di dolomia fanno la loro comparsa, mentre i verdi d’abbruscati s’infiammano…P1130039 (3)

Mettiamo piede sulla rampa erbosa che adduce alla dorsale altipiana dello Sciliar; s’apre a sud la vista sulle foreste di Carezza e Latemar, che accusano vulnerate con evidenza la maledetta alopecia e lo strazio cagionato dalla tempesta Vaia…P1130045 (2)

Alziamo lo sguardo e strizziamo l’occhio al Latemar, per consolarlo un poco…P1130046 (2)

..a ovest ci pregiamo delle gibbe di verdi che animano le pendici dell’Altipiano, e gustiamo appena le lontananze dell’Ortles…P1130048 (2)

…e volgendo lo sguardo alle spalle (est) colpisce la profondità di campo verzicante sul cammino finora compiuto…sdr

Orbene, siamo sulla dorsale che con squisita dolcezza digrada verso l’Altipiano dello Sciliar, confluendovi e a un tempo sollevandosene. Siamo partiti da circa 45 minuti; ora ne caleremo lungo la morbida spalla inerbita,  per impennare ancora verso il Rifugio Bolzano e la sommità di Monte Pez; la passeggiata si presenta incantevole…P1130053 (2)

e così sia, e sarà. Una soave discesa tra erba e sasse su ottima traccia dal sedime talora terricolo e rosseggiante (toponomastica significativa, siamo nella plaga della Terra Rossa), con ampie vedute maestose di profondo equilibrio naturale verso ponente; il canino discosto di Punta Santner consta nell’unica, suggestiva asperità…P1130055 (2)

si respira grande pace d’arcadia, malgrado le sferzate di gelida buriana; verso nord si distende placido l’acrocoro dell’Alpe di Siusi, picchiettato dal giallore delle fioriture…P1130061 (2)

Incontriamo una comitiva cimenta nel Lama Trekking; un saluto ai simpatici camelidi andini d’importazione..P1130063 (2)

 

…mentre i chiaroscuri fanno incantagione…P1130072 (2)

Altra peculiarità della plaga: le simpatiche petrografie paesaggistiche a ciottoli, con la prateria per tela…P1130059 (2)

Dopo un quaranta minuti di deliziosa calata lentopede perveniamo a una larga sella che ospita l’ozio beato dei cavalli biondocrine…P1130078 (2)

..e la sacrosanta ruminatio di bovi sereni…P1130074 (2)

Prima di salire il blando pendio che adduce al Rifugio Bolzano in due tornanti, mi rapisce la chiostra di crode puntute che decolla dall’orlo dell’Altipiano; un lontano incendio di pietra, le cui vampe disegnano il Catinaccio e le Torri del Vaiolet…P1130084 (2)

…e più discosto il Latemar, che ancora m’ipnotizza…P1130083 (2)

…sì come lo sguardo di ritorno (e ravvicinato) sulle fiamme immobili del Catinaccio…P1130085 (2)

Bene, pochi minuti e raggiungiamo il bellissimo Rifugio Bolzano al Monte Pez (Schlerhaus), 2457 mt. P1130093 (2)

Siamo in cammino da due ore scarse. Il panorama è meraviglioso, ma vieppiù lo sarà in cima al Monte Pez (2563 mt), che quinci raggiungeremo su buon sentiero (non contrassegnato ma inequivocabile) in circa 15 minuti; invero io ne impieghero qualcuno in più per l’uzzolo di catturare in foto i sublimi panorami, tale da non riuscire ad aspettare la vetta; qui la magia verso sudest, coi Catinacci in splendida forma…P1130104 (2)

Qui a nordest, verso l’Alpe di Siusi, il massiccio del Sassolungo e le più discoste giogaie delle Conturines e della Croce…P1130105 (2)

A est la dorsale dello Sciliar, (che include la prospettiva dei Denti di Terrarossa) con l’evidenza di parte del nostro percorso odierno…P1130108 (2)

Finalmente la cima, dài, che raggiungo staccandomi dal sentiero e rimontando per tracce la facile crestina sassosa apicale…P1130112 (2)

Verso ponente la vista non trova ostacoli di rilievo, ‘sicchè si perde nel riverbero fino all’Adamello, l’Ortles-Cevedale e le Alpi Austriache. Ero però così sbalordito dalla profondità di campo meravigliosamente irregolare mirando verso gli altri cardini, che dimenticai di catturare il colpo d’occhio verso ovest. Quindi torno a est, verso il Sassolungo per empatizzare col parapendista…P1130113 (2)

Dalla cima per curiosità insistiamo su una traccia marcata (ma non contrassegnata) che si allunga lungo il crestone appoggiato verso gli affioramenti calcarei della Croda del Maglio, in direzione nord…P1130114 (2)

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…e ci gusteremo i chiaroscuri verso ponente; scena pittoresca e istruttiva sulle stratificazioni che sostengono l’Altipiano dello Sciliar, nonchè indicativa della pasta friabile su cui poggiano le placide dorsali…P1130118 (2)

Orbene, sono le 10 del mattino, abbiamo quinci quasi tre ore di cammino per scendere all’auto lungo il percorso previsto, e vogliamo arrivarci per l’ora di pranzo per cercare di anticipare un poco le code certe che troveremo sulla Brennero fra Trento e Affi direzione sud, mannaggia, volendo essere a Bologna entro le 18. Torniamo ‘sicchè sui nostri passi. Ancora un colpo d’occhio dalla vetta; non male l’ubicazione del rifugio Bolzano, benchè del quale in questo scatto tagliai una fettina…P1130111 (2)

Al rifugio piglieremo il segnavia 2, verso la Bärenfalle ( trappola per gli orsi) e infne contrada San Cipriano, dove riposa l’auto…P1130096 (2)

Quindi un altro riferimento ai plantigradi, che giustifica il titolo del presente racconto. Evidentemente in un passato più remoto che prossimo gli orsi usavano frequentare lo Sciliar e i suoi meandri. Il sentiero cala dal Bolzano verso sudest, con dolcezza su ottima traccia per pascoli penduli, con il sontuoso trompe l’oeil dei Catinacci sbattuto in ceffo…P1130130 (2)

la via compie poi un ampio semicerchio declive lungo un’ansa pratile, verso sudest; c’infileremo ‘sicchè in questa deliziosa vallecola verzicante, nota come Thomastal…P1130133 (2)

Quinci sarà una magnifica passeggiata fra i verdi, malgrado la luce poco appetitosa. Raggiunto il piano, la traccia prima scorrerà nell’impluvio largo accanto al rio, per discostarsene sulla manca oroidrografica laddove la valletta smette il falsopiano e casca dolcemente a ovest. Quindi traversa la costa in falsopiano…P1130138 (2)

peccato per il lucore latteo che non valorizza bastevolmente la profusione in rosa dei fitti rododendri, ma è bellissimo vagolare costì. Particolare sulla tenera strozza verzicante della Thomastal…P1130139 (2)

Ignoriamo una traccia segnata che stacca verso destra e dovrebbe scendere a Malga Seggiola (Sessel Schwaige), e insistiamo sul comodo segnavia 2. Bello adocchiare quella baita lassù verso l’orlo meridionale dell’Altipiano…P1130147 (2)

…’sì come bello è voltarsi di spalle….P1130150 (2)

L’ottimo sentiero passa poi tra schiere di mughi e s’infila in un bellissimo bosco di cembri, mantenendo un andamento in falsopianolungo l’impluvio. Il fondo è sempre molto buono, occorre comunque prestare attenzione in qualche brevissimo tratto in cui il sedime si restringe affacciato su scarpate verso le quali è meglio non scivolare, la cui esposizione è travisata dai fitti mughi sottobordo. Doppiamo una serie di contrafforti silvestri spostandoci verso sudovest con gradualità, fino a un bel colpo d’occhio su Malga Seggiola dalla parte opposta..P1130155 (2)

proprio laddove il nostro sentiero piega deciso veso sud; trascuriamo in quella una traccia segnavia 9 che scende a malga Seggiola verso nord, e insistiamo sulla piega ad angolo a meridione, ove in pochi passi perveniamo a bella panca lignea panoramica con vista Latemar, posta all’ingresso ancora largo della Gola dell’Orsara, nei cui meandri andremo a viandare; punto di snodo a 50 minuti di cammino dal Rifugio Bolzano…P1130156 (2)

Panino e caliamo. Il sentiero, sempre numerato col 2, come da scatto precedente indugia in piano verso l’imbocco della Bärenfalle; poi scapicolla nell’orrido per secchi tornanti prima, e una serie di pittoresche passerelle in legno sospese a varcare una breve teoria di spacchi e crepacci che tormentano la scarpata e ne renderebbero la calata scabrosa; un breve tratto di cavo mancorrente protegge l’approccio al primo ponticello pendulo; nel prossimo scatto un colpo d’occhio dell’accesso, un poco aereo; visibili un’ulteriore passerella e una scalinatura…P1130160 (2)

Il cavo corrimano accompagna il cammino anche sulla passerella; l’ambito si mantiene aereo ma l’esposizione è modesta e comunque protetta….P1130163 (2)

Eccoci quindi nelle maglie della Trappola per gli Orsi, che smonta l’irta e scabrosa Gola dell’Orsara con questi passaggi facilitati; la sequenza di passerelle asseconda l’andamento dei contrafforti diruti…P1130165 (2)

Anche il raccordo fra i varchi penduli è agevolato da gradinamenti lignei, quando non su comodo sentiero; i pochi tratti esposti protetti con fune corrimano. Per quanto certamente impattante, trovo questa infrastruttura invero adeguata alle peculiarità paesaggistiche dell’Orsara; oltre a consentire un passaggio altrimenti pericoloso e impegnativo d’escursionismo spinto, consente di gustare il carattere suggestivo dell’orrido con un pizzico, forse un pizzicone d’architettura. Di norma sono contrario agli interventi di facilitazione dei passaggi escursionistici in ambiente naturale, figuriamoci quando l’infrastrutturazione è spinta; eppure devo riconoscere che qui non mi è venuto mal di pancia. Avanti per l’ultima sezione di ponte…P1130171 (3)

…e di scalinata…P1130175 (2)

Posto qui un breve contributo video indicativo del passaggio, effettuato con telecamerina tipo gopro…

Terminate le attrezzature il sentiero si butta spicciativo nell’orrido, quantunque ottimamente tracciato e manutenuto; prima traversando un poco a manca orografica…P1130181 (2)

Poi scapicollando deciso e serpiginoso nei visceri del budello, fra pubi di baranci…P1130185 (2)

..e saltuarie Stelle Alpine che mitigano un poco il frantoio alle ginocchia…P1130183 (2)

l’ambito è selvaggio, bellissimo, accattivante; a un tratto i bastioni che opprimono la strozza inquadrano un lembo pratile indorato di sole, sovrastato dal più discosto Latemar…P1130189 (2)

…mentre spare e riappare la vampa luminosa dell’astro diurno…sdr

Dopo circa 40 minuti e 500 metri di dislivello declive dal suo imbocco, si chiude la strozza dell’Orsara e ne siamo ai piedi. Voltarsi a guardarla fa un certo effetto…P1130193 (2)

Quinci la via, sempre ottimamente tracciata e segnata, si sposta in versante destro orografico e ne traversa con saliscendi, fino ad entrare un bel bosco misto, dove sono presenti ulteriori brevissimi segmenti attrezzati che proteggono qualche passo un po’ esposto…P1130196 (2)

Lungamente caliamo con pendenza moderata per comodi tornanti nella costa boscosa che s’affaccia su Val Ciamin; qualche triste colpo d’occhio sul medesimo solco vallivo camminato ieri e vulnerato dalla tempesta Vaia…P1130197 (2)

Tornanti nel bosco, a perdere quota ergonomicamente…P1130198 (2)

…con finestre incantevoli…P1130200 (3)

Si passa poi per questa curioso anfratto con scroscio d’acqua interno…P1130204 (2)

Il rispettivo cartello con spiegazione…P1130203 (2)

Poco prima di planare in fonodovalle e chiudere l’anello s’apre uno scorcio che scippa la favella; occhieggiano il Catinaccio e le Torri del Vaiolet in decollo dalla bonaccia ondulata dei masi pratili. Ecco, ve ne lascio un portfolio cospicuo e perdonate la ridondanza, chè non sapevo quali selezionare. Partiamo dall’unica foto ripresa col telefono e un lembo di sole…

VAIOLET-CATINACCIO, UN PORTFOLIO RIDONDANTE

sdr

P1130208 (2)

P1130206 (2)

zoomiamo un poco, dài…

P1130207 (2)

P1130210 (2)

ecco.

 

 Pochi minuti e siamo all’auto, circa 45 minuti dopo l’uscita dalla Gola dell’Orsara. Che dire, un sontuoso anello escursionistico diviso comodamente in due giorni. Torneremo per la ferrata Maximillian, un dì. Quantunque si tratti di un’area massicciamente frequentata, la gita consente di assaporare a pieno gusto tutti gli ingredienti della bellezza dolomitica, proponendo scenari via via diversi e cangianti, pieni di profondità di campo e spazialità sconfinata, le crode maestose dei Catinacci e del Sassolungo sempre al centro della bellezza di pietra o in splendida periferia quando si calcano le placide dorsali pratili dell’Altipiano, con un tocco deciso eppure discreto di facilitazione per l’attraversamento di ambiti e passaggi che sarebbero un poco più scabrosi, senza snaturarne oltremodo il carattere selvaggio. Bellissimo, affatto.

Alla prossima

Yoyodel

 

 

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