DOLOMITI di Braies; al Picco di Vallandro per la via comune, o della Bellezza

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SCHEDA ESCURSIONE 

N.B.: i tempi indicati si intendono al netto delle soste, e grossomodo corrispondenti a quelli di un camminatore medio, ovvero circa 1h per 300/350 mt. di dislivello in salita e per 500 mt. di dislivello in discesa, sempre grossomodo, ‘chè ognun* fa poi i conti coi propri.

  • CARTOGRAFIA: ho utilizzato la “Carta Topografica per Escursionisti TABACCO, foglio 03, “Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane” scala 1:25.000
  • L’escursione diparte e si conchiude in località PRATO PIAZZA (PLATZWIESE), raggiungibile in auto dalla Val Pusteria (BZ) lungo la convalle di Braies.
  • Indicazioni Google Maps per Prato Piazza
  • La strada per Prato Piazza è soggetta a limitazioni di circolazione legate alla disponibilità di parcheggio della contrada (100 posti) e disciplinata da differenti modalità di accesso e tariffe a seconda del periodo stagionale. In alternativa si può lasciare l’auto in località Ponticello (Brückele) presso il parcheggio a pagamento (così abbiamo fatto) e quinci salire con bus di linea, nello specifico il 443. Lascio di seguito il link aggiornato e bilingue con tutte le informazioni (tariffe, orari, modalità, orari bus) per l’accesso a Prato Piazza
  • Regolamento stradale Ponticello-Prato Piazza
  • Vi lascio un altro link, specifico per la zona di Braies, con spettro più ampio d’informazioni sull’accesso a Prato Piazza
  • Informazioni generali d’accesso a Prato Piazza
  • Vieppiù, a scanso d’equivoci e per quanto ponderabili nel link Google Maps precedentemente postato per Prato Piazza, lascio le indicazioni dirette per contrada Ponticello (Brückele), presidio a valle per l’accesso all’acrocoro.
  • Indicazioni Google Maps per Ponticello
  •  SPAZI e TEMPI : Prato Piazza (Platzwiese) 1991 mt- a sinistra, (fra i due alberghi Platzwiese e Hohe Gaisl) sentiero 40 – Picco di Vallandro (Dürrenstein) 2839 mt (2.30 h circa); discesa per la via di salita. 
  • DISLIVELLI: salita e discesa 900 mt circa  
  • PUNTI D’APPOGGIO: Rifugio Prato Piazza (Plaetzwiese)Hohe Gaisl Hotel  ; poco distante, verso l’orlo meridionale dell’acrocoro (nel caso si volessero compiere ulteriori passeggiate sull’altipiano), il Rifugio Vallandro
  • cartina topografica con tracciato del percorso: P1140723 (2)
  • DIFFICOLTA’: sulla base della SCALA DELLE DIFFICOLTA’ ESCURSIONISTICHE DEL CLUB ALPINO ITALIANO cui faccio riferimento, classificherei E+ (per escursionisti, con difficoltà lievemente maggiorate) la salita alla vetta; fino all’anticima il percorso si svolge lungo un ottimo, comodo sentiero privo di difficoltà. Lo sbalzo roccioso di pochi metri dell’anticima da cui occorre calare si presenta lievemente esposto, per quanto di facile superamento (pochi passi di I grado) e protetto da una catena, ‘sì come in modesta esposizione e servita di corrimano  la corta e pianeggiante crestina che segue e conduce al cono detritico della vetta principale, su cui è confitta la croce.

Caratteristiche:  Siamo nell’incantagione di Prato Piazza, splendido acrocoro pratile afferente alle Dolomiti di Braies, a “un passo dal cielo”,  al cospetto del rugginoso, talora rutilante ceffo levantino della Croda Rossa d’Ampezzo, con le magnifiche giogaie del Cristallo poco lontane, che quinci offrono la loro sontuosa, miglior facciata. Poco distanti sui vari sfondi altri massicci  dolomitici di rappresentanza’e i rispettivi satelliti.  Boschi, pascoli cielo e rocce qui concertano in un caleidoscopio montano deliziosamente armonico. La struggente Bellezza della plaga può essere gustata vieppiù con la salita al Picco di  Vallandro, che se verso est precipita in 1500 metri di pareti dirupate e dalla Val di Braies appare come un poderoso maniero d’inespugnabile dolomia, verso Prato Piazza digrada in placidi pendii pratili. La via di salita rimonta il declivio di verdi lungo un bellissimo, comodo sentiero privo di qualsiasi difficoltà fino all’anticima. Mi ha colpito vedere gran parte dei gitanti fermarsi colà e rinunciare al culmine. Dall’anticima il tracciato per la vetta presenta un passaggio più accattivante, chè tocca smontare un corto gradone roccioso con due passi di I grado in modesta esposizione, peraltro serviti da catena mancorrente, cui segue un corto passaggio su cresta pianeggiante, sempre in esposizione assai lieve e su buon terreno, altresì provvista di corrimano. La vista dalla cima è impagabile, pertanto la quota relativamente elevata, la posizione isolata del culmine e la relativa facilità d’accesso rendono questa gita molto ambita e frequentata, alla portata degli afferenti di ogni livello escursionistico (anche famiglie ed escursionisti/gitanti occasionali). Si tratta pur sempre di una bella vetta dolomitica, e pazienza se molti si fermano all’anticima. Eppure proprio superare il passaggio “chiave” può costituire una bella occasione per un piccolo ma significativo “upgrade” della propria esperienza/competenza escursionistica, qualora finora consistesse in semplici, belle  passeggiate su comodi sentieri. Qui si “conquista” una cima, si mettono le mani sulla roccia (comunque con la protezione della catena), si calcano pochi passi di terreno detritico e breccioso a cavallo d’una crestina pendula su due burroni. S’arriva alla croce, si firma il libro di vetta, si guardano negli occhi le accoste crode giganti. L ‘innalzarsi come metafora dell’evoluzione personale. Il potere trasformativo della montagna. La salita al Picco di Vallandro può pertanto rappresentare una piacevole, stimolante occasione per chi volesse implementare il proprio bagaglio escursionistico, “alzare l’asticella” dalla semplice passeggiata. Fermo restando che se da un lato le difficoltà e i pericoli oggettivi sono assai contenuti con buone condizioni atmosferiche, è imprescindibile il confronto con i corrispondenti soggettivi animato da buon senso,  per la gestione del rischio e la ponderazione di limiti e possibilità individuali. In tal senso la gita si presta come classico esempio “formativo” per cui l’escursionista neofita la intraprende assieme a un compare di collaudata esperienza in materia, una figura di fiducia che “accompagni l’educando” nel significativo superamento della difficoltà, quantunque oggettivamente modesta. Insomma, in termini d’impegno complessivo l’escursione si presta per un salto di qualità e quantità nel bagaglio esperienziale dell'”escursionista della domenica”, senza offesa per nessuno.  La salita è costante nelle due ore e mezza richieste, e per quanto comoda e moderata non dà tregua. Il dislivello è di tutto rispetto, chè segna circa 900 metri. Il “passaggio chiave” richiama quel pizzico d’avventura ma richiede la giusta, necessaria attenzione. Insomma, una gita di soddisfazione, che può essere di grande soddisfazione per chi avesse da poco scoperto le meraviglie della montagna. Pregevole vieppiù per le dimensioni trasformative cui ho accennato e che la Montagna può favorire. E nell’incanto di un paesaggio meraviglioso, garantito anche a coloro cui basta fermarsi all’anticima, dove si respira comunque grande bellezza, e la dimensione estetica dei sensi aperti è ugualmente animata.    

 

Agosto i primi,  A.D. 2020

In località Ponticello gli addetti alla gestione del traffico veicolare comunicano agli avventori che il parcheggio di Prato Piazza è colmo, ‘sicchè tocca lasciare l’auto presso l’area di sosta locale a valle per salire con il bus 403. Già da basso la Piccola Croda Rossa mostra il sangue della frana, che contrasta ila densità turchina del cielo regalata dalla splendida mattinata…P1140437 (2)

All’arrivo del mezzo qualche momento di tensione; siamo in evo d’emergenza sanitaria per il Covid 19, il veicolo fa pieno carico di passeggeri (va detto tutti provvisti di mascherina) e qualcuno si lamenta del mancante distanziamento sociale all’interno del mezzo, per quanto fossero presenti avvisi affissi nella bacheca della pensilina d’attesa della fermata che comunicavano con chiarezza quanto la modalità di pieno carico di passeggeri fosse comunque ottemperante alle norme di sicurezza istruite contestualmente dalla Provincia Autonoma. Dieci minuti di corsa del bus e perveniamo allo splendido acrocoro di Prato Piazza, laddove la Croda Rossa d’Ampezzo mostra il poderoso ceffo levantino…P1140440 (2)

Pochi minuti di cammino lungo laq rotabile che indugia nel pianoro e siamo all’albergo  ristoro Prato Piazza (Platzwiese), adiacente all’hotel Hohe Gaisl/Croda Rossa; già stordiscono di piacere la bellezza pratile dell’acrocoro, le quinte dolomitiche sullo sfondo, l’effluvio saporoso di Terre Alte. Volgendo lo sguardo a est ( a manca salendo) si può individuare il dolce tracciato di salita alla nostra cima, che qui mostra la gentilezza pratile del versante vespertino…P1140442 (2)

Tra le due strutture ricettive troviamo confitta la segnaletica verticale; seguiremo il segnavia 40 diretti alla cima del Picco…P1140446 (2)

..tracciato che diparte a manca fra i due edifici con bella mulattiera in levissima salita…P1140448 (2)

..e si allunga sui pascoli di magnifica verzicacia che indugiano verso la rada boscaglia di cembri e larici; è bellissimo, e godono le nari del profumo di monti…P1140450 (2)

Pochi passi e siamo a un primo bivio; insistiamo a destra (sud) sul segnavia 40..P1140453 (2)

Il sentiero aumenta moderatamente la pendenza, e offre un bel colpo d’occhio sul Gruppo del Cristallo, quinci schierato per intero nel suo sguardo settentrionale…P1140457 (2)

Mentre a ponente giganteggia la Croda Rossa che dà il nome alla plaga d’Ampezzo…P1140462 (2)

Dopo circa un quarto d’ora di cammino complessivo la pista, sempre su ottimo sedime di terra e comode sasse, piega con decisione a manca (nord); quinci manterrà l’orientamento cardinale fino in cima, senza più incrociare altri segnavia…P1140463 (2)

..varchiamo un simpatico cancello ligneo presso un magnifico cirmolo in decollo…P1140465 (2)

…e indugiamo su terreno sempre comodo verso la nostra meta, ben visibile, in ambiente naturale di grande pregio, con cembri e baranci che via via diradano in favore di prato glabro. Talora il sentiero curva proponendo scorci diversi….P1140466 (2)

…che si fanno di bellezza struggente. La dimensione estetica di questo tratto è di  rara intensità, i sensi travolti da carezze in un pugno di meraviglia. Ancora  le schiere del Cristallo, l’acrocoro di Prato Piazza qui supino a pieno respiro, i bastioni della Croda Rossa, il cielo che atterra sul Bello. La sublime sinfonia della Montagna…IMG_20200806_113341 (2)

Il sentiero guadagna costantemente quota con dolce ostinazione, favorendo uno sforzo moderato e piacevole. Gli ultimi cembri acclivi regalano scorci peculiari..P1140468 (2)

e cedono ai più tarchiati baranci, mentre la via si distende in comodo traverso allungato a settentrione…P1140471 (2)

…fino a un pulpito pratile da cui vitelli e giovenche regalano un delizioso cliché…P1140476 (2)

Abbiamo camminato un’orata, e macinato circa 400 metri di dislivello positivo con piacevole, assai poco faticosa pertinacia. I restanti 500 metri alla vetta andranno meritati sul medesimo, comodo sedime, talora serpiginoso…P1140479 (2)

…vieppiù agevolato da scalinamenti a tronchi di legno laddove si presenti più breccioso…P1140482 (2)

Dopo altre pieghe a destra e a manca, la pista perviene al crestone sommitale, presso un intaglio che ne interrompe la regolarità. In quella precipita e si distende la vista nell’orrido che s’inabissa in Val di Landro, e verso le schiere sublimi e convulse delle Dolomiti di Sesto; occhieggiano quinci le Tre Cime al centro, le giogaie di Monte Rudo e dei Rondoi a manca, i Cadini di Misurina a destra…

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Molti fra i tanti che si cimentano con la salita al Picco di Vallandro si fermano qui. Poco adusi agli affacci aerei, al senso precipite di verticacia profonda tipico delle crode, si fanno pigliare da vertigini e pertanto bastare il colpo d’occhio suggestivo e potente quinci offerto. Per la cima cambia il terreno, che si fa detritico e breccioso quantunque comodo, e si tratta di calcare l’appicco con uno strappo diverso, più brusco…P1140486 (2)

…invero fino all’anticima, poichè calcata quest’ultima tocca divallare a un intaglio che la separa dalla cima vera e propria lungo un passaggio un poco più pepato. Molti fra i tanti che raggiungono l’anticima se la fanno bastare; il passaggio prevede di smontare un corto gradone di pochi metri di buona roccia, con qualche passo di I grado un po’esposto verso i dirupi sottostanti, epperò agevolato da uno spezzone di catena. Oltre il gradone un ulteriore segmento di catena (invero basso e un po’ scomodo) protegge pochi passi di crestina aerea ma su buon terreno. Posto qui una sequenzuola fotografica del passaggio, prima nella sua fase discendente e risalente…

 

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Rende tuttavia meglio l’dea del passaggio il punto di vista dalla cima verso l’anticima, che vi propongo; qui un escursionista ha appena smontato il gradone…P1140491 (2)

…e qui mia moglie, sulla via del ritorno, si cimenta nella risalita…P1140502 (2)

 

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Dopo due ore e venti di cammino dalla partenza siamo alla croce di vetta, dove mi aspettavo di trovare più traffico. La vista spazia gagliarda in ogni direzione, in un giro d’orizzonte da torcere il capo per profondità e bellezza. Colpo d’occhio sublime e molto istruttivo sul Sistema Dolomiti pressochè al completo, a diverse profondità di campo e differenti direzioni, comprensivo dei colossi glacionivali afferenti alle Alpi austriache. La luce spenta dai nembi si fa lucore livido e dorato, chè l’atmosfera pare farsi temporalesca; decidiamo pertanto di rinunciare alla discesa esplorativa per il crestone della Gran Piramide/Crepe di Valchiara, in favore della calata a ritroso, più spicciativa e meno esposta in caso d’intemperie (e per il fatto che dobbiamo rientrare all’auto in bus, non potendo ponderare con precisione i tempi di percorrenza per la calata dal crestone) Ci godiamo però la scena, che la fotocamera in modalità panoramica del telefonino non potrà mai restituire bastevolmente; qui lo sguardo verso sudest…IMG_20200806_130721 (2)

..a ponente il broncio un po’ spettrale della colossale dirimpettaia Croda Rossa d’Ampezzo..P1140505 (2)

..mi colpiscono però vieppiù le schiere dei Rondoi-Baranci a levante, avvolte di luce sinistra eppur seducente; nell’occhio di bue le due Cime Bulla (Nord a manca, Sud a ritta), un sogno nel cassetto. Evidente il cengione rampante che ospita la via comune alla Cima Bulla Nord, quello che diparte a manca della base dello stretto canale che separa i le vette. Dolomiti remote, selvagge, abbandonate alla loro pristina bellezza…P1140508 (2)

Orbene, si torna. Posto qui un breve filmato che documenta il passaggio in cresta fra cima e anticima del Vallandro; da tener presente che la ripresa della videocamerina tipo Gopro esaspera la prospettiva comprimendola, con l’effetto di rendere gli ambiti più scabrosi e i passaggi più arditi di quanto invero non siano…

La discesa sarà di gran gusto e stranamente pressochè in solitaria. Il meteo da imbronciato sembra disporsi a un umore più accogliente, ‘sicchè la venusta grandiosità dell’ambiente ci regalerà sensazioni ancora meravigliose…IMG_20200806_145704 (2)

…che decideremo di gustare appieno e con calma, impiegando per la calata lo stesso tempo della salita; pranzetto e soste frequenti. Insomma si va in cima a questo bel castello di roccia, che visto quinci (da nord, dalla Val di Braies) pare inespugnabile, inabbordabile in modalità escursionistica…P1140527 (2)

Gita stupenda, in ambiente naturale di grande suggestione dolomitica. 4/5 ore spese benissimo, in letizia, pensando coi piedi. Peccato solo per la mancata parte esplorativa lungo il crestone della Gran Piramide, messa in programma come itinerario di calata in guisa di giro ad anello. Toccherà quindi tornare (e sarà un piacere), per quanto la discesa per lo stesso itinerario di salita imponga deliziosamente di fronteggiare scenari di Bellezza impareggiabile, di un’intensità estetica da farti ebbro. Ecco, l’ebbrezza. L’ebbrezza della Bellezza.

Alla prossima

Yoyodel

2 pensieri su “DOLOMITI di Braies; al Picco di Vallandro per la via comune, o della Bellezza

  1. Articolo come sempre molto minuzioso, preciso e divertente. Stuzzica la voglia di fare un’escursione anche a chi non è naturalmente portato per queste cose, credo (non ho le prove di altri, ma a ne entusiasma sempre molto). Io questi articoli me li tengo lì e ci farò un volumetto che userò come guida, in attesa di liberarmi il tempo e il modo per usarlo e ripassare questi sentieri, almeno alcuni. Dovrei darmi una mossa, in effetti :). Grazie, molto bravo, bellissimo lavoro di divulgazione!

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  2. Ciao Silvia,
    sono felice dell’apprezzamento, e ti ringrazio per le belle parole. Mi fa piacere in particolare che lo stile divulgativo trovi riscontro nei tuoi gusti, e l’affettuosa (per me di grande soddisfazione) rappresentazione del “volumetto” da utilizzare come guida per escursioni a venire. Il motivo che mi spinge a divulgare le mie (comuni a quelle di tant*) esperienze escursionistiche sta proprio nel desiderio di condividere la bellezza esperita e incontrata, tale da sentire sempre l’uzzolo di raccontarne. Certo, in una dimensione/espressione soggettiva, ma certamente appassionata.
    Grazie ancora, buone escursioni!
    Valerio

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